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Economia internazionale - scambi tra Paesi con diversa dotazione di fattori

Appunti di Economia internazionale sugli scambi tra Paesi con diversa dotazione di fattori. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l'economia politica del commercio internazionale, i quattro teoremi fondamentali: il teorema di Heckscher-Ohlin, il teorema dell’eguaglianza tra i prezzi dei fattori, il teorema di... Vedi di più

Esame di Economia internazionale docente Prof. I. Mazza

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Spiegazione

In autarchia, con preferenze uguali, in I la maggiore

disponibilità relativa di lavoro implica un rapporto tra

prezzo del lavoro e prezzo del capitale più basso che in G.

Quindi, il costo relativo del vino in I sarà più basso che in

G e, in autarchia, il prezzo relativo del vino sarà più basso

in I che in G. Quindi, I avrà un nella

vantaggio comparato

produzione di vino.

Poiché i prezzi relativi sono differenti, c’è un vantaggio

dallo scambio (che aumenta con la differenza tra i prezzi

relativi nazionali).

N.B.

Il vantaggio comparato non è immutabile. Variazioni nella dotazione

relativa fanno cambiare l’industria con vantaggio comparato.

4-6 marzo 2008 8

Teorema dell’eguaglianza tra i prezzi dei

fattori

Il libero scambio tra due paesi provocherà un

avvicinamento tra i prezzi dei fattori di

produzione. Se entrambi i paesi producono i

due beni e vi è libero scambio, allora il

prezzo dei fattori coincide.

Questo teorema indica che il libero scambio tra

merci è un perfetto sostituto della mobilità dei

fattori. 4-6 marzo 2008 9

Spiegazione

Il pareggiamento dei prezzi dei fattori sarebbe ovvio in

presenza di perfetta mobilità dei fattori.

internazionale

Tuttavia, in questo caso i fattori sono immobili

internazionalmente ma sono esportati indirettamente

attraverso il libero scambio dei beni che li incorporano.

Un paese che importa beni prodotti con l’utilizzo

intensivo di lavoro ha abbondanza relativa di capitale,

secondo il precedente teorema di H-O; quindi, in

origine, il prezzo relativo del lavoro è più alto che

nell’altro paese.

Le importazioni rendono il lavoro relativamente meno

richiesto ed il suo prezzo diminuisce. L’opposto accade

nel paese esportatore. 4-6 marzo 2008 10

Implicazioni politico-economiche

Se i paesi relativamente abbondanti di capitale

proteggono l’industria nazionale che utilizza

intensivamente il lavoro, questa politica

commerciale incentiverà indirettamente

l’immigrazione di lavoratori.

4-6 marzo 2008 11

Osservazione

Nel 2004, il salario orario nel settore manifatturiero in

Germania e Svizzera era rispettivamente il 42% e 32% più

alto che negli Stati Uniti. In Giappone ed in Italia il 4% e

10% più basso. In Messico e Cina il salario è invece l’11%

ed il 3% del salario negli Stati Uniti.

Alcune spiegazioni per la mancata verifica empirica

– Ostacoli al commercio internazionale impediscono

l’eguaglianza internazionale dei prezzi dei fattori.

– Se un paese si specializza nella produzione di un bene,

allora i prezzi relativi non saranno uguali ai costi relativi.

In questo caso, non vi sarà una completa eguaglianza ma

una convergenza ad essa.

– Le differenze nei prezzi dei fattori potrebbero essere

giustificata da differenze nelle tecnologie di produzione.

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Teorema di Stolper-Samuelson

L’incremento nel prezzo del bene prodotto con

tecnologia ad intensità di lavoro (capitale)

provoca un incremento nel salario (rendita)

relativamente ai prezzi di entrambi i beni e

riduce il valore della rendita (salario)

rispettivamente ai prezzi di entrambi i beni.

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Spiegazione

Se il prezzo relativo del bene ad intensità di lavoro

aumenta, allora l’offerta tende ad aumentare.

Quindi, meno beni ad intensità di capitale sono prodotti.

A causa di questa riduzione nella produzione, le quantità

di lavoro e capitale rilasciate saranno, rispettivamente,

inferiori e superiori a quelle richieste dall’altra

produzione (intensiva nel lavoro).

Considerando anche il teorema di H-O, vediamo che il

libero scambio migliorerà il reddito del fattore usato in

maniera intensiva. Poiché il commercio ha effetti positivi

per l’intero paese, sarebbe possibile compensare il

fattore che perde. Questa compensazione dipende

dall’attività politica. 4-6 marzo 2008 14

Domanda

L’incremento nella differenza dei redditi tra lavoro

specializzato e lavoro non specializzato che si registra in

USA e in UE può essere attribuito al maggior commercio

con i paesi con abbondanza di lavoro non specializzato?

Può darsi, ma dobbiamo considerare anche il progresso

tecnologico che ha favorito la crescita del reddito del

lavoro specializzato.

Inoltre, tenendo in conto le produzioni commissionate

dai paesi sviluppati ai paesi meno sviluppati (che a volte

utilizzano manodopera specializzata), potremmo

ottenere risultati diversi da quelli previsti dal Teorema

S-S. 4-6 marzo 2008 15

Teorema di Rybczynski

A prezzi costanti, se entrambi i beni sono

prodotti, un incremento nella dotazione di un

fattore incrementerà l’offerta del bene

prodotto facendo uso intensivo di quel fattore

in una proporzione maggiore e ridurrà la

produzione dell’altro bene.

Combinando questo teorema con quelli di H-O si

può notare come la crescita economica influenzi

il commercio internazionale.

4-6 marzo 2008 16

3.3. Limiti del modello neoclassico

Il commercio ha luogo tra paesi ‘diversi’ ed è

solo di tipo inter-industriale. Ciò è in contrasto

con l’osservazione empirica di crescenti scambi

commerciali di prodotti simili tra economie

avanzate.

Il modello non tiene conto della possibilità che il

processo produttivo coinvolga diversi paesi: PVS

esportano materie prime in cambio di prodotti

finiti. Le economie sviluppate scambiano

prodotti finiti e semilavorati.

4-6 marzo 2008 17

3.4. Verifica empirica

Un noto test di Leontief (1953) evidenziò che,

nel 1947, negli Stati Uniti (un’economia

relativamente abbondante in capitale), le

esportazioni tendevano ad essere intensive

nel lavoro relativamente alle importazioni.

Questo risultato è conosciuto come il

paradosso di Leontief.

Successivamente molti studi cercarono di

spiegare questo paradosso e di verificarlo per

altri periodo e/o altri paesi.

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Solo in alcuni casi, le implicazioni del modello

H-O furono confermate.

Possibili spiegazioni del ‘paradosso’:

– Produttività relativa: lo stesso Leontief suggerì che il

paradosso potesse essere dovuto alla produttività dei

lavoratori negli S.U., così più elevata rispetto agli altri

paesi da richiedere una interpretazione degli S.U. come

paese ad abbondanza relativa di lavoro.

– Terzo fattore: Vanek suggerì che, sebbene gli S.U.

apparissero relativamente abbondanti in capitale, in

realtà sono relativamente scarsi in un terzo fattore, le

risorse naturali. Queste sono solitamente estratte

utilizzando tecniche intensive nel capitale e ciò potrebbe

spiegare il tipo di importazioni.

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– Barriere protezionistiche: il lavoro potrebbe essere

protetto più del capitale.

– Effetto di domanda: la domanda interna per la

produzione con vantaggio comparato può essere così

elevata da spingere il prezzo verso l’alto così tanto da

far spostare il vantaggio comparato nell’altra

produzione.

– Inversione dell’intensità dei fattori: lo stesso bene può

essere prodotto secondo due tecnologie con diverse

intensità in due paesi diversi.

– Diverse forme di lavoro: se distinguiamo lavoro

specializzato e non specializzato, allora si nota che gli

Stati Uniti esportano beni prodotti con intensità di lavoro

specializzato coerentemente con quanto previsto nel

modello H-O. 4-6 marzo 2008 20

4. GLI SCAMBI TRA PAESI SIMILI CON

MERCATI NON CONCORRENZIALI

Finora abbiamo ipotizzato che nei mercati vi

sia concorrenza perfetta (profitti ridotti a

zero).

La concorrenza monopolistica e le economie

di scala possono spiegare scambi

internazionali tra paesi simili in prodotti

simili, non basati sul concetto di vantaggio

comparato. 4-6 marzo 2008 21

I benefici del commercio in presenza di

concorrenza imperfetta o economie di scala

scaturiscono (i) dalla riduzione dei costi di

produzione e (ii) dall’ampliamento della scelta

di consumo. 4-6 marzo 2008 22

2.3.1. Concorrenza monopolistica

Ipotesi

– Un incremento marginale del prezzo da parte di

un’impresa rivale non farà perdere tutta la

domanda: la differenziazione del prodotto

produce un vantaggio monopolistico per i

venditori.

– Ogni impresa considera i prezzi dei rivali come

dati.

– C’è libero ingresso delle imprese nel mercato.

– In un’economia chiusa, si può ritenere che i costi

medi del settore diminuiscano al crescere delle

vendite (ed aumentino al crescere del numero

d’imprese). 4-6 marzo 2008 23

Benefici del libero scambio

– Con l’apertura al commercio internazionale, la curva

di domanda per l’impresa diventa più elastica e questo

avvicina il mercato alla concorrenza perfetta.

– il mercato diventa più grande, le vendite crescono per

la presenza di imprese nazionali e straniere, i costi

medi totali del settore diminuiscono per un

nazionale

numero di aziende invariato. In equilibrio, i costi medi

sono più bassi e vi sono più prodotti (nazionali ed

esteri).

– L’efficienza migliora insieme alla varietà di prodotti

(doppio beneficio) che, pur essendo simili, sono tra

loro differenziati. 4-6 marzo 2008 24

Il mercato internazionale

– Il commercio intra-industriale non dipende dal

vantaggio comparato.

– Anche in assenza di vantaggio comparato rimarrebbe il

commercio internazionale: il commercio intra-

industriale al commercio basato sul di

si affiancherà

tipo inter-industriale.

– L’integrazione dei mercati può avvenire più

facilmente, se i paesi hanno economie e preferenze

simili.

– La varietà di prodotti cresce con il commercio

internazionale. Le importazioni e le esportazioni

aumentano perché i consumatori sono interessati alle

differenze dei prodotti.

4-6 marzo 2008 25

– La direzione del flusso commerciale è indeterminata nel

modello (non dipende da requisiti fisico-tecnici quanto

dalla distinzione dei prodotti).

– Più comune della concorrenza monopolistica e, nel caso

del commercio internazionale, l’oligopolio con poche,

grandi imprese. Le imprese oligopoliste (monopoliste)

nazionali possono competere nel mercato internazionale,

possibilmente generando benefici simili a quelli discussi.

– Tuttavia, la determinazione dei prezzi e delle vendite dei

singoli produttori è difficile da stabilire in quanto

l’equilibrio dipende dall’evoluzione di un mercato

oligopolistico in cui i comportamenti strategici e la

stabilità degli accordi di cartello sono difficili da predire.

I risultati teorici in presenza di mercati oligopolistici

dipenderanno dalle ipotesi fatte in merito a quel

mercato. 4-6 marzo 2008 26

Esempio

Irwin (1991) esamina la gara per il predominio nel mercato del commercio

delle spezie tra le compagnie delle Indie britannica ed olandese,

registratasi all’inizio del 600. Le due compagnie, pur avendo equivalente

potere navale e licenza monopolistica d’importazione nei rispettivi paesi,

non si divisero il mercato in parti uguali, come si potrebbe prevedere. Il

60% andò alla compagnia olandese ed il restante 40% a quella inglese.

La compagnia olandese, probabilmente approfittando di uno debole

controllo degli azionisti sull’operato degli agenti, il cui corrispettivo

dipendeva dal fatturato, spinse la produzione al di sopra di quanto

richiedeva la massimizzazione dei profitti, in un modello alla Cournot.

Questo diede all’Olanda una posizione di (Stackelberg) leader nel

duopolio che costrinse la compagnia inglese ad una riduzione dei volumi

produttivi.

È interessante notare che questa ‘sconfìtta’ potrebbe aver costretto i

britannici a concentrarsi sul commercio del cotone, contribuendo al

successo dello sviluppo dell’industria tessile e della rivoluzione

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industriale, più in generale.

N.B.

Il commercio intra-settoriale è importante poiché:

– È il principale tipo di commercio in molte economie

avanzate (fanno eccezione, tra gli altri, Giappone, Grecia e

Norvegia) ed è in crescita anche in diversi PVS (Messico,

Ungheria, Rep. Ceca, Slovacchia); negli anni 90 ha

rappresentato circa il 70% del commercio di manufatti tra

UE e Stati Uniti;

– I benefici derivano dall’ampliamento della scala di

produzione e della scelta di consumo;

– Facilita l’integrazione economica internazionale: i

vantaggi di una categoria di soggetti non maturano a

discapito della corrispondente categoria all’estero;

l’integrazione può avvenire anche tra paesi simili (con

simile dotazione di fattori). 4-6 marzo 2008 28

2.3.2. Economie di scala

Il modello di H-O ipotizza rendimenti di scala

costanti (un incremento dei fattori in una certa

proporzione aumenta la produzione nella stessa

proporzione).

In diversi settori, però, esistono rendimenti di

scala crescenti (un incremento dei fattori in una

certa proporzione aumenta la produzione di una

proporzione maggiore: i costi medi sono

decrescenti). 4-6 marzo 2008 29

In un’industria con queste caratteristiche la

specializzazione internazionale produce una

riduzione di costi di produzione (subadditività dei

costi: i costi di produzione di una data quantità

da parte di una singola impresa sono inferiori ai

costi che sopporterebbero più imprese per

produrre la medesima quantità).

Il commercio, favorendo la specializzazione

migliora l’efficienza della produzione dei paesi

che commerciano. 4-6 marzo 2008 30

Tassonomia delle economie di scala

il costo unitario dipende dall’ampiezza

Economie esterne:

del settore ma non dalla grandezza dell’impresa (cioè

l’impresa non può influenzare i costi unitari):

se un settore comprende imprese che producono

n m

unità ciascuna, ed il numero delle imprese diventa 2n,

allora l’efficienza del sistema produttivo aumenta.

N.B.: Questo settore sarà caratterizzato da un numero

elevato di imprese.

Esempio: Lo sviluppo dell’industria orologiera in Svizzera o

dell’industria informatica nella Silicon Valley

4-6 marzo 2008 31

Secondo Marshall, le economie di scala esterne

sono legate alla capacità del distretto di:

– attirare una rete di fornitori specializzati che

permettono una più rapida ed economica

reperibilità di beni intermedi;

– indurre una concentrazione di lavoro

specializzato: i lavoratori impiegati nel distretto

avranno una minore probabilità di disoccupazione

ed i produttori reperiranno manodopera più

facilmente, rispetto ad una situazione in cui le

imprese sono distribuite nel territorio;

– produrre effetti esterni tecnologiche: nel distretto

si hanno di conoscenza tecnologica.

spillover 4-6 marzo 2008 32

il costo unitario dipende dalla

Economie interne:

grandezza di una singola impresa ma non da quella del

settore; se un settore comprende imprese che

n

producono unità ciascuna, ed il numero delle imprese

m

diventa ½n, e la produzione individuale allora

2m,

l’efficienza del sistema produttivo aumenta.

N.B.: Questo settore sarà caratterizzato da un numero

ridotto di imprese.

Esempio: industria pesante 4-6 marzo 2008 33

Economie di scala e commercio internazionale

– Con le economie di scala possiamo avere scambi di

prodotti appartenenti alla stessa categoria, ma tra loro

come con la concorrenza monopolistica.

differenti,

– D’altra parte, rendimenti di scala crescenti generano un

costo opportunità decrescente. Ciascun paese beneficia

dall’incremento della dimensione del mercato derivante

dagli scambi internazionali. La produzione nazionale, per

sfruttare le economie di scala, potrebbe specializzarsi in

una o più industrie e scambiare la produzione di queste

con le (diverse) produzione dell’altro paese.

– In questo caso, possono coesistere 2 tipi di commercio:

Il commercio (o indica vantaggi

interindustriale intersettoriale)

comparati che sono alla base del commercio.

Il commercio (o non riflette

intra-industriale intra-settoriale)

vantaggi comparati: il commercio esiste anche in presenza di

4-6 marzo 2008 34

eguali rapporti tra i fattori produttivi.


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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia internazionale sugli scambi tra Paesi con diversa dotazione di fattori. Nello specifico gli argomenti trattati sono i seguenti: l'economia politica del commercio internazionale, i quattro teoremi fondamentali: il teorema di Heckscher-Ohlin, il teorema dell’eguaglianza tra i prezzi dei fattori, il teorema di Stolper-Samuelson, il teorema di Rybczynski.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Mazza Isidoro.

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