Economia politica 1 parte
Corso di laurea di servizio sociale
Argomenti presenti
- Elementi della Contabilità Nazionale
- Il principio della domanda effettiva
- La teoria del consumo: la teoria del risparmio, il moltiplicatore keynesiano e la questione del bilancio pubblico
- Bilancio pubblico, deficit pubblico e tassi di interesse
Teorie e modelli
Fare teoria significa ordinare i fatti in base a uno schema logico di riferimento. Per prima cosa occorre osservare la realtà ed avere un'idea dei fatti per i quali si cerca una spiegazione. La semplice osservazione dei fatti è ingannevole. Poi si deve assumere un'ottica e si fanno alcune ipotesi su come si ritiene che le cose funzionino relativamente al problema considerato. Infine, si individuano gli elementi che si ritengono importanti per spiegare il fenomeno e poi facendo uso di un linguaggio di elaborazione si scomporrà il fenomeno nelle parti che lo compongono e si metteranno le singole parti in relazione tra loro mediante connettori logici. La costruzione di un modello è la traduzione di un linguaggio formale delle ipotesi su cui la teoria è costruita.
La macroeconomia
La macroeconomia si occupa di:
- Delle caratteristiche,
- Del comportamento
- Dell'evoluzione nel tempo
- Di un sistema economico considerato nel suo insieme, sia isolatamente sia nelle relazioni che intercorrono con altri sistemi economici.
Con il termine sistema economico intendiamo un insieme di elementi che interagiscono tra di loro dando luogo ad una unità fondamentale coordinata. Vedremo come l'attività si svolge in determinati settori produttivi dia luogo ad una offerta aggregata e ad una domanda aggregata nonché ad un reddito distribuito. Analogamente, vedremo come alla produzione corrisponda una certa occupazione, ma qualora la domanda aggregata risultasse inferiore alla capacità produttiva del sistema economico ciò darà luogo a una certa disoccupazione volontaria. L'offerta è correlata al problema dell'occupazione, ricordando fin dall'inizio che la disoccupazione è un fenomeno involontario.
Excursus sull'evoluzione del pensiero economico
L'economia classica (1750-1850) nasce come tentativo di comprendere le modificazioni economiche e sociali indotte dalla rivoluzione industriale. Da questa deriva la rivoluzione 'marginalista' (1850-1936) che introduce nelle discipline economiche il paradigma della fisica e del calcolo marginale e pone l'accento sul momento dello scambio ed è alla base della moderna macroeconomia. Dalla rivoluzione marginalista nasce l'economia cosiddetta neoclassica. Essa non prevede la crisi: il sistema economico possiede meccanismi spontanei di aggiustamenti che lo conducono verso la piena occupazione. Contemporaneamente a queste fasi si sviluppa la teoria qualitativa della moneta (1911-1930) che pone l'accento sul ruolo della moneta e i suoi riflessi che questa ha sull'inflazione.
Da qui si passò poi al monetarismo e alla nuova microeconomia classica del 1970 che nega ogni forma di interventi da parte dello Stato. Tra gli anni 1836 e 1970 si può ricordare la rivoluzione keynesiana che pone l'accento sul momento della riduzione anziché su quello dello scambio. Nell'economia keynesiana le crisi sono endemiche al sistema economico: poiché la domanda effettiva è inferiore alla capacità produttrice si genera disoccupazione involontaria, per contrastare la quale occorrono misure di politica economica. Questo approccio è alla base della moderna macroeconomia. Questa teoria nasce come la 'teoria generale' del 1936 e prevede crisi e rimedi che possono attuare i sistemi economici per uscire dalla crisi.
Il sistema economico e le sue parti
Il sistema economico verrà scomposto nelle sue parti che lo compongono e successivamente riaggregato facendo uso di simboli e di relazioni tra i simboli. A tale scopo utilizzeremo tre diversi tipi di relazioni:
- Di identità
- Che esprimono condizioni di equilibrio
- Di comportamento
La produzione, un aggregato che indicheremo con la lettera Y, verrà suddivisa in:
- Consumi delle famiglie C
- Investimenti delle imprese I => Y = C + I
I consumi saranno poi posti in relazione con il reddito mentre gli investimenti verranno posti in relazione con il tasso di interesse.
Le relazioni di identità
In questo tipo di relazioni:
- Offerta aggregata e domanda aggregata nella prima
- Valore aggiunto, reddito e domanda finale nella terza
Sono stati definiti in maniera tale che il loro valore non può che coincidere => Y = C + I = VA quantità di reddito distribuito.
Offerta aggregata: quello che residuo dal valore globale, lo posso distribuire. Valore della Valore aggiunto: produzione complessiva al netto dei valori intermedi.
Le relazioni che esprimono una condizione di equilibrio
Nel caso in cui la variazione delle scorte fosse uguale a zero allora si avrebbe la seguente uguaglianza DA + delta s = Y => DA = Y condizione di equilibrio.
Le variabili macroeconomiche
Le variabili possono essere:
- Esogene: il valore di questo viene assunto al di fuori del contesto in cui sono utilizzate, il loro valore è assunto come fisso
- Endogene: valore viene fatto dipendere da qualche altra variabile
Gli aggregati macroeconomici sono espressi in valore. Tutte le grandezze macroeconomiche sono espresse in valore e vengono valutate circa il prezzo unitario. Esistono tuttavia metodi statistici che consentono di valutare separatamente sia le variazioni dei prezzi sia le variazioni delle quantità. Quando i prezzi aumentano, vale a dire in presenza di inflazione, per confrontare grandezze macroeconomiche riferite a periodi di tempi differenti occorre esprimere gli aggregati a prezzi costanti mediante opportuni indici di prezzi.
Gli operatori della macroeconomia
Nella macroeconomia vengono chiamati operatori di spesa e sono:
- Le imprese: che producono beni o servizi che cedono ad altri utilizzatori finali e distribuiscono redditi a coloro che hanno partecipato alla produzione
- Le famiglie che percepiscono redditi che vengono utilizzati nell'acquisto di beni di consumo oppure risparmiati
- Lo Stato preleva le risorse dalle famiglie e dalle imprese sotto forma di tasse e contributi e rimette in circolo tali risorse acquistando consumi collettivi oppure effettuando investimenti infrastrutturali
- L'Estero che vende i beni e i servizi agli operatori nazionali che li importano e opera sugli stessi beni e servizi che altri operatori nazionali esportano
C'è un flusso nominale del reddito che riguarda gli acquisti di beni e servizi che le famiglie fanno nelle imprese. Le imprese forniscono beni e servizi, le famiglie pagano un corrispettivo dovuto e può essere misurato in valore, euro. C'è un altro flusso chiamato reale del reddito che ha oggetto i beni e si intende che le famiglie forniscono lavoro alle imprese, le imprese impiegano il lavoro e producono beni e servizi che vendono venduti alle famiglie in cambio pagando corrispettivi. Insieme i due flussi vengono chiamati flusso circolare del reddito: che ci spiega come avviene la produzione che serve a finanziare i redditi familiari e a finanziare la spesa dei beni e servizi che porteranno avanti le famiglie.
La contabilità nazionale
La Contabilità Nazionale è una metodologia utilizzata dall'ISTAT per descrivere in maniera sistematica l'attività economica del nostro paese. I fenomeni descritti nei conti economici sono:
- La produzione di beni e servizi ovvero l'offerta aggregata
- L'utilizzo del reddito da parte dei suoi percettori: la domanda aggregata
- La distribuzione del reddito fra chi ha partecipato alla produzione
Produzione, valore aggiunto e reddito
Un esempio con tre imprese:
| Impresa | A | B | C | Totale |
|---|---|---|---|---|
| Fatturato venduto | 1000 | 500 | 250 | 1750 |
| Beni intermedi acquistati | 500 | 250 | 0 | 750 |
| Valore aggiunto | 500 | 250 | 250 | 1000 |
| Redditi da lavoro | 250 | 125 | 125 | 500 |
| Altri redditi | 250 | 125 | 125 | 500 |
Il valore aggiunto è la differenza tra la produzione lorda vendibile e i beni intermedi e coincide con il reddito che viene distribuito a favore di chi ha contribuito alla produzione. I redditi possono essere di diverso tipo:
- Redditi da lavoro dipendente: spese che le imprese effettuano per il fatto di avere lavoratori dipendenti che possono essere scomposti in retribuzioni lorde del lavoro dipendente e contributi sociali a carico delle imprese
- Risultato lordo di gestione: tutti i redditi diversi da quelli del lavoro dipendente di conseguenza redditi da lavoro autonomo e interessi pagati a finanziatori
- Imposte indirette sui prodotti delle imprese diverse dalle dirette perché non sono caricate su una persona individuata ma su un'attività economica
L'impresa A è l'unica che produce un bene finale: un bene non utilizzato da altri come input produttivo o utilizzabile come investimento. La contabilità nazionale ha come obiettivo misurare il valore aggiunto complessivo. L'offerta aggregata è uguale al fatturato venduto di impresa A, ed è uguale al bene finale ed è uguale al valore aggiunto totale. Il valore aggiunto è infatti il valore della riduzione dei beni finali. La produzione lorda vendibile indica qualcosa che è sul lato della domanda, è definito lordo perché non tengono conto degli ammortamenti. Gli investimenti sono intesi come acquisto di nuova capacità produttiva da parte di un'impresa. Sono definiti lordi.