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Il problema economico fondamentale e la scarsità

Il problema economico fondamentale è la scarsità, e l’economia si occupa proprio di essa. Con tale termine si vuole indicare che le risorse che si possono avere a disposizione non sono mai sufficienti a soddisfare tutti i bisogni e i desideri degli agenti economici. Gli agenti economici possono essere: individui, imprese, collettività e nazioni. A causa del problema che riguarda la scarsità bisogna operare delle scelte, a causa anche dei mezzi limitati.

Le scelte degli agenti economici

Dunque l’economia è la scienza che si occupa di due fattori:

  • Di studiare le scelte degli agenti economici riguardo alla gestione delle scarse risorse.
  • Di studiare le regole e/o le istituzioni che possono rendere “migliori” tali scelte.

Le scelte che riguardano gli individui e le famiglie: vari esempi che si possono fare per quanto riguarda questo caso sono cosa e quanto consumare, dove e quanto lavorare, quanto risparmiare. Il loro obiettivo sarà quello di massimizzare il benessere individuale o l’utilità.

Le scelte che riguardano delle imprese: i vari esempi che si possono fare per quanto riguarda questo caso sono cosa, quanto e come produrre, a che prezzo vendere, come farsi pubblicità. Il loro obiettivo sarà quello di massimizzare il profitto.

Le scelte che riguardano delle collettività (scelte sociali), ossia come “aggregare” le preferenze individuali in una scelta della società volta a soddisfare bisogni collettivi (problema dell’assemblea e dei meccanismi elettorali). Il loro obiettivo è massimizzare il benessere sociale. In ogni caso, i principi base del comportamento di scelta sono gli stessi per tutti gli agenti economici, questi ultimi puntano sempre a massimizzare il loro benessere.

Costo opportunità

Dinanzi ad ogni scelta che decidiamo di prendere dobbiamo fare un confronto tra i costi che noi dovremmo andare a sostenere e i benefici che questa scelta una volta compiuta può portarci. Il costo opportunità è ciò a cui noi dobbiamo rinunciare ogni volta che scegliamo una certa alternativa. E questo è un altro dei concetti centrali della teoria economica.

Per capire meglio questo concetto di costo opportunità, possiamo prendere in considerazione questo esempio: supponiamo che dobbiamo scegliere se intraprendere la strada dell’università dopo il diploma. Dovremmo prendere in considerazione tutto ciò che dovremmo andare a pagare, come le tasse universitarie e le altre spese, senza però percepire alcuno stipendio. Ma noi per semplificare il tutto supponiamo semplicemente che le spese siano di costo 0, ciò ovviamente non vorrebbe dire però che frequentare l’università non ci costi nulla.

Prendiamo in considerazione due tipi di categorie di persone:

  • Persone con solo il diploma.
  • Persone universitarie.

Per quanto riguarda il primo tipo di persona, ci troviamo dinanzi a un neodiplomato che decide di terminare gli studi e andare a lavorare; quindi prenderà una scelta che gli costerà il non approfondire il suo bagaglio culturale e che magari non farà aumentare le possibilità di un guadagno più alto oppure di ritrovarsi in una posizione lavorativa più soddisfacente. Il suo beneficio sarà quello che da dopo il diploma con un lavoro riuscirà a guadagnare sin da subito fino ad arrivare alla pensione.

Invece, nel secondo caso si tratta di una persona che dopo il diploma decide di affrontare il percorso che riguarda l’università sapendo che non da subito potrà percepire uno stipendio, ma riconosce che il suo costo opportunità è minore rispetto al beneficio che potrà ottenere una volta terminati gli studi.

Le affermazioni in economia: descrittive e prescrittive

L’economia si divide in due affermazioni, la prima di tipo descrittivo e la seconda di tipo prescrittivo. Per studiare le scelte degli agenti economici, la teoria economica deve porre alcune ipotesi sul loro comportamento. Una di queste è che gli agenti compiono determinate scelte a causa del loro singolo interesse, e che quindi vengano catalogati come egoisti. Ciò non significa che gli economisti pensano che gli agenti siano solo egoisti, ma loro in realtà vogliono studiare questo comportamento umano. Un esempio che possiamo introdurre è che anche l’altruismo potrebbe essere una forma di self-interested, basta semplicemente ipotizzare come alcuni economisti fanno, che fare del bene, aiutare il prossimo aumenta anche il benessere del benefattore.

Razionalità negli agenti economici

Gli agenti economici sono inoltre anche razionali, questa ipotesi è assolutamente centrale in tutta la teoria economica, però, cosa significa essere razionali? Nel linguaggio comune questa parola sta a determinare la coerenza nel seguire un criterio. In economia questo criterio è la massimizzazione della soddisfazione, quindi un agente economico è razionale quando prende decisioni che massimizzano la sua soddisfazione, quindi in economia razionalità = massimizzazione.

Criterio di razionalità e scelta al margine

Criterio nato trasformato in tale nel 1870 da Jevons, dove secondo lui l’agente razionale dovrebbe valutare qual è il suo margine, e quali sono i costi marginali per chi sceglie un determinato margine. Il beneficio marginale è l’aumento del benessere che si ottiene dalla propria scelta, ciò avviene quando l’incasso diventa maggiore rispetto alla spesa.

Variazioni marginali

Le variazioni marginali sono i piccoli cambiamenti incrementali rispetto a una data quantità o dato un piano d’azione. Gli agenti razionali prendono le proprie decisioni confrontando i costi e i benefici che possono ottenere, indotti da una variazione marginale. Il criterio che si adotta è che, se compio una certa azione, è perché quest’ultima mi porterà maggiore beneficio rispetto al costo. BM > CM (BM = beneficio marginale; CM = costo marginale).

Per comprendere meglio questo concetto possiamo fare diversi esempi, uno tra questi potrebbe essere che:

  • Sono un neo-laureato e mi pongo la seguente domanda: mi conviene studiare un anno in più (master)? O meglio, il beneficio che otterrò da questo anno in più, che farà sì che la mia istruzione salga di livello, renderà il beneficio superiore al costo?

Se noi andiamo a osservare con attenzione il grafico, noteremo che, svolgendo un master, i nostri guadagni saranno superiori a quelli di un neo-diplomato e uno studente universitario. Ciò accade per il semplice fatto che facendo un master e quindi “rinunciando” a un altro anno della nostra vita, per ampliare le nostre conoscenze, il nostro curriculum vitae sarà molto più “succulento”.

Incentivi

Chiamiamo incentivo qualsiasi incremento del beneficio marginale o riduzione del costo marginale di una scelta. Ogni variazione dei costi e/o dei benefici marginali induce una reazione razionale degli agenti economici. La figura del policy-maker può indurre gli agenti ad adottare o modificare un certo comportamento, questa figura può orientare una determinata scelta nel senso desiderato per finalità collettive, ovviamente la scelta individuale rimane libera.

Uno dei principali incentivi esistenti in un sistema economico è costituito dal prezzo dei beni e dei servizi. Ogni tipo di distorsione al meccanismo dei prezzi di mercato modifica gli incentivi e in questo modo fa sì che si alterano le scelte degli agenti. Da un punto di vista economico anche le regole e le istituzioni non sono altro che meccanismi, a volte molto sofisticati, di incentivo e disincentivo.

Efficienza

Con il termine efficienza si sta a indicare uno dei concetti centrali della teoria economica. Con l’efficienza si riscontra la problematica che è correlata con quella che riguarda la scarsità e ciò riguarda tutti gli agenti economici (individui, imprese, nazioni e collettività).

Con la parola efficienza si assumono 2 significati:

  • Ottenere il massimo beneficio dalle risorse in dotazione.
  • Utilizzare il minimo ammontare di risorse per ottenere un dato livello di beneficio.

In termini matematici, essere efficienti sta a significare risolvere un problema di massimizzazione vincolata, ad esempio:

  • Max beneficio, sotto il vincolo delle risorse date.
  • Min utilizzo risorse, sotto il vincolo di un dato beneficio.

Uno dei campi d’azione principali del policy-maker è che attraverso delle regole si riesca a consentire il raggiungimento di condizioni di efficienza.

La scelta come trade-off

Il trade-off è una situazione in cui si implica la scelta tra 2 o più possibilità, in cui la diminuzione di quantità costituisce un aumento di un'altra quantità. A causa del problema della scarsità, per ottenere una cosa si deve sempre rinunciare a qualcos’altro.

Per comprendere al meglio questa definizione possiamo fare diversi esempi, uno tra questi potrebbe essere:

  • Parlando di attualità (COVID-19), possiamo notare come abbiamo rinunciato alla nostra libertà per evitare di ricorrere all’essere infetti.

La frontiera delle possibilità di produzione

La frontiera delle possibilità di produzione (FPP) è un grafico che mostra le diverse combinazioni di beni che un sistema economico può produrre dati i fattori di produzione disponibili e la tecnologia esistente.

  • Output: beni e servizi ottenuti da un processo produttivo
  • Input: beni o servizi utilizzati in un processo produttivo
  • Tecnologia: insieme dei modi con cui si possono combinare gli input per ottenere l’output (esempio: la ricetta della torta)

Con la FPP si possono rappresentare concetti come l’efficienza, il costo opportunità e la crescita economica. Per comprendere a pieno la frontiera delle possibilità di produzione si potrebbero fare molteplici esempi, uno di questi potrebbe essere: creiamo un grafico con la base di un piano cartesiano, dove all’ascissa (x) ci troviamo la produzione di automobili, e all’ordinata (y) ci troviamo la produzione dei computer. Con le nostre risorse a disposizione, possiamo o creare solo computer quindi 4000, oppure solo automobili quindi 1000. La frontiera delle possibilità di produzione ci fa riflettere sul perché accontentarsi di produrre solo automobili, o solo computer, quando con le risorse a disposizione potremmo produrle entrambi, anche se con pezzi inferiori. Ad esempio, nel piano andiamo a creare il punto A dove con le risorse a disposizione si potranno creare 2000 computer e 700 automobili. Questo punto è sulla linea convessa della FPP e quindi è uno dei tanti punti massimi dove noi possiamo arrivare. I punti potrebbero essere molteplici, l’importante è non superare la barriera, perché non c'è possibilità di andare oltre soltanto con i beni che abbiamo a disposizione. Però il grafico ci fa comprendere che non bisogna accontentarsi, ma spingersi al limite del possibile.

Criterio paretiano

Con ciò che si è detto in precedenza possiamo formulare altri esempi come: poniamoci dinanzi a delle scelte, supponiamo che ci siano due gruppi di agenti, nel primo gruppo troveremo chi è interessato solo ai computer, mentre nell’altro gruppo troviamo chi è interessato ai computer. A questo punto sorge il problema di dover distribuire le nostre risorse in modo che entrambi gli agenti siano soddisfatti. Qui andiamo a vedere come si evidenzia il contrasto tra efficienza ed equità, e in questo caso si potrà utilizzare il criterio paretiano, questo criterio che andremo ad applicare però non ci mostrerà in alcun modo il soddisfacimento del requisito di equità.

Definizione: Data un’allocazione iniziale delle risorse, la si può modificare solo se è possibile riallocare le risorse in modo da aumentare l’output di almeno un bene senza ridurre la quantità di nessun altro; la tecnica è l’angolo retto. Nel caso in cui nelle nostre variazioni che adottiamo grazie al criterio paretiano, ci troviamo dinanzi ad un aumentare un bene ma a diminuirne un altro viene detto ottimo paretiano, essa quindi non è più modificabile secondo il criterio paretiano.

Esempio con automobili e computer

Anche in questo caso andremo a fare un esempio, prendiamo sempre il nostro grafico utilizzando la base del piano cartesiano, prendiamo come produzione di beni automobili e computer, collochiamo all’ascissa (x) le automobili, e all’ordinata (y) i computer. Troviamo il nostro punto dove ci mostra che con le nostre risorse possiamo produrre 1000 computer e 300 automobili, questo punto è dove si può produrre più di un bene senza però ridurre l’altro, stando nella frontiera delle risorse. Alla frontiera delle risorse troveremo tutti gli ottimi paretiani che possono essere infiniti. Oltre questa frontiera troveremo il punto che non si può raggiungere, perché non vi sono abbastanza risorse. Questi tre tipi di punti ci mostrano l’impossibilità, l’inefficienza e l'efficienza, tutti i punti sulla frontiera sono efficienti e detti ottimi paretiani, i punti interni sono inefficienti e quelli esterni sono impossibili.

Mercato

L’istituzione principale dove ha luogo l’interazione economica degli agenti “egoisti” e razionali è il mercato. Il mercato è un “gioco a somma positiva”, ossia un meccanismo che favorisce chi partecipa allo scambio, dove tutti ci guadagnano ma con vantaggi non uguali o proporzionati. Ovviamente anche il mercato pone delle regole e il diritto (non per forza in senso formale) è la fonte principale di tali regole.

Cosa studiano gli economisti

Gli economisti studiano:

  • Le scelte individuali: ossia come singoli agenti economici prendono delle decisione a seconda dei propri interessi.
  • L’interazione tra gli agenti: ossia come gli agenti interagiscono tra loro sul mercato.
  • Il sistema economico: ossia il funzionamento di un’economia vista nel suo complesso.

I primi due temi fanno parte della microeconomia, il terzo invece fa parte della macroeconomia.

Perché scambiare?

È conveniente da entrambe le parti scambiare? Esistono due modi per soddisfare i bisogni di consumo:

  • Scelta autarchica (auto-sufficienza): ossia si consuma solo ciò che si produce.
  • Scelta della specializzazione e scambio (interdipendenza): ossia si consuma ciò che si può ottenere in cambio di ciò che si è prodotto.

Gli agenti economici scelgono sempre la seconda opzione, perché in questo modo si specializzano in ciò che riescono a fare meglio, e scambiando con gli altri agenti riescono a consumare di più, e ciò porta a migliorare il proprio benessere. La domanda che ci si pone è quale criterio seguire per decidere cosa produrre e quanto scambiare? Dimostriamo che tale decisione dipende dalle differenze nei costi opportunità.

Facciamo un esempio: immaginiamo che l’economia sviluppa solo due beni (patate e carne) e vi ci sono solo due agenti (un contadino e un allevatore). Andiamo quindi a ipotizzare che adottano la scelta autarchica, ossia consumano solo ciò che producono, quindi in questo caso per ciascun agente la frontiera delle possibilità (FPP) coincide con la frontiera delle possibilità di consumo (FPC). Quest’ultima ci mostra le combinazioni dei due beni che ciascun agente può consumare. Per semplificare il tutto ipotizziamo che esista un solo input, ossia le ore di lavoro (40h per ciascun agente). Questo implica che la FPP e quindi anche la FPC saranno linee rette (le linee rette ci sono per via dell’input) invece che curve convesse. Ciò significa che il costo opportunità nel trasformare un bene nell’altro è costante. Nel nostro esempio i due agenti decidono di produrre e consumare nei punti A (il contadino) e nel punto B (l’allevatore) sulle rispettive frontiere. Lo scambio ci permetterà di consumare di più. Quindi nel punto A vediamo che il contadino produrrà 2 chili di carne e 4 chili di patate. Mentre nel punto B l’allevatore produrrà 40 chili di carne e 5 di patate.

Facciamo uno schema dove si vedranno le ore necessarie per produrre 1 kg dei beni dell’allevatore e del contadino:

Carne Patate
Contadino 20 10
Allevatore 1 8

Quindi abbiamo il contadino che per 1kg di carne ci mette 20 ore, per 1kg di patate 10 ore. Mentre l’allevatore per 1kg di carne ci mette 1 ora, per 1kg di patate 8 ore. La tesi è che scambiando un determinato prodotto tra di loro, gli agenti potranno specializzarsi “meglio” su un solo prodotto e aumentarne il loro benessere. Con lo scambio gli agenti usano uno strumento che è il mercato per incrementare il loro benessere, violando così il limite posto dalla propria frontiera delle possibilità (FPP). Poi c’è da considerare che qualora non tutti gli agenti possono produrre tutti i beni, lo scambio a quel punto risulta ancora più vantaggioso, perché avranno una maggiore varietà di beni a disposizione.

Proporzione e rapporto di scambio

Come dimostrare la nostra tesi? Cosa significa il termine “meglio”? In base a quale proporzione (detta rapporto di scambio) gli agenti dovrebbero scambiarsi i rispettivi prodotti? Le ipotesi che ci servono sono 3 per questo modello dello scambio:

  • Accettabile: che ciascun agente preferisca avere di più.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher tmdallas di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pisa o del prof Giocoli Nicola.
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