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Economia monetaria - la struttura dei tassi d’interesse Appunti scolastici Premium

Appunti di Economia monetaria per l'esame del professor Ciccarone sulla struttura dei tassi d’interesse. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'equilibrio, il mercato a termine, le aspettative sui tassi a breve futuri, la curva dei rendimenti, le tendenze inflazionistiche, la congiuntura, la politica monetaria attesa.

Esame di Economia Monetaria docente Prof. G. Ciccarone

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Curva dei rendimenti decrescente: tassi attesi impliciti inferiori a quelli a

lunga scadenza. Es. Primo tratto nel quale i tassi a lunga per le scadenze

più brevi sono decrescenti => il differenziale tra due scadenze contigue è

negativo: Scadenza

Attese rialziste => tassi a lunga crescenti (incorporano attese di aumenti

dei tassi attesi impliciti a breve) e viceversa. Attese collegate a:

1. tendenze inflazionistiche: tasso di rendimento su attività deve

compensare perdita potere acquisto valore nominale dell’investimento

tassi crescenti curva dei rendimenti crescente

Î Î

2. congiuntura: fasi espansive (recessive) accompagnano attese di tassi

(de)crescenti; curve crescenti: attese positive del mercato

sull’andamento futuro dell’economia; curve più piatte o decrescenti:

atteggiamenti incerti o pessimistici.

3. politica monetaria attesa: se accomodante fino a tensioni

inflazionistiche tassi a lunga inizialmente ritenuti crescenti x crescita

Î

sostenuta; previsione politica restrittiva li mantiene elevati.

5

Altri fattori nella determinazione della struttura dei tassi

(1) Premio per la liquidità

Preferenza investitori per titoli liquidi (incertezza su necessità future di

fondi e su andamento tassi) => rischio perdita in conto capitale => premio

per la liquidità => tassi a lunga più elevati di quanto sarebbero per effetto

attese sui tassi futuri.

(2) Habitat preferito.

Mercati dei titoli con scadenze differenti “segmentati”: titoli non omogenei

e non perfettamente sostituibili. Tanti sotto-mercati, in cui operano

condizioni di domanda e offerta diverse. Il comportamento degli operatori

che privilegiano scadenze brevi, con rischi più ridotti, si contrappone alle

preferenze dei prenditori, che preferiscono emettere a più lungo termine

per controllare meglio il costo dei loro investimenti. Poiché per i titoli a

più breve termine prevale la domanda e per quelli a più lungo termine

Î

l’offerta curva dei rendimenti con inclinazione positiva.

6

Il mercato dei derivati: future e option

Contratti che prevedono un impegno corrente in cambio di prestazioni

future.

Future: contratto standardizzato stipulato oggi che diviene operativo ad

una data futura, nella quale i contraenti si impegnano a scambiarsi un titolo

in quantità e qualità specificate ad un prezzo fissato al momento della

stipula del contratto.

Option: contratto standardizzato stipulato oggi che dà il diritto ad una parte

contraente di acquistare o vendere, entro un periodo di tempo, una

specifica attività finanziaria ad un determinato prezzo; il contraente deve

soddisfare il contratto se chi possiede l’opzione decide di avvalersene.

Copertura per ridurre incertezza alla scadenza. Impresa con debito in

Î

valuta future x acquistare (option x ad avere la possibilità di acquistare)

ad un prezzo certo la somma necessaria. Controparte che accetta di

Î

accollarsi il rischio pagare un premio perdita attesa mantenendo

posizione non coperta. Î

Speculazione: posizioni scoperte acquisto o vendita a termine; acquisto

option senza copertura. L’intervento dipende da scarto tra prezzo corrente

e valutazione a pronti futura del titolo; se > 0 vendita (allo scoperto) a

termine; se < 0 acquisto (allo scoperto) a termine. Trasferire nei prezzi a

termine valutazione tendenze future. Î

Arbitraggio. Se scarti tra prezzi a termine e prezzi a pronti realizzare

profitti assumendo posizioni contrapposte: vendere a pronti e acquistare a

termine, o viceversa.

Esempio: p a termine (con consegna a un anno) di un titolo > del 5% del p a pronti; se

Î

investimento a un anno offre tasso < 5% acquisto a pronti e vendita a termine

(guadagno > che investendo nell’attività a un anno). Intervento arbitraggisti

garantisce evoluzione prezzi a termine coerente con quella dei prezzi a pronti.

7

Prezzo a pronti di un titolo che offre il 2% = 100;

prezzo a termine (con consegna a un anno) = 107;

tasso di mercato sul finanziamento a un anno = 5%.

Se l’investitore prende oggi a prestito 100 per acquistare il titolo a pronti e

venderlo a termine al prezzo di 107, nel corso dell’anno guadagnerà 2 + fra

un anno otterrà 107 (per un incasso totale di 109) e rimborserà 105,

ottenendo un guadagno complessivo pari a 4.

Aumenta: Î

domanda del titolo a pronti aumento del prezzo;

Î

offerta del titolo a termine riduzione del prezzo.

Questa tendenza continua fino a quando i prezzi non sono tali da garantire

l’assenza di guadagni dall’attività di arbitraggio.

Prezzo a pronti di un titolo che offre il 2% = 100;

prezzo a termine (con consegna a un anno) = 103;

tasso di mercato sul finanziamento a un anno = 5%.

Non esiste opportunità di arbitraggio, perché il finanziamento a un anno

richiede di pagare 105 a fronte di incassi pari a 2 (l’interesse nell’anno sul

titolo acquistato a pronti) più 103 (la somma ottenuta dalla vendita a

termine). 8


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Monetaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ciccarone Giuseppe.

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