Capitolo 1: L’economia di mercato
Introduzione al funzionamento del sistema del sistema dei prezzi
Il modello del flusso circolare
Il sistema economico è composto dalle famiglie e dalle imprese. Le famiglie possiedono lavoro, capitale
e terra. Le imprese usano queste risorse come input (chiamati anche fattori produttivi). Le famiglie
acquistano beni e servizi dalle imprese e ricevono un reddito in cambio delle risorse. Le famiglie e le
imprese s’incontrano nei mercati dei prodotti e nei mercati dei fattori. Il modello però riassume tutto ciò
che accade in un’economia di mercato perché:
1. non tiene conto delle transazioni che avvengono fra imprese;
2. presuppone che le attività produttive si svolgano nel settore imprese ed alcune all’interno delle
famiglie;
3. non prende in considerazione il settore pubblico, le transazioni sono costituite da scambi ed un
sistema simile non può funzionare in mancanza di un’autorità che definisca e protegga i diritti di
proprietà.
Il modello del flusso circolare è uno strumento valido, è una semplificazione utile del mondo reale.
Il modello della domanda e dell’offerta
Dal modello del flusso circolare non è emerso il modo in cui vengono coordinate le attività delle
famiglie e delle imprese. Non è così scontato che le varie attività economiche risultino adeguatamente
coordinate. Il coordinamento si raggiunge in modo decentrato mediante i prezzi. Se c’è sovrabbondanza
di pane il prezzo scende, questo calo ha due effetti:
1. il pane è meno costoso, le famiglie ne comprano di più;
2. visto che il prezzo è sceso, ai fornai conviene diminuire la produzione di pane.
La quantità di pane che la gente desidera coincide con la quantità che i fornai sono disposti a produrre. Il
prezzo del pane ha coordinato le attività dei produttori e dei consumatori.
La domanda
Quali fattori influiscono sulle decisioni delle famiglie?
prezzo: se aumenta, diminuisce la quantità domandata. Il concetto che prezzo e quantità
domandata sono legati da una relazione inversa è noto come legge della domanda;
reddito: se in seguito ad un incremento di reddito la domanda aumenta, si è di fronte ad
un bene normale; se diminuisce ad un bene inferiore;
prezzo dei beni collegati: pane e cracker sono succedanei, pane e burro complementari;
gusti: preferenze dei consumatori.
Una scheda di domanda (o curva di domanda) indica la relazione tra il prezzo di mercato di un bene e la
quantità domandata di quel bene durante un certo periodo di tempo, a parità di altre condizioni.
All’aumento di prezzo dei cracker, verrà acquistata una quantità maggiore di pane. Un incremento del
prezzo dei cracker fa spostare verso destra ciascun punto della curva della domanda di pane.
La variazione che influisce sulla domanda di un bene determina uno spostamento della curva di
domanda verso destra. Una variazione del prezzo del bene determina uno spostamento lungo la curva
di domanda e provoca una variazione della quantità domandata.
L’offerta
La fanno le imprese. Quali fattori determinano la quantità di un bene che le imprese offrono?
prezzo: se i prezzi aumentano, è conveniente per le imprese accrescere la produzione.
prezzo degli input: se il prezzo degli input aumenta, in corrispondenza di ciascun prezzo sarà
remunerativo produrre una quantità minore di un bene.
sistema di produzione: se viene introdotta qualche innovazione tecnologica l’offerta di pane
aumenterà.
La curva di offerta indica la relazione tra il prezzo di mercato e la quantità di un bene che i produttori
sono disposti a offrire durante un certo periodo di tempo. Quando un qualunque fattore che influisce
sull’offerta varia, la curva di offerta si sposta verso sinistra. Una variazione del prezzo del bene, invece,
determina uno spostamento lungo la curva di offerta.
L’equilibrio
E’ una situazione che perdura perché nessuno ha motivo di modificare il suo comportamento. Nel
modello della domanda e dell’offerta l’equilibrio è rappresentato dall’uguaglianza di quantità offerta e
quantità domandata in corrispondenza di un determinato prezzo.
La domanda e l’offerta di risorse
Riguarda il flusso di risorse produttive dalle famiglie alle imprese. La differenza è che in questo caso le
famiglie rappresentano l’offerta e le imprese la domanda.
La domanda e l’offerta di una risorsa: il modello della domanda e dell’offerta si può applicare anche alle
risorse produttive, come per esempio il lavoro. L’intersezione tra la curva di domanda e la curva
di offerta di panettieri determina il tasso salariale percepito da questi lavoratori e il numero di
parametri impiegati. Vecchio e nuovo punto di equilibro al variare
dell’offerta sul prezzo e sulla quantità: se il
prezzo aumenta la curva dell’offerta si sposta
verso sinistra.
Le funzioni dei prezzi
1. i prezzi trasmettono informazioni;
2. i prezzi razionano le risorse;
3. i prezzi determinano i redditi.
Capitolo 2: Le scelte del consumatore
Premesse fondamentali
Le risorse sono limitate. Per capire il comportamento del consumatore sono necessari tre passaggi:
1. capire cosa desidera;
2. capire cosa può fare;
3. mettere insieme le preferenze del consumatore e i limiti.
Il bene è qualsiasi cosa che, quando viene consumata, migliora il livello di soddisfazione dell’individuo.
I gusti
Un’ipotesi poco realistica non è necessariamente una cattiva ipotesi. Immaginiamo di proporre una serie
di diverse combinazioni (panieri). La teoria economica delle scelte presuppone che le preferenze dei
consumatori soddisfino due condizioni (assiomi):
Assioma 1 (di completezza): il consumatore, quando gli vengono proposti due panieri di beni
qualsiasi, è sempre in grado di dire quale dei due preferisce o se li considera equivalenti.
Assioma 2 (di transitività): le preferenze del consumatore sono tali che, se il paniere x è
giudicato preferibile al paniere y e il paniere y preferibile al paniere z, si può concludere che x è
preferibile a z.
L’ipotesi di non sazietà
Una quantità maggiore verrà sempre preferita a una quantità minore, di più è meglio.
Costruzione di una curva d’indifferenza La curva d’indifferenza è stata costruita
collegando diverse combinazioni dei due beni
che il consumatore giudica equivalenti. Il paniere
rappresentato da un punto al di sopra della curva
è preferibile rispetto a qualunque combinazione
appartenente alla curva.
Saggio marginale di sostituzione è l’opposto della pendenza di una curva d’indifferenza; indica il
rapporto al quale il consumatore è disposto a scambiare un bene con l’altro. Quello decrescente è la
progressiva diminuzione del saggio marginale di sostituzione man mano che ci si sposta dall’alto verso
il basso lungo una curva d’indifferenza.
Costruzione di una mappa d’indifferenza
E’ una serie completa di curve d’indifferenza. Le curve d’indifferenza non possono intersecarsi.
Altri tipi di curve d’indifferenza
Se si modificano i presupposti iniziali, anche l’andamento delle curve d’indifferenza può cambiare. Le
curve non devono essere necessariamente parallele, anche se le curve non possono intersecarsi, possono
avvicinarsi infinitamente senza toccarsi.
Perfetti sostituti
Sono i beni intercambiabili tra loro in un rapporto fisso. Sono caratterizzati da un saggio marginale di
sostituzione costante e le curve relative a loro sono linee rette.
Beni perfettamente complementari
Sono beni che devono essere consumati in proporzione fisse. La mappa relativa a loro è costituita da una
serie di curve ad angolo retto.
I “mali”
Quando uno dei prodotti tra cui ci si trova a scegliere è un “male”, come per esempio l’inquinamento,
l’ipotesi di non sazietà viene a cadere e le curve d’indifferenza sono crescenti. L’andamento di queste
curve d’indifferenza indica che, maggiore è l’inquinamento che l’individuo è costretto a consumare,
meno egli è disposto a tollerarne un aumento.
La teoria dell’utilità: l’assegnazione di valori numerici alle curve d’indifferenza
Il valore numerico associato a ciascun paniere di beni è la sua utilità totale. Una funzione di utilità è una
formula che indica l’utilità totale derivante da ciascuna combinazione.
Valori ordinali d’utilità: una funzione di utilità consente di associare a ogni curva d’indifferenza una
certa quantità di utilità. Le curve d’indifferenza che si trovano più in alto e più a destra rispetto
all’origine rappresentano livelli di utilità più elevati.
Una funzione di utilità che permette di ricavare curve d’indifferenza viene definita funzione di utilità
ordinale che consente di ordinare le varie combinazioni di beni in base alla loro utilità totale ma non di
misurare con esattezza la soddisfazione che ognuna di esse procura.
Utilità ordinale e utilità cardinale
Funzione di utilità cardinale è una funzione di utilità che permette di stabilire esattamente in che misura
certi panieri di beni sono preferibili rispetto ad altri.
I vincoli di bilancio
Il vincolo di bilancio di un consumatore indica le alternative tra cui questi può scegliere. Esso consente
di distinguere i panieri di beni ottenibili da quelli non ottenibili, dati i prezzi dei beni e il reddito del
consumatore. Quando il consumatore non fa il prezzo, viene detto price taker, (la quantità dei due beni
che egli acquista non influisce sul loro prezzo di mercato), il vincolo di bilancio è una linea retta.
Tuttavia abbiamo visto che nel mondo reale il vincolo di bilancio non è sempre rappresentato da una
retta. Bisogna invece chiedersi quali sono le possibilità tra cui il consumatore può scegliere e poi cercare
di dar loro una rappresentazione geometrica.
N.B.: Se il prezzo aumenta (o il reddito dimuisce), l’intercetta (di solito la retta) si avvicina all’origine,
se diminuisce si allontana. L’equilibrio del consumatore
il consumatore desidera, il vincolo di bilancio ciò
che può ottenere. I panieri al di sopra della retta del
vincolo non sono ottenibili, quelli al di sotto
comportano una parte di reddito non utilizzata. La
formula del vincolo di cilancio è Y = Px*X + Py*Y
Soluzioni interne
La soluzione interna è un paniere, corrispondente a una situazione di equilibrio, che contiene una certa
quantità di tutti i beni.
La posizione di equilibrio del consumatore: quale paniere sceglierà il consumatore? Sceglierà il paniere
in corrispondenza del punto in cui la curva d’indifferenza è tangente al vincolo di bilancio, ottenendo la
massima soddisfazione possibile. Nel punto d’equilibrio le due pendenze coincidono MRSyx = Px / Py.
Il saggio marginale di sostituzione indica in che rapporto il consumatore è disposto a scambiare un bene
con l’altro; mentre la pendenza del vincolo di bilancio indica in che rapporto il consumatore può
scambiare un bene con l’altro (dati i prezzi di mercato). Affinché vi sia equilibrio questi due valori
devono coincidere.
L’equazione MRSxy = Px / Py è il confronto tra il saggio marginale di sostituzione e il rapporto fra i
prezzi dei beni (consente di stabilire se il comportamento di un consumatore è razionale). E’ possibile
che le scelte di consumatori diversi soddisfino tutte l’equazione anche se non danno come risultato lo
stesso paniere di equilibrio.
L’illusione monetaria e gli effetti dell’inflazione (leggere)
Per prendere decisioni razionali, l’elemento fondamentale di cui bisogna tener conto è il rapporto tra i
prezzi.
Se non si è in equilibrio, in corrispondenza del punto d’incontro tra il vincolo e la curva, il saggio
marginale di sostituzione non è uguale al rapporto tra i prezzi dei beni. Il mercato consente al
consumatore di ottenere 2 tacos in cambio di 1 hamburger, mentre egli è disposto a rinunciare a 1
hamburger in cambio di un solo taco. Ne consegue che il punto d’incontro non può essere un punto di
equilibrio perché il consumatore può accrescere la sua soddisfazione scegliendo un paniere diverso.
Se cambiano le preferenze, la combinazione di equilibrio dipende dalle preferenze dell’individuo,
indicate dalle sue curve d’indifferenza. Possono essere persone entrambe razionali ma con scelte molto
diverse.
Le decisioni razionali tengono conto del rapporto tra i prezzi e il reddito e non del loro valore assoluto.
Dal nostro modello risulta che, quando tutti i prezzi e i redditi aumentano o diminuiscono nella stessa
proporzione, il paniere di equilibrio rimane invariato.
L’Illusione monetaria è la teoria secondo cui le decisioni delle famiglie sarebbero determinate dai valori
assoluti dei prezzi e del reddito invece che dai valori relativi.
Per comprendere e prevedere il comportamento delle famiglie, è necessario tener conto dei valori
relativi dei prezzi e dei redditi e non di quelli assoluti.
Soluzioni d’angolo Il punto di equilibrio che coincide con il vertice dell’angolo formato dal
vincolo di bilancio e dall’asse verticale è una soluzione d’angolo, ciò
significa che il consumo di uno dei due beni è pari a zero e si ha una
disuguaglianza e non più un’uguaglianza tra il saggio e il rapporto de prezzi.
E’ il paniere di equilibrio non comprendente qualcuno dei beni tra cui il consumatore si trova a
scegliere, è caratterizzata da una disuguaglianza tra il saggio marginale di sostituzione e il rapporto tra i
prezzi dei beni.
L’unica “regola” sicura è la seguente: il paniere di equilibrio è quello che consente al consumatore di
raggiungere la curva d’indifferenza più esterna, pur rispettando il suo vincolo di bilancio.
Una conseguenza piuttosto frequente è che, se il paniere di equilibrio è una soluzione interna, in
corrispondenza di esso, il saggio marginale di sostituzione coincide con il rapporto tra i prezzi dei beni.
Definizione dell’equilibrio del consumatore mediante il concetto di utilità marginale
L’obiettivo del consumatore è quello di massimizzare il valore della propria funzione di utilità, dato il
proprio vincolo di bilancio, cioè massimo risultato con minimo sforzo.
Utilità marginale: la variazione dell’utilità totale conseguente al consumo di un’unità aggiuntiva di un
bene.
Il saggio marginale di sostituzione è pari al rapporto tra le utilità marginali: poiché i panieri
appartengono alla stessa curva d’indifferenza, la perdita di utilità che il consumatore subisce se gli
vengono tolti y tacos deve essere esattamente uguale all’utilità che guadagna ricevendo x hamburger.
L’equazione MRSyx = Mux / Muy dice che il saggio marginale di sostituzione coincide con il rapporto
tra le utilità marginali in qualsiasi punto della curva d’indifferenza.
L’equazione MRSyx = Px / Py dice che, se esiste una soluzione interna, nel punto di equilibrio si ha
MRSyx = Px / Py.
Confrontando le due equazioni scopriamo che nel punto di equilibrio si ha: MUx/MUy = Px/Py.
Quindi la teoria sul comportamento del consumatore non si fonda sul presupposto che sia possibile
quantificare con precisione l’utilità derivante dal consumo di un’ulteriore unità di un determinato bene.
Dividendo entrambi i membri dell’equazione MUx/MUy = Px/Py per Px e poi moltiplicandoli per MUy,
si trova che nel punto di equilibrio si ha: MUx / Px = MUy / Py. Quindi quest’ultima equazione dice
che: un paniere di beni assicura al consumatore la massima utilità totale solo se l’utilità marginale
dell’ultimo dollaro speso per l’acquisto di ciascun bene è la stessa.
Capitolo 3: Statica comparata e domanda
La statica comparata è un metodo che consiste nel mettere a confronto due situazioni di equilibrio.
Variazioni dei prezzi e del reddito
Variazioni di prezzo del bene in esame
Una variazione del prezzo di uno dei beni determina uno spostamento del vincolo di bilancio.
Quando i prezzi e/o il reddito variano, il paniere che assicura la massima utilità cambia, ma le
preferenze del consumatore rimangono le stesse.
Costruzione della curva di domanda individuale: una curva di domanda individuale indica come
cambia il comportamento di un consumatore che non fa il prezzo al variare del prezzo di un bene, a
parità di altre condizioni. La curva prezzo–consumo è l’insieme
di panieri di equilibrio individuati
facendo variare il prezzo di un bene,
ceteris paribus, ed è l’opposto della
curva di Domanda.
In questo grafico è solo il prezzo del
bene rappresentato sull’asse X ad
aumentare modificando il vincolo di
bilancio.
Variazione dei prezzi di altri beni
L’effetto incrociato di prezzo è l’effetto che la variazione di prezzo di un bene ha sulla quantità
domandata di un altro bene.
I beni sostituti soddisfano bisogni simili. L’aumento di prezzo di un bene determina un incremento
della quantità domandata di un suo sostituto.
I beni complementari tendono a essere consumati insieme. L’aumento di prezzo di uno dei beni
provoca una diminuzione della quantità domandata del bene complementare.
Per i beni non correlati, l’aumento di prezzo di un bene non ha alcun effetto sulla quantità
domandata dell’altro.
Curve di domanda ed effetti incrociati di prezzo: abbiamo la variazione della scheda di domanda
che è uno spostamento
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