Estratto del documento

Economia monetaria

Economia dello scambio ed economia monetaria

Introduzione

Il PIL nominale è un indicatore del volume di produzione di un paese; molto più utile è però il PIL reale, che esprime allo stesso modo il volume di produzione di un paese ma scorporando l’effetto inflazione e attribuendo dunque un possibile aumento del PIL esclusivamente ad un aumento dei volumi e non ad un probabile aumento del livello generale dei prezzi.

La moneta M1 è l’aggregato monetario più ristretto e rappresenta la parte più liquida del sistema (depositi e banconote). Come si evince dai grafici tra il 1999 e il 2007, la costante crescita del PIL ha necessariamente accresciuto lo stock di moneta: un PIL superiore richiede maggior moneta nel sistema economico.

Lo stock di moneta M3 è una considerazione più ampia dell’aggregato M1 e comprende titoli meno liquidi come obbligazioni e titoli di stato. L’aggregato M3 è cresciuto più intensamente dell’aggregato M1 tra il 1999 e il 2009. Ciò implica il fatto che in seguito ad un aumento di M3, non essendo totalmente attribuibile ad un aumento della base monetaria, c’è stata un’espansione del credito bancario. M3 risulta essere un buon indicatore per dedurre il tasso di crescita del credito bancario e un’espansione nel credito serve per sostenere la crescita del PIL reale nel tempo.

I tassi di interesse nella nostra economia sono fissati dalle banche centrali, motivo per il quale i grafici sono a scalini; si tratta di cambi improvvisi a discrezione delle banche centrali. Si possono individuare tre tassi ufficiali che l’UE annuncia ogni volta:

  • Tasso di rifinanziamento principale (Main refinancing): è il tasso al quale la BCE è disposta a effettuare operazioni con il mercato.
  • Il tasso di rifinanziamento marginale (Marginal lending facility).
  • Deposit facility: rendimento dei depositi presso le banche centrali.
  • Tasso interbancario: simile all’Euribor solo che giornaliero, rappresenta il tasso a cui le banche negoziano la propria liquidità. Non è fissato, dipende dai tre precedenti.

Il principale obiettivo della BCE si identifica con la stabilità dei prezzi e dunque la stabilità di un tasso di inflazione ritenuto giusto. Vi sono anche obiettivi secondari come l’occupazione e la crescita economica. Che la stabilità dei prezzi sia l’obiettivo fondamentale per l’eurozona lo si può desumere dal trattato di Maastricht, non vengono contemplati gli altri obiettivi, con focus solo sulla stabilità del livello dei prezzi. La stabilità dei prezzi viene poi successivamente interpretata in numeri concreti, e la si identifica nell’intervallo compreso tra lo 0 e il 2%. Tuttavia, recentemente con stabilità si intende più specificatamente un livello sotto il 2 ma molto prossimo ("Under but close", Draghi). Si è quindi ritenuto che una situazione di deflazione sia più rischiosa per il sistema economico, ponendo come inflazione target un livello sopra lo 0. Infine, dai grafici si può desumere come l’andamento del prezzo del petrolio sia strettamente collegato al tasso d’inflazione.

Economia monetaria

La economia monetaria è una branca dell’economia che studia la teoria della moneta e della politica monetaria ed è parte integrante della macroeconomia. Si afferma nella seconda metà del ‘900 con la crescente consapevolezza che i processi decisionali delle unità economiche sono fortemente influenzati dalla dimensione monetaria e finanziaria (consistenze e flussi monetari).

Valori nominali e reali: l’eredità di Smith

Smith (1776) è il primo a introdurre una distinzione tra valori reali e valori nominali del prodotto (prezzo ‘assoluto’) o il valore di uno stock di ricchezza finanziaria, espressi in unità nominali per definizione arbitrarie. Perciò i valori nominali esprimono il valore di uno stock di ricchezza finanziaria. La ricchezza delle nazioni non è misurata dal valore della moneta in circolazione o in termini di stock di oro posseduto, ma dalla capacità di produrre beni e servizi finali trasformando costi reali (il lavoro necessario per produrli) in benefici reali (il vantaggio acquisito da chi ottiene il prodotto).

Il metodo neoclassico dell’analisi ‘reale’

I valori nominali vengono sostituiti da valori ‘reali’. Ciò si ottiene misurando ciascun valore nominale in rapporto ad un altro valore nominale di riferimento:

  • Prezzo relativo: Rapporto tra il valore nominale di due beni.
  • Valore deflazionato: Rapporto tra un valore nominale e un indice complessivo dei prezzi.

Il metodo neoclassico consente di studiare la relazione tra risorse disponibili e utilità del prodotto finale, e spiega l’equilibrio economico generale che ottimizza l’uso delle risorse disponibili.

I limiti del metodo neoclassico nell’economia monetaria

Nella teoria ‘reale’ dell’equilibrio economico generale la moneta è un mezzo di pagamento la cui utilità marginale è nulla. La soluzione del modello non è influenzata dall’uso della moneta, che è ‘inessenziale’. Il fatto di aver eliminato il ruolo della moneta ha molti vantaggi ma anche qualche limite di grossa portata. Si ipotizza implicitamente che i meccanismi di fondo di un’economia monetaria possano essere ben compresi da un modello ‘reale’ (senza moneta). Hahn (1973) afferma che il modello economico più avanzato (Arrow-Debreu) non assegna alcun ruolo alla moneta.

Valori nominali e reali: l’eredità di Keynes

Successivamente si afferma la teoria di Keynes (1963): poiché in un’economia monetaria gli obblighi di regolamento contrattuale sono denominati in unità monetarie, le scelte ‘reali’ rispondono ad aspettative di rendimenti monetari. Egli parte da Smith, non escludendo quindi a priori i valori nominali, ma conclude che le decisioni delle unità economiche siano fortemente influenzate dalle aspettative dei rendimenti monetari. Si recuperano quindi oltre ai valori nominali anche l’importanza della moneta.

Poiché produttori e consumatori sanno di dover prendere decisioni in condizioni di incertezza, la moneta e le altre attività finanziarie (diritti a ottenere moneta in una data successiva) offrono un veicolo per conservare e trasferire nel futuro il mezzo di regolamento dei pagamenti.

Scambio

Lo scambio in un sistema economico può avvenire o con il baratto o tramite intermediazione della moneta (mezzo di pagamento). Tutti gli scambi effettuati nella nostra economia hanno natura contrattuale, il valore viene trasferito tramite un corrispettivo monetario. Lo scambio è quindi una particolare forma di organizzazione sociale in cui la produzione e la distribuzione di beni e servizi sono governate da liberi rapporti contrattuali tra acquirente e venditore (economia di mercato) il cui pagamento è regolato nella forma di un corrispettivo monetario, ovvero un oggetto che circola come mezzo di pagamento nel trasferimento contrattuale di beni e servizi di valore.

Modalità di trasferimento di valore diverse da quelle dell’economia monetaria comprendono 3 modi per scambiare gli oggetti e le merci:

  • Cessioni volontarie con reciprocità informale o baratto contestuale non-contrattuale (es. un passaggio da un amico per andare in aeroporto). Ciò che è importante qua è la relazione che intercorre tra i soggetti.
  • Cessioni ottenute sulla base di una posizione gerarchica (es. costruzione delle piramidi in Egitto).
  • Cessioni contrattuali con un corrispettivo reale, ovvero la moderna economia monetaria basata sui contratti.

Caratteristiche dell’economia monetaria

L’economia monetaria favorisce un elevato grado di specializzazione produttiva: entità private producono per vendere e consumano il prodotto altrui. Si fonda su una doppia infrastruttura governata dall’entità pubblica:

  • Il diritto dei contratti: fornisce il quadro giuridico-istituzionale che regola e rende esecutivi gli obblighi assunti.
  • Il sistema dei pagamenti: fornisce un sistema di regolamento monetario (banconote e sistema bancario) che assicuri affidabilità, sicurezza, bassa onerosità.

La moneta-merce e la moneta espressione dello Stato

Nello stato moderno la Banca centrale emette moneta e ha il mandato di uno o più stati nazionali che firmano un trattato investendola di un potere derivante da un potere politico, quindi la moneta nazionale è espressione dello Stato.

La stessa Banca centrale europea afferma che l’Eurosistema (insieme di banche centrali dell’area euro responsabile dell’attuazione della politica monetaria che comprende banca centrale europea e banche centrali nazionali dei paesi UE che hanno adottato l’euro) è l’emittente unico di banconote e riserve bancarie nell’area dell’euro, dà la possibilità agli autorizzati (Banche e i 19 tesori) ad avere un conto presso la BCE in moneta elettronica. Banconote e moneta elettronica rappresentano delle passività per l’area-euro. La Banca centrale è in grado di gestire le condizioni di liquidità nel mercato monetario e influenzare i tassi di interesse nel mercato monetario.

Lo stato giuridico dell’euro

Fonte: Commissione UE LINK -> Euro legal tender

The euro is the single currency shared by European Union countries that have adopted the euro. Some EU countries do not participate (Denmark and the United Kingdom through 'opt outs') or have not adopted the euro yet because the convergence criteria to join the euro are not met. Official currencies, including the euro, consist in a monetary system designed and controlled by a state or, as regards the euro, by supranational structures. Within the euro area, only the euro has the status of legal tender. Article 128 (1) TFEU lays down the legal tender status of euro banknotes, and article 11 of Regulation EC/974/98 does so with regard to euro coins. This means that in the absence of an agreement of the means of payment, the creditor is obliged to accept a payment made in euro which subsequently discharges the debtor from his payment obligation.

L’emissione dell’euro

Fonte: Banca Centrale Europea LINK -> Monopoly supplier of monetary base

The Eurosystem is the sole issuer of banknotes and bank reserves in the euro area. This makes it the monopoly supplier of the monetary base, which consists of:

  • Currency (banknotes and coins) in circulation.
  • The reserves held by counterparties with the Eurosystem.
  • Recourse by credit institutions to the Eurosystem’s deposit facility.

These items are liabilities in the Eurosystem’s balance sheet. Reserves can be broken down further into required and excess reserves. In the Eurosystem’s minimum reserve system, counterparties are obliged to hold reserves with the national central banks (NCBs). Beyond that, credit institutions usually hold only a small amount of voluntary excess reserves with the Eurosystem. By virtue of its monopoly, a central bank is able to manage the liquidity situation in the money market and influence money market interest rates.

Moneta e Stato: 2 modelli alternativi

Due differenti paradigmi spiegano la natura della moneta e il ruolo dello Stato in un’economia monetaria:

  • Metallismo: la moneta è un mezzo di pagamento che consente un uso più efficiente delle risorse riducendo i costi del baratto, e il cui valore dipende dal valore intrinseco di ciò che la garantisce. La moneta ha quindi un valore intrinseco e riconosciuto, è considerata merce che consente il pagamento il cui valore dipende da un valore che è intrinseco alla moneta stessa.
  • Cartalismo: la moneta è un mezzo di pagamento il cui uso si fonda sul potere dello Stato emittente che è il logico (e storico) depositario della sovranità monetaria. La moneta non ha alcun valore intrinseco, ma si fonda sul potere è l’autorità dello Stato che la emette e la garantisce.

Gli economisti hanno aderito alla visione metallista, la moneta è una merce comoda che fa da intermediario negli scambi, che non mi serve direttamente ma che so potrò utilizzare come mezzo di pagamento a mia volta. Tuttavia, gli altri scienziati sociali danno decisamente più attenzione alla visione cartalista, che effettivamente sembra avere più senso e una maggiore capacità predittiva.

Paradigma metallista: dal baratto alla moneta-merce

La moneta-merce è la soluzione di mercato al problema della minimizzazione dei costi di transazione. Nasce per iniziativa dei privati che trovano più conveniente lo scambio intermediato da una moneta merce e non dal baratto che ha costi maggiori.

Passaggio dal sistema di baratto al sistema monetario.

Costi di transazione

Il costo reale medio del baratto diretto è il numero atteso di incontri per soddisfare la doppia coincidenza dei bisogni: 1/(Pi * Pj). Probabilità di trovare chi desidera ciò che ho e chi ha ciò che desidero. Per ridurre questo costo bisogna creare una merce che si offra come intermediario dello scambio, ovvero ricorrere al baratto indiretto: scambiare un prodotto per un altro che il soggetto non desidera ottenere ma che potrà a sua volta scambiare col prodotto desiderato. Il numero medio di incontri si riduce e diviene: 1/(Pi * Pk) + 1/(Pk * Pj). Pk è la probabilità di trovare chi detiene quella merce di scambio. Ci sono 2 scambi ma sarà meno costoso se il numero complessivo di incontri sarà inferiore a quello precedente. La soluzione ideale è quella nella quale il Pk diviene uguale a 1.

L’economia di baratto diretto si evolve in un sistema in cui una delle merci diventa intermediario nello scambio, o moneta-merce, e che conserva il proprio valore reale tra uno scambio e l’altro: 1/(Pi * Pm) + 1/(Pm * Pj) < 1/(Pi * Pj).

Caratteristiche desiderabili della moneta-merce sono fungibilità, divisibilità, indeteriorabilità, facilità di trasporto e di custodia, che hanno trovato espressione nell’uso dell’oro (e delle banconote convertibili in oro). Quando lo Stato si appropria di questa funzione che ha origine nell’attività privata dello scambio è indotto a svilire il contenuto.

Nel mercato dei cambi spesso è meglio fare un cambio indiretto (moneta Jamaica -> dollaro -> moneta cubana) poiché in un cambio diretto manca la controparte interessata o è di difficile individuazione.

Paradigma cartalista: dallo Stato alla moneta

Archeologi, storici e antropologi concordano sul fatto che l’uso della moneta precede e favorisce lo sviluppo e la diffusione dell’economia di mercato. La moneta si afferma come espressione di un potere sovrano. Preesistenza di oggetti sociali di valore che fanno come da premessa della moneta, usati per scopi diversi dallo scambio di mercato. «Denaro» nelle funzioni pubbliche non direttamente legate allo scambio, ma alla volontà di trasferire valore in riti cerimoniali, oppure come indennizzo delle offese (wergeld).

«Denaro» emesso dall’autorità politicamente sovrana che ne impone l’uso come mezzo di pagamento nelle controversie contrattuali e nei pagamenti degli oneri fiscali. Lo Stato ha un ruolo centrale nell’evoluzione dell’economia monetaria in quanto:

  • Fornisce legge, ordine e il quadro normativo-istituzionale fondante.
  • Necessita di risorse reali che paga con ciò che lo Stato stesso dichiara essere lo strumento di regolamento degli obblighi dei cittadini nei confronti dello Stato e a cui viene attribuito «corso legale».

Goodhart: limiti del metallismo

Diversi sono i limiti del metallismo, evidenza empirica piuttosto debole rispetto agli accadimenti storici:

  • Costo di identificazione; difficile capire la qualità della merce. L’emissione unica (unico ente) che conia le monete può essere una soluzione, diviene garante della qualità. Se la coniazione è essenziale ci si chiede se è mai esistita una coniazione esclusivamente privata; no, lo stato ha sempre fissato lo standard, poi possono esserci degli stampatori privati autorizzati. Lo stato inoltre inizia la circolazione di quella moneta stampata da privato. Autorizzando a coniare la moneta lo stato ottiene una rendita (signoraggio).
  • Trascura il fatto che la coniazione di Stato è una regolarità storica e non accidentale.
  • Non spiega la coincidenza tra stati sovrani e moneta, legame robusto.
  • Non spiega gli episodi in cui uno Stato forte collassa (es, sacro romano impero) e alcune delle transazioni tornano a una forma di baratto. Cade stato, e quindi sistema monetario e le persone si scambiano le cose barattandole. Se manca lo stato c’è quindi regresso; secondo il metallismo non dovrebbe essere così perché ha un’ottica di sviluppo (nascita spontanea della moneta).
  • Non spiega il passaggio dalla moneta-merce alla moneta senza valore intrinseco. La moneta vile (distinta dal metallo prezioso) ha una storia antica, anche se spesso la moneta era aurea e garantita da una riserva aurea. Ad oggi nessuna moneta nazionale ha più un legame con l’oro, moneta merce a moneta senza valore intrinseco.

Goodhart: punti di forza del cartalismo

La visione cartalista:

  • È sostenuta dall’evidenza storica e gode di una maggiore capacità di prevedere e interpretare gli eventi: coincidenza tra stati e monete (eccezione l’euro, struttura sovranazionale. Ecuador con dollaro, Zimbabwe). Anche nel collasso dell’URSS o Iugoslavia, si creano stati indipendenti e la prima cosa che fanno è creare nuova moneta. O fusione di stati nel caso della Germania (Est e Ovest) moneta comune, fusione monetaria che avvenne prima della fusione politica.
  • La pressoché perfetta coincidenza storica tra stati e moneta (compresi i casi di frammentazione o unificazione politica).
  • La correlazione tra poteri sovrani forti ed un...
Anteprima
Vedrai una selezione di 10 pagine su 61
Economia monetaria Pag. 1 Economia monetaria Pag. 2
Anteprima di 10 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia monetaria Pag. 6
Anteprima di 10 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia monetaria Pag. 11
Anteprima di 10 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia monetaria Pag. 16
Anteprima di 10 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia monetaria Pag. 21
Anteprima di 10 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia monetaria Pag. 26
Anteprima di 10 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia monetaria Pag. 31
Anteprima di 10 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia monetaria Pag. 36
Anteprima di 10 pagg. su 61.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Economia monetaria Pag. 41
1 su 61
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher LeleAlbo di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia monetaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Terzi Andrea.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community