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Cap. 1, Oggetto e metodo dell'economia politica

Economia positiva: è un corpo di conoscenze sistematizzate che riguarda ciò che è. Spiega come funziona il sistema economico senza giudizi di valore (si trovano in politica economica). – M. Friedman

Economia normativa: è un corpo di conoscenze sistematizzate che riguarda ciò che dovrebbe essere. – M. Friedman

Sostanziale: il genere umano dipende dalla natura e da altri uomini e donne. Ha base fattuale, economy/economia fattuale. (1° significato dell’aggettivo economico) – K. Polanyi

Formale: carattere logico del rapporto mezzi-fini, ha implicito il problema dell’allocazione di risorse. Ha base logica, economics/scienza economica. (2° significato dell’aggettivo economico) – K. Polanyi

Economia: scienza che studia il comportamento umano in quanto relazione tra fini e mezzi scarsi aventi usi alternativi. – L. Robbins

La moderna economia politica si afferma con la pubblicazione della "Ricchezza delle nazioni" (1776) di Adam Smith, il quale seppe sintetizzare buona parte degli studi precedenti per dargli un nuovo impulso.

Capitalismo: economie in cui la proprietà privata è dominante, e l’allocazione di beni, servizi e fattori produttivi avviene principalmente attraverso meccanismi di mercato. Lo stock (dotazioni) è elevato rispetto al reddito e questa è una delle motivazioni principali che hanno portato allo sviluppo di questo tipo di economia. La Prima Rivoluzione Industriale ha determinato il passaggio dal capitalismo commerciale (metodi artigianali = produzione limitata) a quello industriale (meccanizzazione dei processi produttivi = produzione alta). Scambio-Moneta-Mercato (le tre istituzioni fondamentali del capitalismo).

Istituzioni: sono le regole del gioco di una società, ossia norme/vincoli che gli uomini hanno definito per disciplinare i loro rapporti. Forniscono al sistema il grado necessario a determinare il cambiamento economico (crescita-stagnazione-declino). Costituiscono la struttura entro la quale si svolgono le relazione tra gli uomini. – D. G. North

Organizzazioni: sono i giocatori di una società. Apparati politici/economici/educativi/sociali, uniti dal comune proposito di raggiungere un fine. Istituzioni e Organizzazioni si influenzano a vicenda. - D. G. North

Metodo induttivo: dal particolare al generale.

Metodo deduttivo: dal generale al particolare. (più utilizzato)

Scuole di pensiero – Teorie

  • Classica – Smith, Ricardo, Mill, Marx
    • Valore-lavoro, "il lavoro è la misura reale del valore di scambio di tutti i beni".
    • La ricerca della grandezza dei valori: naturali/normali che non risentivano di influenze temporanee.
    • Crescita economica.
    • Sviluppo economico.
    • Distribuzione del reddito.
  • Marginalistica/Neoclassica – Jevons, Menger, Warlas, Marshall
    • Utilità marginale (vs lavoro-valore) (parola-chiave: equilibrio).
    • Trattamento simmetrico dei prezzi.
    • Passaggio da economia politica ad "economia" a seguito dell’introduzione dello strumento matematico (scienza dura).
  • Evoluzionistica – Shumpter, Boulding, Nelson, Winter
    • Spunti tratti dalla teoria darwiniana (parola-chiave: evoluzione).
    • Ricorso a postulati (assunzioni), ossia prendere per vera un’affermazione al fine di dimostrarne altre.
  • Scuola Macroeconomica – Keynes
    • La "Teoria generale dell’occupazione, dell’interesse e della moneta", scritta sull’onda della Grande Depressione (1929-1932) segna la divisione della disciplina economica in due branche:
    • Microeconomia: studia come si comportano i singoli agenti economici (consumatore/impresa) e le caratteristiche delle singole imprese/industrie.
    • Macroeconomia: studia i fenomeni aggregati, ossia il sistema economico nel suo complesso. I modelli Keynesiani vennero in parte criticati perché non tenevano conto del problema dell’inflazione, in quanto prevedevano che questo fosse lo sconto da pagare per aumentare la produzione reale (conseguenze: alta inflazione/alta disoccupazione).

Cap. 2, Modelli e strumenti d'analisi

Modello: rappresentazione stilizzata di uno o più fenomeni complessi caratterizzanti i sistemi economici reali. Uno schema di relazioni quantitative volte a descrivere i fenomeni oggetto di analisi. Vi sono due categorie di modelli.

  • Modelli descrittivi: (ex-post) costituiti da relazioni di tipo statistico basate esclusivamente su dati empirici.
  • Modelli teorici: (ex-ante) costituiti da relazioni astratte che esprimono ipotesi di ricerca.

Variabili: (economiche) qualsiasi numero non specificato appartenente a un determinato insieme di numeri e rappresentato mediante una lettera (x,y,t). Al variare di una certa grandezza, l’altra, a questa legata, varia anch’essa. Esistono variabili microeconomiche e macroeconomiche, e tra queste si creano delle relazioni causali.

Esistono quattro diversi livelli di misurazione.

  • Scala nominale: (la più semplice) possiede le proprietà della transitività e della simmetria. Se analizziamo dei fenomeni con questo metodo possiamo dire se sono uguali o diversi.
  • Scala ordinale: in funzione dell’entità posseduta di un certo carattere. Se analizziamo dei fenomeni con questo metodo possiamo stabilire un ordine sequenziale. Non c’è somma tra le variabili.
  • Scala cardinale: a differenza della precedente, qui troviamo la proprietà additiva che ci consente di sommare due qualsiasi dei suoi valori per dar vita a un terzo valore della medesima grandezza. Presenta due livelli di misurazione (rapporto/intervallo).
  • Scala di rapporto: (livello più alto) ha uno zero assoluto non arbitrario e possiede un’unità di misura di tipo fisico.
  • Scala di intervallo: possiede tutte le proprietà della scala nominale e ordinale. Anch’essa ha un’unità di tipo fisico ma lo zero assoluto è arbitrario.

Funzione: y = f(x) è un legame che ad ogni valore della prima variabile(x) associa uno ed un solo valore di una seconda variabile(y). Per cui x sarà la variabile indipendente ed y la variabile dipendente.

Si possono commettere svariati errori durante la misurazione delle variabili, tra i peggiori avremo la variabile omessa, ossia dobbiamo domandarci sempre se esiste una variabile omessa che potrebbe spiegare i risultati ottenuti, e la causalità inversa, domandarsi sempre se la causalità proposta è l’unica che potrebbe spiegare i risultati ottenuti.

Funzione lineare: y = m(x) + q questa è la struttura parametrica della funzione. Tutti i punti si trovano sulla retta perché x non ha esponenti. m e q sono due parametri che indicano rispettivamente l’inclinazione (coefficiente angolare) e l’intercetta (valore dell’ordinata/ascissa all’origine della funzione, quando aumenta la retta traslerà verso l’alto quando diminuisce verso il basso).

  • Se x = 0 avremo y = q
  • Se y = 0 avremo x = - q/m
  • Se q = 0 ed m è positivo avremo una retta passante per l’origine ed intercetta coincidenti
  • Se m = 0 e q è diverso da 0 avremo y = q

Il segno m chiarisce la natura del legame. Se i valori sono molto grandi si avrà un retta verticale.

  • Se m > 0 all’aumentare di x aumenta anche y. Inclinazione positiva.
  • Se m < 0 all’aumentare di x diminuisce y. Inclinazione negativa.

Funzioni non lineari: l’inclinazione della retta non è più costante, valore e segno variano lungo la funzione. La funzione può essere crescente(dal basso a sinistra verso l’alto a destra) o decrescente(dall’alto a sinistra verso il basso a destra). La concavità della funzione invece dipende dal saggio di variazione (Δy/Δx), verso il basso se y decresce all’aumentare di x, verso l’alto se y aumenta all’aumentare di x, ed è anche legata alla pendenza della retta tangente alla curva in ogni suo punto(se la pendenza diminuisce la concavità sarà verso il basso, se aumenta sarà verso l’alto).

Relazioni tridimensionali: con una variabile dipendente e più variabili indipendenti.

Elasticità: misura la quantità di variazione della domanda e dell’offerta al variare della variabile indipendente (es: prezzo o reddito). Il valore dell’elasticità varia in ciascun punto della curva, per cui si dice che è puntuale. εQp = Δy/Δp x p/q (questo caso prezzo/quantità iniziali). Analizzare il segno dell’elasticità ci consente anche di sapere la natura del bene.

  • Se εqDp = 0 εqSp = 0, al variare del prezzo la variabile D(domanda) o S(offerta) non varia. Curva perfettamente anelastica.
  • Se εqDp = ∞ εqSp = ∞, al variare(anche sensibile) del prezzo si avrà una variazione infinitamente grande di D/S. Curva infinitamente elastica.
  • Se ε > 1 all’aumentare del prezzo si avrà una variazione più che proporzionale, in diminuzione per D, in aumento per S. Curva elastica.
  • Se ε < 1 all’aumentare del prezzo si avrà una variazione meno che proporzionale, in diminuzione per D, in aumento per S. Curva anelastica.
  • Se ε = 0 al variare del prezzo si avrà una variazione esattamente proporzionale di D/S.

Spesa totale: definita come il prodotto tra il prezzo e la quantità di un dato bene. Un piccolo incremento nel prezzo determina un aumento nella spesa totale quando la domanda di quel bene è rigida (anelastica), mentre lo stesso incremento di prezzo determina invece una riduzione della spesa quando, al contrario, la domanda è elastica.

Elasticità: rispetto al prezzo – rispetto al reddito – incrociata della domanda.

Beni normali: all’aumentare del prezzo, la domanda diminuisce. All’aumentare del reddito, la domanda aumenta.

Beni inferiori: all’aumentare del reddito, la domanda diminuisce.

Beni di Giffen: (è anche un bene inferiore) all’aumentare del prezzo, la domanda aumenta. All’aumentare del reddito, la domanda diminuisce.

Beni complementari: sono beni che devono essere consumati contemporaneamente. Per cui se aumenta il prezzo del bene 2 la quantità del bene 1 diminuirà.

Beni sostituti: all’aumentare del prezzo del bene 2 la quantità del bene 1 aumenta.

Beni non durevoli: εBP < εLP l’elasticità nel breve periodo è minore di quella di lungo periodo. (LP: curva elastica) – lato domanda

Beni durevoli: εBP > εLP l’elasticità nel breve periodo è maggiore di quella di lungo. (BP: curva elastica) – lato domanda

Per quanto riguarda il lato offerta, solitamente avremo ε(QS)LP > ε(QS)BP, in quanto le imprese necessitano di tempo per espandere la loro capacità produttiva ed adeguarsi a nuovi livelli di domanda. (LP: curva elastica)

Cap. 3, Consumatore e domanda di mercato

Mercato: luogo, non necessariamente fisico, nel quale gli agenti economici contrattano effettuando scambi di beni (materiali) e servizi (immateriali). L’equilibrio è visto come il risultato dell’interazione tra domanda e offerta.

Lato domanda: Teoria neoclassica del consumatore

Consumatore: è un agente price-taker, ovvero il prezzo (p) è un valore dato, non ha nessuna influenza su di esso. Deve scegliere il paniere (combinazione di beni) per lui ottimale, nel farlo sarà però sottoposto ad un vincolo, il reddito (R) che si ipotizza lui spenderà interamente nell’acquisto del paniere. Possiamo avere due tipologie di consumatore (difficili da trovare nella realtà).

  • Agente economico perfettamente razionale, sceglie tra tutte le alternative quella che gli arreca il maggior livello di soddisfazione possibile.
  • Agente economico isolato, non è influenzato da altri consumatori.

Vincolo di bilancio: R = px1q1 + px2q2 rappresenta la spesa del bene 1 sommata a quella del bene 2.

Retta di bilancio: q2 = R/p2 – p1/p2 q1 luogo geometrico di tutte le combinazioni q1 e q2 per il quale il consumatore spende interamente il suo reddito. R/p2 (reddito reale del consumatore in termini del bene 2) o R/p1 (reddito reale del consumatore in termini del bene 1) sono le intercette, rispettivamente sull’asse delle ordinate e delle ascisse. – p1/p2 coefficiente angolare, indica il prezzo relativo del bene 1 in termini del bene 2, quante unità fisiche di bene 2 servono per acquistare un unità di bene 1. Su questa retta troveremo l’insieme di panieri economicamente possibili per i quali il consumatore spenderà tutto il suo reddito. Al di sotto della retta potrà comunque acquistare senza spendere del tutto il suo reddito. Al di sopra, al contrario, non potrà perché la spesa per acquistare il paniere eccederà il suo reddito.

  • Se il reddito aumenta, la retta traslerà verso l’alto, viceversa al contrario.
  • Se il prezzo varia, cambierà la pendenza.
  • Se variano prezzo e reddito simultaneamente, la retta non si sposta.

Approccio assiomatico: ipotesi del consumatore razionale, riguardanti le caratteristiche dei panieri.

  • Ipotesi di completezza, il consumatore avendo delle opinioni ben definite, sarà sempre in grado di scegliere il paniere ottimale.
  • Ipotesi di transitività (coerenza), il consumatore dimostrerà coerenza nella scelta, indipendentemente dall’ordine in cui gli si presenteranno i panieri. La violazione infatti provoca il formarsi di cicli nelle sue preferenze.
  • Ipotesi di non – sazietà, il consumatore preferirà sempre una quantità maggiore di un bene ad una minore.
  • Ipotesi di convessità, il consumatore preferirà sempre i panieri caratterizzati da composizioni bilanciate di numerosi beni diversi.

Mappa delle curve di indifferenza: consente, insieme alla retta di bilancio, di identificare il paniere che arreca al consumatore il maggior livello di soddisfazione: ossia permette di identificare, graficamente parlando, la scelta ottimale del consumatore.

Curva di indifferenza: luogo geometrico dei punti in cui le diverse combinazioni delle quantità dei due beni sono per il consumatore tra loro indifferenti. Presentano delle caratteristiche.

  • Inclinazione negativa, dipende dall’ipotesi di non-sazietà.
  • Concavità verso l’alto, dipende dall’ipotesi di convessità.
  • Non si intersecano mai, dipende dall’ipotesi di transitività e non-sazietà.
  • Più sono distanti dall’origine più saranno preferiti dal consumatore.

Saggio marginale di sostituzione: SMS = - Δq2/Δq1 il saggio al quale il consumatore è disposto a rinunciare al consumo di una unità del bene 1 in cambio di un incremento della quantità consumata del bene 2, essendo cioè indifferente alla loro sostituzione, ovvero rimane sulla stessa curva di indifferenza (per questo c’è il meno). Assume un significato economico se tra i due beni esiste un certo grado di sostituibilità.

  • Indica la pendenza della retta tangente alla curva di indifferenza in ogni suo punto.
  • Il suo valore decresce se, spostandosi dall’alto a sinistra verso il basso a destra, la curva presenta una concavità rivolta verso l’alto. Ipotesi di convessità.
  • Il suo valore cresce se, spostandosi dall’alto a sinistra verso il basso a destra, la curva presenta una concavità rivolta verso il basso. Ipotesi di convessità.

Per i beni complementari il SMS sarà infinito, indefinito e nullo. (ordinata, angolo, ascissa)

Per i beni perfetti sostituti il SMS sarà costante.

Funzione di utilità: U = U(q1, q2) relazione tra le quantità consumate dei due beni (variabili indipendenti) e il livello di utilità totale tratto dal consumatore (variabile dipendente). Esistono delle condizioni.

  • Tutti i panieri che si trovano sulla stessa curva di indifferenza, devono avere lo stesso valore numerico. U(q1, q2) = U(q1’, q2’) se e solo se (q1, q2) ~ (q1’, q2’)
  • I panieri che si trovano su curve di indifferenza preferite dal consumatore, avranno dei valori numerici più grandi. U(q1, q2) > U(q1’, q2’) se e solo se (q1, q2) (q1’, q2’)

Proprietà della funzione di utilità.

  • Funzione ordinale, non ha importanza la grandezza dei numeri con le quali vengono etichettate le diverse curve di indifferenza, importa solo che il loro ordine sia crescente.
  • Utilità marginale, UMgq1 = ΔU/Δq1 o UMgq2 = ΔU/Δq2 incremento dell’utilità totale che il consumatore consegue in seguito all’aumento di un’unità nella quantità consumata del bene stesso, ferma restando la quantità consumata dell’altro bene. Per l’ipotesi di non-sazietà, è sempre positiva. Dalle due espressione possiamo ricavare le variazioni dell’utilità totale associate a variazioni della quantità consumata di ciascuno dei due beni, ΔU = UMgq1 Δq1 o ΔU = UMgq2 Δq2.

Si può giungere ad un’interpretazione diversa del concetto di SMS. Fermo restando che, una variazione simultanea della quantità consumata di entrambi i beni, permetterà di rimanere sulla stessa curva di indifferenza, tale che UMgq1 Δq1 + UMgq2 Δq2 = 0, da questa otterremo attraverso una semplice operazione algebrica che SMS = - Δq2/Δq1 = UMgq1/UMgq2, il saggio marginale tra i due beni è uguale al rapporto tra le utilità marginali dei due beni.

Scelta del paniere ottimale: sintetizzando possiamo dire che la scelta ottimale consiste nel...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Carlottacare di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Antonelli Gilberto.
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