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Inoltre, la limitata dimensione del mercato interno a volte

 impediva un adeguato sfruttamento delle economie di

scala. Queste politiche causarono, in certi casi, profonde

crisi perdurate per decenni (v. Argentina).

Ciò non significa che politiche liberiste a favore

 dell’apertura al commercio internazionale produssero

sempre risultati positivi.

Per es., in seguito ad una sostanziale rimozione di barriere

protezionistiche, e soprattutto a causa di congiuntura

economica internazionale negativa che aveva ridotto il

valore delle sue esportazioni di rame, il Cile subì una crisi

economica profonda negli anni 70. Tuttavia, dopo quasi

dieci anni, quelle politiche contribuirono ad una forte

ripresa e ad una crescita economica vigorosa.

27 marzo 2008 4

L’economia duale

A volte l’economia dei pvs è caratterizzata da un dualismo

 economico: una produzione industriale relativamente moderna si

affianca ad un settore agricolo arretrato con livelli produttivi, salari

ed investimenti di capitale per addetto sostanzialmente più bassi di

quelli nel primo settore.

Secondo alcuni, la differenza salariale è dovuta ad una maggiore

 organizzazione sindacale del settore industriale che regolamenta i

salari impedendone la loro diminuzione, limitando la crescita

occupazionale.

Il mercato realizza così un’allocazione del lavoro inefficiente.

 Troppo poco lavoro è impiegato nell’industria regolamentata.

N.B.: l’imposizione di un dazio potrebbe costituire una politica di

second best

sviluppo occupazionale di (ma sarebbe meglio agire

direttamente sulla differenza salariale).

27 marzo 2008 5

Harris e Todaro (1970) indicarono come i paesi con economia

 duale potrebbero soffrire di elevata disoccupazione nelle aree

urbane; disoccupazione che però non frena l’immigrazione dalle

aree rurali.

Questa disoccupazione, secondo la loro analisi, non sarebbe

 stata ridotta dalla crescita dell’occupazione nel settore industriale,

poiché i lavoratori lasciano l’agricoltura sulla base delle

aspettative di occupazione nel settore industriale che crescono

all’aumentare dell’occupazione in quel settore.

Per es. un nuovo occupato attrarrebbe 4 nuovi immigrati qualora la

probabilità di occupazione sufficiente a rendere conveniente lo spostamento

nelle aree urbane sia pari a 0,25. 27 marzo 2008 6

Il miracolo asiatico

Quali sono le cause del successo delle HPAE? L’apertura

 commerciale non sembra essere l’unica ragione

(protezionismo presente anche se meno che in altri pvs)

Politiche industriali di sviluppo indirizzate anche a

 sostenere il credito e la ricerca? Anche questa non sembra

laissez-faire

l’unica ragione (in alcuni casi – Hong Kong- in

altri casi economie pianificate – Singapore).

Altri argomenti: elevati risparmi, ottima istruzione,

 istituzioni. Le diversità tra gli apparati industriali (grandi

gruppi in Corea del Sud, piccole imprese a Taiwan) forse

suggerisce l’esistenza di diverse spiegazioni per i vari

paesi. 27 marzo 2008 7

4. LA REGOLAMENTAZIONE DELLE

POLITICHE E L’ORGANIZZAZIONE

MONDIALE PER IL COMMERCIO

4.1. Introduzione

La storia delle politiche commerciali evidenzia un andamento

 ciclico, dal protezionismo al libero scambio.

Nel periodo compreso tra il XIV ed il XVIII secolo, il

 mercantilismo fu dominante: i paesi ricchi avevano l’obiettivo di

esportare molto ed importare poco in modo da migliorare il

saldo commerciale (e ricevere oro ed argento). Questo

orientamento protezionista, collegato alla creazione di monopoli

commerciali, incoraggiò la creazione di imperi coloniali ed il

contrabbando. 27 marzo 2008 8

Rispondendo alla pressione delle classi manifatturiere che si

 erano sviluppate sfruttando la rivoluzione industriale, e

beneficiando di un sostanziale incremento delle entrate a causa

della crescita di reddito, la Gran Bretagna ridusse del 20% i dazi

doganali, tra il 1840 ed il 1860. Nel 1846 abolì le Corn Laws, dazi

ad aliquota variabile sulle importazioni di frumento e cereali.

La ragione di scambio della GB non peggiorò, come temuto,

 perché altri paesi (Danimarca, Paesi Bassi, Turchia) seguirono

l’esempio britannico, aprendosi al libero scambio.

Trattati commerciali per la riduzione dei dazi furono negoziati in

 Europa. Questi trattati spesso garantivano la clausola di nazione

maggiormente favorita (MFN): i paesi che sottoscrivono un

accordo si impegnano ad estendere reciprocamente il livello di

dazio più basso applicato ad ogni paese terzo.

Gli Stati Uniti, tuttavia, mantennero una politica protezionista.

 27 marzo 2008 9

Dopo la depressione mondiale del 1873, alcuni paesi europei

 (come la Germania, la Francia e l’Italia) cominciarono a

proteggere le loro industrie nascenti contro quelle britanniche

maggiormente sviluppate. Gli Stati Uniti aumentarono i propri

dazi fino al 57% in media. Solo GB e Paesi Bassi mantennero una

politica di libero scambio.

La nuova ondata colonialista favorì la ripresa del mercantilismo,

 anche nei paesi più aperti al libero scambio.

Tra la I e la II Guerra Mondiale l’integrazione dei mercati si

 ridusse drammaticamente. Il protezionismo raggiunse il suo picco

in seguito alla depressione del 1929.

Negli Stati Uniti, lo Smoot-Hawley Tariff Act del 1930 impose un

 dazio medio superiore al 50%. La reazione degli altri paesi fu

immediata con l’introduzione di nuovi dazi sulle importazioni

dagli Stati Uniti. 27 marzo 2008 10

Nel 1933, il volume degli scambi si era ridotto ad un terzo di

 quello del 1929. Le restrizioni agli scambi favorirono il crollo

della economia degli S.U. e la diffusione globale della crisi.

Nel 1934, il Congresso USA autorizzò il Presidente a negoziare

 accordi commerciali bilaterali, con una riduzione dei dazi fino al

50%.

Questi accordi comprendevano la clausola MFN.

 Alla fine della II GM si diffuse il convincimento che l’abbandono

 di politiche ‘beggar-thy-neighbor’, e la diffusione del commercio

mondiale, ostacolata dopo la crisi del ’29, avrebbero favorito il

mantenimento della pace internazionale. A tal fine, si tentò di

creare un’organizzazione per la regolamentazione e la diffusione

Trade Organization, ITO).

del commercio mondiale (International

27 marzo 2008 11

United Nations

Nel 1947 si tenne una conferenza all’Avana, la

 Conference on Trade and Employment, alla fine della quale si arrivò alla

Havana Charter

formulazione del cosiddetto che istituiva l’ITO che,

però, non venne ratificato, soprattutto per gli ostacoli frapposti dal

Congresso degli Stati Uniti.

General Agreement on Tariffs and Trade,

Il GATT, o costituisce un

 capitolo del documento Havana Charter.

Per il periodo dal 1948 al 1994, prima della nascita della WTO, il

 GATT ha operato per una riduzione delle barriere commerciali.

27 marzo 2008 12


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AUTORE

flaviael

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia internazionale per il corso del professor Mazza sulla politica commerciale nei Paesi in via di sviluppo con analisi dei seguenti argomenti: la politica commerciale di sostituzione delle importazioni, le High Performing Asian Economies (HPAE), l'economia duale, il miracolo asiatico, l'International Trade Organization (WTO), General Agreement on Tariffs and Trade (GATT).


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Mazza Isidoro.

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