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IL MODELLO DI COURNOT

è un modello di duopolio (generalizzabile poi al caso dell’oligopolio): due sole imprese (1,2), in

competizione, offrono un bene omogeneo e decidono di produrre contemporaneamente le quantità q1 e

q2. La decisione di ciascuna impresa è presa senza conoscere la scelta dell’altra, ma nella consapevolezza

che avrà impatto sul profitto di entrambe. In una tale situazione, infatti, un cambiamento del prezzo e

della produzione di un’impresa influenzerà il prezzo e la produzione dell’altra. Nessuna delle due imprese

può ignorare le reazioni altrui.

Pertanto, o le due imprese raggiungono una tacita intesa nel controllare ciascuna una fetta del mercato,

oppure decidono di farsi guerra con l’intento di eliminare il rivale per acquisire il controllo pieno del

mercato e godere dei vantaggi del monopolio;

- entrambe le imprese, in relazione a ciascun livello di produzione offerto sul mercato, si attendono

un’univoca decisione in termini di offerta da parte dell’impresa rivale. Le decisioni di ciascuna impresa

possono riguardare il prezzo, la qualità e la quantità del prodotto, i livelli delle spese di pubblicità, la

politica degli sconti ai dettaglianti e così via;

- l’obiettivo di entrambe le imprese è individuare la strategia, cioè, in tal caso, la quantità da produrre,

che massimizza il profitto:

a) Maxp = Ricavi Totali (Rt) - Costi Totali (Ct);

lo spazio di strategie a disposizione di una generica impresa i si compone di tutti i livelli di roduzione qi

teoricamente possibili.

La condizione di equilibrio per l’impresa che opera in un mercato di oligopolio è realizzata dall’uguaglianza

tra costo e ricavo marginale e cioè:

b) MC = MR ne segue DCt/DQ = DRt/DQ;

ogni impresa, consapevole del fatto che la quantità che essa offre sul mercato ha un impatto rilevante sul

prezzo di vendita, vende quanto prodotto al prezzo di equilibrio tra Domanda e Offerta aggregata.

In tal caso, appunto, assumiamo per semplicità che le imprese in questione producano un bene

omogeneo e abbiano la stessa funzione inversa di Domanda del mercato, che per semplicità espositiva

consideriamo lineare:

p = a-bQ

dove:

- a e b sono due parametri positivi;

- Q (produzione totale delle 2 imprese) = q1+q2;

- q1, q2 indicano, rispettivamente, le quantità prodotte (e vendute) dalle imprese 1 e 2.

Avremo dunque:

c) p = a-b (q1+q2).

Ogni impresa, nel decidere la quantità da produrre procede in due passi.

1) Fa una congettura riguardo alla quantità prodotta dall’altra impresa.

In questo modo essa può farsi un’idea del prezzo che si formerà sul mercato: se pensa che l’altra impresa

produrrà molto, il prezzo risulterà basso indipendentemente dalle sue decisioni di produzione.

2) Determina la quantità da produrre.

Nel decidere quanto produrre, l’impresa tiene conto dei benefici derivanti da un aumento della produzione

(cioè vendere una maggiore quantità) e dei costi derivanti dal fare ciò (cioè vendere tutte le unità

prodotte ad un prezzo minore data la forma decrescente della funzione di domanda di mercato).

Si noti che dalla congettura descritta nel punto 1, a differenza della concorrenza perfetta, dove ogni

impresa ha un effetto trascurabile sul prezzo, e del monopolio, dove la singola impresa “fa” il prezzo, in

un mercato oligopolistico esiste una interdipendenza delle decisioni prese dalle varie imprese che vi

operano.

Osservando che il profitto delle imprese è:

pi (q1, q2) = pQ – C(qi) = [a-b (q1 + q2)] qi – cqi,

dove C(Q)=cqi, ovvero qi è l’output dell’impresa e Q=q1+q2, i=1,2;

e assumendo che le imprese conoscano la funzione inversa di domanda del mercato per il bene in

questione, la precedente ipotesi c., unita alla a., implica che il problema dell’impresa 1 può scriversi

come:

d) Max p1(q1,q2) = Max[a-b (q1 + q2)] q1 – cq1.

dove:

- cq1 indica il Costo per produrre la quantità q1;

- a-b(q1+q2)q1 è il Ricavo totale ottenuto dalla produzione (e vendita) della quantità q1. (Rt = P x q1).

Si noti che il profitto dell’impresa 1 dipende unicamente dalle quantità delle due imprese.

Il presupposto fondamentale del modello di Cournot è che ogni duopolista (o oligopolista) consideri

costante la quantità prodotta dal concorrente, cioè la ritenga invariabile rispetto alle sue decisioni di


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AUTORE

Exxodus

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia
SSD:
Docente: Non --
A.A.: 2008-2009

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Exxodus di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Non --.

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