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Economia internazionale

Cap. 2 Il modello di Ricardo

Termini utili

Vantaggio assoluto: Quando un paese sviluppa la migliore tecnologia per produrre un bene, ha un vantaggio assoluto nella sua produzione. (Il vantaggio assoluto si osserva confrontando le produttività marginali del lavoro in entrambi i paesi e quindi confrontando i salari. Il paese con salari maggiori, ovvero con produttività marginali del lavoro maggiori, avrà un vantaggio assoluto.)

Vantaggio comparato: Un paese ha un vantaggio comparato nella produzione di quei beni che genera meglio rispetto ad altri beni. È pari alla produzione aggiuntiva ottenuta usando un’unità addizionale di lavoro (quanto prodotto creo in più se metto un lavoratore in più a lavorare).

Prodotto marginale del lavoro: Quanto prodotto creo in più se metto un lavoratore in più a lavorare.

Frontiera delle possibilità produttive (FPP): Q = PML x L. Nel modello di Ricardo è una linea retta perché si assume il PML costante (mentre di solito è decrescente all’aumentare di L). L’inclinazione della FPP è pari al rapporto tra i prodotti marginali nei due settori ed è anche pari al costo opportunità. Cioè (in Ricardo), a quanta stoffa si deve rinunciare per ottenere un’unità aggiuntiva di grano.

Il costo opportunità è dato da: -(PMLs x L) / (PMLg x L) = -a mezza stoffa per ottenere un’unità di grano in più.

Equilibrio senza commercio o prima dello scambio: Si ha equilibrio di autarchia quando la FPP incontra la curva di indifferenza più alta possibile, e sono tangenti. Dal punto di tangenza della FPP con la più alta curva di indifferenza si individuano le quantità prodotte e consumate dei due beni presi in considerazione. Si ricorda che in autarchia la FPP indica il limite di produzione e consumo, che vedremo può essere superato con l’apertura al commercio internazionale.

Costo opportunità: In concorrenza perfetta il costo opportunità del grano deve essere uguale al suo prezzo relativo secondo il principio economico per il quale il prezzo riflette il costo opportunità del bene. Si ricorda che il costo opportunità del grano è dato da: PMLs/PMLg. Mentre il prezzo relativo del grano è: Pg/Ps. Nel punto dell’equilibrio questi due termini sono uguali.

Salario: Si assumono lavoratori finché il costo di un’ora aggiuntiva di lavoro (salario) è pari alla quantità di beni prodotta in quell’ora moltiplicata per il prezzo di quel bene. Nel grano si assumono lavoratori finché il salario è W= Pg x PMLg. Poiché il lavoro è mobile tra settori nel lungo periodo i salari dei due settori sono livellati. Perciò uguagliando i salari si ottiene Pg x PMLg = Ps x PMLs => Pg/Ps = PMLs/PMLg dove la parte sinistra rappresenta il prezzo relativo del grano (Pg/Ps) e la parte di destra è l’inclinazione della FPP (PMLs/PMLg).

Prezzo relativo: Il prezzo relativo nel rapporto Pg/Ps esprime sempre il prezzo del bene al numeratore, espresso in quantità di bene del denominatore al quale si deve rinunciare (quanta stoffe devo rinunciare per un grano in più). L’inclinazione della FPP è uguale al prezzo relativo del grano, bene misurato sull’asse orizzontale.

Nei modelli successivi vedremo che il prezzo relativo del bene sull’asse orizzontale è pari all’inclinazione della retta passante per il punto di tangenza tra la FPP e la curva di indifferenza più alta. In altre parole, il prezzo relativo indica l’inclinazione della “retta dei prezzi” passante per il punto di equilibrio tra FPP e curve di indifferenza. In Ricardo, la retta dei prezzi coincide con la FPP perché si assumono PML costanti, e quindi la FPP è una retta (non una curva).

Vantaggio comparato in un bene: Un paese ha un vantaggio comparato in un bene quando il costo opportunità di quel bene è inferiore al costo opportunità dello stesso bene nell’altro paese. Le differenze tra il prezzo relativo dello stesso bene nei due paesi riflette il vantaggio comparato. Il prezzo relativo in autarchia determina quale prodotto verrà esportato.

Il pattern di commercio internazionale sarà determinato dai costi opportunità della produzione in ogni paese, cioè dal modello del vantaggio comparato. Il paese con il prezzo relativo minore di un bene vorrà esportarlo nel paese dove quel bene “costa di più” ovvero dove ha un prezzo relativo maggiore (per guadagnarci di più dato il prezzo maggiore). Con lo scambio internazionale i beni relativi tendono a livellarsi nei due paesi. Se il prezzo relativo di un bene aumenta a seguito dell’apertura internazionale, aumenterà anche il salario pagato in quel settore, (perché dipendente dal prezzo del bene) e quindi i lavoratori si spostano in quel settore perché paga salari più alti rispetto all’altro bene. Quindi con il commercio internazionale i lavoratori si spostano totalmente nel settore a prezzo maggiore e il paese si specializza totalmente nella produzione di quel bene nel quale ha un vantaggio comparato.

In presenza di scambio internazionale la FPP diventa più ripida e si espandono le possibilità perché il paese non è più chiuso, tocca una curva di indifferenza maggiore e si crea più utilità per il paese. Adoperando la differenza (quantità prodotta - quantità consumata) di entrambi i beni si ottengono le quantità scambiate, e moltiplicandole per i loro prezzi si ottiene il valore degli scambi. Questi saranno pari tra esportazioni ed importazioni. Cioè il valore delle esportazioni è pari al valore delle importazioni. I paesi quindi si specializzano totalmente nel settore nel quale hanno un vantaggio comparato ed entrambi i paesi beneficiano dallo scambio internazionale.

Il salario reale: Si ottiene dividendo il salario nominale per il prezzo del bene (oppure osservando la PML che è proprio pari al rapporto tra salario nominale e prezzo del bene). I salari reali del paese con maggiore tecnologia (con vantaggi assoluti) saranno maggiori rispetto ai salari reali del paese arretrato, ma in ogni caso in entrambi i paesi sono aumentati i salari reali, anche se non si livellano. Cioè le PML di entrambi i paesi crescono con il commercio internazionale, ma il vantaggio assoluto resta evidente perché i salari non si livellano, ed uno dei due paesi continuerà ad avere una PML maggiore (quindi salari reali maggiori).

Il prezzo mondiale: Si deriva mettendo a confronto la FPP in equilibrio autarchico e internazionale con la curva delle esportazioni ed importazioni. Partendo dal prezzo di autarchia le export saranno nulle, man mano che aumenta il prezzo la quantità esportata aumenta in modo crescente e si costruisce la curva di offerta delle export. La curva di domanda delle importazioni si deriva allo stesso modo. Con un prezzo autarchico non c’è convenienza ad importare, man mano che il prezzo scende le importazioni aumentano. La curva delle export è inclinata positivamente, quella delle import è inclinata negativamente. L’intercezione delle curve di eccesso di offerta (export) ed eccesso di domanda (import) determinano il prezzo relativo mondiale.

Ragione di scambio: È il rapporto tra il prezzo delle export e delle import (prezzo export/prezzo import) di un paese (in Ricardo per il paese H sarà Pg/Ps perché H esporta il grano ed importa la stoffa. Viceversa la ragione di scambio del paese F sarà Ps/Pg). Un aumento del valore delle export o una diminuzione del valore delle import fa migliorare la ragione di scambio. Viceversa, una riduzione delle export o un aumento delle import fa peggiorare la ragione di scambio. Avere una ragione di scambio maggiore implica avere salari reali maggiori, quindi beneficia i lavoratori.

Il modello ricardiano è stato creato per sfatare l’idea che solo le esportazioni sono un vantaggio mentre le importazioni no.

Ipotesi del modello

2 paesi H, F. 2 Beni G, S (Grano e Stoffa). Il prezzo relativo del grano in H è minore del prezzo relativo in F: Pg/Ps < Pg/Ps. Questa differenza nei prezzi è determinata da una differenza nelle produttività marginali del lavoro nei due paesi. In particolare, il paese H ha tecnologie più avanzate, e quindi riesce a produrre in modo più economico il bene. Inoltre, i salari dipendono dalle produttività del lavoro nei paesi (da adesso in poi PML) quindi secondo le ipotesi sopra PMLH > PMLF => WH > WF.

Ci aspettiamo che in autarchia consumi e produzione siano lungo la FPP (frontiera delle possibilità produttive), mentre in apertura internazionale i consumi sono lungo la retta dei prezzi internazionali. Questa retta sarà più inclinata per H (visto che in F Pg/Ps è maggiore) e per F sarà più piatta. I guadagni si misurano con l’altezza delle curve di indifferenza. I salari reali crescono in entrambi i paesi per via dei maggiori prezzi dei beni esportati, quindi in ogni paese il lavoro si specializza completamente nel settore delle esportazioni.

A cura di Stefano Silvani. Università di Tor Vergata. Pag. 2

Cap. 3 Modello a fattori specifici

In molti casi l’apertura di un paese al commercio internazionale genera vincitori e perdenti. In generale, i guadagni dei vincitori superano le perdite dei perdenti e quindi i guadagni complessivi sono positivi. Il modello di Ricardo considerava solo il fattore lavoro, quando invece introduciamo altri fattori quali il capitale (K) e la terra (T) il commercio internazionale genera vantaggi per alcuni fattori e svantaggi per altri. Il presente modello analizza i guadagni del lavoro, capitale e terra e si assume che ci siano due beni, Agricoli e Manufatti. I beni agricoli usano lavoro e terra, i beni manufatti lavoro e capitale. Per questo si chiama modello a fattori specifici, perché ci sono fattori specifici (capitale) per i beni manufatti e (terra) per i beni agricoli. L’idea che i fattori siano specifici e quindi fissi non è vera nel lungo periodo, perciò questo è un modello di breve periodo.

L’idea di base del modello è che il profitto dei fattori specifici (K e T) aumenta o diminuisce in modo significativo a causa dei cambiamenti nei prezzi relativi, perché nel breve periodo sono vincolati a un settore e non possono essere impegnati altrove. Al contrario, i fattori mobili (L) possono in parte compensare le perdite cercando impiego altrove. In ogni settore, all’aumentare della quantità di lavoro utilizzata ci sono rendimenti decrescenti, ovvero il PML si riduce all’aumentare della quantità di lavoro utilizzata in quel settore. Quando migliora l’uso del lavoro la produzione manifatturiera migliora ma a un tasso decrescente.

Frontiera delle possibilità produttive: Ponendo sull’asse orizzontale la manifattura e su quello verticale l’agricoltura. Si ottiene combinando i due settori (M e A) a causa dei rendimenti decrescenti del lavoro in entrambi i comparti, la FPP è curva o concava rispetto all’origine degli assi. Usando i prodotti marginali del lavoro in ogni settore possiamo determinare l’inclinazione della FPP. Supponendo che un’unità di lavoro lasci l’agricoltura ed entri nella manifattura, il nuovo livello di produzione sarà su un altro punto della FPP.

La riduzione della produzione agricola sarà pari a PMLa e l’aumento della produzione manifatturiera è PMLm. L’inclinazione della FPP tra i due punti è l’opposto del rapporto tra i prodotti marginali, cioè: -PMLa/PMLm. Questo rapporto può essere interpretato come il costo opportunità della produzione di un’unità di bene manufatto, è il costo di un’unità di un bene manufatto in termini di quantità di bene agricolo a cui sarebbe necessario rinunciare per produrlo. Come nel modello ricardiano, l’inclinazione della FPP è il costo opportunità della produzione manifatturiera, che è uguale al prezzo relativo dei beni manufatti.

In mercati concorrenziali le imprese assumono lavoratori finché il costo di un’ora aggiuntiva (Salario) sia pari al valore di un’ora aggiuntiva di lavoro nella produzione. Altrettanto il valore di un’ora aggiuntiva di lavoro è pari alla quantità di beni prodotta in quell’ora (PML) moltiplicato per il prezzo del bene. Perciò, si assumono lavoratori finché il salario è pari al prezzo dei beni per il PML nel settore: W = P x PML, questo è vero per entrambi i settori. In equilibrio di autarchia i due salari dei due settori sono livellati, perché il lavoro è libero di muoversi tra i comparti fino a che questi non si aggiustano. Uguagliando le equazioni dei salari nei due settori Pm x PMLm = Pa x PMLa e riordinando i termini si ottiene Pm/Pa = PMLa/PMLm. Questa equazione mostra il prezzo relativo del bene manufatto (Pm/Pa) che è uguale al costo opportunità del manufatto PMLa/PMLm (inclinazione della FPP). I prezzi relativi riflettono anche il valore che i consumatori danno al manufatto rispetto all’agricolo.

In autarchia l’equilibrio è nel punto dove il prezzo relativo del manufatto (Pm/Pa) è pari all’inclinazione della FPP e della curva di indifferenza. L’equilibrio autarchico è identico a quello del modello ricardiano. L’equilibrio è nel punto di tangenza tra la FPP e la curva di indifferenza del consumatore. Questo è il punto di maggior utilità possibile.

A cura di Stefano Silvani. Università di Tor Vergata. Pag. 3

Fipotizziamo che il prezzo relativo di autarchia dei manufatti nel paese F (Pm/Pa) sia maggiore dal prezzo autarchico del paese H (Pm/Pa). Tale assunzione implica che H può produrre manufatti in modo relativamente più economico rispetto ad F, cioè H ha un vantaggio comparato nei beni manufatti. Ci aspettiamo che il prezzo relativo mondiale di equilibrio, cioè il prezzo relativo di tutti i paesi (Pm/Pa) sia compreso tra i prezzi relativi di autarchia dei due paesi (Pm/Pa)H < (Pm/Pa)W < (Pm/Pa)F. Questa equazione mostra che quando H si apre al commercio internazionale il prezzo relativo dei beni manufatti aumenta da (Pm/Pa)H ad (Pm/Pa)W. Al contrario, il prezzo relativo dei manufatti di F si riduce da (Pm/Pa)F a (Pm/Pa)W.

Con il commercio internazionale il prezzo relativo mondiale (Pm/Pa)W è rappresentato da una retta la cui inclinazione è più elevata rispetto alla retta dei prezzi relativi autarchici in H. Il maggior prezzo relativo del bene manufatto in H attrae più lavoratori in quel settore che ora produce nel nuovo punto di tangenza con la FPP. Il paese può quindi esportare beni manufatti e importare agricoli lungo la retta del prezzo internazionale e raggiunge un livello di utilità maggiore nel punto in cui la retta dei prezzi internazionali è tangente alla curva di indifferenza più alta. Il fatto che ora si tocca una curva di indifferenza più alta significa che il benessere dato dal commercio internazionale è aumentato. La distanza tra la curva di indifferenza di autarchia e di quella in apertura misura i guadagni complessivi del paese nel commercio internazionale. I guadagni complessivi possono essere nulli ma mai negativi, perciò il commercio internazionale non peggiora mai la situazione generale. Il bene il cui prezzo relativo aumenta è esportato, il bene il cui prezzo relativo diminuisce è importato. Esportando manufatti ad un prezzo maggiore e importando agricoli ad un prezzo inferiore, H ha un maggior benessere rispetto alla situazione senza commercio.

Per determinare i salari, in primo luogo si sommano le quantità di lavoro impiegate nei due settori La ed Lm per ottenere la dotazione totale di lavoro: L = Lm + La. Ogni punto sull’asse orizzontale del grafico sotto indica quanto lavoro è impiegato nel settore manifatturiero (da sinistra a destra) e quanto in agricoltura (da destra a sinistra). Il secondo passo per determinare i salari è moltiplicare il prodotto marginale del lavoro in ogni settore per il prezzo del bene di quel settore. Le imprese assumeranno lavoratori finché il costo di un’ora aggiuntiva di lavoro (salario) sia pari al valore di un’ora aggiuntiva di produzione, ovvero W = PML x P.

A cura di Stefano Silvani. Università di Tor Vergata. Pag. 4

Un aumento del prezzo relativo dei beni manufatti Pm/Pa può verificarsi sia per un aumento di Pm che per una riduzione di Pa. Le due variazioni avranno lo stesso effetto sul salario reale, cioè sulla quantità di manufatti e di agricoli che un lavoratore può permettersi di acquistare. Supponiamo che Pm aumenti e che Pa resti invariato dopo l’apertura. Quando Pm aumenta la curva Pm x PMLm si sposta verso l’alto. L’aumento verticale è esattamente pari alla variazione del prezzo di Pm moltiplicato per PMLm. La nuova intersezione delle due curve si ha nel nuovo punto di intersezione, con un salario W’ e una nuova allocazione del lavoro tra L’. Il salario di equilibrio è aumentato da W a W’ e la quantità di lavoro nel manifatturiero è anche quella aumentata (per via dei salari maggiori), mentre il lavoro in agricoltura si è ridotto. Il fatto che il salario sia aumentato non significa che i lavoratori stiano meglio o peggio in termini di agricoli e manufatti che possono acquistare. La quantità di agricoli che un lavoratore può acquistare è W/Pa, visto che W è aumentato e Pa è invariato, i lavoratori possono permettersi di comprare più agricoli, cioè il salario reale è aumentato.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jstew di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma Tor Vergata o del prof Quintieri Beniamino.
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