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Economia ed estimo civile

L'economia è una scienza che opera nel sociale, non è vincolata in maniera rigida, ma affronta le situazioni così come vengono, è quindi legata al comportamento umano. Ed è talmente legata ai comportamenti dell'uomo che affronta le problematiche e offre le soluzioni fornendo indicazioni positive o normative.

Tipi di indicazioni economiche

Normative: Quando attraverso modelli e analisi, fornisce le regole di comportamento ipotizzando su come la realtà dovrebbe essere.

Positiva: Fornisce indicazioni altrettanto valide, ed è legata alla lettura della realtà e a trarre dalla realtà le informazioni sui comportamenti economici dell'uomo. Sono quindi due punti di vista opposti, se vogliamo.

Nella storia dell'economia questi due modi di procedere si sono di volta in volta avvicendati, tant'è che il corpus informativo, conoscitivo e cognitivo economico è formato indifferentemente dalle une e dalle altre norme che concorrono alla conoscenza.

Sistemi economici nel tempo

L'economia, se quindi è correlata in maniera forte con la realtà o per guidarla o per razionalizzarla da regole dedotte dal comportamento umano, nell'ultimo secolo ha visto due sistemi fronteggiarsi: un sistema basato fondamentalmente sulle regole del mercato, detto economia di mercato e un sistema di economia pianificata, potremmo dire, che parte da configurazioni di letture a tavolino per poi affrontare la realtà. Anche in questo caso abbiamo due sistemi contrapposti. Le regole di mercato partono dalla realtà, la pianificazione parte da un tavolo di pianificazione e quindi discende verso il basso.

L'economia pianificata è stata quella che ha caratterizzato una parte del mondo, non trascurabile nell'ultimo secolo, ed è quella che passa sotto il nome di economia socialista. L'economia di mercato è quella che ha caratterizzato l'altra parte del mondo, e parte dal comportamento dei singoli individui, dei soggetti, per trarre informazioni di carattere più generale e fare altri tipi di letture.

Cambiamenti recenti nell'economia

Negli ultimi 30 anni dall'89 in poi le cose sono cambiate perché di fatto l'economia strettamente pianificata ha cessato di esistere (pur mantenendosi, nel mondo, molti regimi politici di tipo socialista. Inizialmente l'economia pianificata e i regimi socialisti viaggiavano affiancati, dall'89 in poi le cose sono cambiate, è finita una storia e ne è iniziata un'altra, però va notato che molti regimi politici socialisti sono in piedi ma l'economia pianificata è diminuita se non quasi annullata totalmente, l'esempio più eclatante lo troviamo in Cina, una nazione potentissima, basata su rapporti di ipermercato, molto più spinta dei paesi occidentali, eppure il sistema politico è quello socialista, almeno sulla carta), e si è sviluppata l'economia di mercato che ha cominciato a prendere pieghe insite di fortissime perplessità, che si è riorganizzata su due elementi fondamentali: sulla globalizzazione e sulla finanziarizzazione (= rapporti basati sulla moneta).

L'economia di mercato ha costruito sulla carta-moneta, che nel 2008 ha dato i primi segni di traballamento e tutt'oggi, almeno in Italia, siamo vittima di questa crisi finanziaria. Globalizzazione e finanziarizzazione caratterizzano l'economia di mercato basandosi sui principi del capitalismo, quindi sull'accumulazione da una parte e sullo sviluppo perpetuo e continuo del meccanismo della spesa e dell'acquisto dall'altra, ma ricostituita con forti obiettivi sociali come l'assistenza sanitaria, l'istruzione, etc., che comporranno il paniere, con questa forte componente sociale.

Questa forma di esasperazione dovuta alla globalizzazione e finanziarizzazione che producono disuguaglianze molto forti: ricchezze eccessive concentrate in pochissime mani, da una pochissima percentuale dei soggetti, il restante 90-95% ha pochissimo. Questa è la situazione di contorno in cui ci muoviamo. Da questo momento in poi quindi non parliamo più di economia pianificata ma di economia di mercato con forti componenti sociali.

Macroeconomia e microeconomia

Esiste una macroeconomia e una microeconomia. La macroeconomia tratta tutte quelle componenti riguardanti l'ampia dimensione negli spazi, nei soggetti e per un certo verso anche l'ampia dimensione temporale, nel senso che si fanno programmi di lungo, medio e breve termine, si fanno anche programmi estesi ad un territorio ampio, di ambito macro-regionale, se non nazionale o parzialmente internazionale, si fanno riferimento a soggetti collettivi, pubblici come lo Stato, le regioni, quindi a grossi aggregati. La macroeconomia funziona concettualmente con i principi detti: accumulazione del capitale, la spesa, che in questo caso sono gli Stati che spendono, l'investimento produce ricchezza: una parte serve per vivere e un'altra viene riaccumulata per andare a ricreare la fase d'investimento. In tutto questo circuito ci sono le grandi istituzioni bancarie che coagulano il risparmio e poi lo offrono a chi deve investire per operare, in questo caso lo danno agli stati per fare opere pubbliche, porti, aeroporti, scuole, ospedali. Nel nostro corso non trattiamo la macroeconomia.

La microeconomia in rapporto alla macro si interessa dei comportamenti nel piccolo territorio, nel piccolo delle famiglie, nel mercato di un singolo bene, ma anche di un mercato più ampio aspirando alla ricerca di un equilibrio più ampio, ma che fa riferimento in scala alle piccole cose dette prima. La microeconomia si basa su questo aggregato enorme, il mercato, che per funzionare bene deve stare in equilibrio e deve creare un equilibrio tra le forze e gli elementi di mercato, ovvero con il bene che diviene oggetto di mercato, che ti fanno scegliere ma che devi comprare, in particolare un bene economico, che sia scarso, utile, e disponibile. Questo bene deve essere prodotto da qualcuno: l'impresa, che offre questo bene sul mercato, quindi il mercato è il luogo dove vengono offerti i beni da parte di chi li ha prodotti e che li offre a noi, i consumatori, sulla base delle nostre esigenze, bisogni e sulla base dei nostri desideri l'impresa offre dei beni che noi compriamo in parte perché ci servono e in parte perché ce li fanno desiderare inavvertitamente con la pubblicità. Quindi il mercato è un luogo fisico e temporale in cui si attuano gli scambi di mercato da chi lo offre e da chi lo desidera o ne ha bisogno e quindi lo acquista.

Equilibrio di mercato

Perché possa essere in equilibrio, il mercato, abbiamo bisogno di due elementi: l'individuazione della quantità dei beni da produrre, e l'individuazione del prezzo dello scambio del bene. L'economia, dal punto di vista dell'offerta, punta a massimizzare i benefici per l'impresa, che produce, ovvero minimizzare i costi di produzione e portare al massimo possibile i profitti, il guadagno; dal punto di vista del consumatore massimizzare significa dare soddisfazione, offrire la massima utilità possibile del bene. Quindi in microeconomia la partita si gioca sull'individuare la quantità di bene da produrre e sull'individuare il prezzo di scambio del bene prodotto.

Ma da cosa dipende la quantità domandata?

Le nostre operazioni di mercato, quando compriamo qualcosa, sono in funzione di un bisogno, di una necessità, ma anche in funzione di un desiderio. In una società poco fortunata, un po' più arretrata, i problemi sono di prima necessità. In una società evoluta le cose sono più legate ai desideri, tutta la pubblicità punta a far suscitare dei desideri (basta pensare alla moda). Quindi bisogni e desideri danno luogo all'economia di mercato. La prima considerazione che si fa in un'operazione di mercato è in base al reddito di cui si dispone, se si ha un reddito alto, si fanno certe operazioni, se si ha un reddito basso si fanno altre operazioni. Un altro elemento fondamentale sul quale si fonda la domanda è il prezzo del bene. Non è solo il prezzo del bene specifico che agisce sul consumo, ma anche il prezzo dei beni che possono essere competitivi con quel bene e quindi creare un surrogato di quel bene o agire in termini complementari (es. se ti devi comprare una camicetta particolare ma costa molto, e un'altra casa la fa simile ad un prezzo più basso, certamente si compra quella a prezzo più basso).

La domanda gioca la sua partita in ragione del reddito e del prezzo del bene. Dal punto di vista analitico e grafico si dovrebbero avere queste configurazioni: in ragione del prezzo e della variazione più o meno alta, sarà in un riferimento cartesiano molto semplice: sull'asse y mettiamo i prezzi del bene e sull'asse x mettiamo la quantità di domanda. Dall'andamento della curva, le prime considerazioni che possiamo fare è che la quantità domandata varia in funzione del prezzo. Se il prezzo diminuisce la domanda aumenta. La domanda si contrae se il prezzo aumenta.

Sinteticamente possiamo vedere l'altro elemento che abbiamo analizzato, la quantità domandata di un bene varia in funzione del reddito. Se si gode di un reddito alto si può accedere a vari livelli di prezzo di un determinato bene, se il reddito diminuisce o è basso si accede a meno beni. In riferimento cartesiano sull'asse y mettiamo i prezzi dei beni e sull'asse delle x mettiamo il reddito, vediamo che all'aumentare del reddito la quantità domandata aumenta. Un'altra considerazione da fare, che si aggancia al primo grafico, è che la curva di domanda con una maggiore disponibilità di reddito si allontana dallo zero, va in alto, e quindi si può accedere a beni di maggior prezzo, si hanno più possibilità, se invece il reddito diminuisce si accederà a "panieri" di beni meno allettanti, quindi ci si avvicina allo zero.

Su questi 3 enunciati andremo ad enunciare le situazioni che portano a queste condizioni. Stiamo parlando della domanda, ma dobbiamo prima fare una considerazione: la domanda si incrocia con l'offerta (cioè, si può comprare solo se qualcuno produce quel bene). L'offerta gioca la sua partita in ragione del prezzo del bene e tenderà ad avere un andamento diverso da quello della domanda. In ragione dell'offerta, possiamo dire che anche l'offerta dipende dal prezzo del bene, noi vogliamo sapere, quale sarà la quantità offerta ai diversi livelli di prezzo? Bisogna tenere conto che la disponibilità a vendere dipenderà da parte dell'imprenditore dipende dai costi di produzione e dal profitto che egli trarrà da quella operazione imprenditoriale. La quantità offerta aumenta al crescere del prezzo del bene e diminuisce se il prezzo diminuisce.

La sintesi fra la curva di domanda e la curva d'offerta: la prima considerazione da fare è che il consumatore e l'imprenditore avranno in testa uno la curva di domanda e l'altro la curva d'offerta, i due si incontrano sul mercato. Il bene in questione viene scambiato all'incrocio di queste due curve, a quel prezzo dato da quella intersezione. E quasi sempre quella intersezione avverrà da una contrattazione tra il domandante e l'offerente.

Se andando avanti nel mercato, anche nello stesso mercato, il reddito del consumatore diminuisce improvvisamente, magari perché ha già investito precedentemente, quella curva collata in quel punto diminuisce e si avvicina allo zero. Se l'offerente mantiene la sua offerta, l'intersezione avverrà in un punto differente e quindi lo scambio si configura diversamente da quello precedente. Se invece il consumatore ha un reddito più alto, dovuto magari ad un regalo in denaro in quel momento, la curva di domanda tende ad aumentare per cui, la quantità domandata varia e l'intersezione dello scambio avverrà in un altro punto.

Può avvenire anche che sia l'offerente a cambiare le carte in tavola, perché essendo anche lui soggetto alla situazione dei prezzi di produzione e dei costi di produzione. Quindi se l'offerta diventa migliorativa per l'offerente, ovvero se i costi di produzione si sono abbassati o i prezzi di produzione sono aumentati, la curva di offerta si alza e va ad incrociare la curva di domanda in altri punti, mentre se l'offerente peggiora la sua situazione, la sua curva di offerta tende a collocarsi ad un livello più basso, allora i punti di scambio del bene, essendosi modificate le situazioni o dell'offerente o del domandante modificano il prezzo di scambio del bene.

Quindi nel grafico leggiamo come il mercato di un bene, dipende dalla competitività degli attori in atto (domanda e offerta), si modifica nel tempo e si aggiorna continuamente. (Es. anche nel piccolo, nel mercato generale, lo stesso prodotto alle 8 del mattino è venduto ad un prezzo, a fine giornata è venduto ad un altro, dipende da come è andata la giornata) Dipende dalle situazioni che si vengono a creare in ragione delle loro convinzioni (domanda e offerta).

Quantificazione della domanda

In riferimento alla domanda c'è da dire che il modello teorico di comportamento del consumatore lo porta a scegliere possibili combinazioni di acquisti in funzione del proprio reddito e dei prezzi dei beni con cui lui vuole confrontarsi, per semplificazione teniamo sempre presente: in un riferimento cartesiano due beni: bene1 e bene2 i prezzi: p e p1 2 oggetto di quantità: q e q1 2

Il problema di scelta del consumatore si pone in due maniere: quali alternative sono disponibili per lui, nel consumo di quel paniere di beni? il paniere composto di due beni: bene1 e bene2 Il secondo problema di scelta è definito dal criterio di scelta (correlato alla funzione obiettivo, quello a cui il consumatore tende).

In merito a quali alternative sono disponibili dobbiamo dare le seguenti indicazioni:

  • Vincolo di bilancio: Diciamo che il p * q + p * q ≤ R (reddito di cui si dispone), 1 1 2 2 sempre, necessariamente.
  • Bisogna individuare le situazioni, le caratteristiche che "esauriscono" il reddito R (esauriscono: nel senso che usano le incognite e R va massimizzato). Abbiamo diverse situazioni massimizzanti: la prima alternativa, dati i due beni, è che il consumatore investa tutte le sue disponibilità sul bene1, quindi q = R/p e questo ci 1 1 darà un punto che ci individua la massimizzazione del reddito del consumatore tutta investita sul bene1. La seconda alternativa è una situazione estrema costituita dall'intero versamento del reddito R sul bene2, q = R/p (punto sull'asse x che individua il bene2).
  • La linea di bilancio massimizzante le due possibilità estreme ha una situazione di questo tipo: o massimizziamo tutto sul bene1 o massimizziamo tutto sul bene2 sono tutti punti estremi di bilancio, di ottimizzazione che mi daranno altre situazioni. Le situazioni al di là della linea di bilancio non sono possibili perché quella è la linea di bilancio del reddito, all'interno del triangolo si può andare, ma questo significa non aver ottimizzato il reddito, non aver speso tutto il reddito a disposizione.

Variazione di reddito

In riferimento a quanto detto, possiamo dire che l'insieme dei panieri possibili cambia al variare di R e dei prezzi dei beni, se cambia il reddito (parallela alla linea di bilancio presente), ad esempio aumenta, questo ci consentirà di raggiungere situazioni maggiori perché possiamo cambiare panieri di riferimento e scegliere altre soluzioni che il nuovo reddito ci consente, se invece il reddito dovesse diminuire le chance di consumo sono più limitate.

Variazione di prezzo

Se invece, partendo dalla stessa linea di bilancio rossa, cambiassero i prezzi dei due beni, ad esempio diminuisse il prezzo del bene2 rispetto a quello iniziale, allora la quantità domandata aumenta (nel caso in cui decido di mantenere invariato il reddito, altrimenti posso decidere di non spendere tutto il reddito, ma così facendo non ottimizzerei la situazione).

Viste le diverse alternative, operiamo la scelta anche in funzione di criteri detti assiomi delle preferenze. Per ora ne citiamo solo 6. Gli assiomi derivano dall'ipotesi che il consumatori si comporti razionalmente, e quindi osservando questi criteri.

  • Assioma della completezza: Un consumatore è in grado di scegliere consapevolmente tra un bene A e un bene B, ha funzioni di completezza nell'operare questa distinzione, questa scelta.
  • Assioma della transitività: Se il bene A è preferibile a B e se B è preferibile a C, per una condizione di transitorietà, il bene A è preferibile a C.
  • Assioma della riflessività: Ogni paniere di bene (consideriamo un paniere composto da 2 beni) è indifferente a se stesso: se ho due panieri identici, o prendo il primo o prendo il secondo, per me consumatore è indifferente.
  • Assioma d'indifferenza e continuità del consumatore: Esiste almeno un paniere a cui il consumatore è indifferente, ed esistono infiniti panieri indifferenti rispetto al primo. Immaginiamo di avere una curva e su di essa un determinato punto E, esistono su quella curva infiniti panieri capaci di rendere indifferente il consumatore al consumo di quel paniere, cioè che gli diano la stessa soddisfazione. Ovviamente stiamo parlando di panieri collocati su quella curva, detta curva d'indifferenza, che individua situazioni inerenti a panieri collocati su quella stessa curva che creano la stessa soddisfazione e offrono la stessa utilità al consumatore, rispetto ai quali lui resta indifferente. Sulla stessa curva esistono infiniti panieri equivalenti.
  • Assioma della saturazione: Ovvero il consumatore preferisce il più al meno. Se ad esempio al consumatore si offrono due beni: uno con una quantità maggiore e l'altro con una quantità minore (q > q1 2), lui prenderà sempre quello con la quantità maggiore.
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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher jane97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia ed estimo civile e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Miccoli Saverio.
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