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3.2. Stabilizzazione dell’economia

Crescita di produzione ed occupazione

Si ritiene che una riduzione delle importazioni possa

essere rimpiazzata dalla produzione nazionale. In questo

modo, i dazi potrebbero favorire la ripresa dell’economia

in crisi.

Commenti

– La sostituzione non sarà equivalente: il consumo si riduce perché P.

temporaneamente

– Anche se il dazio potrebbe favorire la ripresa,

tuttavia i dazi risultano ‘difficili’ da rimuovere.

– Una barriera alle importazioni di un paese potrebbe scatenare una

my neighbor policy).

ritorsione da parte del paese esportatore (beggar

18-19 marzo 2008 18

– La protezione dei lavoratori in un settore hanno effetti

sull’occupazione in altri settori.

Esempio

for International Economics

L’Institute ha calcolato che i dazi protettivi USA sulle

importazioni di acciaio, i quali hanno causato un incremento del prezzo

medio del 3,3%, con un beneficio per l’industria di 240 m. $ e circa 5000

posti di lavoro salvati, hanno allo stesso tempo provocato una perdita di

profitto di 600 m. $ nelle industrie utilizzatrici e la perdita di 26000 posti di

lavoro.

– Vi sono altri strumenti più diretti per incrementare la

produzione e l’occupazione, come la politica fiscale, per

esempio.

– Con cambi flessibili, il protezionismo ha minori possibilità di

 

incrementare produzione e occupazione (import cambio

 ).

si apprezza export 18-19 marzo 2008 19

Difesa del lavoro non specializzato

I pvs hanno un costo di manodopera molto più basso di

quello nei paesi industrializzati, dove i salari sono rigidi verso

il basso. I dazi proteggerebbero i lavoratori delle produzioni

soggette alla concorrenza delle importazioni da quei paesi.

Commenti

– Il lavoro non è l’unico fattore di produzione. Esso può essere

sostituito dal il capitale se questo è relativamente abbondante,

(per es., i paesi industrializzati esportano prodotti tessili).

– La produttività del lavoro è maggiore con abbondanza di

capitale e la competitività può essere mantenuta anche con

elevati salari. 18-19 marzo 2008 20

3.3. Benefici sociali netti positivi.

Abbiamo visto come le misure protezioniste riducano il

benessere sociale, in generale. Vediamo alcune eccezioni.

Ottimo dazio

Se il paese è ‘grande’, un dazio sulle importazioni migliora la sua

ragione di scambio. Un risultato simile si ottiene con un’imposta

sulle esportazioni.

Commenti

Questo risultato richiede che un paese sia adeguatamente

 ‘grande’.

Bisogna considerare le possibilità di ritorsione.

 Il prezzo nazionale elevato può attrarre concorrenti stranieri.

 18-19 marzo 2008 21

Miglioramenti di efficienza

Questi si potrebbero registrare nei seguenti casi.

Fallimenti del mercato

– Vi possono essere effetti esterni di determinate produzioni

(economie di scala esterne, spillover tecnologici in settori ad

alto tasso d’innovazione) oppure inefficienze nei mercati dei

capitali o del lavoro che ostacolano la crescita di tali settori.

– In questo caso, nel decidere se proteggere o meno queste

produzione, bisognerebbe valutare il beneficio marginale

sociale della produzione sociale aggiuntiva (derivante dalla

misura protezionistica) che deve non essere inferiore al suo

costo marginale sociale, comprensivo delle inefficienze

second-best).

causate dalla protezione (analisi di

18-19 marzo 2008 22

Industria nascente

– Alcune industrie, che possono anche produrre effetti esterni

positivi per altre industrie, richiedono tempo per investimenti per

potersi sviluppare, sfruttando le economie di scala.

– Pertanto, limitazioni temporanee delle importazioni favorirebbero

l’abbattimento dei costi unitari (tramite le economie di scala).

– Questi guadagni di efficienza potrebbero essere non solo nazionali

ma anche globali. Una volta adeguatamente ridotti i costi unitari,

l’industria non avrebbe più bisogno di protezione.

– Questo argomento è stato spesso avanzato soprattutto per i pvs.

Commenti

– Non è chiaro come si possa individuare l’industria con concrete

possibilità di sviluppo. Se si protegge l’industria ‘sbagliata’ i costi

sociali possono essere elevati.

– Il protezionismo iniziale potrebbe ridurre gli incentivi ad abbattere

18-19 marzo 2008 23

i costi dell’industria.

3.4. Riduzione deficit commerciale

La riduzione delle importazioni potrebbe migliorare la

bilancia dei pagamenti.

Commenti

– Le cause del deficit potrebbero essere macroeconomiche.

– Gli aggiustamenti del cambio potrebbero vanificare gli effetti

sulla bilancia dei pagamenti.

18-19 marzo 2008 24

3.5. Ragioni di politica distributiva

Le scelte di politica commerciale possono essere

 giustificate più facilmente in base agli effetti distributivi

causati. Pertanto, vi possono essere ragioni ‘politiche’

per la presenza di barriere al libero commercio.

Va notato, tuttavia, che la redistribuzione di ricchezza

 attraverso politiche protezioniste può essere altamente

inefficiente. Cioè, un trasferimento equivalente di

ricchezza potrebbe essere spesso realizzato con un

minor costo sociale. 18-19 marzo 2008 25

Esempi

– Abbiamo già discusso del sostegno fornito dalla PAC alla

produzione di zucchero

– Abbiamo anche considerato diversi casi di protezionismo negli

Stati Uniti e del costo per il contribuente della creazione di nuovi

posti di lavoro in quei settori attraverso tale politica.

– Un’ulteriore esempio è la produzione di riso negli Stati Uniti dove,

nel 2003, furono pagati circa 1,3 miliardi $ per sussidiare una

produzione di riso che sarebbe costata circa 1,8 miliardi $ (pari ad

un rimborso di circa il 72% dei costi di produzione; dati Oxfam).

18-19 marzo 2008 26

– Possiamo ipotizzare che le politiche protezionistiche possano

essere preferite da una maggioranza? In realtà i benefici delle

politiche commerciali sembrano essere concentrati mentre i costi

sono diffusi.

– Forse possiamo ritenere che il protezionismo difenda gli interessi

delle classi più deboli?

In realtà, non sembra proprio così, almeno ad osservare il settore

agricolo, che è quello maggiormente protetto a livello mondiale.

– Negli ultimi anni, negli Stati Uniti, il 25% delle aziende agricole più

grandi ha ricevuto circa il 90% del sostegno pubblico; gli

agricoltori con un reddito medio di 275000$ hanno ricevuto in

media 32000$ di sostegno, mentre tutti gli altri agricoltori con

redditi in media di 13000$ ne hanno ricevuti solo 2200.

– Un programma simile si osserva nella UE, dove il 25% delle

aziende più grandi, che producono poco più del 70% del totale,

hanno ricevuto il 70% del sostegno pubblico. Valori simili si

osservano in Canada e Giappone.

18-19 marzo 2008 27

18-19 marzo 2008 28

logic of

La teoria dei gruppi d’interesse di Olson (The

 collective action, 1965) è spesso utilizzata come spiegazione

per la presenza di barriere doganali che avvantaggiano

pochi arrecando un costo ad un’ampia maggioranza di

soggetti.

Questo argomento si basa su una asimmetria

 informativa tra la maggioranza degli elettori e gli agenti

pubblici (eletti e non). 18-19 marzo 2008 29

Se un individuo investe tempo e risorse per acquisire informazione

sull’attività politica potrà fare una scelta più oculata, premiando

solo i rappresentanti che si sono effettivamente impegnati per il

suo benessere e quello della collettività.

Tuttavia, questa informazione sarà utile se resa nota a tutti gli

individui, poiché il voto di uno solo non influenza il risultato

elettorale.

La caratteristica di non escludibilità dell’informazione, tuttavia,

induce ciascuno ogni individuo a non contribuire volontariamente

per l’acquisizione di informazione, ma a ‘scaricare’ sugli altri l’onere

riding).

dell’acquisizione di informazione (free razionalmente ignoranti

In conclusione, gli individui saranno in

merito all’attività politica. 18-19 marzo 2008 30

L’elettorato sarà inattivo nel difendere il benessere collettivo, perché

i costi organizzativi, decisionali e di monitoraggio (quest’ultimo

diretto a discriminare chi non adotta un comportamento

cooperativo) sono elevati nei gruppi più grandi, favorendo la

free riding.

diffusione del Inoltre, se i benefici collettivi sono divisibili

(per es. rendite dovute a regolamentazioni), il beneficio pro capite

derivante dall’azione collettiva è prevedibilmente piuttosto ridotto.

La disinformazione ed inattività dell’elettorato sono

particolarmente spiccate nel caso della politica commerciale, perché

la protezione di uno specifico settore provoca un costo limitato per

ogni soggetto e questo non è sufficiente ad indurre una reazione,

con tutti i costi che essa comporta. Questo permette ai

rappresentanti politici di allontanarsi dagli obiettivi di interesse

pubblico.

D’altra parte, non tutti gli elettori sono disinformati ed inattivi. Essi

possono unirsi in associazioni che forniscono ai propri membri

informazione e rappresentanza presso i decisori pubblici.

18-19 marzo 2008 31

I piccoli gruppi, inoltre, sono spesso omogenei, caratterizzati da un

coordinamento poco complesso e potenzialmente in grado di assicurare

benefici individuali elevati ai propri membri, a causa del numero

contenuto di questi ultimi.

All’interno di questi piccoli gruppi, è più probabile che si sviluppino

degli incentivi selettivi all’azione collettiva, incentivi cioè che riescano

ad applicarsi in maniera selettiva solo a quegli individui che agiscono in

maniera cooperativa.

Questi gruppi, quindi, sono in grado di acquisire informazione

sull’attività dei politici ed organizzarsi per influire sulle scelte pubbliche,

utilizzando in vario modo questa informazione ed altri strumenti, come

la pressione politica e le risorse finanziarie (Olson, 1965).

Ecco, quindi, una spiegazione dell’apparente paradosso che gruppi

d’interesse possono avere una influenza politica assolutamente

sproporzionata al proprio limitato peso elettorale.

18-19 marzo 2008 32

Questi gruppi d’interesse, inoltre, per la loro limitata

dimensione, possono ottenere degli enormi benefici imponendo

un onere limitato sul resto della collettività.

Le politiche protezionistiche sono tipicamente considerate come

il campo ‘ideale’ di azione per i gruppi d’interesse, per la

generale disinformazione nei loro riguardi e per il peso

marginale che ciascuna restrizione commerciale ha sul singolo

consumatore.

Vi è anche un’evidenza empirica a sostegno della influenza

politica dei gruppi d’interesse esercitata con diversi strumenti.

18-19 marzo 2008 33

3.6. Politiche commerciali strategiche

Il settore pubblico può individuare un’industria con concorrenza

limitata e capacità di far conseguire profitti elevati (o di produrre

spillover positivi). Pertanto il governo può decidere di intervenire

a sostegno della impresa(e) nazionale(i) nel settore.

Commenti

– Come scegliere l’industria? Il protezionismo deve essere indirizzato

a rendere concorrenziale un’impresa in futuro

– Le esperienze passata non sono confortanti: le industrie che si sono

affermate nel mercato mondiale spesso non hanno avuto esplicito

sostegno pubblico, mentre altre industrie che ne hanno beneficiato

non si sono affermate all’estero.

18-19 marzo 2008 34

Esempio

Un caso discusso di politica commerciale strategica è quella che

vede coinvolte Airbus e Boeing. Queste si sono accusate

reciprocamente per anni per aver ricevuto sussidi diretti ed

indiretti (per es. attraverso contratti di altre società), esenzioni

soft loans.

fiscali e Queste accuse (insieme ad altre di corruzione

degli acquirenti) hanno portato ad un aspro confronto presso la

WTO per aiuto illecito e comportamento sleale.

Nel 1992, EU e USA si erano accordati a permettere aiuti per il lancio dell’Airbus pari a

1/3 dei costi di sviluppo (sostenendo l’argomento dell’industria nascente che non poteva

sopportare la concorrenza di Boeing, McDonnell Douglas e Lockheed) mentre gli aiuti

indiretti alla Boeing non dovevano superare il 4% delle entrate. Successivamente, questo

accordo fu ritenuto non più valido dagli USA. Al momento, la WTO ha condannato la

Boeing per sussidio illegale. 18-19 marzo 2008 35


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AUTORE

flaviael

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+1 anno fa


DESCRIZIONE APPUNTO

Appunti di Economia internazionale sul dumping, in cui gli argomenti trattati sono i seguenti: la discriminazione del prezzo da parte delle imprese, le due condizioni necessarie per il dumping: il mercato nazionale deve essere imperfettamente concorrenziale, il mercato nazionale deve essere separato da quello di esportazione; la regolamentazione WTO.


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Università: Catania - Unict
A.A.: 2010-2011

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher flaviael di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia internazionale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Catania - Unict o del prof Mazza Isidoro.

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