Economia monetaria internazionale
Appunti di Davide Benza, col supporto di Andrea Brezzo, Andrea Moraglia e Giorgia Crespi.
Prima lezione: La moneta merce
Ipotizziamo un solo tipo di produzione: 1 bene alimentare (barrette di cioccolato) e la popolazione composta da due classi: giovani e vecchi; entrambi consumatori. Ipotizziamo altresì che la produzione e la popolazione siano stabili, il sistema chiuso. Si hanno due periodi: 1 dei lavoratori, 1 pensionistico.
L’economia cresce se:
- Cresce la popolazione: Malthus dice che la produzione cresce in progressione aritmetica mentre la popolazione in progressione geometrica, e si giungerebbe quindi ad un tracollo per aver esaurito le risorse. Se aumenta la popolazione ci saranno più giovani e più anziani.
- Progresso tecnico
- Aumento del capitale (per avere strumenti)
La produzione totale della collettività è pari alle esigenze di chi lavora e di chi non lavora:
- I giovani producono tutto il cioccolato.
- Poiché abbiamo ipotizzato che l’unico bene siano le barrette di cioccolato, non c’è moneta, ed i giovani, di conseguenza, producono barrette e vengono remunerati in barrette: in pratica ne trattengono una parte e vendono il resto agli anziani (che producevano da giovani ed ora sono pensionati).
Senza moneta, in questo modello bi-periodale a generazioni sovrapposte nascerebbero seri problemi, visto che il cioccolato è un bene deperibile. Possibili soluzioni:
- Introduzione della moneta da fuori.
- Gli anziani possiedono moneta per sostenersi (prima ipotesi).
- Ogni generazione, vendendo agli anziani, entra in possesso di moneta, ed il ciclo continua.
Prima ipotesi:
- I giovani ricevono sia moneta sia cioccolato come remunerazione per il loro lavoro.
- Metà della produzione dei giovani viene scambiata immediatamente con denaro.
Con il fenomeno della capitalizzazione si osserva un sistema monetario ed uno non monetario: nasce la deperibilità della moneta-merce.
La valuta legale: l’euro
Passando da una moneta merce, poi ad una metallica, poi ad una lettera di cambio, si allarga il concetto di moneta e ci rendiamo persino conto che sono possibili pagamenti dove viene a mancare il passaggio fisico della moneta stessa. La moneta contante rappresenta uno strumento di pagamento ed una riserva di valore. Per ogni unità di moneta in un c/c l’istituto bancario ne impiega una parte in riserva e un’altra in concessione di prestiti.
Tuttavia l’aggregato di moneta oggi è maggiore della moneta circolante, visto che esiste moneta anche sotto forma di depositi, obbligazioni, titoli in generale. Ad esempio, con le carte di credito si gode di un potenziale di acquisto di cui oggi non ci si priva, ma tale acquisto avverrà successivamente. La carta di debito permette di far fronte ad un pagamento senza manomettere masse di denaro. Il passaggio di moneta è già avvenuto quando ho acquistato la carta di debito. Il borsello elettronico è una carta di debito più piccola.
La teoria delle aree valutarie ottimali
Tale teoria, formulata da Mundel, cerca di spiegare costi e benefici legati alla costituzione di un’area valutaria riconosciuta da tutti i Paesi che la compongono. Nasce dall’accordo di alcuni soggetti a passare ad una valuta unica: in genere soggetti adiacenti (spesso, infatti, l’area valutaria ha ragione d’essere per la vicinanza geografica).
Aderire ad un’area valutaria comporta comunque un costo: la rinuncia alla sovranità monetaria cioè ad emettere moneta per conto proprio, allo scopo di svolgere manovre di politica economica e controllo.
- Secondo la teoria keynesiana, se aumento la moneta aumenta la disponibilità per il consumatore e la produzione.
- Secondo la teoria neoclassica, aumentare la moneta aumenta soltanto i prezzi ed è dannoso.
Quindi: rinunciando alla sovranità:
- Secondo Keynes si rinuncia ad aumentare la produzione.
- Secondo i neoclassici si rinuncia al controllo dell’inflazione.
Essendo soltanto in due, è difficile convincere lo Stato “più potente” a rinunciare alla propria sovranità. Se un’economia è fortemente dipendente dall’estero, è necessario muovere gli aggregati monetari per ottenere un deprezzamento: se vi sono difficoltà nell’esportazione (non per mancanza di domanda del bene da esportare, ma per il differenziale tra i prezzi) sarà necessario rendere più accessibile il proprio bene, ovvero rendere la moneta più conveniente.
Immaginiamo ora un’area di soli due Paesi: Germania e Francia. Ipotizziamo uno shock asimmetrico: i cittadini dell’area intera prediligono i prodotti tedeschi.
Shock = cambiamento improvviso di una variabile, che prima normalmente era assunta come costante. Asimmetrico = colpisce “la Francia”: scende la domanda di beni francesi. Il cittadino francese, grazie all’area valutaria, compra beni tedeschi allo stesso prezzo del tedesco.
- Caldo di domanda
- Aumento della produzione
- Caldo di Y
- Aumento dei prezzi (P)
- Caldo di P
- Aumento dei salari (W)
- Si crea disoccupazione
- Stimolo a comprare in Francia
Ci possono essere 2 aggiustamenti (dovuti a manovre di politica economica):
- Elasticità dei salari in Francia:
- Punto X: I francesi possono accettare una diminuzione di salario per ritornare allo stesso livello di occupazione.
- Punto *: in Germania aumentano i salari.
- Mobilità del fattore lavoro:
- Se i lavoratori francesi si trasferissero in blocco in Germania…
- Ci sono meno lavoratori francesi: si trasferiscono quelli adibiti alla produzione di prodotti non richiesti in patria.
- In Francia la disoccupazione scomparirà, perché i disoccupati andranno a lavorare in Germania.
- La Germania ha più lavoratori.
Conclusioni: un'area valutaria efficiente
Un’area valutaria è efficiente solo se:
- C’è libera concorrenza:
- Flessibilità dei prezzi
- Flessibilità del mercato del lavoro (salari flessibili, disponibilità a viaggiare)
- C’è libera circolazione su tutti i mercati
Laddove non esista l’area valutaria, per tornare in equilibrio bisogna attuare svalutazioni/rivalutazioni della moneta.
30/09/04
I Paesi che aderiscono all’area valutaria rinunciano alla politica economica ed allo strumento di intervento attivo. In un’area valutaria, con libero mercato e flessibilità dei fattori produttivi, in presenza di shock, il mercato ritorna in equilibrio con aggiustamento automatico: i prodotti F. sono più competitivi e si tornerà a comprare in Francia.
Prendiamo in analisi, per semplificazione, un’area di due Paesi soltanto (es.: Francia, Germania). Definiamo shock asimmetrico una diminuzione della domanda effettiva in un Paese, che corrisponde ad un aumento della domanda in un altro Paese.
Quando due Paesi adottano una moneta, questa è soggetta al sistema di cambio vigente. Chi elabora tale modello ha in mente un modello di concorrenza perfetta e regimi di cambio flessibili. Il marco si apprezza rispetto al franco: cambi flessibili. Con cambi fissi: svalutazione del franco. Dichiarano che il tasso di cambio è ufficialmente fissato.
Se in assenza di intervento sul mercato dei cambi si aveva un riequilibrio graduale, così il riequilibrio è accelerato. Ci sono dei meccanismi di assicurazione pubblici o privati: in caso di shock, si possono limitare i danni derivanti dallo shock: è come se esplicitamente le PA si fossero premunite contro un evento. Se l’assicurazione è privata, gli eventi vengono assorbiti dal comportamento dei singoli individui.
All’interno dell’area si crea la possibilità di un risarcimento contro lo shock che deve essere asimmetrico: colpisce la collettività in maniera asimmetrica. All’interno dell’area valutaria la colpisce in più parti in maniera diversa.
Se c’è apprezzamento del dollaro negli USA non è importante l’esistenza dell’area valutaria: si fa riferimento ad un’asimmetria interna. Apprezzamento dell’euro rispetto al dollaro, in assenza dell’euro, non si può pensare che le valute europee sarebbero apprezzate rispetto al dollaro. L’euro ha dato dignità alla Lira che avrebbe però sopportato troppo. Esistono due sistemi di assicurazione pubblica: nell’area valutaria i due paesi creano un fondo comune, conferendo ad un ente risorse pubbliche.
Rischio: moral azard: si immagini un’assicurazione. Si assicurano coloro che ritengono conveniente il contratto, prevedono un evento dannoso maggiore del costo della polizza. È probabile che l’assicurazione si trovi a pagare. Se l’evento dannoso si ripete più volte, l’assicuratore è in squilibrio e aumenta il premio. Per alcuni individui viene meno la convenienza e rimangono assicurati coloro che sono in condizione di maggior rischio.
Meccanismo di selezione avversa: si riducono gli assicurati, se c’è 1 assicurato questo è in indifferenza: se l’evento avverso è poco probabile posso assicurarmi oppure no. Ci sono soggetti che tendono ad essere trascurati perché sanno di essere assicurati. Attitudine inconsciamente a trascurare un possibile evento dannoso contro cui è assicurato è un azzardo morale. Nella nostra area valutaria, se esiste un ente che dà sussidi ai disoccupati francesi in seguito a shock, i lavoratori francesi hanno minor convenienza a trasferirsi in Germania per continuare a lavorare. L’ipotesi non è di mobilità perfetta: in caso di trasferimento da un paese all’altro gli oneri = 0. Il sussidio può essere sufficientemente elevato: rimango in Francia se il beneficio di tale sussidio è pari al beneficio derivante dal reddito; se c’è indifferenza tra lavorare e non lavorare è grave: alcuni evitano la possibilità di dare sussidi contro la disoccupazione. Se il sussidio è basso non va bene, si deve alzare ad un reddito di sussistenza. Non bene neanche se reddito di sussistenza è troppo alto. Qual è la giusta misura? Forse stabilire un reddito minimo, quindi il lavoratore è incentivato a trovare un lavoro con un reddito superiore a quello minimo. Un’altra possibilità è che il sussidio di disoccupazione sia previsto in tutti e due i Paesi, ma rimangono indipendenti le due PA. Quindi quando c’è sussidio di disoccupazione in Francia, questa si occupa dell’evento: ↓produzione ↓redditi ↓gettito fiscale delle imposte sul reddito ↑deficit. Lo Stato francese vede aumentare la spesa pubblica e quindi si crea un maggiore disavanzo (uscite>entrate) quindi lo Stato si indebita e aumenta il debito pubblico. Questo influenza le generazioni future: lo Stato di indebita assumendo obbligazioni illimitate con l’onere di pagare gli interessi. Adozione di meccanismi di assicurazione pubblica di questo caso grava sulle generazioni future del paese. Ciò significa che i giovani francesi si trovano sulle spalle il costo del sostegno dei disoccupati. L’azzardo morale esiste, ma è meno forte, perché sia i disoccupati sia la PA sono consapevoli di caricare i propri figli del sussidio di disoccupazione: abbiamo un trasferimento di oneri. Si ha un riallineamento dei P dei 2 Paesi e sale la D. Salgono i P si riduce la D di beni tedeschi e i P si allineano.
Assicurazione privata: esistono i mercati finanziari completamente integrati: è indifferente comprare titoli francesi o tedeschi. Titoli francesi e tedeschi hanno medesime caratteristiche. È privata perché discerne dal comportamento dei cittadini privati.
Mercoledì 06/10/04
Per ovviare al problema dello shock asimmetrico esistono due tipi di assicurazione:
- Pubblica:
- Esiste un fondo centralizzato.
- Ciascuno dei 2 Stati fa fronte singolarmente al problema (sussidi).
- Privata:
- Ottima efficienza dei mercati.
- Ipotesi di perfetta integrazione dei mercati finanziari a qualsiasi livello: a parità di condizioni è indifferente acquistare un titolo francese o tedesco.
Apriamo una parentesi: Oggetto del mercato finanziario è l’acquisto/vendita di un titolo rappresentativo di un debito o di una quota di capitale. Il soggetto operante può avere differenti esigenze: liquidità (un titolo è liquido quando può essere convertito rapidamente in moneta), sicurezza (+/- propensione al rischio), redditività alta (ma + rischio), lunghezza del rapporto (scadenza) etc. L’investimento = acquisto di un bene produttivo. Presupposti:
- L’esistenza dell’impresa.
- Aspettative e prospettive di reddito legate all’attività dell’impresa da parte dell’imprenditore.
- Redditività minima attesa scontata: reddito minimo che ogni imprenditore si aspetterebbe dall’uso di quel bene strumentale.
Associamo i beni di investimento alla RMAS: RMAS r = redditività minima per I0. Per I il RMAS è r0, sopra vi sono tutti i beni con redditività maggiore => la scelta dell’imprenditore è se sia conveniente r0 investirvi o meno. È conveniente se r (redditività) > i (tasso di interesse) e se non ci sono beni in altre attività che siano più convenienti o meno rischiosi.
Chiusa la parentesi.
Assicurazione privata
Ricordiamo che se il mercato è perfettamente integrato, nella comunità monetaria, i soggetti comprano indifferentemente uno stato o dall’altro a parità di condizioni (anche il sistema bancario è perfettamente integrato). Se la scelta cade su prodotti tedeschi comporta disoccupazione in Francia, che comporta a sua volta, il diradamento dei depositi bancari in Francia. Le imprese francesi vanno incontro a perdite conseguenti alle azioni che calano, provocando un danno per gli azionisti francesi, ma siccome il mercato è perfettamente integrato, i possessori di azioni francesi possono essere indifferentemente francesi o tedeschi. Le imprese tedesche generano utili e le loro azioni crescono. Si può ipotizzare, tuttavia, un fenomeno di compensazione: la perdita in azioni francesi si compensa con maggiori guadagni tedeschi e si spalma su tutta la popolazione dell’area valutaria (a meno che le imprese francesi non falliscano del tutto e le obbligazioni non diventino inesigibili). Questo fenomeno prevede che il danno dello shock asimmetrico sia distribuito in modo simmetrico.
Tuttavia, non si risolve il problema della disoccupazione in Francia e dell’inflazione in Germania e non viene sanato sul mercato finanziario perché sicuramente vi sono dei soggetti che non vi partecipano ed è possibile che chi risulti disoccupato sia anche privo di azioni: è un meccanismo fortemente redistributivo.
Il nostro schema di analisi mira a stabilire che uno shock asimmetrico si possa sanare qualora i due paesi partecipino ad un’area valutaria, ovvero se l’area valutaria risulti ottimale. In presenza di shock asimmetrico l’auto-assicurazione privata, che ricorre al mercato finanziario, non risolve il meccanismo re-distributivo che si attiva.
Assicurazione pubblica
Un intervento pubblico attraverso sussidi di disoccupazione innesca trasferimenti inter-generazionali: può portare a deficit eccessivo, quindi non essere sostenibile. Questo può portare alla paralisi dei conti pubblici e quindi all’impossibilità di manovre di tipo espansivo. Escludendo di coprire i sussidi mediante nuove imposte, il deficit dovrà essere coperto con debito. Se la società è cosciente che l’emissione di un debito oggi significa caricare lo Stato di interessi sul debito, la collettività tende a risparmiare risorse per le generazioni future, tali da consentir loro di sostenere il debito. Sintetizzando, il trasferimento è:
- Inter-generazionale
- Re-distributivo
Lezione pomeridiana
I costi di un’area valutaria sono significativi se:
- Il mercato del lavoro è rigido verso il basso.
- La disoccupazione non si riassorbe (il fattore lavoro non è mobile).
Premesso che i 2 Paesi hanno potere contrattuale equilibrato e situazioni di bilancio paragonabili oppure se l’unione è resa possibile per questioni politiche, la Germania potrebbe accettare di aiutare la Francia se:
- La Germania subisce le decisioni della Francia per motivi politici.
- (Ipotesi più ragionevole) a priori nessuno dei due Paesi sa quale sarà colpito dallo shock.
La curva di Phillips, che deriva da dati statistici, mette in relazione la disoccupazione (u) e i salari (W): esiste un trade-off tra disoccupazione e inflazione.
W lungo periodo inglobato ad effetto di aspettative di inflazione Trade-off: se si è disposti ad accettare π, si può raggiungere qualsiasi livello di W breve periodo occupazione. Però poi si raggiunge un punto di non ritorno in cui l’inflazione è troppo alta e la situazione diventa insostenibile.
Un u I monetaristi hanno dimostrato che vale solo nel breve periodo, perché tale relazione è influenzata dalle aspettative inflazionistiche (backward-looking) rispetto al passato. I monetaristi non ammettono che ci sia disoccupazione: il livello deve sempre tornare a quello naturale, che corrisponde al pieno impiego, compatibile con qualsiasi livello di W (la linea spessa nel grafico).
Anche ammettendo che la curva di P. sia verticale, è ammissibile che nel breve periodo sia negativamente inclinata. Quindi gli Stati possono impegnarsi soltanto nel modificare l’offerta. La disoccupazione non si sana se non favorendo la mobilità del lavoro tra mansioni diverse e cercando di ridurre il tempo di rientro sul lavoro (cioè senza creare disoccupati di lungo periodo).
A seconda del livello di disoccupazione...
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