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Economia internazionale - teoria del commercio internazionale

Appunti di Economia internazionale sulla teoria del commercio internazionale con analisi dei seguenti argomenti: la teoria del commercio internazionale, la scarsa crescita delle economie avanzate, Human Development Index (HDI), il volume del commercio internazionale, l'eventuale nuova fase di accelerazione della globalizzazione.

Esame di Economia internazionale docente Prof. I. Mazza

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ESTRATTO DOCUMENTO

D’altra parte molti paesi africani e dell’ex-

 Unione Sovietica si sono integrati e sono cresciuti

relativamente poco. Tra le motivazioni addotte,

si annoverano le cattive condizioni

infrastrutturali ed istituzionali.

La qualità delle istituzioni è fondamentale per il

 corretto funzionamento dei mercati e per

garantire la realizzazione e la diffusione dei

benefici del commercio internazionale.

26-28 febbraio 2008 19

La globalizzazione sembra avere un effetto

 positivo sulla crescita economica. Ed una

maggiore crescita spesso solito implica un

minor livello di povertà

26-28 febbraio 2008 20

26-28 febbraio 2008 21

Tuttavia, vi sono forti dubbi che la

 globalizzazione favorisca una più equa

distribuzione dei redditi.

Inoltre, l’elevata integrazione del mercato

 globale dei capitali ha favorito la trasmissione

di crisi finanziarie da un paese all’altro e fatto

sì che situazioni di debolezza economica

interna siano rapidamente sfociate in crisi

profonde. 26-28 febbraio 2008 22

Per valutare se e come una maggiore

 liberalizzazione degli scambi possa produrre

benefici economici internazionali, è necessario

prima comprendere:

– quali sono i fattori che determinano specifici

flussi commerciali

– gli effetti dell’integrazione dei mercati

– le motivazioni per una regolazione e,

eventualmente, limitazione del commercio

internazionale 26-28 febbraio 2008 23

2. GLI SCAMBI TRA PAESI DIVERSI NELLA

PRODUTTIVITÀ DEL LAVORO: IL MODELLO

CLASSICO ED I CONCETTI DI VANTAGGIO

ASSOLUTO E VANTAGGIO COMPARATO

2.1. Introduzione

Nel XVIII secolo era diffuso tra le grandi potenze il

mercantilismo, sistema di politiche e regolamentazioni

indirizzato a favorire le esportazioni e scoraggiare le

importazioni.

Adam Smith intuì che le politiche mercantiliste erano nocive per

il benessere delle nazioni, e dimostrò che il commercio

internazionale basato sul vantaggio assoluto poteva arrecare

reciproci vantaggi per i paesi coinvolti.

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2.2. Vantaggio assoluto

The Wealth of Nations,

(A. Smith, 1776)

Osservazione iniziale

 Così come la divisione del lavoro nelle fabbriche

incrementa la produzione complessiva, anche la

specializzazione produttiva dei vari paesi ed il

commercio internazionale possono determinare un

incremento di ricchezza.

26-28 febbraio 2008 25

Ipotesi del modello

 – Un solo fattore produttivo: il lavoro, mobile

all’interno ma immobile internazionalmente.

– Il costo reale è misurato in termini di unità di

del

lavoro richieste per produrre un bene (teoria

valore basato sul lavoro).

– Produzione con rendimenti di scala costanti

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Risultati

 vantaggio assoluto

– Ogni nazione ha un rispetto ad

un’altra quando è in grado di produrre un bene

impiegando meno lavoro per unità di produzione

rispetto a quel paese.

specializza

– Ogni nazione si nella produzione dove ha un

vantaggio assoluto che è esportata in cambio di

produzioni dove la nazione non ha vantaggio assoluto

(flusso commerciale determinato).

beneficia

– Ogni nazione per la specializzazione nelle

produzioni che hanno un costo reale inferiore a quello

degli altri paesi (cioè dove si registra un vantaggio

assoluto): guadagno di efficienza

produzione mondiale cresce

– La per la nuova

allocazione del lavoro nelle diverse industrie nazionali.

26-28 febbraio 2008 27

Problema

 Che succede se una nazione non ha vantaggio assoluto

in alcuna produzione? Non dovrebbe esportare nulla!

2.3. Vantaggio comparato

Principles of political economy and

(D. Ricardo,

taxation, 1817)

La giustificazione per l’esistenza del commercio

vantaggio comparato

internazionale risiede nel

(concetto, in realtà, già sviluppato da Robert Torrens

diversi anni prima). 26-28 febbraio 2008 28

Osservazione iniziale

 Ipotizziamo due soli beni disponibili. Se un paese ha un

vantaggio assoluto in entrambe le produzioni, dove

dovrebbe specializzarsi?

Nella produzione con il vantaggio assoluto più elevato!

Per individuarla è necessario fare riferimento ai costi

relativi.

Ipotesi del modello

 Le stesse del modello di Smith. Ipotizziamo due soli

beni, per semplicità. 26-28 febbraio 2008 29

N.B.

In autarchia, un paese produce tutti i

 beni consumati ed i prezzi relativi dei

beni sono pari ai costi relativi, cioè al

rapporto tra le quantità di lavoro

necessarie a produrli.

Quindi, il prezzo relativo di un bene sarà

 costo opportunità

uguale al della sua

produzione. 26-28 febbraio 2008 30

Risultati

 costi relativi

– Due paesi commerciano se, in autarchia, i

differenti

sono per uno o più beni.

– In una situazione di partenza di autarchia, un paese ha,

vantaggio comparato

rispetto ad un altro paese, un

nella produzione di un bene quando il costo relativo di

quel bene (rispetto ad un altro bene) è più basso che

nell’altro paese.

– Ogni paese beneficia dallo spostamento del lavoro

nell’industria dove la nazione ha un vantaggio

comparato e il prodotto mondiale cresce quando le

nazioni si specializzano secondo il loro vantaggio

comparato! 26-28 febbraio 2008 31

Esempio

Numero ore necessarie per le produzioni nazionali:

1 hl di 1 auto

vino

ITALIA 2 ore 6 ore

GERMANIA 1 ora 1 ora

In I, il costo relativo del vino in termini di auto (uguale al

rapporto tra il costo assoluto del vino ed il costo assoluto

dell’auto, misurati in termini di input di lavoro, cioè 0,33)

è inferiore al costo relativo del vino in termini di auto in G

vantaggio comparato

(1): I ha un nella produzione di vino.

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Il vino è comparativamente più economico in I che in G.

In I, 1 hl di vino costa solo 0,33 automobili, mentre in G

1 hl di vino costa 1 automobile. Viceversa, il costo

relativo di un automobile in termini di vino è più basso

vantaggio comparato

in G (1 hl) che in I (3 hl): G ha un

nella produzione di auto.

Producendo 2 auto in meno, I può produrre 6 hl di vino

in più. Se 6 hl di vino sono trasferiti a G, lì si possono

produrre 6 hl di vino in meno e 6 auto in più.

Tenuto conto della la compensazione per le due auto in

meno prodotte da I, la produzione mondiale è cresciuta

di 4 auto, che possono essere destinate ad I e/o G.

 Il benessere mondiale è cresciuto!

26-28 febbraio 2008 33

N.B.

 – Il commercio è legato alla specializzazione di ogni

vantaggio

paese nella produzione dove ha un

comparato.

differenza nei costi relativi di produzione

– La tra i

due paesi è condizione sufficiente affinché entrambi

ottengano dei vantaggi dallo scambio. Infatti, un

paese beneficia dagli scambi anche se ha, rispetto al

partner commerciale, costi reali più elevati nella

ogni non

produzione di bene; cioè anche se ha un

alcuna

vantaggio assoluto in industria (come I

nell’esempio). vantaggio assoluto

D’altra parte, il in entrambe le

industrie non è né necessario né sufficiente per avere

un vantaggio comparato

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– Il flusso commerciale è unicamente definito. Se I

riduce la produzione di vino per incrementare

quella di auto, il benessere mondiale si riduce.

– Attraverso gli scambi si raggiunge una

combinazione produttiva efficiente: non è

possibile allocare diversamente il lavoro

all’interno di una nazione ed incrementare una

produzione senza ridurre l’altra.

– La remunerazione del lavoro può essere

differente nei due paesi e questa differenza

rimarrà invariata con gli scambi commerciali.

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– La ragione di scambio (cioè il numero di unità di

importazioni che uno Stato può ottenere per unità di

esportazioni), sarà compreso tra i costi relativi

(opportunità) nazionali dei due paesi che commerciano.

Nel nostro esempio il prezzo relativo mondiale del vino

sarà compreso tra 1/3 e 1 auto.

– Per stabilire quale combinazione sarà effettivamente

prodotta nei diversi paesi, dobbiamo conoscere la

preferenze dei paesi coinvolti nello scambio, cioè la loro

domanda, oltre all’offerta.

– Vi può, comunque, essere una specializzazione solo

parziale (dipende dalla domanda).

26-28 febbraio 2008 36

2.4. Analisi dell’efficienza

a *)

Indichiamo con (a il numero di ore

v v

necessarie per produrre 1 hl. di vino in I (G) e con

a *)

(a il numero di ore necessario per produrre 1

a a a a *=1, a a *=1.

auto in I (G). Quindi: =2, =6,

v v a a

L

Sia l’offerta totale di lavoro (numero di ore di

Q

lavoro disponibili), supponiamo pari a 600, v

*) Q

(Q la quantità di vino prodotta - in hl - e

v a

*)

(Q la quantità di auto prodotta in I (G).

a 26-28 febbraio 2008 37

Possiamo descrivere la frontiera delle possibilità di

produzione, in I, partendo dal vincolo di produzione:

L =a Q +a Q

v v a a

Q Con vincolo di produzione è lineare,

v la pendenza della frontiera è

L/a =300

v costante: a /a La pendenza descrive

a v

a /a =3 il costo opportunità (o costo relativo)

a v di un’auto in termini di rinunzia al

vino, cioè il tasso marginale di

trasformazione di vino in auto

L/a =100 Q

a a

La frontiera delle possibilità di produzione racchiude l’insieme

delle possibili combinazioni di beni producibili.

26-28 febbraio 2008 38

In G, ipotizzando L*=500, abbiamo

Q v*

L /a =500 a / a =1

* v* a* v* Q a*

L /a =500

* a*

Poiché a */a *< a /a G (I) ha un vantaggio comparato, rispetto a

a v a v

I (G), nella produzione di auto (vino).

26-28 febbraio 2008 39


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AUTORE

flaviael

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Mazza Isidoro.

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