5
L’economia aperta
5.1 Oggetto del capitolo
• La presenza del commercio con l’estero e dei movimenti internazionali
di capitali modificano profondamente l’operare del sistema economico.
Dopo aver preso in esame il funzionamento della bilancia commerciale,
vedremo quali cambiamenti occorre apportare al modello − per
IS LM
tener conto dello scambio di beni e attività tra paesi.
• Considereremo sia il caso di cambi fissi che quello di cambi flessi-
bili, analizzando come muta in conseguenza l’efficacia delle politiche
monetarie e fiscali.
5.2 La bilancia dei pagamenti e i tassi di cam-
bio
La bilancia dei pagamenti è un prospetto contabile che riassume le transa-
zioni economiche che avvengono in un dato periodo di tempo (di solito un
anno) tra i residenti di un dato paese e i residenti degli altri paesi, per bre-
vità denominati non residenti. È considerata residente di un’economia ogni
persona fisica o giuridica che, indipendentemente dalla cittadinanza, svolga
nel paese considerato la propria principale attività in modo stabile e non in
via temporanea. Il concetto di residente non coincide perciò necessariamente
con quello di nazionalità: si può conservare la nazionalità italiana e operare
stabilmente in un altro paese, nel qual caso si è considerati residenti di que-
st’ultimo paese (si pensi agli emigrati che hanno mantenuto la nazionalità
italiana).
Le transazioni economiche possono avere per oggetto beni, servizi o atti-
vità, sia finanziarie che reali.
È importante tenere presente che la
da un punto di vista contabile
bilancia dei pagamenti è sempre in pareggio. Ciò deriva dal fatto che tutte le
registrazioni della bilancia dei pagamenti si basano sul principio della partita
1 2
e. saltari - dispense di macroeconomia - cap.5
L’Italia esporta auto negli USA per 100 milioni di euro che
pagano addebitando il corrispettivo sulle loro banche italiane
Bilancia dei pagamenti
Esportazioni di beni +100
Riduzione delle passività delle banche italiane (minori depositi) −100
L’Italia vende obbligazioni per 80 milioni di euro agli USA che
pagano addebitando il corrispettivo sulle loro banche italiane
Bilancia dei pagamenti
Vendita di obbligazioni +80
Minori passività (minori depositi) −80
L’Italia paga interessi per 5 milioni di euro agli USA
accreditando il corrispettivo sulle loro banche italiane
Bilancia dei pagamenti
Redditi −5
Maggiori passività (maggiori depositi) +5
tabella 5.1: Esempi di registrazione nella bilancia dei pagamenti
doppia: ogni transazione dà luogo a due registrazioni di uguale importo ma di
segno opposto. Più precisamente, la regola che viene seguita è di attribuire
un segno positivo alle esportazioni di beni e servizi e alle transazioni che
comportano un aumento delle passività o una riduzione delle attività; di
registrare invece con segno negativo i casi opposti. La ragione di questa
regola sta in ciò: si registra come credito, con il segno ogni transazione che
+,
comporta un incasso dal resto del mondo mentre viene registrata come debito,
con il segno −, ogni transazione che comporta un pagamento verso il resto
del mondo. Per esempio, l’esportazione di merci o la vendita di obbligazioni
nazionali a non residenti vengono registrati a credito (perché comportano
un incasso), mentre vengono registrati a debito l’acquisto di servizi esteri o
l’acquisto di azioni estere (perché comportano un pagamento). La tabella 5.1
fornisce alcuni esempi. Ne deriva che la somma algebrica delle registrazioni
è sempre pari a zero.
A partire dal 1999 la bilancia dei pagamenti italiana si è adeguata alle me-
todologie stabilite dalla Banca Centrale Europea e dall’Eurostat, applicando
i criteri indicati nella V edizione del “Manuale della bilancia dei pagamen-
ti” del Fondo Monetario Internazionale. Attualmente, perciò, la bilancia dei
pagamenti italiana si suddivide in tre sezioni:
1. Il che include le esportazioni e le importazioni di
conto corrente, 3
e. saltari - dispense di macroeconomia - cap.5
beni, i servizi (come quelli riguardanti i trasporti e i viaggi all’estero),
i redditi (come il pagamento degli interessi sui titoli di stato venduti ai
non residenti) e i trasferimenti unilaterali (come il pagamento effettuato
alle istituzioni della UE);
2. il che comprende le acquisizione e le cessioni di attività
conto capitale,
intangibili (come brevetti e diritti d’autore) e i trasferimenti unilaterali
che riguardano le transazioni su beni capitali (come i contributi per
l’acquisto di attrezzature industriali);
3. il in cui vengono registrati i movimenti di capi-
conto finanziario,
tale distinti in investimenti diretti, investimenti di portafoglio, altri
investimenti, derivati e variazioni delle riserve ufficiali.
4. La somma di questi conti dovrebbe essere teo-
Errori e omissioni.
ricamente nulla per il principio della partita doppia. Di fatto, viene
compensata dalla voce “Errori e omissioni”.
La tabella mostra l’andamento della bilancia dei pagamenti italiana
??
per gli anni più recenti. 4
e. saltari - dispense di macroeconomia - cap.5
figura 5.1 Bilancia dei pagamenti
(miliardi di euro)
2002 2003 2004 2005 2006
-10,0 -17,4 -13,1 -23,4 -37,9
Conto corrente 14,0 9,9 8,9 0,5 -9,5
Merci esportazioni 267,6 263,6 283,3 299, 4 331,9
importazioni 253,5 253,7 274,5 298, 9 341,5
-3,0 -2,4 1,2 -0,5 -1,5
Servizi esportazioni 63,8 63,4 68,2 71,9 78,4
importazioni 66,8 65,8 67,0 72,4 79,9
-15,4 -17,8 -14,8 -13,6 -13,6
Redditi -5,6 -7,1 -8,3 -9,8 -13,3
Trasferimenti unilaterali
Conto capitale -0,1 2,3 1,7 1,0 1,9
-0,2 -0,1 .. 0,1 -0,1
Attività intangibili 0,1 2,3 1,7 0,9 2,0
Trasferimenti unilaterali
Conto finanziario 8,5 17,3 9,0 20,8 35,5
-2,7 6,5 -2,0 -17,6 -2,3
Investimenti diretti all’estero -18,2 -8,0 -15,5 -33,6 -33,5
in Italia 15,5 14,5 13,5 16,0 31,2
16,1 3,4 26,4 43,4 54,8
Investimenti di portafoglio
azioni -13,2 -16,0 0,5 -16,0 -8,8
titoli di debito 29,3 19,4 25,9 59,3 63,6
-2,7 -4,8 1,8 2,3 -0,4
Derivati 1,0 13,7 -19,6 -8,2 -17,0
Altri investimenti
Variazione delle riserve -3,1 -1,4 2,3 0,8 0,4
ufficiali
Errori e omissioni 1,5 -2,2 2,3 1,6 0,5
Come si può controllare dalla tabella, da un punto di vista contabile la
bilancia dei pagamenti è sempre in pareggio, ovvero sommando le quattro
principali voci si ottiene un saldo nullo. Tuttavia, molto spesso gli econo-
misti parlano di avanzi o disavanzi. Ciò è dovuto al fatto che si guarda a
sottosezioni della bilancia dei pagamenti. Ad esempio, se sommiamo il sal-
do del conto corrente con quello del conto capitale otteniamo per il 2006
un deficit di 36 miliardi, riguardante sostanzialmente le transazioni “reali”.
(Questo saldo coincide con il saldo delle partite correnti nella vecchia ter-
minologia.) Nello stesso anno il conto finanziario ha registrato un avanzo
pari a 35.5 miliardi, il che significa che sono affluiti capitali dall’estero per
questo importo in seguito a transazioni di natura prevalentemente finanziaria.
Come abbiamo già rilevato, mentre da un punto di vista concettuale la
somma di questi due saldi dovrebbe essere nulla, nella realtà essa viene com-
5
e. saltari - dispense di macroeconomia - cap.5
pensata attraverso la posta errori e omissioni: quest’ultima ha registrato nel
2006 un valore di 0.5 miliardi.
Da un altro punto di vista, se sommiamo il conto corrente (CORR), il
conto capitale (CAP ), la posta errori e omissioni (E&O) e il conto finanziario
(F escludendo però da quest’ultimo le variazioni delle riserve ufficiali
IN),
(∆RU ), vale a dire se effettuiamo la seguente operazione
− −∆RU ≡
CORR + CAP + E&O + (F IN ∆RU ) = BP
otteniamo ciò che viene denominato il saldo della bilancia dei pagamenti,
Il saldo della bilancia dei pagamenti corrisponde cioè alla variazione
BP.
delle riserve ufficiali cambiata di segno. Se effettuiamo questo calcolo per il
2006, otteniamo −0.4.
Ciò significa che se escludiamo l’intervento della Banca Centrale, le tran-
sazioni con l’estero hanno comportato un eccesso dei pagamenti sugli incassi
per 0.4 miliardi. Si noti come questo corrisponda nella tabella 5.2 alla va-
riazione delle riserve ufficiali; questa variazione è positiva a segnalare che vi
è stata una riduzione delle attività (un minore ammontare di valuta estera
detenuta) cui ha corrisposto un “incasso” di valuta interna: di qui, appunto,
il segno +.
Il saldo del conto finanziario ci dice come è variata la posizione netta
sull’estero dell’Italia. Questa è composta dal complesso delle attività e delle
passività nei confronti dell’estero e ci dice qual è la posizione (debitoria o cre-
ditoria) dell’Italia. Ad esempio, poiché nel 2006 vi è stato un afflusso netto
di capitali dall’estero per 35.5 miliardi, ciò significa che l’Italia ha accresciuto
i debiti verso l’estero per quell’importo. A questo vanno però aggiunti gli ag-
giustamenti, come quelli dovuti alle variazioni del cambio, sulle consistenze
iniziali delle attività e delle passività. Nel 2006 questi aggiustamenti hanno
provocato un miglioramento di 15.2 miliardi nella posizione debitoria dell’I-
talia. Tenuto conto della posizione creditoria a fine 2005 pari a 52.1 miliardi,
questo ha comportato un posizione debitoria di 72.5 miliardi.
5.3 Il tasso di cambio
È possibile distinguere tre misure del tasso di cambio.
Il tasso di cambio nominale bilaterale
È il tasso di cambio di cui sentiamo più spesso parlare. Si pensi ad esempio
al tasso di cambio euro-dollaro o a quello tra euro e yen. Il tasso di cambio
6
e. saltari - dispense di macroeconomia - cap.5
nominale è dato dal numero di unità di valuta (moneta) estera necessarie ad
acquistare una unità di moneta nazionale.
Per comprendere questa definizione, supponiamo che occorrano 1.5 dollari
€.
per acquistare 1 Così come avviene nello scambio di due beni, possiamo
scrivere questa equivalenza nello scambio come uguaglianza di prezzo per
quantità tra le due monete: €
· ·
$ P = P
e
$
ovvero come uguaglianza tra il prodotto di quantità di dollari, per il ri-
$,
€,
spettivo prezzo, e quantità di euro, per il rispettivo, La precedente
P , P .
€
$
uguaglianza può essere riscritta come
P $
€ = = E
€
P
$
Entrambi questi rapporti definiscono il tasso di cambio nominale Nell’e-
E.
sempio, avremmo 1.5
E = = 1.5
1
Data questa definizione del tasso di cambio, per passare da un certo am-
montare di valuta nazionale all’equivalente in valuta estera è sufficiente mol-
tiplicare il primo per Per esempio, se la moneta nazionale è l’euro e
E. E
rappresenta il tasso di cambio tra euro e dollaro, per convertire euro in dollari
occorre moltiplicare i dollari per o più in generale
E, E
×
valuta nazionale − − − − −− valuta estera
>
Nell’esempio $ ×
× × = 1 1.5$ = 1.5$
1€ E = 1€ €
Si noti che così facendo, si moltiplica la valuta nazionale per il suo prezzo in
termini di valuta estera. Per un motivo analogo, per convertire valuta estera
in valuta nazionale occorre dividere la valuta estera per E :
1
× E
valuta estera − − − − −− valuta nazionale
> 7
e. saltari - dispense di macroeconomia - cap.5
Nell’esempio, poiché 1/E = 1/1.5 = 0.67
$
1 ÷ ÷
÷ = 1$ = 1 1.5 = 0.67€
1$ €
E
Sempre in base a questa definizione del tasso di cambio, un aumento
deve interpretarsi come un aumento del prezzo della valuta nazio-
E
di
nale in termini della moneta estera, vale a dire come un apprezzamen-
Allo stesso modo, una di significa che la moneta estera è
E
to. riduzione
aumentata di valore in termini della valuta nazionale, e viene denominata
deprezzamento.
Il tasso di cambio reale bilaterale
Molto spesso
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Economia finanziaria - l'economia italiana negli anni duemila
-
La moneta in economia
-
Economia finanziaria
-
Economia finanziaria