Capitolo 13: I costi di produzione
I beni ed i servizi dei quali usufruiamo quotidianamente sono prodotti da imprese. Adesso cercheremo di comprendere meglio quali decisioni contribuiscano a determinare la curva di offerta e come le decisioni dell’impresa relative ai prezzi e alle quantità da offrire sono condizionate dalla situazione del mercato in cui essa opera.
Che cosa sono i costi
Ricavo totale, costo totale e profitto
Normalmente gli economisti ipotizzano che l’obiettivo dell’impresa sia la massimizzazione del profitto (meglio definito come risultato netto di produzione). Vediamo allora di mettere in luce alcuni dati essenziali:
- Ricavo totale – somma che l’impresa incassa complessivamente dalla vendita del proprio prodotto;
- Costo totale – somma che l’impresa spende complessivamente per acquistare i fattori di produzione;
- Profitto (o risultato netto di produzione) - differenza tra ricavo totale e costo totale.
Per vedere come un’impresa possa massimizzare il RNP occorre prima considerare il problema della misurazione del ricavo totale e del costo totale.
Il costo come costo-opportunità
In generale, diciamo che il costo di un bene è ciò a cui si deve rinunciare per goderne. In particolare, il costo-opportunità di un bene fa riferimento a tutto ciò a cui bisogna rinunciare per poterlo acquisire: quando un economista parla dei costi di produzione di un’impresa, include tutti i costi-opportunità che questa sostiene per realizzare la propria produzione di beni o servizi.
I costi opportunità di produzione di una impresa sono in parte evidenti e in parte occulti. Distinguiamo:
- Costi espliciti – sono i costi che generano un flusso di denaro (es. salari ai dipendenti);
- Costi impliciti – sono i costi che non generano flusso di denaro (reddito a cui l’imprenditore rinuncia per dedicarsi alla propria attività; capitale finanziario investito nell’impresa).
Questa distinzione tra costi impliciti ed espliciti sottolinea una differenza importante tra il punto di vista dell’economista e quello di un contabili nell’analisi delle attività economiche. Infatti, gli economisti sono interessati a studiare le modalità secondo le quali le imprese prendono le proprie decisioni di prezzo e di produzione e perciò, nel valutare i costi, prendono in considerazione tutti i costi-opportunità. I contabili, invece, si limitano a registrare tutti i movimenti monetari da e verso l’impresa e prendono in considerazione i soli costi espliciti, ignorando quasi completamente quelli impliciti. Quindi, possiamo schematizzare:
| Economista | Contabile | |
|---|---|---|
| Ricavo | Costo-opportunità | Ricavo totale |
In base a quanto abbiamo detto, dobbiamo dunque distinguere tra profitto economico e profitto contabile:
- Profitto economico - è dato dal ricavo totale meno il costo totale, che comprende sia i costi espliciti sia quelli impliciti;
- Profitto contabile – è il ricavo totale meno i costi espliciti.
Vale la pena di notare come il profitto contabile, non prendendo in considerazione i costi impliciti, è sempre maggiore del profitto economico. Dal punto di vista economico, un’impresa genera profitto soltanto se i suoi ricavi totali sono superiori a tutti i costi-opportunità, sia impliciti che espliciti.
Produzione e costi
Le imprese incorrono in costi per acquistare i fattori necessari alla produzione dei beni e dei servizi che vengono (lavoro, materie prime, macchine, ecc.). Vediamo ora una funzione di produzione, cioè la relazione che intercorre tra la quantità di fattori utilizzata per produrre un bene e la quantità prodotta. Dobbiamo innanzitutto tenere presente che il criterio-guida che governa le scelte di un individuo razionale è quello della “marginalità” che lo porta a domandarsi quanto prodotto in più.