Cap. 4 Moneta, tassi di interesse e tassi di cambio
4.1 Introduzione
Abbiamo mostrato come il tasso di cambio tra due valute dipenda da due fattori: il tasso di interesse sui depositi denominati in tali valute e l'aspettativa sul tasso di cambio futuro. Per comprendere pienamente in che modo si determinino i tassi di cambio, dobbiamo imparare come si determinano i tassi d'interesse e le aspettative sul cambio futuro.
Il primo passo nella costruzione del modello è spiegare gli effetti dell'offerta e della domanda di moneta di un Paese su un proprio tasso d'interesse e sul tasso di cambio. Poiché i tassi di cambio sono i prezzi relativi delle varie monete nazionali, i fattori che influenzano la domanda e l'offerta di moneta di un Paese sono tra le determinanti più importanti del tasso di cambio.
4.2 La definizione di moneta: le sue funzioni e l'offerta di moneta
La funzione più importante della moneta è quella di servire come mezzo di scambio generalmente accettato. La moneta elimina gli enormi costi di ricerca legati a un sistema di baratto proprio perché è accettata universalmente, permettendo a un individuo di vendere i beni e i servizi da lui prodotti ad agenti diversi dai produttori dei beni e servizi che tale individuo vuole consumare.
Il secondo ruolo della moneta è quello di unità di conto, cioè una misura di valore largamente riconosciuta. La convenzione di esprimere i prezzi in termini monetari semplifica i calcoli economici, facilitando il confronto tra i prezzi di differenti beni.
Poiché la moneta può essere usata per trasferire potere d'acquisto dal presente al futuro, essa è considerata anche un'attività o una riserva di valore. Questo attributo è essenziale per ogni mezzo di scambio, perché nessuno vorrebbe accettarlo in pagamento se il suo valore in termini di beni e servizi svanisse immediatamente.
L'utilità della moneta come mezzo di scambio rende automaticamente la moneta l'attività più liquida, cioè in grado di essere trasformata rapidamente in beni e servizi e senza incorrere in alti costi di transazione.
Quando ci riferiamo all'offerta di moneta intendiamo l'aggregato monetario che la BC chiama M1, cioè l'ammontare totale di circolante e depositi a vista posseduti da famiglie e imprese, quindi non si tratta di una definizione da interpretare in senso restrittivo in quanto devono includersi in questa accezione non solo i liquidi, ma anche i mezzi di pagamento largamente accettati (assegni, bonifici).
L'offerta di moneta di un paese è controllata dalla sua BC. Essa regola direttamente la quantità di circolante in essere e controlla anche indirettamente l'ammontare dei depositi a vista emessi dalle BC.
4.3 La domanda individuale di moneta: rendimento atteso, rischio e liquidità
I fattori che spiegano la domanda individuale di moneta possono essere derivati dalla teoria della domanda di attività finanziarie già esaminata. Infatti, abbiamo visto come gli individui basino la loro domanda di un'attività su tre caratteristiche:
- Il rendimento atteso che essa offre rispetto ai rendimenti di attività alternative.
- La rischiosità del rendimento atteso dell'attività.
- La liquidità dell'attività.
Partiamo dal primo punto: la teoria della domanda di attività finanziarie mostra come variazioni del tasso d'interesse influenzino la domanda di moneta. La teoria afferma che, a parità di altre condizioni, gli agenti preferiscono le attività che offrono un maggior rendimento atteso. Poiché un aumento del tasso d'interesse corrisponde a un maggiore rendimento delle attività non liquide rispetto al rendimento della moneta, se aumenta il tasso d'interesse gli agenti vorranno detenere una quota maggiore della propria ricchezza in attività che pagano un interesse e una quota minore sotto forma di moneta. Possiamo concludere che, a parità di altre condizioni, un aumento di R riduce la domanda di moneta.
Possiamo descrivere l'influenza di R sulla domanda di moneta anche utilizzando il concetto di costo opportunità, cioè l'ammontare a cui si deve rinunciare per intraprendere un'azione piuttosto che un'altra. R misura dunque il costo opportunità di detenere moneta piuttosto che titoli fruttiferi. L'aumento di R, pertanto, aumenta il costo di detenere moneta e ne riduce la domanda.
Analizzando il punto 2), il rischio non è un elemento importante nella determinazione della domanda di moneta. È rischioso detenere moneta perché un aumento inatteso del prezzo di beni e servizi può ridurre il valore della propria moneta in termini dei beni che si consumano. Tuttavia, poiché le altre attività che pagano interessi hanno un valore facciale fisso in termini monetari, lo stesso aumento dei prezzi ridurrebbe il valore reale di tali attività nella stessa proporzione.
Per quanto concerne l'analisi della 3) liquidità, essa è il principale beneficio del possedere moneta. Famiglie e imprese possiedono moneta perché questo è il modo più facile di finanziare le correnti transazioni quotidiane. La necessità di liquidità di un individuo aumenta con il crescere dell'ammontare medio delle proprie transazioni giornaliere. Quindi, un incremento dell'ammontare medio delle transazioni di una famiglia o di un'impresa fa crescere la sua domanda di moneta.
4.4 La domanda aggregata di moneta
Ragionando a livello macroeconomico, sulla base di quanto detto, sviluppiamo il concetto di domanda aggregata di moneta, cioè la domanda totale di moneta da parte di tutte le famiglie e le imprese dell'economia. Sono tre i principali fattori che determinano la domanda aggregata di moneta:
- Tasso di interesse (R): un incremento di R induce ciascun individuo nell'economia a ridurre la propria domanda di moneta. Di conseguenza, a parità di altre condizioni, se R aumenta, la domanda aggregata di moneta si riduce.
- Livello dei prezzi (P): il livello dei prezzi dell'economia è il prezzo monetario di un paniere di beni e servizi di riferimento. Se il livello dei prezzi aumenta, le famiglie e le imprese dovranno spendere un ammontare di moneta maggiore rispetto a prima per acquistare il solito paniere di beni e servizi.
- Reddito Nazionale Reale (Y): quando il PNL cresce in termini reali, vengono venduti più beni e servizi nell'economia. Quest'incremento del valore reale delle transazioni accresce la domanda di moneta, dato il livello dei prezzi.
La domanda aggregata di moneta (Md) può essere espressa come:
Md = P x L(R,Y)
dove il valore di L(R,Y) diminuisce al crescere di R e aumenta al crescere di Y.
Per comprendere perché abbiamo specificato la domanda aggregata di moneta come proporzionale a P, immaginiamo che tutti i prezzi raddoppino, a parità di altri fattori (ceteris paribus). Il valore monetario medio delle transazioni giornaliere di ciascun individuo raddoppierebbe, così come l'ammontare di moneta che ciascuno desidererebbe detenere. Di solito, la funzione di domanda di moneta aggregata viene espressa nella forma equivalente:
Md/P = L(R,Y)
e L(R,Y) viene chiamato domanda reale aggregata di moneta. Questo modo di esprimere la domanda di moneta mostra che la domanda aggregata di liquidità, ossia L(R,Y), non è la domanda di un certo numero di unità di moneta, bensì la richiesta di un certo ammontare di potere d'acquisto in forma liquida. Il rapporto Md/P (saldi monetari), cioè l'ammontare di moneta desiderato misurato in termini di un paniere tipico di beni di consumo, è uguale all'ammontare del potere d'acquisto che gli individui vogliono detenere in forma liquida.
La Figura 4.1 (pag. 100) mostra in che modo la domanda reale aggregata di moneta è influenzata da R per un dato livello di Y. La curva è inclinata negativamente, poiché una riduzione di R aumenta la quantità desiderata di moneta reale per ciascun operatore dell'economia. La Figura 4.2 (pag. 101) mostra come un incremento del reddito reale Y da Y1 a Y2 modifichi la posizione della domanda reale aggregata di moneta.
4.5 Il Tasso di Interesse di equilibrio: l'interazione tra offerta e domanda di moneta
Il mercato monetario è in equilibrio quando l'offerta di moneta fissata dalla BC eguaglia la domanda aggregata di moneta. Si ha condizione di equilibrio quando:
Ms = Md
Dividendo per il livello dei prezzi e... (il testo si interrompe qui)
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