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Una simulazione della World Bank indica che

 un’immigrazione verso i paesi ad alto reddito, capace

di incrementare la loro forza lavoro del 3%,

produrrebbe un incremento di reddito complessivo

dei nativi in quei paesi pari allo 0,4%.

L’impatto sul salario dei nativi sarebbe marginale,

 mentre le perdite maggiori sarebbero subite dai

lavoratori immigrati in precedenza.

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D’altra parte l’immigrazione, soprattutto in forma di

 riunione familiare, può provocare ulteriore pressione

sulla spesa sociale, almeno nel breve periodo. Inoltre,

vanno considerati i costi sociali legati ai problemi

d’integrazione. Migration)

Immigrazione di rimpiazzo (Replacement

 Uno dei problemi principali per le economie sviluppate è

quello dell’invecchiamento della popolazione, con

conseguente restringimento della percentuale della

popolazione attiva. Questo fenomeno rischia di avere un

forte impatto negativo sulla crescita e sul sistema di

sicurezza sociale dei paesi interessati. L’immigrazione

potrebbe ‘rimpiazzare’ la forza lavoro mancante.

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6.4. Effetti economici dell’immigrazione nel

paese di origine. Migrazione e sviluppo

L’emigrazione ha spesso aiutato i governi locali a risolvere i

 problemi causati da una crescente popolazione.

D’altra parte, questa emigrazione può causare perdita di

 capitale umano. I pvs possono essere depauperati

drain).

dall’emigrazione di lavoratori specializzati (brain

Anche la formazione offerta dai paesi sviluppati potrebbe

sottrarre forza lavoro specializzata causando effetti esterni

negativi nei pvs.

Possibili rimedi sono: imposte all’uscita nei paesi d’origine,

compensazioni pagate dai paesi di destinazione.

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Se le rimesse degli emigranti sono sostanziali e/o questi

 ritornano nei paesi di origine, i risparmi accumulati e le

conoscenze acquisite possono produrre benefici di lungo

periodo che compensano le perdite di breve causate dai

flussi in uscita.

Globalmente, le stime delle rimesse sono raddoppiate

negli ultimi cinque anni: la stima di 167 miliardi $, nel

2005, deve probabilmente essere corretta in aumento del

50%.

Il loro impatto sulla riduzione della povertà può essere

sostanziale. Per es., si stima che esse abbiano contribuito

alla riduzione del 20% della popolazione povera in

Guatemala (11% in Uganda, 6% in Bangladesh, 5% in

Ghana). 15-17 aprile 2008 29

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ECONOMIA INTERNAZIONALE

Parte VI – Contabilità nazionale e bilancia dei

pagamenti

Introduzione

1. Cenni di contabilità nazionale

2. Bilancia dei pagamenti

3. 15-17 aprile 2008 31

1. INTRODUZIONE

Al fine di esaminare i risultati gli effetti del

 commercio internazionale ed i legami

economici tra le economie coinvolte è

necessario utilizzare due strumenti analitici

collegati: il sistema di contabilità nazionale e la

bilancia dei pagamenti.

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2. CENNI DI CONTABILITÀ

NAZIONALE

2.1. Introduzione

– Prodotto interno lordo.

Misura il volume dell’attività produttiva entro i confini nazionali, anche se

questa è ottenuta utilizzando i servizi di capitale di proprietà straniera.

– Prodotto nazionale lordo. più

Misura il valore di mercato di tutti i beni e servizi finali. Esso è pari al Pil le

entrate nette di reddito dal resto del mondo, cioè

+ redditi dei residenti su attività detenute in altri paesi

– pagamenti dei residenti agli stranieri che hanno attività che si trovano entro

i confini nazionali. 15-17 aprile 2008 33

I due valori precedenti di produzione comprendono

 quattro categorie fondamentali che vanno distinte ai fini

dell’analisi politico economica :

– Consumo (parte di produzione consumata dai residenti)

– Investimento (parte di produzione destinata alla produzione

futura)

– Spesa pubblica per beni e servizi (parte di produzione

acquistata dal settore pubblico)

– Saldo di conto corrente (che misura le esportazioni nette)

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2.2. Identità di contabilità nazionale in un’economia

chiusa

Y=C+I+G

Y: Prodotto nazionale (o interno) lordo, o reddito nazionale

C: Spesa per consumi

I: spesa per investimenti

G: acquisti del settore pubblico

Dall’equazione precedente, abbiamo la definizione di I:

I=Y–C-G 15-17 aprile 2008 35

Il risparmio nazionale (S) indica la quantità di Y che non

 è consumata o destinata ad acquisti del settore pubblico,

cioè: S=Y–C-G

In un’economia chiusa il risparmio nazionale è

uguale agli investimenti: S = I

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2.3. Identità di contabilità nazionale in un’economia aperta

Y = C + I + G + EX - IM + E

EX: esportazioni

IM: importazioni

E: pagamenti netti dall’estero per la vendita di servizi di capitale, per

es. dividendi o interessi ricevuti su titoli stranieri

Saldo del conto corrente

 CA = EX – IM + E = Y – (C+I+G)

avanzo di conto

Se le esportazioni eccedono le importazioni, si ha un

corrente disavanzo di conto corrente

, viceversa si ha un .

Dall’equazione del risparmio [S=Y–C–G], otteniamo: CA=S–I.

in una economia aperta risparmi ed investimenti possono

Pertanto,

non coincidere . 15-17 aprile 2008 37

Se distinguiamo tra risparmio privato, S , e risparmio

p

 pubblico, S , quest’ultimo è pari a: S = T – G, dove T

g g

indica il prelievo fiscale netto.

Sommando i due valori del risparmio, e richiamando

l’equazione del risparmio, otteniamo:

S + S = S = I + CA

p g

Pertanto: S =I+CA–S Sostituendo per la definizione di

p g.

S :

g S = I + CA + (G–T)

p

Dove G-T è il disavanzo pubblico.

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Il disavanzo pubblico e quello di conto corrente non

 sono necessariamente disavanzi gemelli.

Se risparmio ed investimento restano costanti, una

 riduzione del disavanzo pubblico porta ad un

miglioramento del saldo di conto corrente, e viceversa

[CA=S -I-(G–T)]. Questa relazione si riscontra negli

p

USA nella prima metà degli anni ’80, quando l’aumento

del disavanzo pubblico fu seguito da un peggioramento

del saldo di conto corrente. Al contrario, alla fine degli

anni ’90, le riduzioni dei disavanzi nei paesi che

dovevano accedere alla UME non furono seguite da

variazioni nell’avanzo di conto corrente, in conseguenza

di una riduzione dei risparmi (equivalenza ricardiana?)

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3. BILANCIA DEI PAGAMENTI

bilancia dei pagamenti

La è un documento contabile

 che registra, con il metodo della partita doppia, tutte le

transazioni economiche che hanno avuto luogo (beni di

consumo, beni patrimoniali, servizi, crediti finanziari) tra

i ‘residenti’ di una paese (individui, imprese, agenzie

pubbliche) ed il mondo esterno, entro un determinato

intervallo di tempo.

Nell’area dell’euro, la bilancia dei pagamenti è compilata

 dalla BCE che aggrega i dati relativi dei singoli paesi.

15-17 aprile 2008 40

L’economia monetaria internazionale studia i

 deficit/surplus nella bilancia dei pagamenti ed i

meccanismi per correggere le situazioni di

disequilibrio.

La bilancia dei pagamenti offre una misura del

 disequilibrio dei pagamenti internazionali: un deficit

indica che il paese brucia le sue riserve in attività

estere e si sta quindi indebitando con l’estero. Ciò

può portare ad un deprezzamento della valuta ed,

eventualmente, ad una fuga di capitali e causare

perfino una pericolosa crisi finanziaria.

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Ogni transazione che si riflette in un pagamento a favore

 di uno soggetto straniero entra come debito, mentre ogni

transazione che si rifletta in un introito proveniente

dall’estero costituisce un credito.

Le transazioni internazionali contabilizzate nella bilancia

 dei pagamenti sono la somma di:

Saldo di conto corrente +

Saldo di conto capitale +

Saldo di conto finanziario

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Il conto corrente della bilancia dei pagamenti registra

 l’interscambio dei beni e dei servizi, il reddito da

interessi e dividendi sugli IDE e dividendi di

portafoglio, ed il totale dei trasferimenti correnti (per

es. imposte, sussidi, contributi netti alla UE,

trasferimenti pubblici a paesi stranieri).

Il saldo di conto corrente (dato dalla vendita netta di

 beni e servizi al resto del mondo, includendo i servizi

variazione di ricchezza

del capitale) è pari alla

estera netta del paese:

EX – IM + E

EX-IM

Inoltre, fornisce il saldo commerciale.

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Nel conto capitale è registrato un numero limitato di

 transazioni, soprattutto relative ai trasferimenti

internazionali di ricchezza qualificabili come “non di

mercato” (o non tangibili, cioè non manifatturiere e

non finanziarie).

Esempi: la remissione del debito (registrata in debito

 nel conto capitale) o le attività che i migranti portano

con loro.

saldo del conto capitale

Il indica la vendita netta di

 crediti finanziati al resto del mondo.

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Il conto finanziario registra tutte le transazioni finanziarie

con il resto del mondo, suddivise in quattro categorie:

- IDE (verso una controllata o affiliata)

- Investimenti di portafoglio (acquisto di titoli

obbligazionari ed azionari

- Strumenti finanziari derivati e altri investimenti

bancari internazionali

- Attività di riserva

saldo del conto finanziario

Il si riferisce alla differenza

tra le vendite di attività finanziarie agli stranieri e gli

acquisti di attività emesse all’estero. Se un paese prende a

prestito una somma abbiamo un afflusso finanziario.

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AUTORE

flaviael

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia internazionale sulle crisi finanziarie con analisi dei seguenti argomenti: la crescita del mercato internazionale di capitali dal 1990 al 1998, le crisi finanziarie degli anni Novanta nell'Est-Asiatico, Messico, Brasile, Argentina, Russia, cosa si sarebbe potuto fare per evitare le crisi, il problema del debito internazionale.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Mazza Isidoro.

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