Signorini-Visco, l’economia italiana
Gli anni ottanta: disinflazione e accumulo di squilibri
Anni 70: ristrutturazione produttiva: decentramento e aumento dell’intensità di K. Necessità di “flessibilità” del lavoro (nonostante gli accordi del 1977): conflittualità operaia e sconfitta sindacale (marcia dei 40 mila, 1980). Bilancio pubblico: fiscalizzazione degli oneri sociali, massiccio ricorso a cassa integrazione e prepensionamento, norme in materia di previdenza e retribuzioni pubblico impiego.
1981-1987: politica monetaria (e del cambio) restrittiva. Tassi di interesse dal 12 al 19% fra il 1979 e il 1981 (divorzio 1980); si inaspriscono i massimali sul credito. Tassi reali diventano positivi.
Inflazione: dal 22% (febbraio 1980) al 9% (novembre 1984) al 5% nel 1987 (controshock petrolifero 1986 e inversione del corso del $). Disavanzo pubblico 1981-86: in media 11,5% PIL; debito pubblico dal 60 al 90%. Aumento della disoccupazione, scarsa creazione di occupazione (a fronte della crescita dell’offerta di lavoro), moderazione salariale; redistribuzione del reddito a favore dei profitti.
Verso la crisi del 1992
Nuovo SME (1987-92): cambi fissi, libertà di movimento dei capitali (1990), politica monetaria fissata dalla Germania. Zoccolo duro dell’inflazione: si arresta il processo di riduzione. 1987 diff. Inflazione (media EU) = 2-3 punti apprezzamento del cambio reale (aggravato dal deprezzamento del $). Apprezzamento reale nello SME 15% fra il 1979 e il 1992, 5% rispetto al 1987. BC <0; differenziale dei tassi di interesse per difendere il cambio; afflusso di capitali, crescita dell’indebitamento estero; interessi sul debito estero (posizione netta sull’estero debitoria: 11% del PIL nel 1992). Disavanzo pubblico: oneri per interessi; debito pubblico oltre il 100% del PIL nel 1991; vicino a 110 nel 1992. Rallentamento della crescita (dal 1989), riduzione della produttività, aumento del CLUP.
1989: crollo del muro, unificazione tedesca e processo di unificazione monetaria. Banda stretta nel gennaio 1990.
Le tappe verso la moneta unica
Werner Report (1970): blueprint per una MU (dibattito sulle aree monetarie ottimali). Genn. 1987: ultimo riallineamento e politica francese a favore del “Franco forte”. 1988: Rapporto Delors, riprende il Werner Report (1970), ma prevede la responsabilità unicamente nazionale della politica fiscale, per non confliggere con la BCE, diventerà il Trattato di Maastricht. 1990: “One money, one market”: primo studio ufficiale, dei costi e benefici di una moneta unica (commissionato 2 anni prima, come input per il rapporto Delors).
-
Economia
-
Economia italiana ed europea - Appunti (seconda parte)
-
Economia italiana ed europea - Appunti (terza parte)
-
Economia Aziendale