Monetary targeting
Anni '70: influenzare l'inflazione e l'attività economica
Negli anni '70, l'obiettivo era influenzare l'inflazione e l'attività economica tramite il controllo degli aggregati monetari. L'offerta di moneta fungeva da obiettivo intermedio, da conseguire attraverso i tassi di policy.
Presupposti
(1) Esistenza di una relazione stabile, nel medio-lungo periodo, tra moneta e livello dei prezzi, nella forma, ad esempio, di un'equazione di domanda di moneta;
(2) Controllabilità dello stock di moneta nel breve periodo con gli strumenti disponibili.
Motivazioni
(1) Difficile interpretare i tassi nominali quali indicatori del grado di restrizione della politica monetaria in periodi di elevata inflazione;
(2) Per ottenere la desiderata quantità di moneta, era necessario rendere flessibili i tassi.
Elementi principali
- Scelte di policy fondate su informazioni trasmesse da aggregati monetari;
- Annunciati obiettivi per questi aggregati;
- Meccanismo in grado di impedire deviazioni ampie e sistematiche della dinamica degli aggregati rispetto agli obiettivi.
Non ovunque vantaggioso
Contrazioni e spinte inflazionistiche potevano verificarsi. Le cause includono:
- Le banche centrali non sempre chiare nelle priorità assegnate agli obiettivi;
- Non è sempre possibile perseguire simultaneamente i due obiettivi;
- Incertezza negli operatori privati, con conseguente caduta di credibilità;
- Il modo in cui le variabili intermedie influenzano gli obiettivi può variare nel tempo;
- Innovazione finanziaria ha reso erratica la velocità di circolazione della moneta.
Lezioni da trarre
1. La relazione tra aggregati e obiettivi finali non è stabile. L'andamento dell'aggregato non segnala l'atteggiamento della politica monetaria, non consente di governare aspettative di inflazione e non garantisce trasparenza e accountability.
2. Il monetary targeting ha successo solo se viene utilizzato per comunicare in modo chiaro una strategia di lungo termine di controllo dell'inflazione. Tuttavia, non è facile spiegare perché i traguardi vengono mancati: è necessaria credibilità.
3. I paesi lo hanno utilizzato con flessibilità (accettando mancati raggiungimenti di traguardi e disinflazione graduale), senza sposare regole rigide e indicando obiettivi finali ulteriori rispetto alla stabilità monetaria.
Efficacia del monetary targeting
L'efficacia del monetary targeting richiede la stabilità della domanda dell'aggregato monetario prescelto (il che spiega perché autorità diverse hanno scelto aggregati monetari diversi). Se la domanda è stabile, fluttuazioni della velocità di circolazione della moneta saranno sistematicamente associate con variazioni nelle determinanti di quella domanda (reddito reale, tassi di interesse e aspettative di inflazione). Se variazioni tendenziali delle determinanti della velocità di circolazione sono prevedibili, lo sono anche quelle della velocità di circolazione.
Deviazioni da obiettivi finali
Nel breve periodo, possono verificarsi deviazioni da obiettivi finali a causa di shock reali e nominali (ad esempio, un aumento dei salari nominali), ma il target monetario stabilizza l'economia a seguito di questi shock. Ad esempio, la crescita dei salari monetari aumenterà i prezzi, saliranno i tassi di interesse, diminuiranno spesa, reddito ed occupazione, riducendo la capacità dei lavoratori di persistere negli aumenti salariali.
Shock finanziari
Se l'economia è soggetta a shock finanziari che modificano la velocità di circolazione indipendentemente dalle determinanti della domanda di moneta, il controllo monetario non assicurerà il conseguimento degli obiettivi finali. Esempio: M obiettivo intermedio e vengono introdotte nell'economia nuove attrezzature.
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