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Economia internazionale - World Trade Organization

Appunti di Economia internazionale sulla World Trade Organization, in cui vengono analizzati i seguenti argomenti: la struttura giuridica unificata della World Trade Organization, i principi su cui si fonda: il commercio non discriminatorio, la reciprocità, la trasparenza, le clausole di sicurezza.

Esame di Economia internazionale docente Prof. I. Mazza

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ESTRATTO DOCUMENTO

GSP nella UE

– Oltre al regime speciale concesso ai paesi meno sviluppati con

l’iniziativa (EBA), esistono altri accordi

Everything But Arms

preferenziali, tra i quali quelli con i paesi ACP (African

che include 77 paesi (e che, per la

Caribbean and Pacific states)

WTO, non ha più legittimità dopo il 31/12/2007). Questi

accordi distinguono due categorie di prodotto prodotti non

sensibili (che beneficiano di una totale esenzione del dazio

MFN) e prodotti sensibili (che beneficiano di una riduzione

del 30%).

– L’accordo EBA è stato avviato nel 2001 e comprende 49 paesi

poco sviluppati. Esso concede l’esenzione dai dazi. Un

trattamento speciale transitorio è stato riservato a tre prodotti:

banane, riso e zucchero. 1-3 aprile 2008 21

I principali accordi preferenziali a volte non sono stati efficaci a

causa di complessità burocratiche, mancato coordinamento degli

adempimenti doganali e degli standard dei prodotti.

Le complicazioni amministrative partecipano considerevolmente

al totale dei costi di scambio che oscillano tra il 30% e il 105% dei

costi tariffari.

Nel 2001, solo il 39% dei prodotti importati nelle economie

avanzate che potenzialmente potevano beneficiare di questo

trattamento lo hanno effettivamente ottenuto (nel ‘96 era il 56%

dei prodotti).

La tendenza, sostenuta dalla WTO, è quella di un progressivo

declino dell’applicazione del trattamento preferenziale a favore di

un sistema reciproco di esenzione da barriere.

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ECONOMIA INTERNAZIONALE

Parte III – Globalizzazione e sviluppo

Introduzione

1. Il Doha Round

2. Gli obiettivi del millennio

3. L’impatto della globalizzazione sull’ambiente.

4. 1-3 aprile 2008 23

1. INTRODUZIONE

Il fine ultimo dello sviluppo economico è migliorare le

condizioni di vita in maniera sostanziale.

La crescita economica si può ritenere una condizione

necessaria ma non sufficiente per il raggiungimento di

questo obiettivo.

Abbiamo visto come vi sia una certa evidenza empirica

di una tra integrazione dei mercati e

correlazione

crescita economica. 1-3 aprile 2008 24

Tuttavia, la crescita economica non sempre si

accompagna ad una più equa distribuzione

delle ricchezze ed alla riduzione della povertà.

La crescita economica sembra avere maggiore

effetto sulla riduzione della povertà quando la

distribuzione del reddito di partenza è

maggiormente egalitaria.

1-3 aprile 2008 25

2. Il Doha Round

2.1. Introduzione

Nel 2001, il nono negoziato è stato avviato a Doha, dopo

il fallimento dell’incontro di Seattle nel 1999. Le

negoziazioni avrebbero dovuto concludersi nel dicembre

2005, con la conferenza di Hong Kong. Le negoziazioni,

tuttavia procedono con difficoltà.

Il Doha Round fa esplicito riferimento a bisogni ed

interessi dei paesi in via di sviluppo e, soprattutto, di

quelli meno sviluppati (Doha Development Agenda):

l’obiettivo di integrazione commerciale internazionale è

collegato a quello di sviluppo economico e riduzione della

1-3 aprile 2008 26

povertà.

Il negoziato ha incontrato il momento di maggiore

difficoltà alla conferenza di Cancún del settembre 2003,

dove si è arenato in relazione alle misure da prendere nel

settore agricolo. Le accuse principali mosse dai Pvs ai

paesi ricchi riguardano la concessione di notevoli sussidi

ai loro produttori e la presenza di dazi spesso molto più

elevati di quelli presenti nell’industria manifatturiera.

Il fronte dello scontento dei Pvs è soprattutto

rappresentato dal gruppo dei paesi del G-24,

comprendente quasi tutta l’America Latina, parte

dell’America Centrale e dei Caraibi, dell’Asia Orientale e

dell’Africa. 1-3 aprile 2008 27

1-3 aprile 2008 28

Il livello delle barriere protezionistiche incontrato

dalle esportazioni dei Pvs verso i paesi ricchi è

sensibilmente più alto nel settore agricolo che in

quello manifatturiero ed è più elevato del livello

incontrato dalle stesse esportazioni verso i Pvs

(Dati IMF-WB). 1-3 aprile 2008 29

1-3 aprile 2008 30

1-3 aprile 2008 31

Gli Stati Uniti hanno proposto una riduzione dei

loro sussidi del 60% qualora l’UE riduca i propri

del 80% (considerando dei sussidi stimati pari a 19

mld.$ per gli USA e 75 mld. $ per l’UE).

Recentemente gli Stati Uniti e EU stanno

trattando per una riduzione dei sussidi USA nel

settore agricolo a 17 mld. $ in cambio di una

riduzione media del 50% dei dazi UE, nel settore.

Alcuni Pvs, come il Brasile accusano i paesi ricchi

di voler ridurre (di poco) i loro aiuti all’agricoltura,

proponendo però sostanziali tagli ai tetti tariffari

applicati dai Pvs nel settore industriale.

1-3 aprile 2008 32

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Il raggiungimento di un accordo è ostacolato,

secondo alcuni, dal particolare sistema decisionale

della OMC.

L’inadeguatezza delle proposte fatte dall’UE può

essere dovuta alla complessità del processo

decisionale interno ed ai limiti dei poteri concessi al

negoziatore europeo. 1-3 aprile 2008 34

2.2. La liberalizzazione degli scambi

internazionali

I settori più protetti risultano essere quelli

dell’abbigliamento e dell’agricoltura.

Abbigliamento

Il settore (tessile e confezioni) dei paesi sviluppati è

stato protetto dalle importazioni dei paesi in via di

sviluppo avvantaggiati dalla disponibilità di lavoro a

basso costo. 1-3 aprile 2008 35

L’accordo sul tessile ed abbigliamento (agreement on textiles

del 1995 ha previsto l’eliminazione, in 10

and clothing)

anni, delle quote di esportazioni regolate dall’Accordo

Multifibre.

La riduzione delle barriere è stata concentrata

soprattutto nell’ultimo periodo. Infatti, prima del 1°

gennaio 2005, solo il 51% del volume degli scambi totali

era stato liberalizzato.

Purtroppo, il mancato adeguamento delle produzioni

nazionali dei paesi importatori ha favorito la

reintroduzione di barriere protezionistiche.

1-3 aprile 2008 36

Agricoltura

L’Uruguay round prevedeva una riduzione media dei

dazi sulle importazioni di prodotti agricoli del 36%

entro il 2000, per i paesi sviluppati, e del 24% entro il

2004 per i Pvs.

Inoltre le restrizioni non tariffarie dovevano essere

sostituite da misure tariffarie.

D’altra parte sono state introdotte speciali clausole

di salvaguardia per prodotti ritenuti ‘sensibili’ alle

variazioni mondiali dei prezzi.

1-3 aprile 2008 37

I sussidi alla produzione, diretti ad influenzare la

quantità di produzione ed il commercio mondiale,

sono stato regolamentati e limitati, ammettendo, per

esempio, quelli a favore della ricerca, del controllo

delle malattie e della sicurezza del cibo.

Tuttavia, come abbiamo viste nelle economie più

sviluppate, esistono ancora dei finanziamenti

pubblici a favore dei produttori agricoli che

incentivano considerevolmente la produzione e

deprimono il prezzo mondiale dei prodotti.

1-3 aprile 2008 38

Abbiamo già visto come la produzione di zucchero sia

protetta e sussidiata nelle economie avanzate. Questa

produzione è così fortemente sussidiata nella UE da

rendere l’Unione il secondo esportatore mondiale di

zucchero, nonostante il costo unitario di produzione sia

sei volte maggiore di quello in Brasile.

Questi sussidi danneggiano paesi più poveri

potenzialmente esportatori nella UE, come il Brasile, la

Tailandia, il Mozambico, il Malawi.

1-3 aprile 2008 39

Altri esempi eclatanti di sostegno pubblico sono

presenti nelle produzioni di cotone, di riso e prodotti

caseari.

La produzione di negli Stati Uniti è stata

cotone

sussidiata per circa 3,7 mld. di dollari nel 2003 (pari a

quasi ¼ del totale degli aiuti ufficiali nazionali ai paesi

poveri), producendo una riduzione stimata del prezzo

mondiale del cotone del 10-20%, a scapito dei paesi

poveri dell’Africa e dell’Asia.

Nella sola Africa occidentale, dove il raccolto di cotone

garantisce appena la sopravvivenza di molti piccoli

agricoltori, le perdite annuali sono stimate intorno a

250 milioni $ all’anno. 1-3 aprile 2008 40

La conferenza ministeriale di Hong

Kong ha ottenuto l’accordo per

l’eliminazione di tutti i sussidi

all’esportazione di cotone dopo il 2006 e

libero accesso alle importazioni nei paesi

ricchi e riduzione dei sussidi alla

conclusione del Doha Round.

1-3 aprile 2008 41

1-3 aprile 2008 42

La produzione di negli Stati Uniti, UE e Giappone

riso

ha ricevuto un sostegno pubblico complessivo pari a 16

miliardi $ nel 2002.

Gli Stati Uniti sono i terzi esportatori mondiali di riso,

nonostante coltivarlo costi più del doppio che in altri

paesi grandi esportatori come la Tailandia ed il Vietnam.

Le esportazioni sono cresciute di circa il 60% negli ultimi

venti anni, grazie ai sussidi (questi hanno finanziato il

72% del costo di produzione nel 2003; dati Oxfam).

Il sostegno giapponese alla produzione nazionale di riso,

pari a 7 volte il valore della produzione ai prezzi

mondiali, ha parimenti ridotto le potenzialità di

esportazioni di India e dei paesi indocinesi.

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Mazza Isidoro.

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