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Economia politica

I modelli economici sono il risultato delle seguenti operazioni, in cui i soggetti sono uniti da relazioni. Solo alcune delle relazioni sociali hanno valenza economica. Costruire un modello economico significa rappresentare in maniera semplice un modello, tenere le relazioni che hanno ricaduta economica rappresentandole in forma simbolica (grafica, equazionale). Vuol dire rappresentare in maniera maneggevole il sistema economico che si vuol rappresentare. Il modello economico corretto è quello che prevede correttamente quello che potrebbe succedere agli agenti economici con un probabile cambiamento.

Y=f(x) Y=a+bx (lettura delle funzioni lineari, risolvere sistemi di funzioni).

Di cosa si occupa l’economia?

  • Consumo di beni e servizi (virtualmente illimitato)
  • Produzioni di beni e servizi (determinata da fattori di produzione limitati)

Considerando un sistema economico di una società, i soggetti di quest’ultima sono caratterizzati da esigenze che hanno una ricaduta in un aspetto economico = manifestazione di domanda che sfocia nella richiesta di beni e servizi che si collega a dei termini limitati. Incontro tra domanda e produzione = problema di scarsità delle risorse (eccesso dei desideri umani rispetto a quanto può essere prodotto). La gestione del problema è ciò di cui si occupa l’economia politica. Problema di distribuzione e consumo (quantificazione dell’entità).

Problemi dal punto di vista distributivo

Questi fattori di produzione quali:

  • Lavoro
  • Terra, risorse naturali o primarie
  • Il Capitale, risorsa derivata (macchinari, infrastrutture, immobili), prodotto da altre risorse, che serve per produrre altri beni e servizi.
  • Imprenditorialità, i fattori per generare servizi devono essere combinati insieme.
  • Capacità produttiva è un fattore produttivo.
  • Qualcuno enuncia anche lo Stato, fra i fattori produttivi, perché produce e distribuisce servizi alla società.

Economia politica

  • MACROECONOMIA: studio del comportamento dell’interazione dinamica, partendo dalla dinamica dei grandi aggregati che i singoli comportamenti generano. Non considera come elemento fondamentale i singoli comportamenti = andamento domanda per beni di consumo chiedendosi fra altre da quale microvariabile dipende l’aggregato (domanda beni/servizi). Interazione fra domanda aggregata (spesa totale realizzata nell’economia da parte di consumatori, stato, imprese) e l’offerta aggregata (intera produzione di beni e servizi). Sottolineatura della composizione e dinamica della domanda aggregata rispetto all’offerta basata sul primo modello macroeconomico come risposte all’insufficienze. Dell’analisi economica degli effetti della grande depressione, i modelli di allora non prevedevano il permanere di una situazione di recessione e disoccupazione (deficienza previsiva). Il modello Keynesiano sposta l’attenzione dell’economia della produzione di beni alla domanda, osservando come in talune circostanze la domanda aggregata è insufficiente a garantire la piena occupazione.

Se la domanda è maggiore dell’offerta

  • INFLAZIONE: aumento percentuale del livello generale dei prezzi
  • DISAVANZO DI BILANCIA COMMERCIALE (differenza tra importazioni ed esportazioni): aumento del flusso di importazioni

Se la domanda è minore dell’offerta

  • RECESSIONE: basso tasso di crescita della produzione aggregata, decrescita del prodotto interno lordo (tasso di crescita negativo per almeno due trimestri consecutivi)

Equilibrio macroeconomico

Viene raggiunto con l’equilibrio della domanda e dell’offerta o con l’intervento di una terza parte (ad esempio lo Stato) che corregge gli squilibri. Come:

  • Interventi sulla domanda che fanno crescere la quantità di beni e servizi
  • Interventi sull’offerta, con beni a costi più bassi

MICROECONOMIA

Studio del sistema economico sul singolo agente economico, il suo comportamento. Abbiamo una serie di oggetti economici che domandano beni e servizi per esigenze di consumo o soggetti che combinano fattori produttivi. Se l’analisi si concentra sul singolo, si ipotizza che tutti gli agenti di un determinato tipo agiscano secondo la stessa logica.

  • Produzione dei beni secondo due differenti visioni.
  • EFFICIENZA PRODUTTIVA: date determinate disponibilità si produce il massimo di beni che si possono produrre = zero spreco
  • EFFICIENZA ECONOMICA: costo dei fattori produttivi, quello che conviene di più. Minimizzazione dei costi. Uso di combinazioni di beni più economici.
  • PROBLEMA DISTRIBUTIVO.

Scelta razionale dei consumatori: considerare tutti i costi e i benefici di una data attività e di scegliere un’attività che permetta di massimizzare i benefici minimizzando i costi.

  • I consumatori massimizzano l’utilità.
  • Il soggetto economico, impresa, vuole ottenere il massimo profitto (differenza tra i ricavi e i costi di produzione).
  • Funzione di profitto = il massimo profitto si ottiene nel punto in cui il ricavo totale è lontano dal costo totale.

L’imprenditore per massimizzare i propri profitti contando anche il costo opportunità = massima retribuzione che si ottiene dal mercato col sacrificio della migliore alternativa disponibile.

Conseguenze sociali delle scelte

  • Allocazione efficiente delle risorse: ripartizione delle risorse scarse a disposizione di un operatore economico al fine di ottenere la minimizzazione dei costi a parità di beneficio ottenibile.
  • Inefficienze e sprechi: allocazione distorta e perdita di tutto

Modelli economici

Semplificazione della realtà finalizzata a studiare come una variabile (dipendente) dipenda da una o più variabili (indipendenti). È necessario mantenere costanti tutte le altre variabili che potrebbero influenzare la relazione.

Frontiera delle possibilità produttive

Luogo dei punti che mostra le combinazioni di beni che è possibile ottenere in modo efficiente nel sistema economico considerato, dato e costante il vincolo delle risorse produttive e la tecnologia. È decrescente: all’aumentare della produzione di un bene diminuisce quella dell’altro.

Frontiera

In economia, la frontiera delle possibilità produttive o curva di trasformazione è il luogo dei punti che mostra le combinazioni di beni che è possibile ottenere in modo efficiente nel sistema economico considerato, dato e costante il vincolo delle risorse produttive e la tecnologia. La curva mostra come l’aumento nella produzione di un bene, quando non vi siano risorse inutilizzate, deve necessariamente comportare una certa diminuzione nella produzione di altri beni, beni nella produzione dei quali quelle stesse risorse erano precedentemente impiegate, e mostra quindi il trade-off che esiste nella produzione di beni alternativi quando il vincolo costituito dalle risorse scarse diventa stringente. La pendenza della curva risulta pari al costo-opportunità, che misura il costo delle unità addizionali di un bene in termini delle unità di produzione perduta dell’altro bene.

La frontiera delle possibilità produttive è utilizzata sia in microeconomia, in particolare nell’ambito dell’economia della produzione e nell’analisi della produttività, che in macroeconomia, in particolare nell’ambito dell’economia internazionale. Normalmente i rendimenti dell’attività produttiva sono decrescenti, sottrarre risorse alla produzione di beni alternativi.

  • Punti sulla frontiera: combinazioni produttive efficienti
  • Punti all’interno della frontiera: risorse che non sono utilizzate o lo sono in modo inefficiente (punto v)
  • Punti esterni alla frontiera: maggiori investimenti e il progresso tecnologico permettono uno spostamento verso l’esterno della frontiera.

Possibile che le possibilità produttive aumentino.

Economia monetaria

Scambio monetario, le imprese scambiano beni e servizi contro moneta. Sistema economico costituito da:

  • Mercato dei fattori: imprese (=funzioni di produzione) e famiglie (=proprietarie di tutti i fattori di produzione) che cedono alle imprese i fattori di produzione indispensabili alle imprese per la generazione di beni e servizi, che vengono pagati dalle imprese.
  • Mercato dei beni: le imprese generano i beni che appagano le esigenze di consumo delle famiglie, che pagano con il potere di acquisto che hanno guadagnato cedendo i fattori di produzione. (economia monetaria, flusso circolare del reddito).

Quali sono le differenze nell’organizzazione delle economie dei vari Paesi?

Si distinguono in base al grado di intervento pubblico in economia:

  • Economia totalmente pianificata
  • Economia di mercato
  • Economia mista

Economia totalmente pianificata (socialista e comunista)

Lo stato pianifica l’allocazione delle risorse tra consumo e investimento, lo stato pianifica l’output, tecnologia e gli input: lo stato deve effettuare un’analisi input-output. Lo stato pianifica la distribuzione dell’output tra i consumatori Aij = quanto deve essere utilizzato l’input. Manca il ruolo di segnalazione del sistema di prezzi.

Vantaggi:

  • Bassi livelli di disoccupazione
  • Distribuzione più equa del reddito nazionale

Svantaggi:

  • Burocrazia mastodontica (piani complicati e costosi)
  • Uso inefficiente delle risorse
  • Riduzione della libertà individuale
  • Difficoltà a definire incentivi per lavoratori e manager
  • Lo stato deve imporre i piani anche qualora siamo impopolari

Economia di mercato (sistema capitalistico)

Le decisioni economiche sono prese dalle famiglie (che tentano di trarre la maggior soddisfazione possibile dai loro acquisti) e dalle imprese (massimizzano il loro profitto). Gli individui sono liberi di compiere le proprie scelte, da queste decisioni di ottengono le domande e le offerte di imprese e famiglie.

  • Domanda > offerta - scarsità - il prezzo sale (meno acquisto del bene)
  • Domanda < offerta - il prezzo scende - riduzione della produzione (più acquisto del bene)

Prezzo di equilibrio: domanda = offerta, è il punto di stabilità, non c’è eccesso di domanda né eccesso di offerta.

Meccanismo dei prezzi: i prezzi aumentano in situazioni di scarsità, diminuiscono in abbondanza. Variazione della domanda a partire da una situazione di equilibrio: segnalata da un incremento del prezzo se si tratta di aumento della domanda. Calo della domanda: diminuzione del prezzo, ridurre la produzione del bene.

Variazione dell’offerta: aumento dell’offerta, riduzione del prezzo e calo dell’offerta, incremento del prezzo.

Interdipendenza dei mercati

  • Mercato dei beni: domanda del bene aumenta, si crea un eccesso di domanda = aumento del prezzo = eliminazione dell’eccesso di domanda in quanto incentiva le imprese ad aumentare la produzione e scoraggia i consumatori a domandare ancora il bene.

S↑ D↑ → eccesso di domanda → P↑ fino a che D=S

  • Mercato dei fattori: maggior offerta di un bene fa aumentare la domanda degli input per produrlo = eccesso di domanda di questi fattori = aumento del loro prezzo = elimina l’eccesso di domanda e incentiva i fornitori ad aumentare l’offerta di input e gli acquirenti a ridurre la domanda.

S↑ D↑ → eccesso di domanda → P↑ fino a che D=S

D = domanda S = offerta P = prezzo

Economia mista

Coesione di libero mercato e controllo pubblico.

Interdipendenza tra i mercati di diversi beni

P↑ → D↓ → D↑P↑ beni sostituti

Interdipendenza e interesse pubblico

In armonia con “la Mano invisibile” di Adam Smith (funziona se i mercati sono in concorrenza perfetta = sono rari da trovare), il perseguimento dell’interesse individuale, attraverso il sistema dei prezzi, in un’economia di mercato, consente di conseguire il benessere collettivo.

Mercati in concorrenza perfetta

  • Molte imprese in competizione che mettono sul mercato lo stesso prodotto → price-takers: vendono il bene al prezzo del mercato (i produttori sono troppo piccoli e non sono in grado di aumentare i prezzi a causa della forte concorrenza:
  • Questi mercati forniscono una buona diversa approssimazione del mondo reale
  • Questi mercati costituiscono un modello ideale con il quale confrontare il mondo reale)

Mercato concorrenziale

  • Buona approssimazione del mondo reale.
  • Modello ideale di riferimento.
  • Forniscono suggerimenti sul funzionamento dell’economia di mercato.

Capitolo 1: mercati, domanda e offerta

Microeconomia: la domanda

In che quantità verrà acquistato un bene?

Legge della domanda

  • Se il prezzo aumenta la quantità domandata diminuisce
  • Se il prezzo diminuisce, la quantità domandata aumenta

L’entità di tale aumento o diminuzione dipende dall’effetto di reddito e dall’effetto di sostituzione.

Effetto di reddito

Misura la variazione della domanda dipendente dalla variazione del reddito reale del consumatore conseguente al cambiamento del prezzo di un bene in seguito all’aumento del prezzo di un bene. Gli individui si sentiranno più poveri, quindi non possono più comprare la stessa quantità. Dipende dalla quota di reddito del consumatore, la spesa per acquistare quel bene. Reddito reale = reddito nominale → reddito percepito Prezzo

Effetto di sostituzione

Misura la variazione della domanda dovuta alla variazione del prezzo del bene che rende gli altri beni più o meno convenienti rispetto al bene dato. Gli individui decideranno di sostituire il bene divenuto più costoso con altri beni più a buon mercato. Dipende dal numero di beni sostituiti e dal loro grado di sostituibilità.

Funzione di domanda

Lega la quantità domandata di un bene al suo prezzo. La curva di domanda è la rappresentazione grafica della funzione di domanda. Di solito sono negativamente inclinate.

Funzione di domanda individuale

Domanda individuale: quantità di un bene di consumo che il consumatore acquista in base al prezzo di mercato del bene stesso alle proprie preferenze e al proprio reddito disponibile.

Curva di domanda

  • Decrescente: quanto maggiore è il prezzo tanto minore è la quantità domandata.
  • Funzione non solo del prezzo ma i più variabili (fattori di spostamento)
  • Gusti dei consumatori
  • Numero e prezzo dei beni sostituiti (< prezzo di partenza, + domanda di beni)
  • Numero e prezzo dei beni complementari (beni che si consumano insieme)
  • Reddito dei consumatori (↑ reddito aumenta la domanda di beni)
  • Distribuzione del reddito
  • Aspettative di variazioni future dei prezzi

La curva di domanda viene costruita ipotizzando che tutte queste altre determinanti siano COSTANTI ↑ domanda bene = beni normali

Esempio = ↑ reddito ↑ reddito ↑ domanda; ↑ reddito ↑ domanda; in modo non proporzionale in modo + che proporzionale beni inferiori beni di prima necessità beni di lusso/superiori ↑ reddito Q↓ Acquisto beni di qualità superiore BENI NORMALI: ↑ reddito personale, aumenta la domanda di molti beni BENI INFERIORI: persone che sono più ricche destina una parte minore del reddito ai beni inferiori e una quota maggiore ai beni di qualità superiore.

Una variazione del prezzo provoca un movimento lungo la curva di domanda. Essendo molteplici le variabili che influiscono sulla quantità domandata, la curva di domanda è costituita ceteris paribus ipotizzando che le determinanti, diverse dal prezzo, rimangano invariate.

Quale sarà la quantità di un bene prodotta dalle imprese?

L’offerta

Legge dell’offerta

  • Prezzo aumenta: quantità offerta aumenta
  • Prezzo diminuisce: quantità offerta diminuisce
  • Effetto di breve periodo
  • Effetto di lungo periodo

Funzione di offerta

La funzione di offerta lega la quantità di bene che i produttori sono disposti a offrire al suo prezzo. Curva di offerta (individuale e di mercato) è la rappresentazione grafica della funzione di offerta.

È crescente: quanto maggiore è il prezzo, tanto maggiore è la quantità offerta (esiste la possibilità di avere curve d’offerta negativamente inclinate a seconda dell’arco di tempo considerato)

  • Prezzo q. offerta

Altri determinanti della funzione d’offerta

  • Costi di produzione (↑ costi → imprese riducono la produzione a vantaggio di altri prodotti meno costosi)
  • Redditività dei sostituti nella produzione
  • Redditività dei prodotti congiunti
  • Natura, shock stocastici e altri eventi imprevedibili
  • Obiettivi dei produttori
  • Aspettative di variazioni future dei prezzi
  • Numero di imprese presenti sul mercato

Curva costruita ipotizzando che tutte queste altre determinanti siano costanti. Ragioni principali della variazione dei costi:

  • Variazione del prezzo degli input
  • Cambiamento tecnologia
  • Cambiamenti organizzativi
  • Politiche industriali del governo

Variazione del prezzo provoca un movimento lungo la curva di offerta. Una variazione di una delle altre determinanti dell’offerta provoca uno spostamento della curva di offerta. Variazione della funzione di offerta.

  • Spostamento a destra: aumento offerta
  • Spostamento a sinistra: riduzione dell’offerta

Determinazione del prezzo

In quale quantità verrà acquistato e venduto un bene? La determinazione del prezzo dipende dall’interazione tra domanda e offerta nel mercato.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giulia.capelletti2000 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi dell' Insubria o del prof Porro Giuseppe.
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