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Economia politica - Introduzione alla macroeconomia

Appunti di Economia politica riguardanti la macroeconomiacon riferimento agli argomenti trattati: moltiplicatore monetario, politica monetaria e politica fiscale o di spesa pubblica, il circuito economico “allargato”, la politica monetaria, la politica fiscale o di spesa pubblica o di bilancio.

Esame di Economia politica docente Prof. -. Non

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Il circuito economico “allargato”

In un sistema economico inteso come somma dei mercati di tutti i beni e servizi produttivi (studiati

nella parte di microeconomia) del paese, entrano altri operatori che precedentemente non avevamo

avuto la necessità di considerare.

La figura di riferimento del nuovo circuito economico allargato è la seguente:

dove, accanto alle famiglie ed alle imprese, troviamo altri 2 importanti operatori:

• La Pubblica amministrazionezione, cioè il governo di un paese

• Il settore estero, che influenza il nostro circuito attraverso le importazioni (le quali costituiscono

un’offerta aggiuntiva) e le esportazioni (le quali costituiscono una domanda aggiuntiva) e che

studieremo nella lezione 16

L’operatore pubblica amm.zione è fondamentale nell’analisi macroeconomica, perché esso interviene in

economia, influenzando il libero agire delle forze di mercato, attraverso 2 diverse politiche

economiche:

• La politica monetaria ad opera della banca centrale di un paese, la quale, aumentando o

restringendo l’offerta di moneta e quindi la quantità di moneta in circolazione, ha la possibilità di

condizionare le forze di mercato e dunque di raggiungere determinati risultati in termini di grandezza

di alcune variabili economiche (p. es. gli investimenti, il reddito, il tasso d’interesse, ecc.)

• La politica fiscale o di spesa pubblica o di bilancio ad opera del governo centrale di un paese, la

quale, agendo sulla quantità di spesa pubblica o sulla variazione del prelievo fiscale a carico dei

cittadini, permette anch’essa di raggiungere determinati risultati delle grandezze economiche (livello

di consumo, tasso d’inflazione, tasso di disoccupazione, reddito, ecc.)

Diciamo subito però che non c’è nessun accordo, fra le diverse teorie economiche, sui risultati

raggiungibili utilizzando gli strumenti di politica economica e sulla loro efficacia. Anzi, in alcuni casi non

c’è nessun accordo neanche sull’opportunità o meno di intervenire in economia con una politica

economica governativa.

In ogni caso, la considerazione di un sistema economico, anziché di un singolo mercato, fa diventare

necessario identificare delle grandezze che precedentemente non erano importanti. Queste grandezze

sono:

• Il PIL ed il PNL

• L’inflazione

• La disoccupazione

• La Moneta in circolazione

• Il consumo ed il risparmio

• La spesa pubblica

• Gli investimenti

Queste variabili economiche saranno definite e studiate in questa lezione e nelle successive.

Già adesso è opportuno comprendere il concetto di ricchezza nazionale o reddito di una nazione

(misurato dal PIL o dal PNL).

Il reddito di un paese in un anno può essere visto da più punti di vista:

• È il valore di tutti i beni e servizi scambiati nel periodo considerato

• È il totale del consumo (spesa) effettuato dai cittadini nello stesso periodo

• È l’insieme dei redditi monetari percepiti dai componenti della collettività in un anno

Qualsiasi strada si percorre per arrivare a quantificare la ricchezza nazionale, si perviene alla stessa

conclusione in termini monetari, cioè il PIL, ovvero il Prodotto Interno Lordo.

Le diverse strade percorribili rappresentano le tappe del circuito reddito-spesa:

Prodotto Interno Lordo (PIL) e Prodotto Nazionale Lordo (PNL)

Secondo il SEC (Sistema Europeo dei Conti), la ricchezza nazionale di un paese in un periodo di tempo

(in genere un anno) è misurabile dal PIL.

Il PIL è il valore a prezzi correnti dell’insieme di beni e servizi finali prodotti in un anno, nel territorio di

una nazione.

Il valore dei beni e servizi è quello finale, per evitare le duplicazioni di valore dovute alla

considerazione degli scambi dei beni intermedi che concorrono alla produzione di un determinato bene.

Per questo il PIL è la somma dei soli valori aggiunti, di ogni singola lavorazione, di tutti i beni e servizi

prodotti dalla collettività nel territorio nazionale.

Inoltre, l’accento è posto anche sul territorio nazionale, perché il PIL esprime il reddito del Paese,

facendo riferimento ai fattori produttivi localizzati nel territorio nazionale, indipendentemente dal fatto

che essi siano di proprietà di italiani o di stranieri (è quindi il valore della produzione in Italia).


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AUTORE

luca d.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Docente: Non --
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher luca d. di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Non --.

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