Che materia stai cercando?

Economia monetaria - la stabilità del sistema monetario

Appunti di Economia monetaria per l'esame del professor Ciccarone sulla stabilità del sistema monetario. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il livello strategico, il livello tattico, gli obiettivi operativi di breve periodo, il controllo indiretto del credito, la BCE, la Banca centrale, il rischio di liquidità, la... Vedi di più

Esame di Economia Monetaria docente Prof. G. Ciccarone

Anteprima

ESTRATTO DOCUMENTO

FED

Strumenti

1. Operazioni di mercato aperto. Banche detengono conti presso la fed e li

usano per effettuare pagamenti. Saldi di fine giornata (Federal Reserve

balances) utilizzati per soddisfare la riserva obbligatoria oppure per offrirli

overnight ad altre banche. Mercato in cui si scambiano i saldi: federal funds

market; tasso al quale si concedono i prestiti: federal funds rate. Offerta totale

di Federal Reserve balances determinata dalle odma, attraverso le quali si fissa

una quantità di liquidità, oppure un tasso sui federal funds (non è possibile

stabilire entrambi). Gli obiettivi di breve periodo delle odma sono fissati dal

Federal Open Market Committee fomc).

2. Riserva obbligatoria. Gli obblighi di riserva stabiliscono l’ammontare di

fondi che una banca (depository institution) deve detenere a riserva a fronte dei

depositi, sotto forma di circolante presso di sé, o di depositi presso le banche

della Riserva Federale. Il Consiglio dei Governatori della fed modifica questi

obblighi (entro limiti stabiliti dalla legge).

3. Tasso ufficiale di sconto (gestione dell’offerta di base monetaria attraverso lo

sportello per lo sconto)

Riserve totali: circolante detenuto dalle banche per soddisfare l’obbligo di riserva

più i saldi dei conti detenuti presso la fed, sui quali non viene corrisposto interesse.

Domanda di riserve: riserve obbligatorie (required reserves), computate come

media su un periodo di mantenimento di due settimane + riserve in eccesso (excess

reserves, ER), detenute per evitare i costi associati al prestito nell’interbancario (le

banche limitano al massimo le ER perché non fruttano interesse. Gran parte delle ER

sono detenute da piccole banche per le quali i costi di una accorta gestione delle

riserve sono superiori all’interesse che potrebbero ottenere detenendone meno).

Offerta di riserve:

¾ borrowed reserves, fornite attraverso lo sportello di sconto, utilizzabile dopo

aver usato tutte le altre fonti – per vincoli amministrativi, ma anche per non

rendere noto al mercato l’accesso al finanziamento – anche se il tasso di sconto

è in genere inferiore a quello sui federal funds: piccola percentuale dell’offerta

totale di riserve.

¾ nonborrowed reserves (NBR) includono il circolante detenuto dalle banche e

sono l’obiettivo operativo. Fornite attraverso canali diversi dallo sportello per

lo sconto e influenzate soprattutto dalle odma, che determinano l’offerta di

Federal Riserve balances: acquisti di titoli ne aumentano la quantità perché la

fed crea queste riserve per pagare il venditore, accreditando il conto della sua

banca presso la fed. L’opposto avviene in caso di vendite. Il federal funds rate

è la variabile che determina l’equilibrio tra domanda e offerta di riserve.

4

La Banca centrale e la stabilità del sistema monetario

La banca incorre nel rischio di liquidità: difficoltà di reperire fondi liquidi sul

mercato. Necessità di liquidità “fisiologiche” soddisfatte dal mercato interbancario.

Problema di illiquidità superabile attraverso interventi sull’attivo e sul passivo volti a

ripristinare un più equilibrato flusso di cassa.

Sistematica difficoltà di garantire un equilibrato flusso di tesoreria (per carenze

amministrative e gestionali, errori nella valutazione del merito di credito dei clienti

ecc; per caduta inattesa nelle prospettive di reddito della clientela, perdita di depositi

Può

verso altre banche o altri mercati, caduta dei corsi ecc.): rischio di insolvenza.

generare corsa agli sportelli e fallimento. Effetto “macro”: diffusione delle situazioni

di insolvenza, con fallimenti a catena (effetto-domino) per rapporti tra banche.

Per prevenire crisi di liquidità e garantire la stabilità del sistema dei pagamenti:

attribuire alla BC il monitoraggio sulle banche, per distinguere le situazioni di

illiquidità da quelle di insolvenza. Il ruolo di “prestatore di ultima istanza” permette

di contrastare il deterioramento della solidità patrimoniale della singola banca, ma

anche del settore bancario nel suo complesso.

Garantire il valore della moneta: assicurare sia la stabilità dei prezzi che la stabilità

del sistema bancario.

Preoccupazione che la disponibilità a fornire la liquidità richiesta dal sistema

bancario sia fonte di distorsioni (privilegiare alcune banche piuttosto che altre) o di

azzardo morale (richieste di mezzi liquidi non necessari): credito di ultima istanza

concesso ad un tasso penalizzante.

L’ordinato funzionamento del sistema dei pagamenti, la vigilanza prudenziale e il

prestito di ultima istanza sono funzioni strettamente integrate.

Una politica monetaria che determina squilibri nei conti delle banche che portano

alcune di esse al dissesto non è coerente con l’obiettivo della stabilità monetaria.

Asimmetrie informative: possibilità di esercitare la supervisione sulle istituzioni

bancarie fornisce alla BC un patrimonio informativo che permette di svolgere

efficacemente la politica monetaria, poiché consente di tener conto del grado di

solidità degli intermediari e dei mercati finanziari.

5

Vigilanza strutturale e prudenziale

Il ricorso ad un tasso penalizzante contrasta i fenomeni di azzardo morale, ma non di

selezione avversa.

Per evitare che il prestito di ultima istanza solleciti imprese illiquide ad esporsi

ulteriormente: monitoraggio che consenta di individuare quelle che meritano di essere

Î l’attività di vigilanza si integra con quella di prestatore

sostenute. Delega alla BC

di ultima istanza.

BC può intervenire in due modi:

cercando di influenzare la struttura del sistema bancario => vigilanza strutturale:

regolamentazione di alcune decisioni strategiche; autorizzazioni; provvedimenti

amministrativi;

sollecitando l’adozione di comportamenti conformi al perseguimento della stabilità

monetaria => vigilanza prudenziale: norme di comportamento all’interno di un

quadro istituzionale che garantisce libertà di azione. Creare un sistema di incentivi e

di penalizzazioni che, compensando le asimmetrie informative, stimolino le banche a

sfruttare le opportunità, senza mettere a repentaglio la stabilità patrimoniale.

La presenza di un prestatore di ultima istanza e di un sistema di assicurazione dei

depositi si inserisce nella vigilanza prudenziale: il prestatore consente di intervenire

per rimediare a situazioni di difficoltà; se non produce effetti sperati, l’assicurazione

permette di evitare la diffusione delle perdite derivanti dall’insolvenza delle banche.

L’intervento che cerca di evitare, a monte, il verificarsi di situazioni di difficoltà è

costituito dall’imposizione di requisiti di capitale miranti a rafforzare il patrimonio e

quindi la garanzia, delle banche, disincentivando comportamenti da azzardo morale.

6

I requisiti patrimoniali contro il rischio di credito

1988. Comitato di Basilea propone l’adozione di un sistema di requisiti di capitale

uniforme: “Accordo di Basilea” operativo dal 1993 su base volontaria.

Obiettivi

1. rafforzare la solidità e la solvibilità del sistema bancario internazionale (ridurre

la probabilità del verificarsi di crisi bancarie), attraverso l’introduzione di

requisiti minimi di capitale correlati al rischio;

2. ridurre le differenze competitive tra le banche attive a livello internazionale

derivanti dalle differenze esistenti nei diversi paesi in termini di adeguatezza

del capitale bancario.

L’Accordo impone vincoli sul rapporto minimo tra attività rischiose e capitale, e sul

modo di suddividere le diverse attività in base al grado di rischio.

Ogni attività comporta l’assunzione di un rischio che deve essere quantificato e

coperto da un adeguato capitale di vigilanza.

Coefficiente di solvibilità (o di capitalizzazione)

1. Rapporto tra capitale di vigilanza e attività rischiose (ponderate per il rischio)

non inferiore all’8%.

2. Obbligo di soddisfarlo continuamente.

3. Attività ponderate in base a natura e rischiosità.

4. Coefficiente di ponderazione tiene conto delle caratteristiche della controparte

(soggetti residenti in paesi Ocse e non), e del tipo di operazione.

5. La ponderazione varia da 0% a 100%.

6. L’attivo ponderato si ottiene moltiplicando il valore di ciascuna classe di

rischio in cui viene suddiviso l’attivo per il relativo coefficiente.

7. 8% di questo valore ponderato è il valore del patrimonio la cui disponibilità

deve essere certa.

Problemi per approccio alla valutazione dell’attivo a rischio:

• poche e scarsamente significative gradazioni;

• insufficiente attenzione agli strumenti di mitigazione del rischio,

introdotti in misura crescente negli ultimi anni.

7


PAGINE

9

PESO

61.30 KB

PUBBLICATO

+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia monetaria per l'esame del professor Ciccarone sulla stabilità del sistema monetario. Gli argomenti trattati sono i seguenti: il livello strategico, il livello tattico, gli obiettivi operativi di breve periodo, il controllo indiretto del credito, la BCE, la Banca centrale, il rischio di liquidità, la vigilanza strutturale e prudenziale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Monetaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Ciccarone Giuseppe.

Acquista con carta o conto PayPal

Scarica il file tutte le volte che vuoi

Paga con un conto PayPal per usufruire della garanzia Soddisfatto o rimborsato

Recensioni
Ti è piaciuto questo appunto? Valutalo!

Altri appunti di Economia monetaria

Economia monetaria - la prova d'esame 2008
Esercitazione
Economia monetaria - l'intermediazione finanziaria
Appunto
Economia monetaria - l'interazione tra politica fiscale e politica monetaria
Appunto
Economia monetaria - test  03.2008
Esercitazione