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ECONOMIA POLITICA I

(MICROECONOMIA)

INTRODUZIONE

Uno dei principali obiettivi della Miroeconomia è quello di spiegare l'organizzazione istituzionale di un sistema

economico; di fornire, cioè, gli strumenti analitici necessari per capire la realtà che ci circonda, fatta da

istituzioni e organizzazioni. Si può anche dire che la Microeconomia si propone di rispondere alla domanda: "è

possibile spiegare come gli individui, nel tentativo di massimizzare l'utilità per i propri interessi personali,

arrivino a "cooperare" e a formare quelle istituzioni che oggi costituiscono l'economia per il bene della

società?". Oggi, infatti, le istituzioni sono riconosciute come l'insieme di regole scritte o univesalmente

accettate che impogono agli individui di adottare comportamenti utili e rispettosi nei confronti della società;

non a caso, infatti, queste stesse istituzioni prevedono un meccanismo sanzionatorio e coercitivo ogni

qualvolta si presenti un illecito (cfr il "​ Leviatano​ "). Aspetto fondamentale è che le istituzioni sono l'esito di

​ ​

scelte razionali dei singoli individui che, abbandonando lo "stato di natura di Hobbes", scelgono

consapevolmente di cooperare nel loro stesso interesse e in quello della società; si è visto, infatti, che l'esito

delle preferenze individuali è potenzialmente lesivo per la società, perchè l'individuo ricerca esclusivamente il

suo interesse. Per questo, gli individui scelgono razionalmente di imporre istituzioni (es: "​ Guerra/Pace​ ").

In particolare, si dice che: "una situazione sociale NON è EFFICIENTE nel senso di Pareto se è possibile

identificarne un'altra che, rispetto alla precedente, è NON PEGGIORE per tutti e STRETTAMENTE MIGLIORE per

alcuni"

Un altro obiettivo della microeconomia è quello di tentare di spiegare e risolvere il "problema dell'allocazione"

delle risorse. Una delle definizioni base dell'economia è quella dell'economista britannico Lionel Robbins. Egli

affermò che: "l'economia è la scienza che studia la condotta umana come una relazione tra scopi e mezzi scarsi

applicabili ad usi alternativi"

.

La microeconomia, quindi, studia il comportamento degli individui razionali in ambito economico, cercando di

capire le motivazioni di alcune scelte e di analizzarle in modo efficace. L'approccio a questo tipo di analisi è

basato su alcuni capisaldi preliminari:

‐ PREFERENZE stabili nel tempo

‐ SCELTA RAZIONALE dell'individuo

‐ EQUILIBRIO (o OBIETTIVI) da raggiungere.

La SCELTA RAZIONALE può avvenire in diversi ambiti:

1) CERTEZZA TEORIA DEL CONSUMATORE (Massimizzazione Utilità)

2) INCERTEZZA ESOGENA POLITICA ECONOMICA (Massimizzazione Utilità Attesa ‐ NO programma corso)

3) INTERAZIONE STRATEGICA TEORIA DEI GIOCHI (e possibili soluzioni)

1. TEORIA DEL CONSUMATORE

‐ PREFERENZE, UTILITA', CURVE DI INDIFFERENZA, PANIERI OTTIMI, SMS​ ‐

La parte più consistente dello studio della microeconomia è proprio la "teoria del consumatore". In questo

ambito la microeconomia si propone di analizzare le scelte razionali degli individui che, sottostando a certi tipi

di vincoli, devono identificare tra una serie di possibilità quella che "massimizza l'utilità attesa", cioè che

garantisce il maggior grado di soddisfazione. ​

Non a caso si definisce insieme delle possibilità di consumo , l'insieme dei "panieri" di consumo che possono

essere acquistati e consumati dall'individuo. Di conseguenza, si dice anche che le scelte dell'individuo possono

avvenire in due ambiti: ≻B)

a) Ambito della CERTEZZA = preferenza stretta (es. A ≿B

b) Ambito della PREFERENZA DEBOLE = due panieri sono "indifferenti" A (cioè almeno altrettanto buono)

Occorre fare, però, delle ipotesi preliminari, dette IPOTESI DI RAZIONALITA'​ :

‐ ASSIOMA DI COMPLETEZZA​ : le preferenze dell'individuo devono garantire un ordinamento binario completo;

vale a dire che presi due panieri A e B nell'insieme possibile, l'individuo sarà sempre in grado di dire se A è

≻B)

preferito a B (A o viceversa.

‐ ASSIOMA DI TRANSITIVITA'​ : l'individuo sarà sempre in grado di ordinare le preferenze, per cui se A≻B e B≻C

≻C.

allora anche A

Poste queste premesse, si sta dicendo che la microeconomia opera nell'ambito della scelta razionale, per cui

un individuo che ha delle preferenze è sempre in grado di ordinarle e decidere quale sia la migliore: NB: se le

preferenze fossero intransitive, l'individuo sarebbe soggetto al meccanismo del "money‐pump" (es. "​ gelato​ ").

L'individuo, però, deve rispettare anche dei VINCOLI nella sua scelta: ≥

‐ Vincoli FISICI: banalmente, non può acqustare quantità negative di beni (×₁ , ×₂ 0)

‐ Vincoli DI BILANCIO: l'individuo non può spendere più di quanto ha a disposizione (vincolo di reddito)

In particolar modo, il vincolo di bilancio è utile a delinare l'​ insieme dei panieri AMMISSIBILI, cioè quelli che

l'indivduo può effettivamente acquistare. La formula matematica che esprime questo vincolo è:

p₁×₁ + p₂×₂ m

Geometricamente, infatti, l'INSIEME DI BILANCIO è assimilabile a una retta, che viene appunto definita RETTA

DI BILANCIO: essa indica quali panieri l'individuo può acquistare date certe condizioni esogene (prezzi e

reddito) ed endogene (quantità). Lo schema è il seguente:

​ (p₁/p₂)

In particolare si ha che il RAPPORTO TRA I PREZZI rappresenta la pendenza della retta di bilancio, ossia

la sua derivata matematica.

Fatte queste precisazioni preliminari, si può dire che l'individuo deve compiere una scelta razionale

confrontando più panieri ammissibili, e deve quindi indicare la scelta migliore per lui.

A questo scopo servono le FUNZIONI DI UTILITA': sono funzioni matematiche che "descrivono" le preferenze

del consumatore assegnando ad ogni paniere di beni un valore numerico che sarà tanto maggiore quanto

maggiore è il grado di preferenza dell'individuo per quel paniere. In questo modo sarà più facile confrontare le

preferenze del consumatore basandosi sul valore numerico.

Le funzioni di utilità sono fondamentali nell'ambito della microeconomia per una serie di motivi (in seguito..).

Principalmente, però, occorre dire che le funzioni di utilità descrivono oggettivamente le preferenze e hanno

VALORE ORDINALE, nel senso che i valori numerici non descrivono "l'intensità" della preferenza (cioè se

l'individuo preferisce di poco o di tanto quel paniere rispetto ad un altro); sono valori che "ordinano" le

preferenze per indicare quel paniere migliore (massimizzazione utilità attesa).

NB: "qualsiasi trasformazione crescente di una funzione di utilità è essa stessa una funzione di utilità che

​ ​

descrive le medesime preferenze" . Inoltre una u(×₁×₂) = ×₁×₂ è detta "funzione di Cobb‐Douglas "

Molto importante, quindi, porre un'ulteriore ipotesi sulle preferenze del consumatore:

‐ ASSIOMA DI CONTINUITA'​ : Impone che, preso un qualsiasi paniere nell'insieme di quelli ammissibili, ne deve

esistere almeno un altro che è almeno altrettanto buono del primo. In altri termini, presi due panieri qualsiasi

≻B

tali che A e preso C tale che C≻B e A≻C (cioè se il paniere C è "intermedio" come preferenza), esiste un

paniere D tale che D∽C (cioè D è indifferente a C).

Per questo motivo, infine, il problema del consumatore si può identificare, in termini matematici, come

l'ottimizzazione della funzione utilità: dal momento che la funzione è continua (ossia le preferenze rispettano

le ipotesi di razionalità descritte), per il teorema di Weierstrass è sempre possibile trovarne il massimo.

In particolare, poi, è importante il concetto di ELASTICITA' DELLA DOMANDA, cioè la variazione della domanda

di un bene al variare di una delle variabili esogene (prezzi o reddito). In termini matematici si ha:

Elasticità = (variazione % del consumo del bene) / (variazione % della variabile esogena)

Le funzioni di utilità, come si diceva in precedenza, sono utili non solo per ordinare le preferenze del

consumatore, ma sono fondamentali anche per descrivere le CURVE DI INDIFFERENZA.

‐ Matematicamente: le curve di indifferenza non sono altro che l'unione di tutti i punti di "indifferenza" delle

funzioni di utilità. Infatti a tutti i punti sulla stessa curva di indifferenza è associato un valore uguale, perchè

→ Ū

l'utilità dei panieri è per l'individuo "indifferente". u(×₁×₂) =

‐ Economicamente: descrivono il "tasso di sostituzione", ossia quella quantità di bene 1 a cui l'individuo è

disposto a rinunciare per ottenere una quantità di bene 2 che gli dia un grado di soddisfazione NON

PEGGIORE, ossia appunto indifferente.

Oltre alle ipotesi di razionalità descritte in precedenza, per analizzare appieno il comportamento del

consumatore, occorre fare delle ipotesi che vengono dette IPOTESI PSICOLOGICHE​ delle preferenze:

​ ​

‐ EGOISMO​ : prevede che l'individuo sia interessato unicamente al paniere di beni da lui​ consumato

‐ NON‐SAZIETA'​ (​ MONOTONICITA'​ ): ipotesi fondamentale in ambito della microeconomia; prevede che i

consumatori preferiscono consumare panieri caratterizzati da sempre maggiori quantità di beni. Ciò vuol dire

che l'utilità di panieri con maggiore quantità di beni è maggiore, e quindi migliore.

Questa ipotesi, chiaramente, presuppone che i beni in questione siano appunto "beni", cioè qualcosa che il

consumatore desidera avere, e non "mali" (come il lavoro o ad es. l'inquinamento).

‐ (STRETTA) CONVESSITA'​ : detta anche "ipotesi sulla varietà" prevede che tra due panieri indifferenti

l'individuo preferisce un paniere che sia una combinazione pensata delle quantità dei due beni dei panieri

iniziali. Dal punto di vista geometrico, poi, si dice che SE E SOLO SE​ A∽B, allora esiste un paniere C tale che i

beni appartenenti a questo paniere sono: λ λ

×₁(c) = ×₁(a) + (1‐ )×₁(b)

λ λ

×₂(c) = ×₂(a) + (1‐ )×₂(b)

Vuol dire che tra due panieri indifferenti, il consumatore preferisce il paniere che abbia "un pò" di bene 1 e

"un pò" di bene 2. Graficamente, dati due panieri appartenenti alla stessa curva di indifferenza, questo

assioma prevede che il paniere C migliore appartenga alla corda che unisce i panieri A e B.

Quindi, dopo questa dettagliata analisi, emerge che la microeconomia studia il comportamento dei

consumatori che abbiano delle preferenze stabili nel tempo che soddisfino alcune ipotesi, in particolare

devono essere "well behaved", ossia:

‐ COMPLETE​ : per ogni coppia di panieri l'individuo sa decidere quale sia il migliore

‐ TRANSITIVE​ : se A≻B e B≻C, allora A≻C

‐ CONTINUE​ : per ogni paniere, ne esiste un altro che sia NON PEGGIORE del primo (A≿B) ​

Queste ipotesi di razionalità permettono di rappresentare le preferenze con le funzioni di utilità che associano

ad ogni paniere un valore numerico ordinale. L'insieme dei panieri che hanno la stessa utilità si può descrivere

con una curva di indifferenza, che aiuta a confrontare panieri diversi.

‐ MONOTONE (NON SAZIETA')​ : i consumatori preferiscono panieri che hanno una quantità maggiore di

entrambi i beni, nell'ipotesi che questi siano "beni" che l'individuo desidera avere.

‐ CONVESSE​ : dati due panieri indifferenti, l'individuo preferisce quel paniere formato da una quantità di beni

moderata di entrambi (ipotesi della varietà)

Queste 5 ipotesi sulle preferenze dell'individuo sono preliminari allo studio del comportamento del

consumatore. In particolare, di fondamentale importantza sono le CURVE DI INDIFFERENZA, che dipendono

dalle singole preferenze individuali.

In particolare, emergono alcune importanti conseguenze dalle ipotesi descritte:

1. LE CURVE DI INDIFFERENZA SONO NON‐CRESCENTI (deriva da non‐sazietà):

DIM: si ipotizza, per assurdo, che le curve di indifferenza possano essere crescenti. In questo caso due panieri

∽B​

che si trovano sulla stessa curva dovrebbero essere "indifferenti" per il consumatore (​ A ).

Ma in questo modo il paniere B avrebbe una quantità maggiore di entrambi i beni rispetto al paniere A, e per

​ ≻A​

l'ipotesi di non‐sazietà dovrebbe essere B . Quindi c'è una contraddizione!

NB: Le curve di indifferenza sono in genere DECRESCENTI. ​

2. LE CURVE DI INDIFFERENZA NON POSSONO INTERSECARSI (deriva da transitività e non‐sazietà):

DIM: si ipotizza per assurdo che le curve di indifferenza possano intersecarsi nel punto C.

Si avrebbero 3 panieri di cui certamente si può dire che:

a) A∽C perchè stanno sulla stessa curva di indifferenza "1"

b) B∽C perchè stanno sulla stessa curva di indifferenza "2"

​ ∽B​

c) A per transitività.

Tuttavia, il paniere A ha una quantità maggiore di entrambi i beni rispetto al paniere B: per non‐sazietà questo

​ ≻B​

vuol dire che A . Emerge una contraddizione!

3. LE CURVE DI INDIFFERENZA NON POSSONO ESSERE "SPESSE"

DIM: banalmente, se fossero spesse, cioè se ricoprissero un'area, dovrebbe essere anche verificata l'ipotesi

​ ∽B​

che A per ogni paniere appartenente a quest'area. Ma se fosse un'area sarebbe anche intuitivo trovare un

​ ≻A​

punto B che soddisfi l'ipotesi di non sazietà. Perciò sarebbe che B . Contraddizione! ​

4. L'INDIVIDUO PREFERISCE PANIERI CHE SI TROVANO SU CURVE DI INDIFFERENZA PIU' ELEVATE (non sazietà)

DIM: questo è un punto fondamentale per la teoria del consumatore!!

Di per sè, l'ipotesi di non‐sazietà non dice nulla sulle preferenze tra A e B. Tuttavia si può identificare un

paniere C tale che C∽B (stessa curva di indifferenza più elevata). C ha una quantità maggiore di entrambi i

beni rispetto al paniere A, soddisfando l'ipotesi di non‐sazietà (C≻A).

​ ​

∽B​ ≻A​

Ma se per ipotesi C , allora per transitività è anche B (cvd)

Da questa proprietà deriva il concetto di PANIERE OTTIMO: è quel paniere, nell'insieme di bilancio, che sta

sulla curva di indifferenza più elevata. (vedi anche in seguito)

5. PER ACQUISTARE IL PANIERE OTTIMO, L'INDIVIDUO SPENDE TUTTO IL SUO REDDITO.

DIM: se l'individuo non spendesse tutto il suo reddito, si potrebbe trovare per assurdo un paniere ottimo A

non appartenente alla retta di bilancio. Si potrebbe poi trovare un punto B sulla retta di bilancio che soddisfi

l'ipotesi di non‐sazietà, per cui B≻A. Per questo motivo A non può essere l'ottimo.

Da queste conseguenze sulle curve di indifferenza, emerge chiaramente come esse siano CONVESSE (anche

ipotesi di convessità preferenze).

A tal proposito è fondamentale parlare di SAGGIO MARGINALE DI SOSTITUZIONE (SMS).

‐ Dal punto di vista economico​ , il SMS indica la quantità di bene 1 (o bene 2) alla quale il consumatore è

disposto a rinunciare per ottenere una quantità di bene 2 (o bene 1) che gli dia una pari soddisfazione, cioè la

medesima utilità. Perciò è un "Tasso di

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher asuffada1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Colombo Ferdinando.
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