Capitolo 1
Le basi dell'economia
L'economia è una disciplina che nasce alla fine del XVIII secolo con la Rivoluzione industriale. Nasce perché per la prima volta si sente il bisogno di comprendere il funzionamento di un sistema in cui esistono le imprese, gli imprenditori, un nuovo meccanismo di organizzazione delle relazioni sociali anche in base alle relazioni economiche che si sviluppano. L'economia nasce dall'esigenza di comprendere come al meglio attivare processi di produzione e consumo, combinando una disponibilità limitata di risorse nel medesimo sistema.
Le risorse sono scarse, cioè sono:
- Limitate quantitativamente: naturalmente (es. acqua, petrolio, combustibili fossili).
- Destinabili a più impieghi (es. lo Stato può scegliere di indirizzare queste ultime in alcuni settori piuttosto che in altri).
- In grado di soddisfare fini diversi (es. con il petrolio possiamo produrre materie plastiche come benzina, raffinandolo).
L'analisi economica affronta i temi della scarsità delle risorse, la distribuzione della ricchezza prodotta e l'accumulazione della ricchezza, in due modi differenti:
- Macroeconomia: studia il funzionamento dei sistemi economici nel loro complesso, andando ad analizzare dinamiche ampie che riguardano Stati, macro-regioni, i soggetti che al loro interno vi operano.
- Microeconomia: studia il comportamento dei singoli agenti economici, quindi le imprese, i consumatori, i mercati.
La macroeconomia nasce con l'opera di John Maynard Keynes, che nel 1936 scrive "General Theory of Employment, Interest and Money", opera in cui analizza il funzionamento del sistema economico mondiale, osservando la crisi economica che nel 1929, colpendo gli USA, si era propagata andando ad intaccare le principali economie mondiali del tempo. Egli dà origine alla macroeconomia perché per la prima volta vengono inserite in una opera tante variabili per spiegare come funziona, come si comporta il sistema economico.
La microeconomia nasce con Adam Smith, con l'opera "La ricchezza delle nazioni" (1776). Smith prende in considerazione la situazione economica della Gran Bretagna, ponendosi l'obiettivo di comprendere ed analizzare quali fossero gli elementi fondanti e di quale fosse il funzionamento di questa specifica economia.
Le problematiche che i due economisti si trovano dinnanzi sono le medesime, utilizzano però prospettive e metodi differenti per risolverle. Nel nostro percorso di studio utilizzeremo astrazioni (semplificazioni) e modelli (paradigmi, strutture concettuali), tentativi di semplificare la rappresentazione del funzionamento del sistema economico.
Molte delle teorie che abbiamo citato e citeremo in questi anni sono state messe in discussione dalla crisi economico-finanziaria del 2008. Molti degli argomenti che affronteremo sono anche il frutto dei ragionamenti che gli economisti hanno fatto anche dopo questa crisi. Molto del corso di economia sarà commentare ciò che è accaduto e sta ancora accadendo (es. copertina del The Economist del 2009).
Problemi fondamentali dell'economia
Tre sono i problemi fondamentali che affronteremo:
- Cosa produrre e in quali quantità
- Come produrre (chi si incarica di farlo, con quali risorse e quali tecnologie)
- Per chi produrre
Questi problemi presuppongono una scelta di fondo da parte dei soggetti economici circa la configurazione politica degli Stati. Le risposte a queste domande dipendono sostanzialmente dalla scelta che si prende di abbracciare una economia più vocata alla libera azione degli individui piuttosto che una economia guidata ed indirizzata dallo Stato.
Il regime istituzionale e politico che sta alla base diventa determinante.
- Economia di mercato, quindi economia capitalistica, una economia in cui la libertà del privato è massima. L'economia del laissez-faire, libertà assoluta degli individui su quali settori intervenire.
- Economia dirigista, quindi economie pianificate, che trovano il loro massimo splendore nel caso dell'URSS, di Cuba, quindi in paesi tipicamente comunisti, e che trovano oggi nella Cina forse l'unico baluardo rimasto, ma anche la Cina stessa si sta sempre più spostando verso una economia di mercato.
- Economia mista, soluzioni che vede convivere stato e mercato. Vi è libertà economica nell'agire ma alcuni settori vengono strettamente legati al controllo e alle decisioni dello Stato. Quello che avviene in Italia ma anche negli USA. Soluzione adottata nella maggioranza dei casi.
Cosa produrre
Abbiamo due soli beni: bene A e bene B. Essi prendono il nome di output. Un determinato stock di risorse produttive che prendono il nome di input. Le tecniche produttive sono note. Dobbiamo scegliere quanti beni A e quanti beni B utilizzare nel nostro sistema economico. Questo modello permette di riflettere sugli usi alternativi delle risorse che si hanno a disposizione.
Disponiamo il bene A e il bene B sugli assi cartesiani. A questo punto potremmo scegliere di destinare tutte le risorse al bene A e nessuna risorsa al bene B. Potremmo mettere in atto l'alternativa opposta, o ancora potremmo scegliere una alternativa equilibrata, destinando la stessa quantità di risorse ad ogni bene.
In questo modo arriviamo ad avere tutte le combinazioni possibili di utilizzo delle risorse a disposizione per realizzare il bene A ed il bene B. Unendo i punti di questa curva troviamo la Frontiera delle possibilità produttive: indica, per un determinato soggetto economico, le varie combinazioni di bene A e di bene B che sono realizzabili, utilizzando tutte le risorse.
Tutti i punti posti fuori dalla frontiera delle possibilità produttive sono impossibili, non possiamo realizzarli perché non possediamo sufficienti input. Tutti i punti posti dentro la frontiera delle possibilità produttive rappresentano inefficienza, sono uno spreco di risorse. Non vi è alternativa C, questa è una semplificazione. Se avanzano risorse significa che esse non sono state utilizzate.
Questa curva mostra la massima quantità di un bene (o servizio) che si può realizzare ottimizzando la produzione dell'altro. Essa rappresenta quanto bene posso realizzare a fronte della massima realizzazione dell'altro bene che intendo realizzare. Costituisce il paniere, la combinazione di scelte per la società.
Utilizzando la frontiera delle possibilità produttive posso:
- Comparare gli stadi di sviluppo di una nazione in due periodi diversi
- Comparare sistemi economici differenti di nazioni diverse nel medesimo periodo
Posso quindi comprendere il sentiero di sviluppo di una nazione e fare comparazioni tra nazioni diverse. Ma posso comparare anche regioni, quindi grandi aggregati economici come unità più ridotte.
Concetti importanti
Da questo concetto discendono due concetti molto importanti:
- Efficienza produttiva: si raggiunge quando si utilizzano tutti gli input a disposizione per avere il massimo output. Essa si ha in tutti i punti lungo la curva, quindi la si ha quando si raggiunge la frontiera delle possibilità produttive.
- Costo-opportunità: quantità di un bene a cui devo rinunciare per poter aumentare la quantità dell'altro. Il costo opportunità può essere quantificato monetariamente.
Il nostro percorso di studi sarà tutto incentrato sull' economia di mercato (o economia liberista, capitalista): tutte le scelte sono lasciate alla libera interazione tra le parti, a ciò che accade nei mercati. Il mercato è un meccanismo in cui domanda e offerta di beni o servizi si incontrano e generano un confronto. Dal libero incontro tra domanda ed offerta nasce uno scambio. Il compromesso che viene a crearsi prende il nome di prezzo di equilibrio. Il prezzo è la sintesi del valore di scambio di una merce.
In una economia di mercato non esiste l'intervento pubblico. Le regole sono stabilite dagli individui. Tutto funziona attraverso il meccanismo dei prezzi. Il prezzo è quindi l'elemento fondante di una economia di mercato. Se il prezzo non è libero di oscillare, il mercato in qualche modo fallisce. I prezzi sono segnali per imprenditori e consumatori e coordinano le loro decisioni.
È un po' quello che abbiamo studiato con il meccanismo della mano invisibile di Adam Smith: questo funzionamento spontaneo del mercato in cui venditore e compratore raggiungono un accordo e realizzano entrambi i loro interessi. Il fatto che ciascun gruppo economico persegua interessi particolari, utilitaristici, non è un male, perché ognuno perseguendo il proprio interesse personale fa parte di un meccanismo più ampio che porta al benessere collettivo.
Elementi fondanti di un sistema capitalistico
Elementi fondanti di un sistema capitalistico:
- Moneta: linfa vitale del sistema, fluidificante degli scambi, metro per misurare il valore economico dei beni e dei servizi.
- Specializzazione: ogni soggetto economico si specializza nell'attività produttiva che gli riesce meglio. Questo riguarda singoli soggetti come nazioni.
- Capitale: possibilità di accumulare un patrimonio fisico o finanziario da parte di imprenditori (beni strumentali alla produzione) e consumatori (risparmi).
Il meccanismo della mano invisibile – questo sistema automatico di regolazione dei mercati – se poteva essere corretto nell'economia descritta da Smith alla fine del '700, nel corso degli anni si è rivelato fallace. Il sistema economico è divenuto molto più complicato e complesso. Si è aperta quindi tutta una serie di riflessioni sul fatto che il sistema economico lasciato agire da solo non è in grado di garantire una situazione socialmente ottimale.
Fallimenti del mercato
Queste situazioni si chiamano fallimenti del mercato, e sono:
- Monopolio: un'impresa monopolizza la produzione e la vendita di un bene o servizio. Il prezzo risulterà quindi più alto rispetto al prezzo di equilibrio. Lo svantaggio per i consumatori si riduce se si rimuovono le barriere che impediscono l'accesso di nuove imprese, quindi se ad esempio si passa dal monopolio al duopolio o perfino alla concorrenza perfetta. Compito dello stato è favorire l'abbattimento di queste barriere che possono essere naturali (mancanza di mezzi ed infrastrutture) o artificiali (presenza di accordi – chiamati intese – tra imprese che scelgono di vendere ad un prezzo identico a quello che potrebbe fissare un monopolista).
- Beni pubblici: beni per i quali non è possibile l'esclusione e la rivalità nel consumo. Esempi possono essere le trasmissioni televisive, la difesa, la pubblica sicurezza, l'illuminazione delle strade. Questi beni, lasciati alla libera iniziativa dei privati, non verrebbero prodotti oppure verrebbero prodotti a costi molto elevati. È quindi lo stato ad accollarsi la relativa produzione, l'unico ente in grado di accollarsi determinati costi.
- Esternalità negative: le attività di imprese o famiglie comportano costi o benefici ad altri soggetti. Un tipico esempio di esternalità è la ricerca e lo sviluppo di nuovi prodotti e processi produttivi. Quando un'impresa investe e fa ricerca per innovare un prodotto, mira ovviamente ad ottenere un profitto. Ma può accadere che un'innovazione non venga utilizzata solo ed esclusivamente dall'impresa che l'ha inventata e ne possiede il copyright, ma anche da altre imprese che utilizzano l'innovazione tecnica, magari apportando piccole modifiche, senza pagarne i diritti alla impresa madre. In questo senso, le imprese private sono generalmente incentivate ad investire meno nello sviluppo e nella ricerca, rispetto a quanto sarebbe socialmente ottimale. Per motivi di efficienza e di equità, lo Stato deve intervenire.
Nei sistemi economici che si sono sviluppati nel XX secolo vi è stato un susseguirsi di crisi economiche e finanziarie che si sono alternate a momenti di espansione. Nei momenti di recessione, che sono endemici ovvero connaturati, come interviene lo stato? Esso assolve il ruolo di contrastare queste fasi. Uno dei problemi più grandi manifestatosi con la crisi del 2008 è stato sicuramente l'aumento del tasso percentuale di disoccupazione. Lo Stato ha due strumenti per contrastare le cosiddette oscillazioni, gli andamenti anomali del ciclo economico:
- Politica monetaria (nelle mani della Banca Centrale)
- Politica fiscale (nelle mani del Governo)
In contesti economici differenti rispetto a quello italiano – come gli USA, la Cina – lo stato interviene per rallentare la crescita economica. Generare dei tassi di crescita, sviluppo, espansione che siano normali, fisiologici.
Capitolo 3
Elementi fondamentali di domanda e offerta
Mercato: incontro tra domanda e offerta.
Perché studiare la domanda e l'offerta è importante? Poniamo l'esempio che in questo periodo il sistema economico italiano stia generando livelli di PIL elevati. Come mai? Perché le imprese crescono ed esportano o è la domanda dei cittadini italiani a crescere? Potrebbe essere l'una o l'altra opzione, oppure tutte e due.
Conoscere e sapere interpretare i fenomeni economici è importante, in quanto essi sono strettamente collegati a fenomeni politici e geopolitici che ci circondano. In questo modo l'economista può spiegare e comprendere gli andamenti dei vari mercati e soprattutto dare informazioni economiche utili al decisore politico.
Curva di domanda
Curva di domanda: rappresenta le preferenze dei consumatori. Ci indica quanti beni i consumatori intendono acquistare in funzione del prezzo. Se il prezzo di un bene diminuisce ne acquistiamo di più e viceversa. La curva di domanda ha sempre andamento negativo, decrescente.
La curva di domanda sintetizza, mette in relazione tutte le combinazioni di prezzo e quantità che il consumatore X sceglie in un determinato mercato in relazione alle sue preferenze all'andamento del prezzo. Gli spostamenti lungo la curva sono giustificati dal fatto che, mano a mano che il prezzo varia, il consumatore acquista quantitativi diversi.
A parità di prezzi, vi è tutta una serie di fattori che determinano quale sarà la quantità domandata da parte dei consumatori:
- Il reddito medio dei consumatori aumenta o diminuisce.
- Le dimensioni del mercato (es. i 4 milioni di abitanti dell'Emilia Romagna tendenzialmente comprano una quantità maggiore di mele e automobili rispetto alle 400.000 persone che abitano il Molise).
- Bene sostituto: tutte le volte che il prezzo di un bene sostituto (che tendenzialmente ha la medesima funzione) diminuisce, la domanda del bene considerato diminuisce e viceversa.
- Bene complementare: tutte le volte che il prezzo di un bene complementare aumenta, la quantità del bene considerato diminuisce.
Beni sostituti e beni complementari sono denominati beni correlati.
Analizzando la domanda di un bene, dobbiamo tenere presente che:
- Se a cambiare è il prezzo, ci sono spostamenti lungo la curva di domanda.
- Se a cambiare sono invece le condizioni esterne sopraddette, la curva inizia a saltare, spostandosi verso l'esterno (accade qualcosa che aumenta i consumi) o verso l'interno (accade qualcosa che penalizza i consumi).
Curva di offerta
Curva di offerta: rappresenta le quantità che le imprese importano sul mercato per i vari livelli di prezzo. Qual è il comportamento delle imprese? Se un imprenditore vende oggi un bene al prezzo X e sa che domani può venderle al prezzo Y (che è maggiore) tenderà ad importare sul mercato una quantità maggiore di quel bene.
Il comportamento delle imprese è quindi tale per cui all'aumento del prezzo di collocamento del prodotto, corrisponde un aumento della quantità di beni dalle imprese importati sul mercato. La curva di offerta ha sempre andamento positivo, crescente.
Anche per la curva di offerta, vi sono dei fattori, delle condizioni esterne che determinano uno spostamento della curva stessa: il tutto è da ridursi al costo dei fattori produttivi. Se essi diminuiscono, cioè se l'impresa paga meno il costo del lavoro, essa tenderà ad aumentare la produzione (es. manodopera, tassazione sulle imprese, manovra che agevola l'accesso al credito, miglioramento tecnologico). Tutto ciò che migliora le prospettive dell'imprenditore fa sì che la curva di offerta si sposti verso l'esterno. Viceversa se il costo dei fattori produttivi aumenta, si creerà una situazione sfavorevole, svantaggiosa per l'imprenditore. Ciò comporterà uno spostamento della curva di offerta verso l'interno.
L'incontro tra la curva di domanda e la curva di offerta dà origine alla quantità acquistata di equilibrio e il prezzo di equilibrio. Il punto di equilibrio è tale per cui la quantità domandata è uguale alla quantità offerta. A questo punto si concretizza quindi la transazione. L'equilibrio si raggiunge attraverso una interazione che porta i soggetti economici a confrontarsi all'interno di un determinato mercato.
Se, per assurdo, il livello del prezzo di equilibrio non venisse raggiunto perché si è affermato nel mercato un prezzo superiore, avremmo una situazione tale per cui la quantità domandata diminuirebbe. Le imprese invece produrrebbero di più. Quindi si sarebbero meno quantità domandate e più quantità offerte. Questa situazione prende il nome di eccesso di offerta. In questo senso, essendo un bene largamente disponibile all'interno di un mercato, l'impresa accetta di venderlo a basso prezzo pur di piazzarlo in qualche modo. In questo modo cresce la domanda e progressivamente l'eccesso di offerta si riassorbe, riconducendo il tutto ad un livello di equilibrio.
Il termine offerta, nella terminologia anglosassone, viene abbreviato con S (supply). Se, per assurdo, il livello del prezzo di equilibrio non venisse raggiungo perché si è affermato nel mercato un prezzo inferiore, avremmo una situazione tale...
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