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Mankiw – Capitolo 34

Cinque dibattiti sulla politica macroeconomica

1 - Le autorità di politica monetaria e di politica fiscale dovrebbero cercare di stabilizzare l’economia?

Pro: I governanti dovrebbero cercare di stabilizzare l’economia. Lasciata a se stessa, l’economia tende a fluttuare. Se le famiglie e le imprese diventano pessimiste rispetto al futuro, diminuiscono le proprie spese e, così facendo, riducono la domanda aggregata di beni e servizi.

La caduta della domanda aggregata, a sua volta, fa contrarre le produzioni: le imprese licenziano e il tasso di disoccupazione aumenta; il PIL reale e le altre misure del reddito diminuiscono e questi due fattori tendono a confermare il pessimismo che ha generato questa svolta negativa dell’economia.

Una recessione di questo tipo non è un bene per la società e non c’è alcun motivo che possa giustificare il fatto che una società debba farsi strada tra espansione e contrazioni del ciclo economico. Se la domanda aggregata è insufficiente a garantire il pieno impiego, il governo deve aumentare la spesa pubblica, abbattere la tassazione ed espandere l’offerta di moneta; se la domanda aggregata è eccessiva e crea rischio di un aumento dell’inflazione, il governo deve tagliare la spesa pubblica, aumentare le imposte e contrarre l’offerta di moneta.

Contro: I governanti non dovrebbero cercare di stabilizzare l’economia. In teoria la politica monetaria e quella fiscale potrebbero stabilizzare l’economia se, come è invece nella quotidianità, non ci fossero molti ostacoli fra il risultato teorico e quello pratico. Innanzitutto, gli effetti di queste politiche non si manifestano immediatamente ma agiscono con un sostanziale ritardo.

La politica monetaria influenza la domanda aggregata attraverso la variazione dei tassi di interesse che, a loro volta, influenzano la spesa per investimenti produttivi e immobiliari: molti studi indicano che le variazioni della politica monetaria hanno effetti minimi sulla domanda aggregata fino a circa sei mesi dal momento della variazione.

La politica fiscale è soggetta a ritardi a causa delle lungaggini del processo decisionale sulla base del quale vengono determinate le variazioni della spesa pubblica e delle imposte. A causa di questi lunghi ritardi, i governanti che volessero stabilizzare l’economia dovrebbero essere in grado di prevedere le condizioni congiunturali che si verificheranno nel momento in cui i provvedimenti manifestano il loro effetto ma le previsioni economiche sono imprecise anche a causa della intrinseca imprevedibilità degli shock esogeni che provocano le fluttuazioni cicliche.

Pertanto, le autorità che governano l’economia di una nazione dovrebbero astenersi dall’utilizzare spesso la politica monetaria e fiscale.

2 – La politica monetaria dovrebbe essere soggetta a una regola o alla discrezionalità?

Pro: La politica monetaria dovrebbe seguire una regola. La discrezionalità nella conduzione della politica economica presenta due problemi. Il primo è che le autorità di politica monetaria possano usare la loro discrezionalità per aprire la strada all’abuso di potere; il secondo è quello dell’incoerenza temporale cioè l’incoerenza tra quanto esse affermano di voler fare e quanto, nella realtà e alle prese con congiunture inverse di breve periodo, fanno.

Uno dei modi per evitare questi due problemi legati alla discrezionalità della politica monetaria è impegnare la banca centrale all’ossequio di una regola ben precisa.

Contro: La politica monetaria non dovrebbe essere vincolata a una regola. Certamente la discrezionalità della politica monetaria è foriera di molti problemi ma questo...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

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