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Economia monetaria - le decisioni finanziarie Appunti scolastici Premium

Appunti di Economia monetaria per l'esame del professor Ciccarone sulle decisioni finanziarie. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il principio di accelerazione, il tasso di rendimento interno, la composizione dell’attivo dell’impresa, l’opportunità di indebitarsi, la struttura del passivo e il costo del... Vedi di più

Esame di Economia Monetaria docente Prof. G. Ciccarone

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La composizione dell’attivo dell’impresa

Il rendimento e il rischio dei progetti variano nel tempo; l’impresa deve confrontare il

costo-opportunità che sostiene per attuarli subito anziché mantenere l’opzione per

effettuarli in un momento futuro, o per non effettuarli affatto.

Investimento in attività finanziarie: le imprese ritengono conveniente trattenere in

forma liquida parte del nuovo indebitamento per sostenere la spesa programmata

futura in beni capitali (finance motive).

Acquisire partecipazioni azionarie, o fornire finanziamenti a medio-lungo termine a

fornitori o clienti: stabilizzare le relazioni con essi.

Concedere credito ai consumatori: sostenere i propri sbocchi di mercato.

L’evoluzione della capacità produttiva dell’impresa può essere differente da quella

del suo attivo e quindi del suo indebitamento. La composizione dell’attivo, tra attività

reali e finanziarie, dipende dal confronto tra tasso di rendimento interno e relativo

rischio che caratterizza le diverse attività. 2

L’opportunità di indebitarsi: il costo del capitale

L’impresa ordina le opportunità di investimento (reale e finanziario) in base al

σ

ka ki

, corretto per il rischio .

rendimento atteso r

Ka ) relazione tra tasso di rendimento del capitale (equivalente in termini di

I = I(r

rischio) e ammontare di investimento che individua, in ordine decrescente, i progetti

che l’impresa desidera attuare. L’impresa confronta il rendimento dell’investimento

) e investe nei

con il costo che deve sostenere per disporre dei fondi per finanziarlo (r

F

Ka

progetti per i quali r è maggiore di r .

F

Se il flusso di redditi attesi è costante per un periodo infinito e trascurando l’indice

temporale e quello dell’impresa, si ha la condizione di equilibrio:

Il rendimento r del nuovo capitale I al prezzo corrente p deve essere uguale al

K

K Δ

costo del capitale r sul nuovo indebitamento F al suo prezzo p :

F F

Se i beni capitali sono omogenei e lo stesso vale per le passività finanziarie

dell’impresa, allora la [3] vale anche a livello di stato patrimoniale:

da questa si ricava la q di Tobin: influenza delle relazioni finanziarie

sull’accumulazione del capitale.

e

R = reddito netto che i finanziatori si attendono di ottenere dai titoli rappresentativi

dello stock di capitale F (titoli di proprietà o di debito, considerati omogenei tra loro).

e

R /F = rendimento atteso per unità di titolo;

r = tasso di rendimento richiesto sul valore dei titoli;

F = prezzo (valutazione di mercato dell’impresa):

p F 3

Alla valutazione di mercato dei titoli dell’impresa (p F) si contrappone la valutazione

F

dell’impresa dello stock di capitale, K, al suo costo di rimpiazzo p .

K e

Assunto che debba garantire un flusso di profitti per unità di capitale, R /K, in grado

,

di soddisfare le richieste dei possessori dei titoli, il rendimento atteso sul capitale, r K

valutato al costo di rimpiazzo p , è:

K e

R / K

=

r

[6] k p K

Le attese di profitto diminuiscono all’aumentare dello stock di capitale. Il tasso di

rendimento atteso è funzione di questo stock: r = r (K).

K K

L’impresa accumula K in modo da garantire, in base alla [4], il flusso di redditi atteso

dai finanziatori.

Scegliendo appropriate unità di misura tali che F = K, si ha una relazione tra

del (titolo rappresentativo del) capitale produttivo e la

valutazione di mercato p F

valutazione dell’impresa p dello stesso capitale al suo costo di rimpiazzo:

K

q (di Tobin) = rapporto (p /p ): divergenza del valore di mercato (dei titoli

F K

rappresentativi) del capitale dal suo costo di riproduzione.

Se il sistema finanziario valuta i titoli più (meno) del valore di rimpiazzo del capitale,

q > 1 (q < 1), il costo del capitale r = r /q è inferiore (superiore) a quello che le

F K

imprese si attendono dal capitale (r ), inducendole ad accrescere (ridurre) il

K

finanziamento esterno per sostenere ulteriori investimenti.

Se q = 1 non vi è stimolo a modificare lo stock di capitale: l’investimento è orientato

dalle “richieste” del mercato finanziario; la corrispondenza tra prezzo reale del

capitale e sua valutazione finanziaria esprime la perfetta identità di vedute tra

finanziatori e imprese. 4

Struttura del passivo e costo del capitale

aF a aV a

Valore del passivo (p F ): capitale azionario (valore dei titoli di proprietà p V ) +

aB a

B ):

capitale di debito (valore dei titoli di debito emessi p

Trascurando l’indice a, il costo del capitale di debito (r ) è il tasso di rendimento dei

B

titoli di debito emessi dall’impresa, espresso come rapporto tra flusso atteso di

eB

interessi e valore di mercato del debito (R /p B).

B

) = tasso di rendimento dei titoli di proprietà: rapporto

Costo del capitale azionario (r

V

tra flusso atteso dei redditi attribuiti agli azionisti e valore di mercato dei titoli

eV

azionari (R /p V).

V

Costo (complessivo) del capitale (r ) = tasso di capitalizzazione dei profitti: rapporto

F e /p F).

tra flussi di profitti attesi e valore di mercato dell’impresa (R F

Redditi attesi dagli azionisti: quota di redditi complessivi che residua dopo aver

soddisfatto i creditori dell’impresa:

[8] e [9] forniscono il vincolo che lega i diversi tipi di costo del capitale tra loro.

= + = −

p F p B p V p V p F p B

F B V V F B

= +

e e e

R R R

B V ( )

( )

( ) ( ) ( ) p V

p B

= + = + V

B

r p F r p B r p V r r r ( )

( )

F F B B V V F B V p F

p F

F F

( ) ( ) ( )

p B p F p B

= + −

B F B

r r r r

( ) ( ) ( )

F B V V

p F p F p F

F F F

Prima rielaborazione: il costo del capitale complessivo, media ponderata degli altri

due, decresce al crescere della quota di debito sul finanziamento totale (ipotesi che il

costo del capitale di debito sia inferiore a quello azionario):

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia monetaria per l'esame del professor Ciccarone sulle decisioni finanziarie. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il principio di accelerazione, il tasso di rendimento interno, la composizione dell’attivo dell’impresa, l’opportunità di indebitarsi, la struttura del passivo e il costo del capitale, le scelte finanziarie delle imprese.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Monetaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ciccarone Giuseppe.

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