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Economia e politica industriale

Riassunti per la preparazione all'esame

Programma del corso

Il corso è articolato nelle due parti sotto indicate. Gli studenti fuori corso di EPOS che sostengono l'esame per complessivi 9 CFU devono concordare con il docente approfondimenti ulteriori.

Parte prima: La regolazione dei mercati

  • Nozioni introduttive
    • Gli obiettivi del regolatore
    • Costi e benefici della regolazione
    • Regolazione e concorrenza
    • Il monopolio naturale
  • Teoria della regolazione
    • Il first best: tariffazione al costo marginale
    • Tariffe peak-load, tariffe non lineari, Ramsey pricing
    • Schemi incentivanti (rate of return, price cap)
    • Concorrenza per il mercato: l'asta per la concessione a produrre
  • La regolazione delle industrie a rete
    • Misure di costo: costi economici, costi contabili, costi incrementali
    • Le relazioni verticali: teoria delle essential facilities, determinazione della tariffa di accesso, obbligo di servizio universale, separazione funzionale e societaria

Parte seconda: Economia e politica della concorrenza

  • Nozioni introduttive
    • Politiche della concorrenza: storia, obiettivi e normative
    • Potere di mercato e benessere sociale
    • La definizione del mercato rilevante e la valutazione del potere di mercato
    • Il concetto di dominanza: dominanza individuale e dominanza collettiva
  • Intese restrittive della concorrenza
    • Intese orizzontali: teoria della collusione
    • Le intese verticali
    • Abuso di posizione dominante
    • Prezzi predatori
    • Teoria della foreclosure e del leveraging
    • Bundling e tying e altre pratiche di monopolizzazione
  • Il controllo preventivo delle operazioni di concentrazione tra imprese indipendenti

Testi consigliati

  • Parte prima: G. Marzi, L. Prosperetti e E. Putzu, La regolazione dei servizi infrastrutturali, Mulino, 2001, capp. I, II, III, IV, V (escluso parr-3.2.1-3.2.3), VI, VII e cap. IX. Si avvisa che il testo è esaurito e che una copia è disponibile presso la copisteria di Facoltà.
  • Parte seconda: Motta M. e M. Polo, Antitrust. Economia e politica della concorrenza, Il Mulino, 2005, capp. I; II (esclusi parr. 3.3, 4.3, 5-7); III (esclusi par. 3.1.6 e 3.2); IV (esclusi parr. 3.5 e 5); V (escluso par. 2.4); VI (esclusi parr. 2.3, 3.1.1, 4.1.1, 4.2.1); VII (esclusi parr. 2.3, 3.1.1, 3.2.6, 3.2.7, 3.3.2, 4.2).

Prima parte

Cap. 1 - Quando e come regolare

Stigler (1981) definisce la regolamentazione come un tentativo da parte dello stato di utilizzare i propri poteri per influenzare il proprio comportamento economico di soggetti non governativi. In generale, gli interventi di regolazione, modificando o imponendo regole agli agenti, possono modificare di fatto la struttura del mercato e influenzano le caratteristiche delle transazioni e i termini contrattuali delle relazioni tra acquirenti e venditori; ad esempio, l'abolizione dei limiti all'entrata modifica la struttura competitiva del mercato, determina una riduzione dei prezzi e l'incremento della quantità venduta.

Si possono distinguere due tipi di regolamentazione:

  • La regolazione della domanda, che comprende tutte le misure il cui scopo principale è quello di influenzare il comportamento dei consumatori (tassazione, divieti, ...)
  • La regolamentazione dell'offerta, che include le misure finalizzate a modificare il comportamento dei produttori.

Si noti che le misure di intervento adottate nell'ambito della regolamentazione dell'offerta possono essere assai varie: esse spaziano dall'imposizione di regole a imprese private all'esercizio di un'attività economica da parte dello stato in forma più o meno diretta.

La regolamentazione può avvenire:

  • Ex-ante: introduce misure che precedono le azioni degli agenti economici e sono volte a orientarle; rientrano in questa categoria tutti gli interventi di settore volti a fissare i prezzi, regolare la qualità e interventi in materia di servizio universale.
  • Ex-post: introduce misure volte a correggere le azioni degli agenti; questa categoria include le azioni degli organismi incaricati di vigilare sul mantenimento e sul corretto funzionamento del meccanismo concorrenziale (ad es., evitare abusi di posizione dominante)

La regolazione ex-post è attuata in prospettiva antitrust.

Motivi Obiettivi Esempi
Esistenza di potere di mercato Contrastare la tendenza all'aumento dei prezzi e alla riduzione della qualità Monopolio naturale nei servizi infrastrutturali
Esternalità Attribuire l'intero costo di produzione a chi produce o consuma un bene Inquinamento ambientale
Incompletezza dei mercati (informazione incompleta) Informare i consumatori Fissazione di standard di qualità
Beni di merito Garantire l'offerta e l'accessibilità di servizi ritenuti essenziali Servizio postale
Interventi redistributivi Ridurre i prezzi per alcuni gruppi di utenti Elettricità

Monopolio naturale: indica un'attività economica dove la tecnologia consente ad un solo produttore di avere costi sempre più bassi di quelli che dovrebbero sostenere due o più produttori (la tecnologia rende naturale un assetto monopolistico).

In generale, con il termine mercato ci si riferisce a qualsiasi ambito in cui si realizza l'incontro tra domanda e offerta di un determinato bene/servizio, il che consente di determinare il prezzo e la quantità scambiata. Il mercato è concorrenziale se né i consumatori né tantomeno le imprese possono influenzare tale prezzo; le condizioni per cui ciò si verifichi sono:

  • I venditori devono essere presenti in gran numero e offrire prodotti omogenei, che per i consumatori sono tra di loro perfettamente sostituibili
  • Tutte le informazioni rilevanti vengono sintetizzate dal prezzo e gli agenti economici possono decidere autonomamente in merito ai prezzi e alle quantità vendute/acquisite
  • Non devono esserci barriere all'entrata
  • p = Cmarg poiché questo risultato viene considerato ottimale perché il costo per produrre una unità aggiuntiva è esattamente uguale alla disponibilità dei consumatori ad acquistarla

Primo teorema dell'economia del benessere: se i consumatori e le imprese si comportano in modo concorrenziale su ogni mercato, se esistono i mercati per tutte le merci scambiate e se l'informazione è perfetta, ne consegue che l'equilibrio competitivo è pareto-efficiente, che comporta:

  • Efficienza nella produzione, legata alla scelta della combinazione dei fattori produttivi, si ottiene quando le imprese impiegano in modo ottimale le risorse produttive (minimizzazione dei costi)
  • Efficienza nell'allocazione delle risorse: non è possibile raggiungere un'allocazione alternativa che consente di migliorare il benessere di almeno un individuo senza peggiorare l'interesse di un altro (questa efficienza trova espressione nel surplus del consumatore/impresa)
  • Maggiore e migliore consumo delle risorse

Se le condizioni sopra descritte vengono meno, il meccanismo di mercato non produce risultati ottimali e fallisce nel suo compito di allocare in modo efficiente le risorse; l'esistenza di un potere di mercato (legato alla presenza di pochi venditori), la diffusione di comportamenti strategici (connessi a informazione perfetta) e la presenza di barriere all'entrata (che caratterizzano i settori dei servizi infrastrutturali) possono consentire agli operatori di applicare prezzi più elevati rispetto a quelli concorrenziali e di ridurre la quantità prodotta (in assenza di interventi di public policy).

La maggior parte degli interventi regolatori è stata ricondotta all'esistenza di potere di mercato delle imprese e in particolare alla presenza di situazioni di monopolio naturale; il compito del regolatore era, infatti, quello di regolare settori che per loro natura non potevano essere competitivi. Il regolatore oltre a tutelare i consumatori dagli abusi del monopolista (riduzione qualità e aumento dei prezzi) e garantire l'offerta di alcuni servizi essenziali, deve favorire anche la creazione di condizioni competitive del mercato garantendo ex-ante l'entrata ai nuovi operatori attraverso la regolazione dei prezzi finali e dei prezzi d'accesso. Viene invece demandato all'Antitrust il compito di garantire il funzionamento dei mercati, impedendo abusi di posizione dominante da parte dell'ex monopolista.

I fallimenti del mercato, nell'ambito della regolazione dei servizi infrastrutturali, sono essenzialmente:

  • L'esistenza di potere di mercato: se sul mercato sono presenti una o poche imprese che soddisfano la domanda dell'intero mercato, i produttori possono influenzare i prezzi e quantità, fissando un prezzo superiore al costo marginale, riducendo la quantità venduta e il surplus dei consumatori.
  • Situazioni di monopolio (naturale): la produzione di un certo bene/servizio viene realizzata da una sola impresa; il potere di mercato viene limitato soprattutto con interventi regolatori ex-ante (controllare i prezzi applicati e la quantità fornita).
  • Comportamenti anticompetitivi messi in atto dalle imprese stesse: questi comportamenti vengono sanzionati ex-post da interventi delle autorità antitrust.
  • Esternalità: condizione necessaria per il funzionamento efficiente del mercato e l'indipendenza delle azioni individuali. Nel mondo reale è molto facile che le decisioni di produzione/consumo di un agente economico vengano influenzate o possano influenzare le azioni/scelte di un altro agente; poiché l'esistenza di effetti esterni determina una divergenza tra i costi/benefici marginali privati e i costi/benefici marginali sociali (costo privato + costi sopportati dalla comunità) diventa impossibile soddisfare una delle condizioni principali dell'efficienza paretiana (p = Cmarg).

In presenza di esternalità negative si avrà un consumo/produzione eccessivo rispetto all'ottimo. In presenza di esternalità positiva si avrà un consumo/produzione inferiore all'ottimo. Gli interventi fiscali e regolatori operano per penalizzare o incentivare le attività che generano esternalità negative/positive e tendono a ridurne le entità.

  • Esempio esternalità negativa (consumo elettricità)
    • Costo privato = prezzo chilowattura elettricità
    • Costo sociale = costo privato + dispersione/emissioni nell'ambiente (inquinamento)
    • Se il costo sociale è superiore al costo privato, bisognerà introdurre un intervento regolatorio, scoraggiando la produzione dell'energia con tecniche più inquinanti (tramite imposte o vincoli ambientali) incoraggiando la produzione con energie rinnovabili.
  • Esempio esternalità positiva (abbonamento telefonico)
    • Se il beneficio sociale è superiore al beneficio privato, bisognerà introdurre un intervento regolatorio che favorisca gli abbonamenti dato che il costo sostenuto dall'utente non tiene conto dei vantaggi (esternalità di rete positive) che derivano, agli altri utenti, dalla possibilità di poter contattare un nuovo abbonato.

Incompletezza dei mercati: tra le ipotesi fondanti del primo teorema del benessere vi è la presenza di mercati completi; devono cioè esistere mercati per ogni bene e i beni possono differire fra loro anche solo per gli eventi contingenti che ne modificano l'uso o la necessità.

Informazione imperfetta, che rende non osservabili e verificabili da tutti i contraenti le caratteristiche dei beni/servizi venduti; fa cadere l'ipotesi di completezza dei mercati che garantisce l'applicazione del primo teorema dell'economia del benessere.

  • Ex-ante: la presenza di asimmetrie informative che precedono la conclusione del contratto, legate al fatto che alcune caratteristiche rilevanti ai fini del contratto stesso vengono tenute nascoste dalla parte più informata, rendendo impossibile la stesura di un contratto ottimale.
  • Ex-post: i problemi sono legati alla difficoltà nel garantire l'esecuzione ottimale del contratto dovute alla possibilità che una parte, successivamente alla stipula del contratto, possa compiere delle azioni che possono danneggiare l'altra parte senza che questa ne venga a conoscenza o possa verificarle.

Quando la presenza di asimmetrie informative impedisce al mercato di fornire un livello di continuità e di qualità di un servizio considerato adeguato dalla collettività, si utilizza la regolazione per favorire il raggiungimento di risultati socialmente accettabili.

Ricordiamo che possono esserci mercati incompleti anche nel caso in cui la presenza di risorse scarse (idriche, energetiche, ...) determini una carenza di offerta; in questo caso l'intervento dello stato garantisce l'utilizzo ottimale delle risorse stesse in base a priorità sociali, politiche ed economiche (es. meccanismi di razionamento dell'acqua nelle regioni meridionali).

Un'altra determinazione dell'incertezza dei mercati è associata al verificarsi di determinati eventi. In generale, l'incertezza può, infatti, precludere lo sviluppo dei mercati completi imponendo un'allocazione efficiente delle risorse (es. un insufficiente sviluppo e controllo dei mercati finanziari può portare a una allocazione errata dei rischi, che vengono posti a carico di coloro che non sono favorevoli ad assumerli, ma anche a un inadeguato sviluppo dei sistemi di pagamento necessari per consentire lo svolgimento delle transazioni).

La concorrenza distruttiva: è costituita dalla presenza di troppi operatori nel mercato, i quali impediscono il funzionamento del meccanismo concorrenziale; l'intervento di correzione consentiva essenzialmente nell'adozione di politiche di prezzo minimo e nel controllo dell'entrata attraverso autorizzazioni e concessioni, ma questo tipo di intervento è stato abbandonato perché è in pratica difficile distinguere tra concorrenza distruttiva e normale, dato che quest'ultima finisce spesso per distruggere qualcuno.

Vi sono dunque altri aspetti di fallimenti di mercato rilevanti per la regolazione: alcuni beni (club goods) possono infatti esistere solo se gli agenti economici si accordano tra di loro per farli esistere (settore delle comunicazioni radiomobili: fissazione di uno standard tecnico (GSM)). Dato che non sempre gli agenti economici hanno incentivi sufficienti a cooperare, se il club goods non si materializza può esservi materia per un intervento regolatorio, che fissi per via amministrativa uno standard/procedura di coordinamento.

Da un punto di vista economico, i servizi essenziali rientrano nella categoria più vasta dei beni di merito: con questo termine si indicano tutti quei beni/servizi (prestazioni sanitarie, educazione, energia, telefonia, internet) il cui consumo è ritenuto "un bene", sulla base di considerazioni sociali/politiche; la regolamentazione può disporre obblighi di fornitura generalizzati/specifici o operare con interventi che hanno finalità redistributive (in realtà, occorre tener presente che l'esistenza di finalità redistributive è una condizione necessaria ma non sufficiente per giustificare l'intervento regolatorio: infatti, qualora lo stato fosse mosso esclusivamente da considerazioni di tipo distributivo, potrebbe garantire il consumo di certi beni sussidiando il reddito degli individui meno abbienti. In genere, i regolatori effettuano interventi redistributivi tra utenti, finanziando (cioè p < Cmarg) per alcune tipologie di clientela con p > Cmarg per altre tipologie di clientela; questo meccanismo viene definito sussidio incrociato).

Il regolatore può essere considerato come una benevole entità, che tutela l'interesse della collettività. In questo ambito, le politiche di regolazione costituiscono lo strumento per curare i fallimenti del mercato e ciò che viene enfatizzato è il ruolo dell'autorità pubblica nel correggere le imperfezioni del mercato in risposta alle domande che provengono dalla collettività nel suo complesso. Il regolatore si comporta come un massimizzatore benevolente del benessere sociale; la nuova teoria dell'interesse pubblico giustifica l'intervento regolatorio con il potere coercitivo dello stato: quest'ultimo, essendo l'unico soggetto autorizzato a imporre regole e comportamenti in modo autoritario, è infatti in grado di ridurre i costi di transazione connessi alla contrattazione tra le parti.

Ancora oggi la tutela dell'interesse pubblico costituisce la principale giustificazione all'intervento regolatorio nell'economia; numerose ricerche empiriche hanno evidenziato infatti l'incapacità dei modelli di regolazione esistenti di eliminare i comportamenti inefficaci: ciò che viene rilevato è che la regolazione può favorire (anziché disincentivare) le scelte distorsive nell'impiego dei fattori produttivi o può non influenzare affatto il comportamento dei soggetti interessati.

Secondo la teoria dei gruppi di interesse è possibile spiegare gli interventi di regolazione come risposte alle richieste di tutela degli interessi che emergono da alcuni gruppi. All'interno di "The theory of economic regulation" (Stigler) si sviluppano due impostazioni differenti:

  • Versione pluralista: sottolinea come anche i gruppi esclusi, ovvero quelli che non riescono a influenzare direttamente il regolatore, hanno una loro importanza nel definire/orientare l'impostazione della politica regolatoria.
  • Versione corporativa: sottolinea il ruolo esclusivo del gruppo di interesse che influenza il regolatore, non riconoscendo alcuna influenza agli esclusi.

La teoria della cattura, che appartiene all'insieme delle teorie dell'interesse privato, sottolinea come gli interventi regolatori vengano attuati per soddisfare gli interessi privati del regolatore e delle industrie regolate: queste ultime sfruttano le rilevanti asimmetrie informative esistenti a loro vantaggio.

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _fabio19890 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e politica industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Roma La Sapienza o del prof Ferrari Bravo Laura.
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