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Cap. 2: Il miracolo economico 1955-63

Sviluppo: Investimenti, stabilità dei P, equilibrio della BP

e dualismo: dualismo industriale e distorsione dei consumi, Mezzogiorno e emigrazione

Ragioni dello sviluppo squilibrato:

Dualismo produttivo /economico)

1. Il ruolo dei salari (e del sindacato)

  

ŵ > п  ↓profitti ↓ ↓

i) Confindustria: S I

ii) Vera Lutz: diversa forza del sindacato nelle grandi e nelle piccole

imprese  

grandi imprese ↑ w ↑ (K/L) ↑ п e scarso aumento dell’occupaz. ind.

↑ w contenuti (scarsa forza sindacale) scarsa pressione a ↑ п

piccole imprese

1. Discontinuità tecnologiche (rigidità dei coefficienti di produzione): Eckaus

tecnologie dei DC tecniche a elevato K/L e dunque scarso assorbimento di lavoro

3. Piccola-grande impresa e diverso livello tecnologico (Fuà)

Spaventa: forme di mercato: settore oligopolistico, investimenti volti ad aumentare la produttività per

mantenere quote di mercato, e settore concorrenziale

Programmazione mancata: Napoleoni, Fuà e Sylos Labini (riforme per ridurre gli squilibri)

Inadeguatezza della classe politica (Salvati): sindacati oltranzisti, imprenditori miopi

Dualismo della domanda (distorsione dei consumi)

Settori esposti e settori protetti (o settori dinamici e settori stagnanti):

Settore esposto: necessità di essere competitivo contenimento dei w, aumento

della produttività, stabilità Px, scarso aumento dell’occupaz.

Settore protetto (agricoltura, commercio, AP): scarso aumento della produttività,

aumento dell’occupaz. (assorbimento di L espulso dall’agricoltura), aumento dei P

Conseguenza:

↓ Px/Ps (e distorsione dei consumi)

Distribuzione del reddito:

Dualismo produttivo bassa crescita dell’occupazione, debolezza del sindacato

  

ŵ < п ↓ W/Y ΔX) ΔC

(ΔI + >

Domanda di beni di consumo “nuovi”: P relativi (ind./servizi) e distribuzione del

reddito Δ

Debolezza del sindacato in fabbrica; politica dei due tempi: prima produtt. E

Δw.

poi

Divisione sindacati: contrattazione centrale (Cgil), aziendale (CISL): consente accordi separati

Export-led growth

Equilibrio esterno

Ruolo delle X: rilevante solo dopo il 1955-56 (prima, spesa pubblica in

agricoltura, edilizia, trasporti)

Fattori favorevoli alla crescita delle X: domanda mondiale

 

ŵ < п ↓

Ragioni di scambio: Px stabili, P materie prime BC >0

Stabilità dei P

Contenimento della domanda interna consente la stabilità dei prezzi

Investimenti e X crescono, moltiplicatore si riduce per effetto della redistribuzione

del reddito :

1951-62: investimenti crescono del 10% l’anno, la domanda aggregata del 7,8%

Dualismo produttivo e dualismo dei consumi: X versus mercato interno

ŵ > п ↑P

Pc (settore tradizionale): 3-4% annuo; Px e P industriali (ingrosso)

s

Media

stabili P consumo in lieve aumento: inflazione non da domanda ma

da squilibri settoriali Mezzogiorno e emigrazione

Politica di sviluppo:

Industrializzazione diffusa vs. emigrazione 

Concentrazione dello sforzo di industrializzazione nel nord bassa creazione di

occupazione ind. al sud emigrazione come valvola di sfogo sociale e politica

Modificazione destinazione: Europa, triangolo ind., ma anche migrazioni interne al

Sud 

1951-61: 2 milioni emigrano, 12% popolazione presente al Sud depauperamento

di risorse

Assorbimento di L nei servizi e nella AP (3.500.000 dipendenti pubblici)

Aumento dell’occupazione dipendente 1951-63 (Italia)

Costruzioni +84%

Commercio +100%

Ind manifatt. + 40%

Nuova politica industriale per il Mezzogiorno

-Accrescere l’efficienza del settore produttivo meridionale (minore creazione di

occupazione e valvola dell’emigrazione)

-legge 634 1957: aree e nuclei di sviluppo (non più dunque interventi dispersi sul

territorio) con agevolazioni più elevate rispetto al resto del Mezzogiorno

4 aree: Napoli-Caserta-Salerno; Bari-Taranto-Brindisi; Catania-Siracusa; Porto Torres

-Contributi a fondo perduto (fino al 20% degli I)

-Riserve a favore del sud: 40% degli I pubblici da effettuare al sud

AP: 30% degli acquisti al sud

PPSS: 60% dei nuovi impianti

-Istituzione del Comitato dei Ministri per il Mezzogiorno (fino al 1971)

predisporre il piano quinquennale degli interventi

fissare i criteri per gli incentivi

relazione annuale al parlamento

1858-63: prima ondata di insediamenti industriali (25% degli I industriali):

Italsider (Bagnoli e Taranto); Montedison (Br), Sincat (Siracusa), Anic (Gela)

Cap. 3 Lotte sindacali

Tre sottoperiodi:

1960-63: conflittualità operaia, P e BP

1964-69: ristagno degli investimenti e ristrutturazione in fabbrica

1969-73: autunno caldo e azione sindacale

Lo sfondo:

- Governi di centro sinistra (DC-PSI): 1963-73

-Dibattito su programmazione e riforme

-Azione sindacale: aumenti salariali e garanzie e tutele (1970: Statuto dei lavoratori)

-L’esaurimento del fenomeno migratorio verso l’estero

http://www.bancaditalia.it/statistiche/storiche;internal&action=_framecontent.action&

Target=_top La fine del boom 1959-63

Rapido aumento dell’occupazione industriale, concentrata nel nord

Rivendicazioni salariali e normative, aumento della conflittualità

Cgil abbandona il principio della contrattazione centralizzata

Intersind rompe il fronte accettando la contrattazione aziendale (1962), estesa poi a

tutta la confindustria. Si inverte nel 1963 il trend della quota dei W/Y (fig. 2 p.68): da

57% nel

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Sara F di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Italiana ed Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Simonazzi Annamaria.
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