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Contabilità nazionale e bilancia dei pagamenti

Fino ad ora quasi tutto era espresso in termini reali e non si poneva il problema del tasso di cambio perché questo commercio era come se si svolgesse tra due sistemi economici che aderivano ad una unione monetaria. Né ci siamo posti il problema dei movimenti di capitale. Introduciamo ora grandezze nominali, ci preoccupiamo di definire il tasso di cambio cercando di capire come si lega al livello dei prezzi (nazionali ed esteri) e come si lega al livello dei tassi d’interesse (nazionali ed esteri).

Sistema di contabilità nazionale

PIL espresso in termini reali, già deflazionato, togliendo l’impatto del livello dei prezzi:

Y = C + I + G + (EX - IM) = A + BC

dove:

  • Y = produzione (di stoffa)
  • C = consumi privati aggregati (di stoffa e cibo)
  • I = investimenti privati aggregati (di stoffa e cibo)
  • G = spesa pubblica (di stoffa e cibo)
  • EX = esportazioni (di stoffa)
  • IM = importazioni (di cibo, espresse in termini di stoffa per renderle omogenee con le altre grandezze)
  • BC = bilancia commerciale (o esportazioni nette NX)

La domanda interna può ricadere anche su beni di produzione estera quindi:

  • A = C + I + G domanda interna per beni nazionali (stoffa)
  • IM = C + I + G domanda interna per beni esteri importati (importazioni di cibo valutate in termini di stoffa)

A partire dalla definizione di PIL potete arrivare a definire le relazioni esistenti tra risparmio, investimenti e partite correnti. È possibile definire il reddito disponibile Y, diverso dal PIL perché tiene conto sia dell’attività di tassazione al netto dei trasferimenti T, sia di quello che è l’eventuale reddito che pagate o ottenete sulla “posizione netta verso l’estero” B (se B = 0 non abbiamo in termini netti come sistema economico né crediti né debiti, se B < 0 in termini netti il nostro paese è debitore nei confronti del resto del mondo, se B > 0 il nostro paese in termini netti vanta dei crediti nei confronti del resto del mondo). Se B ≠ 0, in funzione del fatto che rB segue il segno di B, arriveremmo a definire il valore del trasferimento di risorse che riceveremmo o dovremmo pagare in funzione del fatto che se B > 0 essendo creditori netti percepiamo degli interessi su questo credito, quindi entra una certa quantità di risorse all’interno del nostro sistema economico che va ad aumentare il nostro reddito disponibile. Qualora invece B < 0 essendo debitori netti dobbiamo pagare degli interessi, questo ammontare di risorse che dobbiamo trasferire sotto forma di pagamento di interessi va a diminuire il nostro reddito disponibile.

YD = Y + rB - T = C + I + (G - T) + (EX - IM) + rB

dove:

  • G - T = disavanzo pubblico
  • EX - IM = bilancia commerciale (o esportazioni nette)
  • rB = servizio sulla posizione netta verso l’estero

(EX - IM) + rB = partite correnti

Risparmio e investimenti

Il risparmio privato S = Y - C

S = C + I + (G - T) + (EX - IM) + rB - C

S = I + (G - T) + (EX - IM) + rB

(S - I) + (T - G) = (EX - IM) + rB

Poiché T - G = S = risparmio pubblico, possiamo riscrivere (S - I) + S = S - I = PC. Le partite correnti non sono altro che il risultato della differenza tra risparmio (privato e pubblico) e investimenti, di conseguenza:

  • PC = 0 quando S = I
  • PC > 0 quando S > I
  • PC < 0 quando S < I

Dalla relazione S = I + (G - T) + (EX - IM) + rB notiamo che il risparmio privato può essere utilizzato per:

  • Finanziare l’investimento privato I
  • Finanziare il disavanzo pubblico (G - T)
  • Finanziare il saldo delle partite correnti (EX - IM) + rB

Conti di bilancia dei pagamenti

La relazione fondamentale che sintetizza tutte le transazioni di natura legale che hanno luogo tra residenti e non residenti si chiama bilancia dei pagamenti. È fondamentale il concetto di residenza: se compro da un residente in Italia un titolo emesso dal tesoro americano, questa transazione non viene registrata in bilancia dei pagamenti, nonostante il titolo sia emesso da un non residente; se invece comprassi in asta il titolo del tesoro americano, allora questa si configura come un’operazione che mette in contatto un residente con un non residente e quindi va ad influenzare il saldo della bilancia dei pagamenti.

I conti della bilancia dei pagamenti si dividono in:

  • Conto delle partite correnti PC
  • Conto finanziario CF
  • Conto capitale CC

Ma noi adotteremo questa semplificazione tale per cui:

BP = PC + MC = ΔRU

BP = partite correnti + movimenti di capitale = variazione dello stock di riserve ufficiali

Le riserve ufficiali sono l’insieme delle valute convertibili e non solo che sono accumulate nel tempo dalle banche centrali.

I movimenti di capitale sono le transazioni che riguardano attività finanziarie che hanno luogo tra residenti e non residenti.

  • PC = (EX - IM) + rB = BC + rB
  • MC = IDE + IP = ΔPFE - ΔAFE

MC = investimenti diretti esteri + investimenti di portafoglio = Δpassività finanziarie verso l’estero - Δattività finanziarie verso l’estero

Il significato del conto delle partite correnti

B = AFE - PFE + RU

B = AFE (titoli di stato americani che ciascuno di noi ha acquistato nel tempo) - PFE (titoli di stato italiani venduti a cittadini stranieri) + RU

Posizione netta verso l’estero = attività finanziarie verso l’estero - passività finanziarie verso l’estero + stock di riserve ufficiali

In termini di variazioni: ΔB = ΔAFE - ΔPFE + ΔRU avendo definito MC = ΔPFE - ΔAFE

Emettendo titoli aumenta lo stock di passività finanziarie verso l’estero e il conto dei movimenti di capitale assume una grandezza positiva, perché nel momento in cui gli americani comprano i miei titoli, per comprare titoli fanno affluire capitali all’interno del sistema economico italiano. Viceversa acquistando titoli americani faccio defluire capitali dall’Italia verso gli USA quindi il conto dei movimenti di capitale assume una grandezza negativa (posto pari a zero la variazione dell’altra componente).

Possiamo riscrivere:

ΔB = ΔAFE - ΔPFE + ΔRU

ΔB = - (ΔAFE + ΔPFE) + ΔRU dove ΔRU = BP = PC + MC

ΔB = - MC + PC + MC

PC = ΔB

1° risultato fondamentale

Le partite correnti misurano la variazione della posizione netta verso l’estero. Le partite correnti altro non sono che Y + rB - A = (EX - IM) + rB = PC = ΔB

  • PC = 0 se Y + rB = A quindi ΔB = 0 la vostra posizione netta verso l’estero B non sta cambiando
  • PC > 0 se Y + rB > A quindi ΔB > 0 il vostro sistema economico produce più di quanto spende, questo eccesso di produzione rispetto alla spesa permette un aumento delle AFE che migliora la vostra posizione netta verso l’estero B
  • PC < 0 se Y + rB < A quindi ΔB < 0 il vostro sistema economico produce meno di quanto spende, questo eccesso di spesa rispetto al consumo comporta un aumento delle PFE che peggiora la vostra posizione netta verso l’estero B

Se il sistema economico accumula una notevole quantità di debito estero diventa possibile che si instauri un circolo vizioso fatto di: deficit corrente, debito estero, elevata spesa per interessi sul debito estero, deficit corrente etc. (saldo delle partite correnti si configura come un canale attraverso il quale si può manifestare questo circolo vizioso): Y + rB - A = (EX - IM) + rB = PC = ΔB se continuo ad indebitarmi con il resto del mondo, mano a mano che B diventa sempre più negativo, cresce il valore di rB. Devo quindi preoccuparmi delle conseguenze di questa accumulazione di debito verso il resto del mondo perché rischiate che il vostro saldo delle partite correnti risulti continuamente negativo per il peso della spesa per interessi sul debito estero: se vado ad indebitarmi ulteriormente, vado ad accrescere la spesa per interessi.

Conti di bilancia dei pagamenti

BP = PC + MC = ΔRU

Conto dei movimenti di capitale MC = ΔPFE - ΔAFE

  • Afflussi finanziari (di capitale) ΔPFE > 0 perché i residenti all’estero stanno acquistando i titoli che noi abbiamo emesso, al tempo stesso il debito cresce
  • Deflussi finanziari (di capitale) ΔAFE > 0 perché i residenti in Italia acquistano titoli americani, al tempo stesso il debito diminuisce

Dietro la variazione dello stock di riserve ufficiali RU ci sono analoghe operazioni svolte dalla banca centrale che vanno a modificare lo stock di PFE e AFE:

ΔRU = ΔAFE - ΔPFE

Quando ΔRU > 0 vuol dire che la banca centrale sta aumentando lo stock di AFE rispetto allo stock di PFE.

Quando ΔRU < 0 vuol dire che la banca centrale sta diminuendo lo stock di AFE rispetto allo stock di PFE.

Immaginate ora di vivere in un sistema in cui la bilancia dei pagamenti sia sempre in equilibrio (BP = 0):

  • PC < 0 richiede MC > 0 il resto del mondo sta finanziando il mio eccesso di spesa attraverso PFE (afflusso di capitale finanziario)
  • PC > 0 richiede MC < 0 il sistema economico investe le risorse in eccesso all’estero attraverso AFE (deflusso di capitale finanziario)

Il significato intertemporale delle partite correnti

Le partite correnti hanno anche e soprattutto una valenza intertemporale. Immaginate di vivere in un sistema economico piccolo, aperto verso il resto del mondo, che dura solo due periodi di tempo (1, 2). È valida quindi una condizione di questo tipo:

B = B = 0 il mondo quando nasce al periodo 0 non ha né debiti né crediti verso il resto del mondo, se il mondo termina alla fine del secondo periodo il valore della posizione netta verso l’estero alla fine del secondo periodo non potrà che essere pari a 0 (se tutti sanno che alla fine del 2018 ci sarà la fine del mondo, ovviamente le posizioni debitorie e creditorie verranno eliminate perché se vanto un credito nei vostri confronti sarebbe stupido lasciarvi godere del prestito che vi ho concesso senza rientrare in possesso delle risorse che vi ho concesso a prestito prima di poterle consumare).

Per poter rispettare questa condizione terminale è necessario che nel corso del secondo periodo:

  • L’economia che alla fine del primo periodo risulta debitrice (B < 0) rimborsi il proprio debito estero
  • L’economia che alla fine del primo periodo risulta creditrice (B > 0) venga rimborsata del proprio credito estero

I crediti e i debiti sono contratti tramite il saldo delle partite correnti.

L’ulteriore ipotesi di lavoro: si ipotizza che l’eventuale attività di investimento I sia possibile solo nel primo periodo, non nel secondo: B = I = 0 la giustificazione economica è data dal fatto che siccome normalmente l’attività di investimento genera frutti nei periodi successivi a quelli in cui l’investimento stesso viene svolto, non avrebbe senso investire nel secondo periodo sapendo che alla fine del secondo periodo il mondo cessa di esistere.

Per far sì che il mondo abbia termine con una condizione pari a B = 0, dev’essere rispettato il vincolo di bilancio intertemporale:

Y1 + Y2/(1 + r) = C1 + I1 + C2/(1 + r)

Qui stiamo assumendo che il reddito complessivamente disponibile nei due periodi sia complessivamente speso per svolgere attività di consumo o per svolgere attività di investimento. Per rispettare il nostro vincolo di bilancio intertemporale, il valore attuale netto delle risorse a mia disposizione dev’essere uguale al valore attuale netto della spesa complessivamente realizzata nei due periodi. Quello che fa la differenza è l’esistenza del fattore tempo: se ci sono due periodi di tempo devo applicare un fattore di sconto (non posso assimilare le grandezze che si riferiscono al secondo periodo alle grandezze che scrivo con riferimento al primo periodo). In questa economia di puro scambio il reddito è una grandezza esogenamente data (non modelliamo lo sforzo di produzione che dobbiamo realizzare per arrivare a conseguire un certo livello di reddito), r = tasso di interesse reale.

Graficamente la nostra funzione di utilità è definita in termini di attività di spesa svolta nei due periodi. Data la dotazione iniziale, usando il mercato dei capitali internazionale posso muovermi lungo il vincolo di bilancio intertemporale e posso dar luogo ad un’attività di spesa che è diversa da quella che potrei realizzare in un punto come quello della dotazione iniziale D. Potrei decidere di spendere di più di quale sia il mio livello iniziale di reddito purché questo eccesso di spesa che viene a registrarsi nel primo periodo sia controbilanciato da una minore spesa nel secondo periodo. La differenza la fa la vostra funzione di utilità, che può essere diversamente sbilanciata a favore dell’attività di consumo nel primo o nel secondo periodo e che dà luogo quindi a delle curve di indifferenza che sono più o meno inclinate verso l’uno o l’altro di questi assi. Spostandoci dalla dotazione iniziale al consumo ottimo la nostra utilità migliora. La liberalizzazione finanziaria può essere benefica per un sistema economico.

Separando i termini relativi ai due periodi:

Y1 - (C1 + I1) = - [(Y2 - C2)/(1 + r)]

In assenza di settore pubblico (C + I) = domanda interna e in economia aperta il prodotto meno la domanda interna definisce la bilancia commerciale BC = - BC1/(1 + r) altro modo per riscrivere il vincolo di bilancio intertemporale. Il saldo di bilancia commerciale nel primo periodo dev’essere uguale al saldo di bilancia commerciale nel secondo periodo cambiato di segno e opportunamente scontato. Graficamente BC2 > BC1 perché bisogna tener conto del fattore di sconto: se registro un disavanzo commerciale sto accumulando debito estero, sul quale devo pagare degli interessi.

Alternativamente possiamo raggiungere la stessa condizione tenendo conto del fatto che B2 = 0. Poiché il saldo delle partite correnti misura la variazione della posizione netta verso l’estero, per la posizione netta verso l’estero alla fine del secondo periodo sia nulla deve valere PC1 + PC2 = 0 PC1 = - PC2. In altre parole se nel primo periodo faccio un disavanzo, per essere in equilibrio nel secondo periodo devo registrare un avanzo dello stesso ammontare. Infatti essendo PC1 = ΔB1 = B1 - B0 e PC2 = ΔB2 = B2 - B1 = - B1 PC1 + PC2 = B1 - B1 = 0. Il saldo delle partite correnti è già comprensivo della spesa per interessi quindi non richiede la correzione per r.

Inoltre ricordando che PC1 = BC1 + rB0 = saldo bilancia commerciale + servizio della posizione netta verso l’estero (gli interessi vengono pagati con un periodo di ritardo: pago oggi degli interessi sul debito che ho accumulato fino a ieri)

Con B0 = 0 avete che PC1 = BC1 = B1 dove in un mondo così semplice B1 = valore del debito o del credito che esiste alla fine del primo periodo, valore della posizione netta verso l’estero. Mentre PC2 = BC2 + rB1. Poiché PC2 = - (1 + r) BC1 = - (BC2 + rBC1). Di conseguenza BC2 = - BC1 - rBC1 da cui: BC2 + rBC2 = - BC1.

Tutto questo si configura come un modo per capire le relazioni tra spesa, produzione, bilancia commerciale, partite correnti e posizione netta verso l’estero che si devono configurare all’interno di questo sistema economico affinché venga rispettata la condizione terminale tale per cui quando il mondo finisce, debiti e crediti verso l’estero spariscono. Qui attraverso la definizione di queste condizioni state descrivendo ciò che un’economia che nel primo periodo soffre di un disavanzo commerciale deve fare nel secondo periodo in termini di aggiustamento per poter rimborsare il proprio debito estero. In altre parole questo modello vi fa vedere che è possibile dissociare l’attività di spesa dall’attività di produzione registrando un saldo della bilancia commerciale positivo o negativo. Tutto questo è possibile solo se trovo qualcuno che mi concede finanziamenti. Graficamente avere PC1 = BC1 = B1 < 0 implica che MC1 > 0 cioè perché io possa spendere più di quanto sono in grado di produrre devo ottenere un finanziamento dal resto del mondo, devono affluire capitali in termini netti all’interno del mio sistema economico per un ammontare pari a MC1 che è esattamente speculare rispetto a PC1. Solo se questo ha luogo la bilancia dei pagamenti sarà in equilibrio. Più entrano capitali in termini netti, più aumentano le passività finanziarie verso l’estero PFE (vi ricordo che MC = ΔPFE - ΔAFE) e di conseguenza aumenta la mia posizione debitoria verso il resto del mondo.

Il secondo pezzo della storia ha a che vedere con quanto accade nel secondo periodo. Perché se nel primo periodo devo studiare le condizioni di finanziamento (incentivare il resto del mondo a far affluire capitali all’interno del mio sistema economico), nel secondo periodo per rispettare il vincolo di bilancio intertemporale PC1 = - PC2 oppure BC1 = - BC2/(1 + r) dobbiamo concentraci sullo sforzo di aggiustamento poiché devo realizzare un surplus delle partite correnti (e bilancia commerciale) e in questo modo vado a rimborsare il debito comprensivo degli interessi. Devo creare le condizioni affinché...

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher silvia_slaviero di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Lossani Marco Angelo.
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