Capitolo 1 - La scienza economica e l’economia
L'oggetto dell'economia politica
L'economia politica non studia la gestione ottimale delle imprese, la scienza economica si occupa delle decisioni umane in condizioni di scarsità. Decisioni sia individuali che collettive, chi decide ha risorse limitate e deve decidere fra usi alternativi di quelle risorse.
Se le risorse sono scarse, ogni decisione ha un costo. Il costo può essere monetario, ma può anche non esserlo.
Il costo opportunità e costo opportunità marginale
Il costo opportunità marginale, per ogni unità in più, di una scelta è una valutazione quantitativa di ciò a cui rinuncio per ogni unità in più dell'oggetto della mia scelta.
Per esempio il costo opportunità di un pomeriggio al cinema per uno studente è il costo del biglietto, del trasporto e di ciò a cui rinuncia per andare al cinema, ore di studio, aperitivo con gli amici, palestra. Il costo opportunità per un affermato avvocato è soprattutto l'introito a cui rinuncia spendendo il suo tempo al cinema e non presso il suo studio con i clienti.
In generale, quindi, l’economia è la scienza della scelta, implica dei costi poiché le risorse sono scarse. Costi per le opportunità alle quali si rinuncia, costi che possono essere marginali poiché rinuncio a qualcosa per un ritaglio in più di qualcos’altro.
L'identificazione dei costi di una scelta non è sempre una operazione banale, infatti, alcuni costi possono essere trascurati: è il caso dei costi impliciti, che non implicano un esborso monetario, ma un mancato introito. Per esempio l'affitto figurativo di un immobile di proprietà, altri costi possono essere irrilevanti in particolari decisioni, cioè i cosiddetti costi irrecuperabili. Per esempio, i costi dell'assicurazione RCA nel decidere compiere un viaggio in treno o in auto.
Ripetendo, l’economia è la scienza della scelta, scelte che riguardano beni e risorse scarse, costringono ad usi alternativi delle risorse. L’uso alternativo cui si rinuncia può essere stimato con il costo opportunità. Il costo opportunità alcune volte ha delle stime precise ed esplicite, altre, bisogna ragionarci perché non è così ovvio capire ad esempio quale sia il costo opportunità di un immobile, poiché per esempio potrei affittarlo piuttosto che viverci all’interno, ecc.
- Costo opportunità: ciò a cui rinuncio per avere di più di un altro bene.
- Costo opportunità marginale: ciò a cui rinuncio per avere un'unità in più di un altro bene o servizio.
Costi, benefici e scelta ottimale
Quando faccio una scelta in realtà non penso solo al concetto di costo, in realtà quando faccio delle scelte attribuisco delle preferenze, insomma se faccio una scelta, faccio una scelta fra costi e benefici. Ad esempio un'ora di nuoto libero costa 5$ ma se dovessi dare una stima monetaria ai benefici che mi porta darei 50$. Vediamo che come i costi possono essere stimati, c’è la nozione di beneficio, il beneficio è il vantaggio, la preferenza, l’utilità che il soggetto ha dall’aver operato una scelta, il beneficio si confronta con il costo.
Qui sotto è stato aggiunto ancora l’aggettivo marginale poiché il beneficio marginale può essere confrontato con il costo marginale. La scelta ottimale viene identificata comparando i suoi costi ai suoi benefici, analisi economica delle scelte. Così come i costi sono stati quantificati anche i benefici vanno quantificati e dipendono dalle preferenze e dagli obiettivi del soggetto che opera la scelta.
Tabella che interpreta come due soggetti attribuiscano valori diversi alla stessa esperienza di scelta.
Partendo dall’alto vediamo che il biglietto a teatro costa 25 euro mentre il biglietto al parco è gratuito. Quale concerto scegliere? Due individui possono avere una diversa valutazione di costo e di beneficio. Le colonne che stiamo per commentare si riferiscono alle diverse scelte con riferimento al concerto a teatro, le righe si riferiscono a tutto quello che significa l’analisi di costo, non solo riferito al prezzo del biglietto ma anche a cosa si è rinunciato, poi c’è il concetto di beneficio, ed infine per differenze arriveremo a capire qual è la decisione che fanno i due soggetti. Stiamo quindi valutando costi e benefici di determinate scelte secondo l’approccio dell’economia.
Il concerto in teatro è sempre preferito rispetto al concerto al parco? Dipende da come lo si valuta.
- Nella prima riga, costo esplicito, 25$ è il costo che figura sul biglietto del teatro.
- Nella seconda riga vediamo a cosa si rinuncia, qui interviene una stima del costo opportunità di 15$, prezzo che avrei pagato per il concerto al parco, è quindi una stima che non pago di fatto.
- Nella terza riga abbiamo una somma delle prime due, la somma di costo esplicito più costo implicito = scelta di andare a teatro ha un costo complessivo di 40$, include il costo esplicito del biglietto e il costo opportunità, visto che avrei impiegato il mio tempo in altro modo. Possiamo definire 40$ come non solo il costo esplicito ma anche la considerazione di ciò a cui rinuncio che in questo caso è stato stimato.
- Nella quarta riga c’è la stima del beneficio che i due soggetti trarrebbero dal concerto a teatro, uno dei due attribuisce al concerto a teatro un beneficio di 50$, mentre l’altro di 35$.
- Nella quinta riga si va a fare una semplice sottrazione dei benefici del concerto a teatro di meno, costi totali entrambi i soggetti riportati nella quarta riga, i costi totali di entrambi i soggetti riportati nella terza riga come addizione dei singoli costi della prima e della seconda. La rendita economia, beneficio - costo economico, è 10 per il primo sogg. mentre è -5 per il secondo sogg. Questa analisi ci permette di dire come l’economista valuta effettivamente la scelta. Il primo sogg. che ha dato maggior beneficio al concerto in teatro al netto dei costi, sia esplicito che costo opportunità, sceglierà il concerto in teatro visto che ha una rendita, surplus di beneficio - costo, di 10; l’altro invece che attribuisce evidentemente al concerto in teatro un beneficio inferiore rispetto al primo, ha una rendita negativa di -5.
Il contabile direbbe: il concerto al parco non influenza in alcun modo il costo del biglietto. L’economista, invece, direbbe: le opzioni disponibili sono rilevanti perché la possibilità di andare al parco modifica le opzioni disponibili poiché la scelta di uno implica la rinuncia dell’altro.
Costo economico pari a: costo esplicito + costo opportunità. È diverso perché è quantitativo.
L'analisi dei processi produttivi
L'oggetto tipico dell'analisi economica sono i processi di produzione di beni e servizi. I beni sono oggetti utili. I servizi sono prestazioni consumate quando vengono prodotte.
Cosa, come e per chi si produce
L'allocazione delle risorse è cruciale per una società. Può essere organizzata in modi diversi, a seconda del grado di intervento dello Stato:
- Economia dirigistica, con un massiccio intervento dello Stato, lo stato decide cosa, come e per chi produrre;
- Economia mista, dove il Governo ed il settore privato interagiscono, economia italiana;
- Economia capitalista o di libero mercato, domina la Mano Invisibile di Adam Smith, 1776.
Scienza economica positiva e normativa
- L'economia positiva tratta di spiegazioni oggettive e scientifiche, spiega un fenomeno. Nell'approccio positivo ci si propone di spiegare il funzionamento del sistema economico.
- L'economia normativa propone soluzioni basate su giudizi di valore personali, quando spiegando il fenomeno aggiunge anche un valore o un giudizio di valore, è un giudizio che in genere deriva da percezioni, sensazioni, preferenze dell’economista. Nell'approccio normativo si studiano le possibili riforme, cambiamenti, innovazioni al sistema in essere.
L’approccio adottato nel corso è di tipo positivo.
Due affermazioni, una di economia positiva e una di economia normativa, a confronto per capire meglio di cosa si tratta.
- Economia positiva: “è aumentata la tassa sui pacchetti di sigarette, di conseguenza la domanda si è leggermente contratta” in questo modo si spiega semplicemente che l’introduzione di una tassa in un mercato molto spesso può fare diminuire la domanda.
- Economia normativa: “finalmente è aumentata la tassa sulle sigarette, così forse convinceremo qualcuno che il fumo genera un grave pericolo per la salute” con gli aggettivi usati ho aggiunto degli evidenti valori o percezioni che volevo trasmettere nella teatralità di una affermazione che voleva essere di economia normativa. C’è un augurio non la descrizione di un fenomeno.
La distinzione tra micro e macroeconomia
Il corso è suddiviso in due parti elencate di seguito.
- La microeconomia si occupa delle decisioni dei singoli individui e delle singole imprese, della formazione dei prezzi nei mercati, dell’efficienza dei mercati, le scelte e le preferenze individuali, i costi ed i ricavi delle imprese.
- La macroeconomia si occupa degli aggregati economici, del sistema economico nel suo complesso:
- La determinazione del PIL e la sua crescita;
- La determinazione del livello generale dei prezzi e dell’inflazione;
- La determinazione della disoccupazione;
- Il ruolo della politica monetaria e della politica fiscale nel garantire crescita, bassa disoccupazione e inflazione.
I modelli
Gli economisti utilizzano per rappresentare in modo semplificato e stilizzato la realtà modelli composti da grafici che:
- Trascurano molti dettagli della realtà che rappresentano;
- Si concentrano solo su quello che di volta in volta è considerato più importante e rilevante, es. la variazione del reddito…;
- Modelli sono più semplici della realtà, ma proprio per questo sono utili;
- Si basano su ipotesi, semplificano la realtà e aiutano a comprenderla meglio;
- Si utilizzano tabelle, relazioni tra variabili, grafici.
La scarsità obbliga alla scelta - La frontiera delle possibilità produttive
Se le risorse sono scarse, gli attori di un sistema economico devono fare delle scelte su come distribuirle tra produzioni alternative. Se le risorse sono scarse, ogni decisione ha un costo. La frontiera delle possibilità produttive è la possibile rappresentazione del tema economico della scarsità.
La scarsità spiegata con la FPP, frontiera delle possibilità produttive, è un grafico che mostra le combinazioni di produzione, output, che l'economia è in grado di produrre, dati la tecnologia produttiva e i fattori produttivi disponibili, paragrafo 1.2 del libro.
Se la scarsità obbliga alla scelta, la frontiera delle possibilità produttive è proprio un modello grafico che consente di mostrare sulla curva come l’economia sia in grado di produrre almeno due beni dati, scendendo e salendo sulla curva capisco che devo per forza rinunciare a un bene per averne di più dell’altro.
Per ogni livello di produzione di un bene, la frontiera delle possibilità produttive mostra la massima quantità di un altro bene che il sistema economico è in grado di produrre.
Nel caso che vediamo nello schema in basso, si mostra il trasferimento di lavoratori, risorsa scarsa, dalla produzione di cibo a quella di film, comporta un incremento della produzione di film ed una riduzione della produzione di cibo.
Quale combinazione inefficiente? Quale combinazione irrealizzabile? Cosa succede se passiamo da una combinazione all’altra lungo la FPP?
- N è al di sotto della frontiera, è un punto che può essere prodotto ma in maniera non efficiente, efficienza significa produrre le quantità massime disponibili, non garantisce la massima quantità producibile dell’uno o dell’altro bene. Ad esempio alcuni cuochi che potrei far lavorare non stanno lavorando. Non impiega efficientemente risorse e tecnologie, non garantisce la massima quantità producibile dell’uno e dell’altro bene.
- B è sulla linea della frontiera e rappresenta la massima quantità producibile di entrambi i beni, rappresenta la massima efficienza del sistema produttivo date le risorse e le tecnologie usate.
- M è sopra la linea della frontiera, indica una combinazione al momento attuale irrealizzabile, non sono ancora state brevettate le tecnologie per produrlo, non ho ancora le risorse per realizzare questa combinazione.
Efficienza: “hai 4 lavoratori e li impieghi sempre tutti”.
La frontiera delle possibilità produttive è un modello prettamente astratto, la curva rossa è la FPP, mostra per almeno due beni, quanto un sistema economico sia in grado di produrre questi ultimi. In altre parole la FPP ci dice che se per esempio l’Italia decidesse di stare sul 25 di cibo, dedicherebbe tutte le sue risorse alla produzione di quest’ultimo, non allocandone nessuna alla produzione di film che di fatto è 0. La stessa economia alternativamente potrebbe stare sul punto 30 di film e 0 di cibo se decidesse di allocare tutte le sue risorse alla produzione culinaria.
Qualsiasi punto intermedio sulla FPP come ad esempio B, significa che una nazione ha scelto di dedicare le sue risorse e tecnologie in parte alla produzione cinematografica ed in parte alla produzione culinaria. Sicuramente il punto B rappresenta efficienza, rappresenta la massima quantità di film e cibo che posso produrre date tecnologie e risorse.
Il costo opportunità di una scelta è la valutazione quantitativa di ciò a cui si rinuncia per ottenere un'unità in più dell'altro bene. Il costo opportunità di x in termini di y è pari al numero di unità di y a cui devo rinunciare per avere x unità aggiuntive di x.
Scendere dal punto B al punto C significa di fatto rinunciare a cibo per produrre più film, in questo modo esprimo il concetto di costo opportunità per il quale se voglio produrre più film, essendo le risorse scarse, devo rinunciare a produrre del cibo.
La scarsità è rappresentata dal fatto che passare da un punto all’altro fra quelli rappresentati su questa frontiera implica il famoso costo opportunità, per esempio, passare da A a B piuttosto che da B a C, significherà rinunciare a produrre una data quantità di uno dei due beni per produrre una quantità maggiore dell’altro bene in questione. In particolar modo si vede bene nel passaggio da B a C a quanto sull’asse Y sto rinunciando per avere una maggior quantità di X.
Il calcolo del costo opportunità
Se scelgo di privilegiare la produzione culinaria i 4 lavoratori corrispondono ad una produzione di 0 film e 25 cibo, sulla FPP sono sul punto A.
Scendendo lungo la frontiera delle possibilità produttive immaginiamo di passare da A a B, in questo modo ho ancora tre lavoratori che lavorano sul cibo e uno solo che si occupa di film.
Se passo da B a C l’idea è sempre la stessa, dei lavoratori che si trasferiscono dalla produzione di cibo alla produzione di film, ma, visto che le risorse sono scarse si dovrà sacrificare una delle due produzioni. In termini di cibo infatti si passa da 22 a 17 con una variazione di cibo di 5, C = 22 - 17 = 5.
Si rinuncia a 5 unità di cibo per avere un aumento della produzione di film di 8, questa è intesa come la variazione della produzione di film in conseguenza della diminuzione della produzione di cibo. La produzione di film, infatti, incrementa con una variazione di film di 8 passando da 9 a 17, F = 17 - 9 = 8.
A questo punto, avendo ottenuto le variazioni sull’asse Y e X che abbiamo indicato con Δ, possiamo procedere a calcolare il costo opportunità andando a dividere ΔY/ΔX.
Applicando la formula al passaggio da B a C preso in esame poco fa troveremo il suo costo opportunità: ΔC/ΔF → -5 / 8 = 0,6.
Il costo opportunità è crescente poiché in economia sta ad indicare che quanto più produco di un bene, rinuncerò pur sempre all’altro, la rinuncia in questo modo sarà sempre un sacrificio crescente. Per questo si dice che ΔY/ΔX è crescente in senso assoluto.
Legge dei rendimenti decrescenti
Le risorse sono anche soggette alla legge dei rendimenti decrescenti. Presupponiamo una produzione divisa in fattori fissi e variabili, la legge dei rendimenti decrescenti espone quanto segue, se ho un fattore fisso e aumento sullo stesso fattore fisso che non varia, la quantità di fattore variabile ad esso connesso può continuare ad aumentare, ma la quantità prodotta aumenterà a rendimenti via via decrescenti.
La legge dei rendimenti decrescenti afferma che la produttività marginale di un fattore variabile, utilizzato in quantità crescente in combinazione con fattori fissi, tende a diminuire continuamente se si supera la piena ed efficiente utilizzazione di uno o più fattori fissi disponibili.
Es. in un team pubblicitario, ci sono 4 figure professionali, ciascuna di queste si occupa di un’area specifica. Questi hanno un unico computer, dovendolo sfruttare in modo diverso tutti quanti.
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