Economia agraria
Indice
- Introduzione e definizioni
- Modello circolare
- Produzioni e le sue leggi
- Costi di produzione
- Ottima dimensione di produzione
- Offerta
- Domanda
- Mercato e prezzo di equilibrio
- Imprenditore agricolo e figure simili
- Classificazione imprese
- Settore agricolo
- Filiere
- Sistema impresa e le sue funzioni
- Azienda agraria
- Bilancio 1
- Bilancio 2
- Valutazione risultati bilancio
- Conto stalla
- Bilancio azienda cerealicola - zootecnica
- Bilanci parziali (costo di trasformazione, costo di produzione, costo del lavoro e costo mezzi)
- Piano di ammortamento
- Compravendita
- Catasto
- Capitale fondiario (affitto, compravendita, prelazione)
- Modalità di finanziamento e credito
- Lavoro
- Sistema fiscale (IRPEF, IVA, IRAP, IMU, TARI)
- Estimo generale
- PAC
Introduzione e definizioni
L'economia è la scienza che studia i modi con cui i soggetti gestiscono le limitate risorse che hanno a disposizione. Si può studiare economia su 2 livelli, ciò comporta 2 definizioni diverse:
- Microeconomia: studia il comportamento delle singole unità economiche (domanda individui, offerta delle imprese).
- Macroeconomia: studia l'intero sistema economico (reddito nazionale, politica fiscale, occupazione, moneta, Stato sociale).
Il "bene" è definito generalmente come tutto ciò che è utile, dà piacere, felicità ecc. L'economia si occupa dei beni scarsi detti beni economici ovvero di tutto ciò che ha un'offerta minore dei possibili fruitori (es. l'aria è presente in quantità illimitata e quindi non è un bene economico).
Per cui un bene presenta tre caratteristiche: utilità (soddisfare un bisogno), scarsità (in base ai possibili utilizzatori), accessibilità (in base alle disponibilità dell'uomo).
I beni economici si dividono in:
- Materiali: auto, petrolio.
- Immateriali: servizi, spettacolo, cure.
I beni economici hanno un prezzo con cui vengono scambiati sul mercato.
Produzione e processo produttivo
La produzione è la trasformazione nella forma, nel tempo e nello spazio di beni economici in altri beni economici di maggiore utilità, durante il processo produttivo vengono usati i fattori produttivi ovvero tutti i beni impiegati per produrre il bene. I fattori produttivi possono essere suddivisi in:
- Terra e risorse naturali: non riproducibili, disponibili in quantità definita, presentano offerta rigida sul mercato.
- Capitali: riproducibili poiché derivano da processi produttivi umani e possono essere reimpiegati nella produzione, si dividono in:
- Indifferenziati o beni monetari: denaro.
- Differenziati o beni strumentali: sementi, trattori divisi a loro volta in:
- Monociclici o ad utilità semplice: semente = capitale circolante (si logora in 1 ciclo produttivo).
- Policiclici o ad utilità ripetuta: trattore = capitale fisso (non si logora in 1 ciclo produttivo).
- Lavoro: fattore apportato dall'uomo nel processo produttivo, può essere suddiviso in:
- Manuale = operaio = salario.
- Intellettuale = impiegato = stipendio.
Il processo produttivo realizza tre possibili prodotti:
- Prodotto principale: ciò che si ha l'obiettivo di produrre (frumento = granella).
- Prodotto secondario: ciò che si produce insieme al prodotto principale ma non ha un valore di smaltimento ed anzi può essere venduto (frumento = paglia).
- Prodotto di scarto: ciò che si produce in conseguenza alla produzione del principale e richiede un costo per lo smaltimento (formaggio = reflui caseari).
Modello flusso circolare del reddito
Il modello che descrive il flusso di moneta e dei corrispondenti beni e servizi inter-scambiati tra famiglie e imprese e regolato dal mercato. Soggetti:
- Famiglie e singoli individui: proprietari dei fattori della produzione e consumatori di beni e servizi.
- Imprese: produttori di beni e servizi e consumatori di fattori della produzione.
- Stato: preleva i tributi da famiglie e imprese e produce beni e servizi.
I flussi: Le famiglie comprano beni ed offrono fattori produttivi alle imprese, le imprese comprano fattori produttivi e offrono beni e servizi per cui si crea un mercato di beni e servizi ed un mercato del lavoro. Lo stato è motore dell'economia poiché richiede i tributi ma li reinveste per erogare beni e servizi pubblici e per acquistare fattori produttivi. Ogni anno si percorre una volta tutto il circuito in entrambi i sensi, durante questo processo si possono avere:
- Prelievi: flussi monetari che fuoriescono dal circuito = risparmi = rallentano il flusso.
- Immissioni: flussi monetari che entrano nel circuito = investimenti = velocizzano il flusso.
I risparmi sono gestiti dalle banche che prestano a loro volta i soldi alle imprese per effettuare investimenti in cambio di interessi. Lo stato reinveste i tributi e generalmente le uscite sono superiori alle entrate per cui si crea un disavanzo. Per reperire il denaro per arrivare al pareggio di bilancio lo stato si fa finanziare da diversi soggetti economici (famiglie, imprese, banche, stati esteri) tramite la sottoscrizione di un credito allo stato mediante l'acquisizione di obbligazioni o titoli di stato (BOT: buoni ordinari del tesoro, durata 6 mesi-1 anno, BTP: buoni poliennali del tesoro, durata > di 1 anno e tasso fisso, CCT: certificati di credito del tesoro, durata > 1 anno e tasso variabile). In generale il disavanzo è sostenibile solo in maniera ridotta a patto che l'economia cresca. Quando i disavanzi di vari anni si sommano si crea il debito pubblico. Questo si riforma ogni anno per pagare gli interessi ai possessori dei titoli ed è molto importante che la credibilità dello stato sia buona, senò si rischia di dover far aumentare i tassi d'interesse per rendere l'investimento più attraente e quindi dover pagare interessi maggiori negli anni futuri.
Sistemi economici tradizionali
- Economie di mercato: imprese e famiglie prendono le principali decisioni per quanto riguarda produzione e consumo di beni e servizi.
- Economie pianificate: lo stato prende tutte le decisioni relative alla produzione e alla distribuzione.
- Economie miste: domanda e offerta tra famiglie e imprese sono mediate dallo stato.
La produzione
Produzione è l'impiego di beni materiali e servizi detti input (fattori della produzione) per ottenere altri beni o servizi di maggiore utilità detti output. In economia si intende produzione la trasformazione di valore di beni o servizi e non solo in senso fisico.
Tipologie di trasformazione:
- Tecnica: da legno a tavolo.
- Nel tempo: conservazione di cereali nei silos.
- Nel modo: vendita al dettaglio di un prodotto acquistato all'ingrosso.
- Nello spazio: trasporto di una merce da una nazione all'altra.
La caratteristica che accomuna tutte le trasformazioni è la creazione di valore aggiunto che va a formare il PIL della nazione. La produzione si distingue in:
- Servizi non destinati alla vendita: offerti in cambio di tributi o tariffe specifiche, non hanno un prezzo di mercato, erogati dallo stato o da istituzioni senza fini di lucro.
- Beni e servizi destinati alla vendita: distinti in settori in base a ciò che viene prodotto, con un prezzo regolato da un mercato.
La macroeconomia individua dei settori:
- Primario = agricoltura, selvicoltura e pesca, industrie estrattive = risorse naturali.
- Secondario = industria.
- Terziario = servizi, prodotti da privati o dallo stato.
In un'economia moderna, il 60% del PIL di una nazione è dato dai servizi e da lavoro al 60% delle famiglie.
Organizzazione del processo produttivo
L'imprenditore ricopre vari ruoli:
- Decide cosa e quanto produrre.
- Acquista i fattori di produzione.
- Coordina i fattori e prende le decisioni tecniche.
- Si assume i rischi economici.
L'insieme di queste scelte rientra nella capacità imprenditoriale che ha lo scopo di rendere efficiente il processo produttivo dal punto di vista economico e tecnico. Per l'imprenditore si distinguono due orizzonti di tempo:
- Breve periodo: qualche anno.
- Lungo periodo: decine di anni.
Funzione di produzione
Esprime la relazione tecnica tra input immesso e output ottenuto, tenuto costante il livello di conoscenze tecniche. Tale funzione esprime legami tecnici ed usa solo unità di misura tecniche come litri, quintali, metri e non usa unità di misura economiche. La si studia facendo variare un solo fattore produttivo alla volta e mantenendo tutti gli altri costanti (kg di N distribuiti e produzione ottenuta).
Con l'aumento del fattore produttivo variabile, la produzione aumenta in maniera più che proporzionale fino al cambio di concavità, dopodiché cresce meno che proporzionalmente per cui la produzione non aumenta in modo costante. Ciò è dovuto alla presenza di fattori fissi che limitano il fattore variabile ad un certo massimo. Questo fenomeno è descritto dalla legge dei rendimenti decrescenti, secondo la quale un'unità di input produce una quantità aggiuntiva di output sempre minore, tenendo costanti gli altri output. Quando la crescita si arresta si ha la massima produzione totale o massimo prodotto totale.
Da questa curva si possono calcolare altri due valori:
- Produttività marginale: rapporto tra incremento di output e incremento in input usato per ottenere l'incremento di output.
- Produttività media: rapporto tra produzione totale e quantità totale di input impiegata.
Il prodotto totale è massimo quando la produttività marginale è uguale a zero, ciò è dovuto al fatto che la differenza dell'incremento di output è pari a zero poiché il prodotto non aumenta. La curva di produttività marginale interseca la curva di produttività media nel suo punto di massimo.
Progresso tecnico e ricavo
L'effetto del progresso tecnico causa l'aumento di prodotto totale e quindi sposta in alto la funzione di produzione nel tempo. Il progresso tecnico può essere suddiviso in:
- Innovazione di prodotto: si migliorano i fattori produttivi (es. si scoprono nuovi fertilizzanti o agrofarmaci).
- Innovazione di processo: si migliora la tecnica produttiva o se ne introducono di nuove (es. uso di mappature delle produzioni con relativa semina e concimazione di precisione).
Il progresso tecnico quindi permette di produrre più prodotti e di migliore qualità con meno input. Il ricavo è la relativa grandezza economica della produzione, in concorrenza perfetta il ricavo è massimo quando la produzione totale è massima.
Profitto
Profitto è dato dalla differenza tra ricavi e costi.
Costi di produzione
Tutti quei costi che si creano producendo qualcosa. I costi di produzione si possono dividere in:
- Costi fissi: dati dall'impiego di fattori produttivi fissi (costo di un impianto).
- Costi variabili: dati dall'impiego di fattori produttivi variabili (concime).
I costi si trasformano in base all'orizzonte temporale:
- Breve periodo: le imprese possono agire solo sui costi variabili e devono farsi carico dei costi fissi derivanti da scelte fatte in passato e modificabili solo nel lungo periodo.
- Lungo periodo: tutti i costi sono variabili.
Nella realtà imprenditoriale si vivono cicli di breve periodo, quindi ci saranno sempre costi fissi e variabili. Un'altra classificazione dei costi è:
- Costi esterni: fattori produttivi acquistati sul mercato (es. concime), il loro prezzo è quello di mercato.
- Costi interni: fattori produttivi di cui l'imprenditore è già in possesso (es. terreni di famiglia), il loro prezzo deve essere valutato a costo opportunità.
Costo opportunità è il prezzo che il fattore produttivo avrebbe se impiegato in un processo esterno all'impresa, il paragone dev'essere omogeneo e reale con il fattore produttivo in questione.
Classificazione costi fissi
- Totali (CFT): valori costanti, non variano al variare della quantità prodotta, vanno sostenuti anche se non si produce nulla.
- Medi (CFM): valori dati dal rapporto tra CFT e produzione.
Classificazione costi variabili
- Totali (CVT): valori dati dalla somma dei costi variabili, variano in base alla quantità prodotta.
- Marginali (CMa): valori dati dal rapporto tra la variazione di costo e la variazione di produzione.
- Medi (CVM): valori dati dal rapporto CVT e produzione realizzata.
Costi totali (CT): valori dati dalla somma tra CVT e CFT. Costo medio totale (CMT): valore ottenibile sia sommando i CFM e i CVM e sia dividendo i costi totali CT per la produzione. Questo valore indica quanto costa produrre 1 unità di output.
Livello ottimale di produzione
Secondo la teoria economica classica, l'obiettivo dell'imprenditore è il profitto, quest'ultimo viene massimizzato nel breve periodo in base alla quantità prodotta. Questo concetto trova applicazione in un mercato perfettamente concorrenziale, in cui il prezzo è definito dal mercato e rappresenta un dato esterno all'impresa.
Il profitto è calcolato come T = RT - CT (ricavi totali – costi totali). Il ricavo totale è calcolato come RT = pxQ. Il ricavo medio è il ricavo totale diviso la quantità venduta, RMe = RT/Q, ma RT = pxQ quindi RMe = p. Il ricavo marginale è l'incremento di ricavo totale dato dall'incremento di 1 unità prodotta e venduta, RMa = ΔRT/ΔQ, ma ΔRT = pxΔQ/ΔQ quindi RMa = p.
Riassumendo: in concorrenza perfetta ricavo medio, ricavo marginale e prezzo coincidono e sono costanti. RMe = RMa = p Il profitto è massimo quando il profitto marginale è uguale a zero, ma quest'ultimo è uguale a zero quando il ricavo marginale è uguale al costo marginale. Max profitto: RMa = 0 : RMa = CMa.
Nei grafici, per trovare l'ottimo di produzione si cerca il punto d'incontro tra CMa e prezzo ovvero RMa. Per cui la curva dei costi marginali determina la quantità offerta per ogni livello di prezzo e si può anche dire che la curva di costo marginale è la curva di offerta dell'impresa e ciò dimostra che l'offerta aumenta al crescere del prezzo.
Ingresso e uscita dal mercato dell'impresa
L'impresa nel mercato può:
- Entrare: quando il prezzo è almeno uguale al minimo dei costi medi totali (p = CMT).
- Uscire: quando il prezzo scende sotto il minimo dei costi medi variabili (p < CMV).
(Nella realtà è tutto più complicato poiché vi sono i costi interni)
Curva offerta
Curva offerta illustra la relazione tra prezzo e quantità di un bene. La curva di offerta deriva dalla curva dei costi marginali dell'impresa ed è ascendente o crescente. L'offerta di mercato è la sommatoria delle offerte di ogni singola impresa.
Spostamenti della curva
- Della curva: se il prezzo è costante e la quantità offerta cambia. La curva si sposterà a:
- Destra: se il progresso tecnico migliora e/o se diminuiscono i costi dei fattori produttivi = si produrrà di più con me e quindi si guadagnerà di più.
- Sinistra: se le tecniche peggiorano e/o se il costo dei fattori produttivi aumenta = si produrrà la stessa quantità a costi maggiori o con meno efficienza.
- Sulla curva: se il prezzo cambia e la quantità offerta no, ovvero se aumenta o diminuisce la domanda.
Elasticità offerta
Elasticità offerta è un valore che misura quanto reagisce l'offerta di un bene a variazioni di prezzo del bene stesso. Si calcola come E = [ (ΔQta/Qta)/(Δp/p) ], il numero ottenuto è puro e vi è una classificazione dell'offerta in base all'elasticità:
- Offerta anaelastica: e > 1, curva di offerta sopra la linea dei 45°.
- Offerta elastica: e < 1, curva di offerta sotto la linea dei 45° (più piatta).
L'elasticità dell'offerta dipende dalla capacità dell'impresa di adeguare le produzioni alle variazioni di prezzo, questo dipende da due fattori:
- Flessibilità della produzione: i beni agricoli sono beni poco flessibili (rigidi) poiché una volta seminato o trapiantato non si può più cambiare l'ordinamento produttivo o la varietà, mentre nei prodotti industriali, in una stessa fabbrica si possono produrre più cose oppure è più facile riconvertire l'impianto in breve tempo.
- Periodo considerato: nel lungo periodo l'offerta tende ad essere più elastica poiché si possono variare le scelte nelle varie serie di brevi periodi.
Casi limite
- Curva perfettamente anaelastica: l'elasticità è uguale a zero, per cui ad ogni variazione di prezzo l'offerta resta immutata, la curva è verticale.
- Curva perfettamente elastica: l'elasticità è infinita, per cui una minima variazione di prezzo fa variare di molto l'offerta, graficamente la curva è orizzontale.
La domanda
La domanda è la quantità di un bene che i compratori sono disposti ad acquistare ad un certo prezzo. La domanda descrive il comportamento dei compratori, è influenzato primariamente dal prezzo del bene. Infatti, i compratori, limitati in una certa fascia di reddito, possono agire solo sulle scelte acquistare/non acquistare e su quanto acquistare. Matematicamente la quantità domandata del bene e il suo prezzo sono inversamente proporzionali: all'aumentare del prezzo diminuisce la quantità domandata e viceversa. Graficamente ciò si può osservare con una curva discendente.
La domanda di mercato è la sommatoria di tutte le domande individuali.
Spostamenti della domanda
- Variazioni di prezzo: spostamento lungo la curva.
- Variazioni di condizioni: (manca il resto del testo originale per completare la frase, ma è importante mantenere l'integrità del contenuto esistente).
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