Economia internazionale
Prof. Isidoro Mazza
Dip. di Economia e Metodi Quantitativi
Economia internazionale
Parte I - Teoria del commercio internazionale
Introduzione
- Gli scambi tra paesi differenti nella produttività del lavoro: il modello classico ed i concetti di vantaggio assoluto e vantaggio comparato.
- Gli scambi tra paesi differenti nella dotazione di fattori: il modello neoclassico di Heckscher e Ohlin.
- Gli scambi tra paesi simili con mercati non concorrenziali.
- Altri modelli di commercio internazionale.
26-28 febbraio 2008
Introduzione
L’economia internazionale esamina le interazioni e le interdipendenze tra le economie nazionali. Essa rappresenta da sempre uno dei temi principali del pensiero economico. Il suo studio contribuisce in maniera fondamentale alla comprensione del sistema economico moderno. Il progredire della globalizzazione dei mercati ha attirato l’attenzione, non solo di studiosi, ma anche della gente sui temi di economia internazionale.
In questo corso ci concentreremo sui fenomeni reali e non su quelli monetari. Pertanto, studieremo principalmente i vantaggi derivanti dal commercio internazionale, i suoi effetti distributivi, le politiche commerciali, la regolazione degli scambi internazionali, i flussi internazionali di lavoro e di capitale. La crescente integrazione dei mercati rappresenta un’opportunità per accelerare la stabilizzazione dell’economia mondiale, ma comporta dei rischi come quelli legati alla trasmissione delle crisi finanziarie.
26-28 febbraio 2008
Nella seconda metà del XX secolo, il volume di commercio internazionale è cresciuto sensibilmente, mediamente più rapidamente del prodotto mondiale. Nel periodo 1990-2000 il volume del commercio (esportazioni + importazioni) è cresciuto quasi al 7% annuo. Dopo il rallentamento della crescita economica e degli scambi mondiali, nel 2001, la crescita della produzione è stata vigorosa per cinque anni, passando dal 5,1% nel 2004, al 4,8% nel 2005, per arrivare al 5,3% nel 2006.
26-28 febbraio 2008
Nel 2007, nonostante la crisi degli Stati Uniti (legata al terremoto finanziario causato dal mercato dei mutui ed alla esplosione della bolla nel mercato immobiliare) e la debole crescita delle economie avanzate, la produzione mondiale è cresciuta al 5,2%. Un ulteriore rallentamento è previsto per il 2008. Questo potrebbe essere piuttosto contenuto, con una crescita del PIL mondiale del 4,9%.
26-28 febbraio 2008
La scarsa crescita delle economie avanzate è stata compensata dalla crescita elevata dei paesi in via di sviluppo (PVS). N.B. – I PVS sono paesi con livelli relativamente bassi di industrializzazione, reddito ed indice di sviluppo Human Development Index (HDI) - umano - basato su scolarizzazione, qualità e aspettativa di vita, reddito. – La World Bank (WB) adotta una classificazione secondo il reddito ed i PVS rientrano tra quelli a basso reddito, con Prodotto – o Reddito - Nazionale Lordo (PNL) non superiore a 906$ pro capite oppure con reddito medio-basso (non superiore a 3595$ pro capite).
PNL: produzione ottenuta con fattori produttivi nazionali ovunque essa sia realizzata; PIL: produzione realizzata entro i confini nazionali indipendentemente dalla provenienza dei fattori produttivi.
26-28 febbraio 2008
PIL 2006
| Posizione | Economia | Milioni di $ internazionali |
|---|---|---|
| 1 | Stati Uniti | 13,201,819 |
| 2 | Cina | 10,048,026 |
| 3 | India | 4,247,361 |
| 4 | Giappone | 4,131,195 |
| 5 | Germania | 2,616,044 |
| 6 | Regno Unito | 2,111,581 |
| 7 | Francia | 2,039,171 |
| 8 | Italia | 1,795,437 |
| 9 | Brasile | 1,708,434 |
| 10 | Federazione Russa | 1,704,756 |
| 11 | Spagna | 1,243,440 |
| 12 | Messico | 1,201,838 |
| 13 | Corea del Sud | 1,152,356 |
| 14 | Canada | 1,140,445 |
| 15 | Indonesia | 921,241 |
| 16 | Australia | 728,340 |
| 17 | Turchia | 661,736 |
| 18 | Argentina | 617,910 |
| 19 | Tailandia | 603,937 |
| 20 | Paesi Bassi | 592,958 |
Fonte: World Bank (dati aggiornati al 09/2007)
26-28 febbraio 2008
La crescita dei PVS potrà scongiurare la recessione negli Stati Uniti ed in altre economie ricche? – Dipenderà da diversi fattori, quali: la crescita di domanda interna negli Stati Uniti e in Europa occidentale, la pressione inflazionistica che potrebbe emergere nelle economie, in forte crescita, la stabilità politica, le politiche monetarie adottate...
Il volume di commercio internazionale, invece, è cresciuto sostanzialmente più della produzione, passando dal 7,8% del 2005 al 10,1% del 2006. Nel 2007, il rallentamento è stato modesto con una crescita comunque superiore al 9%.
26-28 febbraio 2008
I progressi nei mezzi di comunicazione e la riduzione dei costi di trasporto hanno favorito l’integrazione dei mercati, anche se il commercio mondiale è ancora ampiamente ostacolato da politiche protezionistiche. Il settore agricolo, per esempio, risulta particolarmente protetto internazionalmente. Nei paesi sviluppati esso spesso beneficia di un massiccio sostegno pubblico, con sussidi alla produzione ed all’esportazione: circa un terzo delle entrate lorde delle imprese agricole nel 2003 risulta da trasferimenti legati alle politiche agricole (dati OCSE).
Queste politiche, quando applicate dai paesi più ricchi, danneggiano lo sviluppo dei paesi poveri, poiché ostacolano le loro importazioni. Inoltre, la diffusione di blocchi regionali, in forma di aree di libero scambio o unioni doganali, a volte favorisce la diffusione di scambi commerciali meno efficienti. L’ultimo processo di globalizzazione dei mercati, avviatosi dagli anni '80, è stato caratterizzato da...
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