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Economia internazionale - gli obiettivi del millennio

Appunti di Economia internazionale sugli obiettivi del millennio con analisi dei seguenti argomenti: la Dichiarazione del Millennio del 2000 adottata dalle Nazioni Unite, gli otto obiettivi del millennio, l’impatto della globalizzazione sull’ambiente, i flussi internazionali.

Esame di Economia internazionale docente Prof. I. Mazza

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1. INTRODUZIONE

Il commercio internazionale può derivare dalla diversità di

dotazione dei fattori produttivi.

Il teorema dell’uguaglianza dei prezzi dei fattori produttivi

evidenzia come il commercio inter-industriale di beni e

servizi possa essere un sostituto della mobilità

internazionale dei fattori.

Per il rapporto di sostituibilità, la limitazione del

commercio internazionale, oppure l’apertura al libero

scambio possono essere motivate dagli effetti che queste

possono avere sull’afflusso (o deflusso) dei fattori

produttivi. 8-10 aprile 2008 26

L’INTEGRAZIONE DEL MERCATO

2. INTERNAZIONALE DI CAPITALI

2.1. Introduzione

I flussi internazionali di capitale riguardano transazioni di

credito e prestito tra nazioni diverse.

L’afflusso di capitale è attratto da elevati rendimenti.

L’apertura agli investitori stranieri migliora la concorrenza

nel mercato finanziario e favorisce le imprese riducendo il

rapporto tra debito e valore capitalizzato (leverage).

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D’altra parte, la mobilità del capitale rappresenta un

vincolo per la politica fiscale dei governi nazionali.

Per esempio, una diminuzione del tasso d’interesse può

favorire la ripresa dell’economia ma anche causare la

fuoriuscita di capitale e, quindi, la svalutazione della

valuta con un conseguente incremento dei prezzi delle

importazioni. 8-10 aprile 2008 28

2.2. Effetti economici della mobilità del capitale

Consideriamo due economie chiuse in cui vi è

integrazione solo nel mercato del capitale.

La perfetta mobilità internazionale del capitale causa:

– una convergenza dei rendimenti reali di capitale;

– un aumento della produzione complessiva dei paesi interessati;

– effetti redistributivi nei paesi di origine e destinazione: nel paese di

destinazione, si abbassa il prezzo del capitale e dei fattori sostituti,

mentre aumenta il prezzo dei fattori complementari. Effetti opposti

si verificano nel paese di origine.

Per es., con funzione di produzione F(K,L), misuriamo sull’asse orizzontale

0A

la disponibilità complessiva di K in due paesi, e supponiamo che I K sia

1

0B

l’ammontare di capitale investito nel paese A e I K sia il capitale investito

1

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in B: kB kA

La produttività del capitale a K sarà maggiore nel paese B: F (K )> F (K ).

1 1 1

Il capitale si sposterà da A verso B.

A B

kA kB

F F

kB

F (K )

1

kA

F (K )

1 0A 0B

I K K I

2 1

→ ←

La fuoriuscita di capitale da A verso B è pari a K K .

1 2

L’area tratteggiata indica l’incremento di produzione complessivo (la produzione

si riduce in A ma aumenta in misura maggiore in B).

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2.3. Prestiti internazionali

I prestiti internazionali possono essere considerati una

forma specifica di commercio, il commercio

intertemporale.

– Consideriamo la frontiera intertemporale delle possibilità

produttive di un paese: maggiore consumo presente implica

minori risorse per la produzione ed il consumo futuro.

consumo futuro -(1+r) r: tasso d’interesse reale

consumo presente

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– Alcuni paesi avranno possibilità intertemporali di produzione sbilanciate verso il

futuro ed altri verso il presente. In assenza di prestiti internazionali, nel primo

gruppo di paesi il prezzo relativo del consumo futuro sarà più basso che nel

secondo gruppo di paesi.

– Il prezzo del consumo futuro, in termini di rinunzia al consumo presente,

dipende dal tasso di interesse. Se un soggetto prende in prestito e consuma oggi,

egli dovrà restituire in futuro questa somma moltiplicata (1+r) dove r è il tasso

d’interesse reale (tenendo conto dei cambiamenti di prezzo dei beni).

il prezzo relativo del consumo futuro è 1/(1+r).

Quindi,

– Un paese con possibilità di produzione intertemporali sbilanciate verso il futuro

(chiamiamolo F) avrà una frontiera meno ‘schiacciata’ di un altro con possibilità

di produzione intertemporali sbilanciate verso il presente (chiamiamolo P).

In assenza di prestiti internazionali il prezzo relativo del consumo futuro è più

basso in F (e quindi il tasso di interesse reale più alto) che in P. Quindi F ha un

vantaggio comparato nel consumo futuro e P un vantaggio comparato nel

consumo presente: presterà

P esporterà consumo presente, cioè ad F in cambio di consumo futuro,

restituzione della somma prestata

cioè della aumentata dagli interessi.

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N.B.

I paesi che prendono in prestito sono quelli

con rendimenti più elevati.

Esempio

L’incremento del prezzo del petrolio negli anni 70 generò un

enorme flusso di denaro verso i paesi esportatori, i quali, però,

non avevano adeguate opportunità interne di investimento e

quindi prestarono a Pvs ed anche ai paesi sviluppati.

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2.4. Mobilità del capitale e concorrenza fiscale

I flussi internazionali di capitale sono influenzati dalle

differenze nei rendimenti.

Pertanto, i flussi di capitale possono facilmente

influenzare la politica fiscale, e viceversa.

Due tipi di imposte sul reddito da capitale:

– tutti i redditi dei

Imposte basate sul criterio di residenza (residence tax):

residenti sono tassati allo stesso modo, indipendentemente da

dove si originano.

– tutti i redditi

Imposte basate sul criterio della fonte (source tax):

guadagnati in un paese sono tassati allo stesso modo,

indipendentemente dalla residenza dei proprietari del capitale.

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Se ogni paese adotta una sul capitale allora in

residence based tax

equilibrio, il rendimento lordo è eguagliato internazionalmente,

implicando che le produttività marginali del capitale sono

efficiente allocazione degli investimenti.

eguagliate:

Se ogni paese adotta una avremo la situazione

source based tax

inefficiente allocazione

opposta, in equilibrio: vi sarà un’

degli investimenti.

– Tuttavia, se le aliquote d’imposta sono differenti, con il principio della

internazionale dei risparmi

residenza avremo un’allocazione

inefficiente, perché il tasso intertemporale di sostituzione è eguale

rendimento netto del capitale (che differisce internazionalmente).

Mentre, il principio della fonte causa un’efficiente allocazione dei

risparmi. 8-10 aprile 2008 35

NB.

La residence tax è difficile da implementare per

problemi di informazione e cooperazione (free-

riding).

La cooperazione fiscale necessita la creazione di

regolamentazione sovranazionale in grado di

garantirne l’implementazione (anche se la

concorrenza fiscale ha effetti positivi, in termini di

efficienza e di disciplina politica).

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La mobilità del capitale ha incrementato il potere

delle multinazionali (imprese che operano in diversi

paesi attraverso filiali e sussidiarie), poiché i governi

che vogliono attrarre capitale devono migliorare i

servizi al capitale (trasferendo risorse collettive).

La difficoltà a tassare il fattore mobile può indurre la

concentrazione delle imposte suo fattori immobili

(terra e lavoro), ma questa può essere realizzata

difficilmente. 8-10 aprile 2008 37

3. GLI INVESTIMENTI DIRETTI ESTERI

Possiamo distinguere due grandi categorie di flussi di

capitale:

– Gli investimenti di portafoglio; essi riguardano il ‘capitale

finanziario’ e non implicano proprietà o controllo (depositi

esteri, acquisti di obbligazioni - non azioni!- emesse da enti

pubblici o privati).

– Gli investimenti diretti esteri; essi riguardano il ‘capitale reale’,

implicano proprietà o controllo, e sono generalmente collegati

all’attività delle società multinazionali .

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Le società multinazionali sono responsabili di un flusso

internazionale di capitali, come nel caso in cui una

impresa madre crea, oppure espande, proprie filiali

all’estero, o concede ad esse prestiti o realizza altri

investimenti all’estero (per esempio acquisizioni,

fusioni,…).

Questi movimenti internazionali di capitali

investimenti diretti esteri

rappresentano degli (IDE o

FDI – Foreign Direct Investments).

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Vi sono difficoltà nello stimare gli IDE in uscita ed

entrata poiché alcuni paesi non li registrano nella propria

contabilità nazionale.

Non vi è neanche una definizione univoca di società

multinazionale. Definiamo così le società che operano in

diversi paesi, ma è importante anche la composizione

della proprietà.

– A volte si considerano come multinazionali (o straniere) le

società dove la percentuale della proprietà straniera supera un

certo livello che dovrebbe indicare la quota di controllo (10%,

negli USA; in casi come questo, nello stesso paese una stessa

impresa potrebbe essere considerata una multinazionale e,

allo stesso tempo, una sussidiaria di un’impresa straniera).

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Trend degli IDE

In questa decade, gli IDE hanno mostrato un andamento altalenante

avuto diversi. Dopo il picco del 2000, c’è stata una riduzione di quasi

il 40% l’anno seguente ed un’ulteriore riduzione nel 2002 e 2003. Da

allora gli IDE sono cresciuti vigorosamente (anche del 20% annuo)

fino al 2006; soprattutto quelli diretti verso i mercati emergenti.

Infatti, gli IDE rappresentano la grande maggioranza dei flussi di

capitali verso i Pvs, specialmente dopo il declino degli investimenti

di portafoglio.

Da notare che la Cina attrae IDE ma anche li genera: i suoi IDE

sono passati da 1,8 mld. $, nel 2004, a 11,3 mld. $ nell’anno dopo.

Si prevede una crescita continua, anche se ad un tasso più ridotto,

anche nei restanti anni della decade. Alcune previsioni indicano il

raggiungimento di un nuovo record (superiore al 2000) nel 2007.

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Teoria delle multinazionali

Le ragioni per l’esistenza di multinazionali sono diverse:

– Localizzazione

sfruttamento di risorse locali (lavoro a basso costo, limitata

regolamentazione...)

aggiramento di costi di trasporto o di barriere doganali

fornitura di servizi non facilmente esportabili (servizi di ristorazione,

per es.)

presenza di un grande o crescente mercato per i prodotti della società.

– Internalizzazione

trasferimento di tecnologia anche se, quando la tecnologia muta

rapidamente, la concessione di licenze può essere preferita alla

produzione all’estero

integrazione verticale (rapporti di agenzia, stabilità prezzi).

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Origine e destinazione degli IDE

Poiché gli IDE sono motivati soprattutto da opportunità di

sviluppo del mercato nel medio-lungo periodo, questi flussi sono

normalmente meno volatili degli investimenti di portafoglio (ma

non sempre resistono in periodi di forte crisi).

Dopo la seconda guerra mondiale le multinazionali avevano sede

principalmente negli USA. Ora, è cresciuto il numero delle

multinazionali europee e giapponesi. Queste ultime sono

sostanzialmente meno capitalizzate di quelle statunitensi.

Le multinazionali spesso operano in industrie a tecnologia matura.

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Gli IDE sono principalmente diretti verso i paesi

sviluppati da cui anche si originano in gran parte

(circa l’87% nel 2005).

Negli ultimi anni, i Pvs più grandi (BrIC) stanno

assorbendo una quantità crescente di IDE.

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PAGINE

60

PESO

2.30 MB

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Mazza Isidoro.

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