Crisi del sistema monetario internazionale
Sistema di Bretton Woods (1944)
Durante la conferenza di Bretton Woods del 1944, si fronteggiarono due visioni economiche: quella di Keynes e quella di White. Si discusse la creazione di una moneta internazionale, il Bancor, e il ruolo del FMI.
Principi di base
- Convertibilità del dollaro in oro: fissato a 35 $ per oncia
- Cambi fissi, ma aggiustabili in caso di squilibri fondamentali
- Controllo sui movimenti di capitali a breve termine per mantenere l'autonomia della politica monetaria
Wallich (1973) propone la triade inconciliabile, dove negli anni '50 e '60 si osserva un surplus della bilancia dei pagamenti degli USA, accompagnato dai movimenti di capitali, soprattutto tramite investimenti diretti, che portano alla creazione di liquidità internazionale. Viene citato il "privilegio esorbitante" degli Stati Uniti, espresso dal generale de Gaulle, poiché gli USA emettono una moneta di cui i paesi stranieri non reclamano la contropartita, formando le riserve delle loro banche centrali.
La crisi del dollaro
A partire dalla metà degli anni '60, l'espansione interna e la spesa estera connessa alla guerra del Vietnam iniziano a pesare. Graziani attribuisce la crescente debolezza del dollaro alla crescita economica di Germania e Giappone e alle loro esportazioni. Dal 1961, per difendere il prezzo dell'oro in dollari, viene organizzato un pool dell'oro tra le principali banche centrali, che intervengono per mantenere il corso del dollaro a 35. Nel 1968, termina il pool e il corso del dollaro si applica solo nelle transazioni ufficiali tra banche centrali, con la svalutazione del dollaro nel mercato libero dell'oro.
Nel 1971, gli Stati Uniti abbandonano la convertibilità, con la famosa citazione di John Connally, ex segretario al Tesoro del presidente Richard Nixon: "È la nostra moneta, ma il problema è vostro", riportata da Eichengreen.
Smithsonian Agreements (dicembre 1971)
A seguito dei Smithsonian Agreements, il dollaro viene svalutato dell'8%, passando da 36 a 38 $ per oncia d'oro. Tuttavia, si assiste al crollo dell'intero sistema di cambi fissi, con la fluttuazione della sterlina nel 1972, e del franco svizzero e della lira nel 1973.
Petrolio
L'aumento del prezzo del petrolio è preceduto da un aumento dei prezzi delle materie prime. Con la costituzione dell'OPEC nell'autunno 1973 e poi nel 1979, i prezzi per barile passano da 2-3$ a 12$ e poi a 32$.
Conseguenze
- Peggioramento delle ragioni di scambio, con la cosiddetta "tassa petrolifera" e disavanzi nella bilancia dei pagamenti
- Impatto su potere d'acquisto e propensione alla spesa, con rischio di deflazione mondiale e riciclaggio dei petrodollari
- Differenze fra paesi industrializzati, considerando dipendenza dal petrolio, struttura produttiva e forza della valuta, con risposte diverse: UK e US si dedicano al riciclaggio, mentre il Giappone aumenta le esportazioni e la Germania si concentra sulla deflazione
- Inflazione, rincorsa prezzi-salari e riaggiustamento parziale delle ragioni di scambio, con riciclaggio e indebitamento dei paesi in via di sviluppo non produttori di petrolio
Le ragioni di scambio fra grano e petrolio, 1950-2005
| Year | Bushel of Wheat ($) | Barrel of Oil ($) | Bushels Per Barrel (ratio) |
|---|---|---|---|
| 1950 | 1.89 | 1.71 | 1 |
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