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L’ECONOMIA DEL BENESSERE

L’economia del benessere è la branca della teoria economica che si occupa di stabilire la

desiderabilità sociale di allocazioni economiche alternative.

In una situazione di scambio senza produzione ci sono delle persone che consumano due beni

disponibili in quantità fisse e l’unico problema economico consiste nell’allocazione dei due beni tra

i due consumatori, problema che viene analizzato tramite lo strumento della scatola o box di

Edgeworth.

• 2 Beni

• 2 Consumatori

• 1 Economia Semplice Sig.B

x 1 SCATOLA DI EDGEWORTH

Tutto ciò che non è posseduto dal

sig.A è posseduto dal sig.B.

In essa giacciono infinite curve di

indifferenza ma due passano

esattamente per la dotazione

iniziale.

Sig.A x 2

Le dotazioni iniziali possono essere infinite e variando continuamente le dotazioni è possibile

costruire la curva dei contratti. Nella curva dei contratti ogni allocazione è Pareto efficiente, in

questo punto le curve di indifferenza sono tangenti e qualunque altra allocazione peggiora le

condizioni dell’altro soggetto. Sig.B

x 1 CURVA DEI CONTRATTI

P \P = SMS = SMS

1 2 A B

x

Sig.A 2

Affinché ci sia l’efficienza paretiana è necessario che

Costo marginale x 1

Costo marginale x = SMS = SMS

2 A B

Il tasso al quale si possono trasformare unità di bene x in unità di bene x dev’essere pari a quello al

1 1

quale i consumatori sono disposti a scambiare x x (SMS).

1 per 2

Secondo il 1^ TEOREMA DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE ogni equilibrio

concorrenziale è un equilibrio Pareto efficiente, cioè un’economia concorrenziale alloca

automaticamente le risorse in modo efficiente, senza alcun bisogno di intervento esterno.

P \P = SMS = SMS = SMT

Equilibrio = 1 2 A B

Ma anche quando il sistema economico determina un’allocazione delle risorse Pareto efficiente può

essere necessario l’intervento pubblico per ottenere una distribuzione equa delle risorse, e infatti il

2^ TEOREMA DELL’ECONOMIA DEL BENESSERE afferma che dato un obbiettivo esterno

di politica economica, esisterà un’opportuna dotazione iniziale ottenuta attraverso imposte e sussidi

che porteranno all’equilibrio che il governo desidera ottenere (tutto questo però è vero solo in

concorrenza perfetta). Le imposte Lamsan e i sussidi servono per trasferire dotazioni e modificare

l’equilibrio in una situazione efficiente.Col secondo teorema si riapre il discorso dell’intervento

dello Stato in materia di ridistribuzione perché se lo Stato ridistribuisce equamente il reddito e

lascia operare il mercato concorrenziale, le allocazioni raggiunte autonomamente dalla collettività

stanno sulle curve delle utilità possibili e sono eque.

Pareto efficiente:L’unica possibilità di migliorare la situazione di un individuo consiste nel

peggiorare quella dell’altro.

Miglioramento Paretiano: Riallocazione dele risorse che migliora la condizione di un individuo

senza peggiorare quelle dell’altra persona.

La frontiera delle possibilità produttive: Indica la quantità massima di abbigliamento che si può

produrre data una qualsiasi unità di cibo. La situazione efficiente è che se una diluisce l’altra

aumenta. Il Sagio marginale di trasformazione indica il tasso al quale il sistema economico può

trasformare il cibo in abbigliamto IL MONOPOLIO

Il monopolio è una forma di mercato in cui tutta l’offerta di un dato bene o servizio è concentrata

nelle mani di un’unica impresa, la quale può influenzare unilateralmente il prezzo di vendita

modificando a proprio piacimento la quantità offerta e viceversa. All’offerta del monopolista si

contrappone una domanda frazionata tra numerosi acquirenti

CM Max profitto CM=RM

CMe (il ricavo marginale è sempre inferiore

al prezzo perché se il monopolista

aumenta la quantità venduta deve

diminuire il prezzo)

D

RM Inefficienza del monopolio

Rispetto alla concorrenza

perfetta nel monopolio si

produce una quantità minore ma

ad un prezzo superiore

D

RM

IL MONOPOLIO NATURALE

Si ha monopolio naturale quando un’unica grande impresa è in grado di produrre a costi inferiori

rispetto ad un insieme di piccole imprese, cioè quando i costi medi calano all’aumentare della

produzione pertanto maggiore è la produzione tanto meno costa produrre ciascuna singola unità.

Il monopolio naturale è riscontrabile nei servizi di pubblica utilità (prestazione rese da imprese

pubbliche per il soddisfacimento di bisogni collettivi), come ad esempio energia, trasporti e

telecomunicazioni, la gestione delle quali è spesso affidata ad imprese pubbliche.

Nel monopolio naturale lo Stato deve sempre intervenire, ha dei motivi per espandere il mercato il

più possibile, e può farlo in diversi modi:

• : lo Stato si assume la produzione in prima persona costituendo enti

PRODUZIONE PUBBLICA

pubblici o tramite contratti di appalto. Questo metodo è quello che si è verificato per primo,

anche se attualmente è sottoposto a forti critiche, particolarmente perché la gestione

pubblica è risultata fonte di sprechi e ha dato scarse garanzie di qualità del servizio, per

questo è già in atto un vasto processo di privatizzazione.

• : per regolamentazione si intende un insieme di norme che

REGOLAMENTAZIONE

garantiscono a tutti i consumatori l’accesso ad un determinato bene prodotto in regime di

monopolio naturale da un’impresa privata. Sono due i tipi di intervento che mirano entrambi

all’obbiettivo di tenere bassi i prezzi del servizio e diffonderlo sull’intera cittadinanza, ma

seguono strade diverse Lo stimolo della concorrenza limitata, che parte dal

presupposto che in un monopolio naturale sia possibile

avere almeno due competitori, il che offre maggiori

opportunità e prezzi vantaggiosi con dei guadagni in

La regolamentazione vera e termini di benessere collettivo.

propria, che influenza

direttamente l’operato del

gestore privato di un servizio di

pubblica utilità, ponendo ad

esempio limiti al prezzo

praticabile, oppure obblighi di

distribuzione in certe zone.

• : un’ulteriore forma di intervento pubblico che ha molti collegamenti con la

ANTITRUST

regolamentazione è la tutela della concorrenza, che si basa sull’idea che il monopolio sia

una forma di mercato che crea una perdita di benessere rispetto alla concorrenza

perfetta, per cui sarebbe desiderabile eliminare i monopoli che già esistono ed agire

affinché non se ne creino di altre, appunto tramite politiche antitrust.

In Italia, seguendo gli esempi degli altri paesi, è stata creata negli anni ’80 un’apposita

Agenzia statale per la tutela della concorrenza e del mercato.

I BENI PUBBLICI

I beni pubblici sono una particolare categoria di beni i quali sono forniti dallo Stato ai cittadini.

Le caratteristiche che consentono di individuare un bene pubblico puro sono la non-rivalità e la

non-escludibilità.

Per non-rivalità si intende la caratteristica di quei beni il cui consumo da parte di un individuo non

limita la possibilità di consumo da parte di altri (una volta che il bene pubblico è fornito, il costo

marginale del consumo da parte di un individuo aggiuntivo è nullo). Esempio: difesa nazionale

Per non-escludibilità si intende l’impossibilità per il produttore di un bene di escludere altri

individui dai benefici di tale produzione. Escludere qualcuno dal consumo o è molto costoso (non

escludibilità economica, per esempio un parco pubblico in cui un sistema di sorveglianza e

controllo sarebbe troppo oneroso) o è impossibile (non esclusione tecnica, per esempio le

trasmissioni radiofoniche).

La natura di bene pubblico non è assoluta, ma “l’essere pubblico” è una caratteristica che i beni

possiedono in misura diversa, così mentre un bene pubblico puro corrisponde esattamente alla

definizione, i beni pubblici impuri possono essere caratterizzati da diversi gradi di non rivalità

e non escludibilità del consumo, dovuti alle condizioni del mercato e ai livelli tecnologici

raggiunti, inoltre non è detto che la non escludibilità e l’assenza di rivalità nel consumo siano

sempre associate.

Bisogna anche tener presente che esistono molti beni privati, quindi beni caratterizzati dalla

rivalità ed escludibilità nel consumo, che sono forniti dal settore pubblico (assistenza sanitaria,

edilizia popolare, etc.) ed analogamente esistono beni pubblici forniti dal settore privato.

Per costruire la curva di domanda di mercato dei beni privati si somma il numero dei beni che ogni

persona domanda in corrispondenza di ciascun prezzo, insomma si effettua una somma orizzontale.

Invece per fornire la quantità efficiente di un bene pubblico è necessario che la somma delle

disponibilità dei cittadini a pagare per un’ulteriore unità sia uguale al suo costo marginale e la

disponibilità complessiva a pagare per un bene pubblico si trova sommando verticalmente le curve

di domanda individuali.

Nel caso di un bene privato tutti presentano il medesimo saggio marginale di sostituzione, ma

ciascuno può consumare quantità diverse e quindi la curve di domanda vengono sommate

orizzontalmente, nel caso di un bene pubblico invece tutti consumano la stessa quantità, anche se

ciascuno ha un suo saggio marginale di sostituzione, e per trovare la disponibilità complessiva a

pagare si sommano le domande verticalmente (la somma dei saggi marginali di sostituzione deve

essere uguale al costo marginale che la collettività deve spendere per fornire quella determinata

quantità).

Nella fornitura dei beni pubblici esiste il problema del free rider o dell’opportunista, in base al

quale tutti cercano di godere dei benefici di un bene per cui altri hanno pagato un prezzo, problema

che causa una fornitura del bene pubblico inferiore a quella efficiente e secondo alcuni questo

problema comporta necessariamente che per risolvere tale inefficienza sia necessario l’intervento

coercitivo dello Stato. LE ESTERNALITA’

Quando l’attività di un soggetto economico

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Moses di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Strazzera Elisabetta.
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