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S

e apprezzi il mio lavoro ti prego di non divulgare questo riassunto. I

guadagni generati da questi riassunti mi permettono di pagarmi alcune

spese rendendo meno gravoso per la mia famiglia il costo dei miei

studi.

Grazie,

Matteo.

ECONOMIA MONETARIA

Capitolo 1 - Concetti base e relazioni fondamentali

La moneta e i mercati monetari sono una parte fondamentale del sistema finanziario e quindi del sistema

 economico.

I mercati sono distinti in relazione ai diversi requisiti dei finanziamenti che riguardano:

 Tempo breve medio e lungo termine;

o Rapporto contrattuale di credito o di partecipazione al capitale di rischio;

o Remunerazionefissa o variabile;

o Forma istituzionale che considera aspetti come regolamentazione, garanzie e tassazione;

o

L’analisi del sistema richiede la conoscenza di:

 Strutture e agenti:

o Mercati monetari e finanziari;

 Macro operatori;

 5

Intermediari finanziari;

Quadro istituzionale:

o Banca centrale;

 Governo;

 Autorità di vigilanza;

 Quadro normativo;

Il concetto di ricchezza W è il punto di riferimento fondamentale per l’economia monetaria. La ricchezza è

 una grandezza stock, cioè che deve essere valutata in un dato momento nel tempo ed è formata da stock di

capitale reale K e ricchezza finanziaria RFN (a sua volta valutata come differenza tra attività AF e

passività finanziarie PF). W = K + RFN = K + AF – PF

Possiamo distinguere tre diverse posizioni finanziarie stock:

 RFN > 0  operatore creditore netto che possiede AF > PF;

o RFN = 0  operatore in pareggio che possiede AF = PF;

o RFN < 0 operatore debitore netto che possiede AF < PF.

o

Risparmiare significa determinare una variazione dello stock di ricchezza. Il risparmio S è una grandezza

 flusso generata dalla differenza tra reddito Y e consumo C.

S = Y – C

S = ΔW = ΔK + ΔRFN = I + ΔAF – ΔPF

Dalle precedenti identità di può anche ricavare come vengono finanziati gli investimenti:

 I = S – ΔAF + ΔPF

Gli investimenti sono finanziati o con l’autofinanziamento, determinato dal flusso di risparmio o da una

 diminuzione dello stock di AF, oppure ricorrendo al finanziamento esterno aumentando le proprie PF.

Y – (C + I) = Y – A = S – I = ΔRFN = ΔAF – ΔPF

Possiamo distinguere tre diverse posizioni finanziarie flusso:

 ΔRFN > 0 operatore in surplus, che accumula ricchezza finanziaria netta perché spende meno del

o proprio reddito (Y – A > 0);

ΔRFN = 0 operatore in pareggio;

o ΔRFN < 0 operatore in deficit, che riduce la sua ricchezza finanziaria netta perché spende di più del

o proprio reddito (Y – A < 0).

Questa matrice rappresenta le relazioni tra flusso e stock che possono delinearsi:

 1. Debito crescente  debitore netto + deficit.

o 2. Debito decrescente  debitore netto + surplus.

o 3. Credito crescente  creditore netto + surplus

o 4. Credito decrescente  credito netto + deficit

o

È interessante sottolineare l’evoluzione temporale delle posizioni Stock-flussi che si delineano nella vita o

 ciclo operativo di un operatore

Ad esempio un’impresa all’inizio della sua attività produttiva si troverà in una fase di indebitamento

 crescente; poi vi sarà una seconda fase in cui inizia a rilevare dei surplus e inizia a rimborsare le proprie

passività diventando riducendo il proprio debito; se i surplus continueranno ad essere realizzati l’impresa

diverrà un creditore con un credito crescente.

Lo stesso discorso può essere fatto per una persona fisica o uno stato (es. USA)

 6

L’analisi cross-section permette di individuare le compatibilità macroeconomiche sottostanti alle diverse

 posizioni dei singoli o di gruppi di operatori. I due vincoli da rispettare sono

1) ΔAF = ΔPF

2) ΣAF = ΣPF

Gli operatori di un sistema finanziario non possono essere contemporaneamente tutti in deficit o tutti in

 surplus quindi se c’è un operatore in surplus ce ne deve essere almeno uno in deficit.

Ugualmente se c’è un creditore netto ci deve essere un debitore netto.

 Le combinazioni base possibili sono pertanto due:

 Dissociazione crescente (1) (3) il sistema finanziario si espande perché i volumi di AF e PF

o crescono. Questa situazione che spinge il sistema finanziario sempre più lontano dalla posizione di

equilibrio (5); a lungo andare può essere destabilizzante.

Dissociazione decrescente (2) (4)  in cui gli squilibri creati stanno rientrando e ci si sta muovendo

o verso la posizione di equilibrio (5).

Capitolo 2 - Concetti base e relazioni fondamentali

La matrice dei flussi finanziari racchiude gli scambi entro due ordini di vincoli:

 Vincolo di bilancio di ogni operatore;

o Equilibrio tra domanda e offerta di ogni mercato.

o

OPERATORI→ ECONOMIA ISTITUZIONI FINANZIARIE MONETARIE ESTERO

PUBBLICA AMM.NE Totale

Famiglie Imprese Banca d'Italia Banche Fondi comuni UME RM

MERCATI ↓ 0

Beni e servizi (A - Y) (I - S) G - T (I - S) (I - S) (I - S) PC PC

F I BI B FC UME RM 0

Base monetaria ΔBM ΔBM - ΔBM ΔBM

F I BI B 0

Depositi bancari ΔD ΔD ΔDN ΔDN ΔDN

F I B UME RM 0

Titoli monetari ΔTM ΔTM - ΔTM ΔTM ΔTMN ΔTM ΔTM ΔTM

F I PA BI B FC UME RM 0

Quote monetarie ΔQM - ΔQM ΔQM ΔQM

F FC UME RM 0

Finanziamenti marginali ΔFMg - ΔFMg

BI B 0

Depositi BC ΔTES - ΔDBC ΔDTD

PA BI B 0

Prestiti - ΔPr - ΔPr ΔPr ΔPrN ΔPrN

F I B UME RE 0

Obbligazioni ΔTRG ΔTRGN - ΔTRG ΔTRG ΔTRGN ΔTRG ΔTRGN ΔTRGN

F I PA BI B FC UME RE 0

Azioni ΔA ΔAN ΔAN ΔA ΔAN ΔAN

F I B FC UME RE 0

Quote non monetarie ΔQ - ΔQ ΔQN ΔQN

F FC UME RM 0

Saldi monetari UME ΔT2 - ΔBP

UME 0

Saldi monetari RM e ΔRU - ΔBP

RE

0 0 0 0 0 0 0 0 0

Totale

È importante ricordare alcune caratteristiche delle attività finanziarie della matrice

 I depositi bancari comprendono sia quelli in c/c che quelli vincolati;

o Le obbligazioni sono distinte in TM, con scadenza entro i 2 anni e TRG, oltre; inoltre vengono

o chiamate titoli a reddito garantito perché il loro rendimento può variare a in caso di indicizzazione.

Un’altra importante distinzione è quella tra

 Attività finanziarie dirette che implicano scambi diretti tra operatori senza passare attraverso il

o circuito dell’intermediazione; 7

Attività finanziarie indirette che vengono emesse dagli intermediari e giungono agli utilizzatori

o finali solo attraverso l’intermediazione.

Una caratteristica fondamentale delle AF è la liquidità, cioè la scambiabilità sui mercati.

 Il grado di liquidità è determinato dal tempo e dal costo dello scambio, che a loro volta sono influenzati

 dall’organizzazione del mercato.

Si distingue tra:

 Liquidità primaria mezzi di pagamento utilizzabili direttamente negli scambi

o Liquidità secondarie attività monetarie ad alto grado di liquidità ma non direttamente utilizzabili

o come mezzo di pagamento.

La BCE distingue 3 diversi aggregati monetari

 M1 = BM + Dc/c che corrisponde alla liquidità primaria

o EC

M2 = M1 +D vincolati

o M3 = M2 + TM + QM

o

La BCE considera l’aggregato M3 come punto di riferimento per l’analisi monetaria.

I Macro-operatori nazionali

Con il termine economia si fa riferimento all’aggregato famiglie +imprese.

 le famiglie sono l’operatore strutturalmente in surplus, in Italia, dal quale proviene la maggior parte

o del risparmio nazionale. Le famiglie sono quindi creditori netti.

Le imprese sono un operatore tipicamente in deficit e sono quindi debitori netti.

o

La pubblica amministrazione è il principale operatore in deficit e debitore netto e comprende

 amministrazioni centrali (lo stato), le amministrazioni locali e gli enti di previdenza e assistenza sociale.

Gli intermediari finanziari forniscono un ponte di collegamento tra operatori in surplus e operatori in

 deficit, rendendo compatibili le esigenze ai vari livelli:

Intertemporale mediante la trasformazione delle scadenze

 Multilaterale mediante la trasformazione dei rapporti tra creditori e debitori da bilaterali a

 multilaterali

Spaziale collegando esigenze finanziari locali con mercati globali

La Banca d’Italia svolge un ruolo di braccio operativo della BCE poiché le decisioni vengono prese

o a livello centralizzato dalla BCE stessa. Le banche centrali dei singoli paesi sono state federate alla

BCE nel sistema denominato SEBC.

I governatori delle BC dei singoli paesi fanno parte del consiglio direttivo della BCE che si

 riunisce

Le banche sono l’intermediario più tradizionale s le loro funzioni tradizionali sono

o Funzione monetaria il sistema dei pagamenti si avvale principalmente del circuito bancario;

 Funzione creditizia le banche intermediano i flussi indebitandosi a vista e prestando

 all’economia a breve-medio termine;

Funzione finanziariale banche operano sul mercato dei titoli;

 Funzione di servizio con riferimento non solo ai pagamenti periodici (bollette, utenze…) ma

 anche a servizi di intermediazione finanziaria per conto della clientela.

• Le funzioni delle banche sono state ampliate dall’innovazione tecnologiche-

informatiche e dalla liberalizzazione normative-istituzionali.

I fondi comuni sono Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, che si avvalgono di una

o società di gestione del risparmio per gestire le quote di investimento finanziario sottoscritte dai

risparmiatori

La principale differenza rispetto ad una banca risiede nella gestione del rischio. Mentre il

 risparmio depositato in banca viene garantito nel suo valore nominale il risparmio investito in 8

quote di FC non viene garantito. La banca gestisce in proprio l’intermediazione

assumendosene i rischi mentre FC gestisce l’intermediazione per conto dei risparmiatori.

Nei FC aperti il sottoscrittore può in qualunque momento richiedere il rimborso della propria

 quota; il FC aperto deve quindi operare in mercati monetari.

Nei FC chiusi una volta sottoscritta la quota questa viene rimborsata solamente alla scadenza

 del FC (in genere 5 o 10 anni). Questa caratteristica offre al FC chiuso la possibilità di operare

come Venture Capital acquistando azioni di società non quotate.

Capitolo 3 – Il quadro teorico di riferimento

Esistono 3 triadi che cercando di spiegare il ruolo della moneta all’interno del sistema economico:

 Triade tradizionale che spiega la moneta dal punto di vista funzionale;

o Triade keynesiana che spiega la moneta dal punto di vista motivazionale;

o Triade hicksiana che spiega la moneta all’interno di un quadro interpretativo semplificato.

o

La triade tradizionale

La definizione più comunemente conosciuta è quella di rappresentare la moneta in base alle funzioni che può

 svolgere, che sono:

Mezzo di scambio;

o Riserva di valore;

o Unità di conto.

o

La storia del mezzo di scambio può essere riassunta in 4 stadi successivi:

 Moneta merce;

o Moneta convertibile;

o Moneta fiduciaria;

o Moneta elettronica,

o

Inizialmente si riteneva che la moneta dovesse avere un valore intrinseco quindi si affermò l’uso di metalli

 nobili come oro e argento.

Subito dopo si è passati all’utilizzo di banconote, purchè convertibili in oro e monete metalliche preziose

 con valore intrinseco.

Inizialmente queste erano totalmente convertibili in oro, poi solo parzialmente fino ad arrivare al gold

 standard in cui la convertibilità in oro era mantenuta solo nei pagamenti tra banche centrali che erano

vincolate ad emettere moneta solo nella misura delle loro riserve auree.

Con la caduta del gold standard finisce la storia della convertibilità della moneta e si passa alla moneta

 fiduciaria: il valore della moneta è puramente nominale; essa non ha valore intrinseco.

La banca acquisisce il vantaggio del signoraggio, in quanto emittente centrale; ha cioè la facoltà di stampare

 moneta ad un costo irrisorio rispetto al valore nominale di scambio e di acquistare AF con queste banconote.

La necessità di una garanzia istituzionale cresce man mano che la moneta si smaterializza fino a diventare

 elettronica con l’avvento delle nuove tecnologie

La teoria quantitativa della moneta MV = PQ

M è lo stock di moneta;

 V è la velocità di circolazione della moneta il cui ruolo è quello di rendere flusso lo stock di moneta;

 P è il livello dei prezzi;

 Q sono le quantità di beni e servizi scambiati.

 9

Le ipotesi che si fanno sulla sostanziale costanza della velocità di circolazione della moneta (che dipende

 dal sistema dei pagamenti) nel medio periodo, portano alla seguente relazione:

M = kPQ M = kY con k = 1/V

Quindi secondo la teoria quantitativa della moneta, la domanda di moneta aumenta nella stessa proporzione

 in cui aumenta il reddito quindi c’è bisogno di più moneta per effettuare gli scambi nella misura in cui

aumentano quantità o prezzi.

La conclusione della teoria quantitativa è che la quantità di moneta immessa nel sistema economico,

 influisce direttamente sul livello dei prezzi.

L’offerta di moneta in equilibrio è uguale alla domanda di moneta. L’eccesso di moneta immesso nel sistema

 economico rispetto a quello iniziale viene speso provocando un eccesso di domanda dei prodotti.

Gli effetti che possono generarsi sono aumento delle quantità o aumento dei prezzi o entrambi.

 Il risultato dipenderà dalla situazione economica del paese preso in considerazione.

 Quando la produzione di beni si colloca si livelli massimi determinati dai prezzi relativi e dai fattori

 produttivi un aumento dello stock di moneta produce prevalentemente un aumento dei prezzi.

Il monetarismo

L’apporto di Friedman è stato importante perché ha riportato alla luce la teoria quantitativa, affermando che

 la causa dell’inflazione è da ricercare negli squilibri del mercato monetario, in altre parole dipende da un

eccesso di creazione della moneta.

Ciò avviene perché la politica monetaria gestita in un’ottica di breve periodo può avere effetti indesiderati nel

 lungo periodo.

I keynesiani affermano che quando il livello di produzione è al di sotto di quello naturale e la disoccupazione

 è al di sopra del tasso naturale una politica monetaria espansiva può aumentare produzione e diminuire la

disoccupazione.

Vanno verificati due effetti:

 Efficacia della politica monetaria nel breve periodo, messa in discussione anche dallo stesso Keynes;

o Effetti di lungo periodo che vanno controllati con interventi di segno opposto.

o

La triade tradizionale si sofferma soltanto sulla prima delle tre funzioni della moneta, ovvero quella di mezzo

 di scambio, tralasciando la riserva di valore e l’unità di conto

La moneta tenuta come riserva di valore è considerata come in attesa di essere spesa.

 Per quanto riguarda l’unità di conto, questa funzione è stata volontariamente tralasciata poiché secondo gli

 economisti questa era di competenza dei contabili.

La triade keynesiana

La teoria della moneta formulata da Keynes è contenuta nella General Theory e distingue la domanda di

 moneta in base a 3 motivazioni:

Transattive cioè moneta come mezzo di scambio

o Precauzionali cioè moneta come riserva di valore

o Speculative racchiude all’interno una fusione delle due

o

Il contributo innovativo di Keynes risiede nell’aver ampliato il ruolo della moneta nelle scelte degli operatori

 e nel rapporto con i mercati.

Essa non e soltanto un mezzo di scambio ma viene considerata anche un’attività finanziaria e viene messa in

 rapporto con le altre attività finanziari.

La preferenza per la liquidità

Secondo Skidelsky la teoria della preferenza della liquidità di Keynes, che spiega la domanda di moneta a

 scopo speculativo, è centrale nella sua visone del mondo finanziario . 10

Si apre il problema di come impiegare la disponibilità monetaria che non viene spesa in consumi ed

 investimenti nel settore finanziario.

Subentra quindi il concetto di incertezza che ha a che fare con le aspettative, cioè con le opinioni

 sull’andamento futuro dei mercati. Quanto più il futuro è lontano, quanto più le aspettative sono incerte.

Il grado di incertezza inoltre diminuisce quando si acquisiscono informazioni o ci si affida ad esperti.

 Vi è incertezza anche nel caso si acquisti un TRG poiché le condizioni che hanno reso vantaggioso l’acquisto

 oggi possono cambiare nel tempo (variazioni tassi di interesse); inoltre vi è anche il problema legato

all’affidabilità del debitore che emette il titolo, il quale potrebbe non rimborsare il proprio debito.

È necessario fare una distinzione tra incertezza e rischio:

 Il rischio è un sottoinsieme dell’incertezza; quello legato alla possibilità di eventi negativi, quello

o rispetto ai quali si rischia di perdere;

L’altra parte di fenomeni, quelli per cui ci si aspetta esito positivo, rientrano nel campo della

o speranza, per cui si spera di vin

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/02 Politica economica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher mpianosi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia monetaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Politecnica delle Marche - Ancona o del prof Alessandrini Pietro.
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