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Economia finanziaria - la pareto ottimalità Appunti scolastici Premium

Appunti di Economia finanziaria per l'esame del professor Saltari sulla pareto ottimalità. Gli argomenti trattati sono i seguenti: l'efficienza del mercato concorrenziale, la rendita del consumatore, la rendita del produttore, l'efficienza paretiana, l’inefficienza causata dalla tassazione, il ruolo dello Stato.

Esame di Economia Finanziaria docente Prof. E. Saltari

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di un mercato concorrenziale tiene conto invece dell’esistenza di diversi consumatori

e diverse imprese.

Questa analisi viene svolta in due stadi. Nel primo si evidenziano le condizioni che

• debbono essere soddisfatte per avere l’efficienza paretiana. Nel secondo si mostra che

queste condizioni sono realizzate in un mercato concorrenziale.

Tre condizioni perché si abbia efficienza:

1. =

UMa CM a

2. uguale per tutte le imprese

CMa

3. uguale per tutti i consumatori

UMa 9

Se la prima condizione non fosse verificata e fosse per esempio con-

U M a > CM a,

• verrebbe produrre una quantità maggiore perché unità addizionali comporterebbero

un beneficio maggiore del costo.

Se non fosse uguale per tutte le imprese e il costo marginale di un’impresa

CMa

• fosse maggiore di quello di un’altra, sarebbe possibile aumentare la produzione senza

aumentare i costi riallocandola verso l’impresa con costi più bassi.

Se non fosse uguale per tutti i consumatori e un consumatore avesse un’utilità

U M a

• marginale più elevata, sarebbe possibile accrescere l’utilità riallocando la produzione

verso i consumatori che hanno un’utilità marginale più alta

Il mercato concorrenziale realizza queste tre condizioni perché:

• 10

1. Per tutti i consumatori in ogni punto della curva di domanda, ;

=

P U M a Q

d

;

2. Per tutte le imprese in ogni punto della curva di offerta,

=

P CM a Q

s

e perciò

3. In equilibrio = =

Q UMa CMa

Q s

d

Questo risultato - l’efficienza del mercato concorrenziale - è noto come primo teorema

dell’economia del benessere (Il secondo teorema afferma che ogni situazione di ottimo può

essere riprodotta dal mercato concorrenziale)

Efficienza e disuguaglianza dei redditi. L’efficienza è un criterio per giudicare l’al-

• locazione dei beni decisa dal mercato, ma non è l’unico. Un altro criterio possibile

è quello dell’equità. L’equilibrio è una situazione economica efficiente ma potreb-

be essere una situazione non equa dal punto di vista della distribuzione del reddito

11

perché in equilibrio i redditi potrebbero essere concentrati nella mani di alcuni. Ad

esempio, in equilibrio il prezzo potrebbe essere talmente alto che solo alcuni possono

permettersi di acquistare un ammontare “adeguato” del bene

L’inefficienza causata dalla tassazione

L’introduzione della tassazione nello schema analitico appena visto aiuta a compren-

• dere il suo funzionamento e ci permette di capire in che senso le tasse possono avere

effetti distorsivi.

L’effetto principale dell’introduzione di una tassa è di causare una differenza tra il

• che si legge per ogni data

prezzo pagato dal consumatore (il prezzo di domanda, ,

P

d

quantità sulla curva di domanda) e quello percepito dall’impresa (il prezzo di offerta,

che si legge per ogni data quantità sulla curva di offerta)

,

P

s 12

Le imposte rientrano sostanzialmente in due categorie:

1. Le imposte sulla quantità,come quelle sulla benzina, in cui il prezzo unitario del bene

viene aumentato dell’ammontare dell’imposta, = +

P P t;

s

d

2. Le imposte sul valore, come l’IVA, in cui il prezzo unitario subisce un aumento pari

ad una data proporzione del prezzo del bene, = (1 + ).

P P τ

s

d

Concentriamo l’attenzione sulle imposte sulla quantità. Si può guardare a quest’im-

• posta in due modi: una diminuzione del prezzo ottenuto dalle imprese, =

P P t,

s d

Questi

oppure come un aumento del prezzo pagato dai consumatori, = +

P t.

P s

d

due modi non hanno alcun effetto sulla determinazione dell’equilibrio. 13

Supponiamo che le curve di domanda e offerta siano lineari

• =

Q a bP

d d

= +

Q c dP

s s

e consideriamo l’imposta come aumento del prezzo pagato dai consumatori,

= +

P P t

s

d

In equilibrio dovrà esserci uguaglianza di domanda e offerta

= +

a bP c dP

− s

d

ovvero + = +

(P t) c dP

a b

− s s

Risolvendo per il prezzo di offerta di equilibrio

a c bt

− −

∗ =

P

s +

b d 14

e perciò il prezzo di domanda di equilibrio è a c bt

− −

∗ ∗

= + = +

P P t t

s

d +

b d

+

a c dt

= +

b d

Si noti che:

1. Se l’imposta viene considerata come un aumento del prezzo pagato dai consumatori,

graficamente ciò equivale a uno spostamento verso il basso della curva di domanda

pari a t 15

S

A

= +

* *

P P t

d s E

a c Perdita

=

*

P sociale

+

b d Entrate

tributarie

*

P

s E' D

D'

* *

Q Q

t 16

Se l’imposta viene considerata come una riduzione del prezzo per le imprese, grafica-

mente ciò equivale a uno spostamento verso l’alto della curva di offerta. In ambedue

i casi, la quantità di equilibrio non muta;

2. L’imposta viene in parte trasferita sui consumatori, che pagano un prezzo più alto di

dt bt

e in parte dalle imprese, che ricavano un prezzo più basso per se sommiamo

:

b+d b+d

queste due variazioni otteniamo ovviamente l’imposta t.

Per comprendere quali effetti provoca l’introduzione di un’imposta, guardiamo alla

• situazione prima e dopo l’imposta. Prima dell’imposta, la situazione di equilibrio con

uguaglianza del beneficio marginale e del costo marginale sociale implica che ci sia

efficienza paretiana. Dopo l’imposta, il prodotto si riduce a e si verifica una

Q ,

t

perdita sia per le imprese che per i consumatori. Le imprese perdono una parte di

∗ 0 ∗

rendita pari all’area del trapezio La perdita di rendita dei consumatori

P EE P .

s

∗ ∗

è data dall’area del trapezio Ne deriva che la perdita complessiva è pari

P EAP .

d

all’area ombreggiata. 17

Le entrate tributarie dello stato sono pari all’imposta per la quantità scambiata

t

• ∗ ∗ ∗

ovvero all’area del rettangolo Supponiamo che queste

in equilibrio , P P AE.

Q s

t d

entrate si trasformino in spesa pubblica a favore delle imprese oppure dei consuma-

tori. Sottraendo alla perdita prima determinata l’area delle entrate tributarie, se ne

0

conclude che la perdita netta sociale è pari all’area del triangolo A.

EE

Questa perdita deriva sostanzialmente dal fatto che l’introduzione dell’imposta ha

• causato una contrazione della quantità prodotta e scambiata. L’area del triangolo

corrisponde alla valutazione che la società dà di questa perdita. Partendo dall’equili-

brio la riduzione della prima unità non dà luogo a perdita sociale perché beneficio

E,

marginale sociale e costo marginale sociale coincidono. Ma per le unità successi-

ve il beneficio marginale sociale eccede il costo marginale sociale in misura via via

crescente. Se sommiamo queste perdite, otteniamo l’area del triangolo prima indicata.

18

Il ruolo dello stato

Uno dei compiti importanti dello stato per garantire e sostenere il funzionamento

• di un’economia di mercato è di assicurare i diritti di proprietà e di far rispettare i

contratti. Senza il rispetto dei diritti di proprietà la garanzia della libertà di produrre

e scambiare non è possibile il funzionamento di un’economia di mercato.

Esempio di due soggetti ciascuno dei quali ha una certa dotazione di un bene e

• desidererebbe scambiare parte della propria dotazione con quella dell’altro (biglietti

per lo stadio e per il teatro). Sappiamo che, se si attiva un mercato, ciascuno dei due

soggetti migliora la propria posizione perché dopo lo scambio ha una dotazione più

varia

Supponiamo che lo scambio possa avvenire ma con modalità particolari. Ciascuno

• mette in una scatola il numero di biglietti (per lo stadio o per il teatro) che ha

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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in economia e commercio (POMEZIA, ROMA)
SSD:
A.A.: 2013-2014

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher valeria0186 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia Finanziaria e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Saltari Enrico.

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