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Economia internazionale - esempi di stima di costo sociale per i dazi Appunti scolastici Premium

Appunti di Economia internazionale sui seguenti argomenti: alcuni esempi di stima di costo sociale per i dazi a protezione di alcune industrie degli Stati Uniti, la presenza nei Paesi avanzati di barriere tariffarie, il tasso nominale di protezione, il tasso effettivo di protezione, il contingentamento delle importazioni. Vedi di più

Esame di Economia internazionale docente Prof. I. Mazza

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Alcuni esempi di stima di costo sociale per i dazi a

protezione di alcune industrie degli Stati Uniti (dati 1994;

Hulfbauer e Elliott, 1994):

CALZATURE DI GOMMA: dazi tra 20% e 67%; maggior costo annuale per i

consumatori: 208 milioni $; posti di lavoro creati dalla protezione: 1700 circa.

Costo per i consumatori di un posto di lavoro: 122 mila $ circa.

BORSE DA VIAGGIO: dazio medio 16,5%; maggior costo annuale per i

consumatori: 211 milioni $; posti di lavoro creati dalla protezione: 225. Costo

per i consumatori di un posto di lavoro: quasi 1 milione $.

SPREMUTA DI ARANCIA CONGELATA: dazio medio 30%; maggior costo

per i consumatori: 280 milioni $; posti di lavoro creati dalla protezione: 600.

Costo per i consumatori di un posto di lavoro: più di 460 mila $.

11-13 marzo 2008 1

N.B. In generale, nelle economie avanzate esiste un sistema

 assai articolato di barriere tariffarie, spesso affiancate da

altre barriere non tariffarie sullo stesso prodotto.

Lo probabilità che sia possibile definire un dazio ottimale

 e-b-d)

positivo (che massimizza è tanto più elevata

quanto più elastiche sono la domanda e l’offerta (interne

ed all’estero).

Il grado di protezione effettivo non è semplicemente dato

 dal incremento percentuale di prezzo (nel caso di un

dazio specifico) o dall’aliquota del dazio (nel caso che sia

ad valorem).

calcolato 11-13 marzo 2008 2

In particolare, dobbiamo distinguere tra:

- tasso nominale di protezione = dazio/prezzo con libero scambio

- tasso effettivo di protezione = (valore aggiunto interno con

protezione - valore aggiunto interno senza protezione)/valore

aggiunto interno senza protezione

dove per valore aggiunto interno si intende la remunerazione dei fattori

produttivi nel mercato nazionale.

Esempio

Per produrre un abito da uomo ci vogliono 5 m. di stoffa che è importata al prezzo

mondiale di 20 euro al metro. Se il valore aggiunto interno è 50 euro, il prezzo sarà 150

euro. Immaginiamo che si applichi un dazio del 20% sui vestiti che fa salire il prezzo a

180 euro ed il valore aggiunto di altri 30 euro. Il tasso nominale di protezione è

30/150=20% il tasso effettivo di protezione è (80-50)/50=60%. Se si introduce un

secondo dazio del 10% sui tessuti, il costo di questi sale da 100 a 110 euro. I vestiti,

però, si vendono sempre a 180 euro, quindi il valore aggiunto int. diventa 70. Il tasso

effett. di prot. è ora (70-50)/50=40%. 11-13 marzo 2008 3

N.B.

Il tasso effettivo di protezione non dipende solo dal dazio applicato

 su un prodotto ma anche su quelli applicati su altri prodotti, anche

di industrie diverse.

Anche in presenza di tasso nominale di protezione positivo, il tasso

 effettivo di protezione può essere negativo!

Nell’esempio, se il dazio sui tessuti sale al 50% il costo di questi

diventa 150 euro e quindi il valore aggiunto è sceso a 30 ed il tasso

effettivo di protezione è negativo (-40%).

Questo può spiegare la crescita dei dazi per fasi produttive. Per

 avere tassi di protezione effettivi positivi per tutte le fasi, i dazi sui

prodotti finali sono i più alti. Ed i dazi si diffondono, coinvolgendo

tutto il sistema produttivo! 11-13 marzo 2008 4

2.3. Il contingentamento delle importazioni

Una forma di barriera non tariffaria è la limitazione

 della quantità d’importazioni provenienti da un paese.

L’effetto sui prezzi è simile a quello derivante da un

 dazio sulle importazioni (n.b.: con le distinzioni tra paese

‘grande’ e paese ‘piccolo’).

Il contingentamento normalmente avviene attraverso

 licenze d’importazione assegnate ad imprese nazionali o

a imprese o governi stranieri con o senza pagamento in

cambio. 11-13 marzo 2008 5

La valutazione benefici-costi cambia sulla base delle

 modalità di concessione delle licenze.

– Nel caso in cui queste siano assegnate gratuitamente esse non

producono un gettito. Esse, quindi, determinano una rendita che va

ad agenti nazionali o stranieri.

– Se le rendite sono assegnate attraverso un meccanismo competitivo

(per esempio uno schema d’asta efficiente), si può ottenere un

gettito simile a quello derivante dall’applicazione del dazio.

– Tuttavia, se le rendite sono assegnate ad importatori locali il

pagamento per le rendite rappresenta una semplice redistribuzione

interna di ricchezza.

Vediamo un esempio di quota d’importazione nell’ipotesi di paese

11-13 marzo 2008 6

piccolo

Stima degli effetti del contingentamento dello zucchero negli Stati Uniti, nel 2002. Le importazioni

sono ridotte di circa la metà rispetto al loro livello di libero scambio. La perdita di surplus dei

consumatori è pari a quasi 2,5 mld. $. Di questi 1,8 mld. $ sono un trasferimento ai produttori,

mentre la distorsione nella produzione (b) è pari a circa 0,25 mld. e quella nel consumo (d) è di 0,052

mld. $. Le rendite (che vanno all’estero) ammontano a quasi 0,4 mld. $. La perdita netta per gli Stati

Uniti è di 662 milioni $ all’anno. La perdita annuale pro-capite per i consumatori è di 8 dollari.

sussidio implicito

Considerando che l’industria statunitense dello zucchero ha 38 mila occupati, il è di 20

mila dollari per occupato. Stimando che circa 12 mila lavoratori sarebbero licenziati senza il

contingentamento, risulta che ogni posto di lavoro salvato costa più di 200 mila dollari all’anno.

11-13 marzo 2008 7

P. R. Krugman, M. Obstfeld, Economia Internazionale, Hoepli, 2007, Volume 1

A parità d’incremento di prezzo, il contingentamento sulle

 importazioni procura generalmente una perdita di benessere

maggiore di un dazio sulle importazioni. Le ragioni per la sua

scelta possono essere diverse:

– Incrementi di domanda creano incrementi di prezzo a vantaggio dei

produttori locali;

– mercato in monopolio: con il dazio, l’impresa subisce la concorrenza

delle importazioni e deve scegliere quantità e prezzo uguali a quello

che si avrebbero in concorrenza; con il contingentamento, la

protezione per l’impresa è maggiore (le importazioni ammesse non

possono aumentare al variare del prezzo interno) e questa seleziona

un prezzo maggiore ed una produzione minore che in concorrenza;

– evitare l’applicazione di barriere tariffarie (più visibili);

– possibilità di selezionare la provenienza del prodotto;

– trasferimento di rendita ad importatori privati (più corruzione?).

11-13 marzo 2008 8

Le quote d’importazioni, per le ragioni appena

 esaminate, sono viste come più restrittive dei dazi e,

quindi, l’Organizzazione Mondiale per il Commercio ne

ha vietato l’utilizzo per proteggere le importazioni in

molti settori manifatturieri.

Tuttavia, quote sono ancora presenti. Per esempio, nel

 2005, prima l’UE e poi gli Stati Uniti hanno introdotto,

d’accordo con la Cina, limitazioni temporanee delle

importazioni di prodotti tessili provenienti dalla Cina.

Spesso il contingentamento delle importazioni è

 rate quotas):

accoppiato a dazi (tariff una parte delle

importazioni, fino ad un certo limite, gode di un dazio

ridotto o nullo. 11-13 marzo 2008 9

2.4. Il sussidio alle esportazioni ad valorem.

Anche questo può essere specifico o

Consideriamo il caso di sussidio specifico.

Gli esportatori vendono il bene all’estero fino a quando

il prezzo interno eccede quello nazionale dell’ammontare

del sussidio. 11-13 marzo 2008 10

Figura 8.11

Gli effetti di un sussidio alle esportazioni (ipotesi ‘paese grande’).

Un sussidio alle esportazioni fa aumentare il prezzo nel paese

esportatore, mentre fa diminuire il prezzo nel paese importatore.

P. R. Krugman, M. Obstfeld, Economia Internazionale, Hoepli, 2003, Volume 1

11-13 marzo 2008 11

Esempio: la Politica Agricola Comune

La PAC era inizialmente diretta a sostenere i prezzi dei

 prodotti agricoli, impedendo che scendessero sotto una

certa soglia.

Questi prezzi di sostegno necessitavano dei dazi conto le

 importazioni per evitare la concorrenza estera.

Il sostegno alla produzione produsse una quantità

 eccessiva di scorte di prodotti agricoli (per es. 780 mila

ton. di carne e 12 milioni di grano, già nel 1985) che

vennero smaltite attraverso sussidi all’esportazione

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DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia internazionale sui seguenti argomenti: alcuni esempi di stima di costo sociale per i dazi a protezione di alcune industrie degli Stati Uniti, la presenza nei Paesi avanzati di barriere tariffarie, il tasso nominale di protezione, il tasso effettivo di protezione, il contingentamento delle importazioni.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher melody_gio di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Mazza Isidoro.

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