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Economia e politica industriale - Appunti Appunti scolastici Premium

Appunti di Economia e politica industriale per l’esame della professoressa Parravicini. Gli argomenti trattati sono i seguenti: la curva d’indifferenza, l’equazione della parabola, il primo teorema delle curve d’indifferenza, il secondo teorema delle curve d’indifferenza.

Esame di Economia politica e industriale docente Prof. P. Parravicini

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ESTRATTO DOCUMENTO

30

- tentativo di evitare l’ingresso di nuove imprese.

Le divisioni all’interno dell’impresa sono:

controllo

 proprietà

 se gli obiettivi tra questi 2 non sono gli stessi, si potrebbe creare dei conflitti all’interno

dell’impresa stessa.

Il duopolo è secondo Bertrand ha come caratteristiche:

- presenza di 2 imprese

- le vendite delle 2 imprese dipendono dal prezzo P che ciascuno di loro applica

- le 2 imprese non hanno accordo tra loro ma si Bertrand sostiene che arrivano all’accordo in

maniera implicita.

Bertrand sostiene che le vendite dipendono dal prezzo che applico, ma anche dal prezzo praticato

dalle altre imprese. Per dire che le imprese sono tra loro simili secondo Bertrand bisogna avere:

1. il bene è omogeneo quindi potrebbero risultare dei beni sostituti;

2. la decisione del prezzo che ogni impresa fa è simultanea poiché non c’è accordo;

3. le imprese hanno uguali costi marginali (MC vuol dire che le imprese sono identiche;

4. la curva di domanda è lineare.

Essendo il bene omogeneo la domanda si rivolgerà di + verso quella impresa che applica un

prezzo P minore:

- se P1<P2 D1=DM e D2=ø

Bertrand afferma che se si aspetta che fissi un P + alto di quello di monopolio, perché di fatto

① ②

è un monopolio, quale P fissa ? Fisserà quello pari al prezzo di monopolio perché gli permette di

massimizzare il profitto.

Si vengono quindi a creare 2 diverse situazioni: 31

a)Se pensa che metta P2>Pm P1=Pm, ma essendo la decisione simultanea allora si

① ② 

ha anche che: Se pensa che metta P1>Pm P2=Pm.

② ① 

b)Se pensa che metta P2<Pm ma >MC ma essendo la decisione simultanea

① ② P1=P2-n,

allora si ha anche che: Se pensa che metta P1<Pm ma >MC

② ① P2=P1-n.

c)Se pensa che metta P2<MC P1=MC, ma essendo la decisione

① ② 

simultanea allora si ha anche che:

Se pensa che metta P1<MC P2=MC.

② ① 

Il prezzo dell’una dipende dall’altra, ma nessuna di loro sa quale sia il vero prezzo dell’altra, quindi

può solo fare delle strategie. Bertrand dice che queste 2 imprese si trovano d’accordo lungo

periodo quando si raggiunge il P=MC ed è legittimo quindi non ci sono leggi antitrust che possono

bloccare il tutto. Questa è la migliore tra le peggiori condizioni/strategie possibili. Ciò vuol dire che

nel lungo periodo non hanno extraprofitto e quindi il punto è perché continuare a far esistere tale

impresa?!?!? Bertrand chiama tale punto di incontro equilibrio di Nash (nome dell’innovatore

della teoria dei giochi) perché ogni volta che un’impresa ci cade dentro è + sacrificante

abbandonarla che mantenerla.

La teoria dei giochi:

Queste teoria nasce proprio applicata al gioco d’azzardo. I 2 fondatori sono:

- John von Neumann 32

- Morgenstern

Sono entrambi docenti universitari con il vizio del gioco d’azzardo. Essi fanno affermano che le

imprese devono essere considerati come dei giocatori che possono essere da 2 a infinite, cioè

n; essi poi però dividono i giochi in 2 grandi categorie:

- Gioco a somma nulla sono quelli + semplici, consiste nel fare una somma algebrica

delle quote di mercato delle 2 o + imprese che sia pari a zero;

- Gioco a somma non nulla le 2 imprese anche interagendo possono ingrandire o ridurre

la dimensione dell’impresa; le condizioni del gioco sono:

Le imprese si comportano razionalmente;

o Ognuno si aspetta la migliore risposta dall’altra;

o Le mosse avvengono simultaneamente.

o ------------------------------------------------------------------------------

23.03.2011

Teoria dei giochi: A SOMMA NULLA

Per organizzare qualsiasi tipo di gioco c’è bisogno di una matrice, cioè una tabella all’interno della

quale si scrivono i PAYOFF, che possono essere espressi in:

- Denaro

- Percentuali;

inoltre essi sono costituiti da un segno che può essere:

Positivo (+) vantaggi

 

Negativo (-)

 svantaggi.

Supponiamo ci siano 2 imprese: e ; dove:

① ②

- L’impresa può tenere 3 diversi comportamenti/strategie che individuano il suo modo per

presentarsi sul mercato;

- L’impresa può invece tenere 4 diversi comportamenti/strategie.

② In ogni casella è presente il payoff, cioè il

II

II risultato relativo alle strategie.

B1 B2 B3 B4

A1 20,80 30,70 25,75 50,50

I A2 30,70 40,60 10,90 60,40

A3 40,60 60,40 35,65 45,55

Es: 20% per e 80% per quando l’impresa adotta la strategia A1 e l’impresa usa la B1.

① ②  ① ②

Bisogna ricordare che: 33

Il gioco è simultaneo;

 Ogni somma dei payoff giunge a 100;

 Ogni impresa conosce il numero di strategie che l’altra impresa ha a disposizione;

 Ogni impresa sa che difronte ha il miglior concorrente possibile;

 L’obiettivo delle imprese è quello di capire quale sia la strategia migliore da utilizzare.

Entrambe le imprese utilizzano il metodo del maximin, cioè che per la scelta della strategia mi

baso sul migliore fra i peggior risultati presenti perché so di avere difronte il miglior concorrente.

Quindi si ha che:

- L’impresa guarda nella sua prima strategia (A1) qual è il suo peggior risultato (20,80),

poi guarda la seconda strategia (A210,90)e poi la terza strategia (A335,65) ed infine

sceglie la strategia A3, cioè la miglior strategia tra le peggiori.

- Contemporaneamente, l’impresa la fa stessa cosa e quindi guarda la prima strategia

(B140,60), poi la seconda (B260,40), la terza (B335,65) e poi la quarta (B460,40)

ed infine sceglie la strategia B3.

Alla fine dalle loro scelte di strategia risulta che c’è equilibrio poiché tale situazione è buona per

entrambi. La differenza è che l’impresa ha comunque delle quote maggiori. Questa

soluzione di strategia è un equilibrio nel breve periodo e non la miglior strategia poiché bisogna

ricorda che rimane sempre una scelta che è stata fatta considerando la migliore tra le peggiori

possibilità.

Se invece le 2 imprese guardano il peggiore tra i migliori allora non si troverà un punto di

incontro e inoltre non si potrebbero definire le quote di mercato e quindi in quel mercato

succede che il prezzo P sarà minore di quello che sarebbe stato in equilibrio, P*.

Se le imprese scelgono di adottare un diverso

comportamento, utilizzando il migliore tra i peggiori riescono

ad ottenere un equilibrio; se invece cercano il peggiore tra i

migliori succede che essi continuano a contrattare (ragnatela

convergente) fino a quando non riescono a trovare

l’equilibrio Tutto ciò non accadrà perché sanno che l’altra

parte non lo lascerà fare quindi accetta quella quota, anche

se + bassa, poiché devono sostenere anche dei costi di

transazione (cioè costi necessari per la conclusione di un

contratto) che altrimenti si ripercuoterebbero sull’impresa

stessa.

Teoria dei giochi: A SOMMA NON NULLA 34

Per spiegare questo gioco si prende in considerazione il dilemma del prigioniero esso è nato

in diversi ambiti; ciò riguarda la storia di 2 persone che vengono arrestate, le quali sono

sicuramente colpevoli, ma il problema è quello di provarlo e per fare ciò:

- I costi sono elevati

- I tempi sono lunghi.

I prigionieri vengono separati ed interrogati simultaneamente e senza che essi sappiano la risposta

dell’uno e dell’altro; si ha cosi 2 diverse possibilità:

Confessare (C)

 Non confessare (NC)

 La matrice è espressa in anni di pena. La pena

2 massima è di 10 anni, quindi mal che vada si

C NC farebbero 5 anni per uno.

C 5,5 10,0

1 NC 0,10 0,0

- Se e scelgono C 5,5 (anni)

① ② 

- Se sceglie NC e C 0,10

① ② 

- Se sceglie C e NC 10,0

① ② 

- Se e scelgono NC 0,0 ciò vuol dire che allora come minimo si fanno entrambi

① ②  

10 anni perché a lungo andare si scopriranno colpevoli e dovranno pagare entrambi

facendo 10 anni di galera.

La soluzione migliore quindi è quella di confessare perché in questo modo:

Scelgo la peggior condizione che mi può capitare;

 Evito la possibilità + pericolosa, cioè farsi 10 anni per uno perché (0,0) vuol dire che i tempo

 sarebbero troppo lunghi per giungere a scoprire la colpevolezza.

Conclusione: scegliere la miglior condizione mi farebbe rischiare di +, cioè 10 anni di carcere.

Esercizio:

Date 2 imprese con entrambe 2 strategie possibili; in ogni casella della matrice è presente il

profitto di ciascuna impresa. (È un gioco a non nulla). Qual è la soluzione? Quale strategia si

utilizza? ② 35

1B 2B

1A 100,15 40,180

① 0

2A 130,80 80,120

------------------------------------------------------------------------------

28.03.2011

Indicazioni per i giochi a somma non nulla (se la somma in ciascuna casella non è costante):

- Controllare se c’è una strategia dominante vuol dire vedere la strategia che prende un

giocatore a prescindere dall’altro giocatore;

- Sia che c’è o meno la strategia dominante, controllare se non c’è o c’è uno o + equilibri di

Nash (i quali sono sempre n-1).

A (15,15)

①

A B

A 15,15 10,10

① B 5,5 0,0

A (15,15)

②

Sia che scelgono A a prescindere dall’altro giocatore e a prescindere dal comportamento

① ②

dell’altro.

Bisogna quindi immedesimarsi nel comportamento dell’altro!

Gioco a somma non nulla con profitti:

A B

A 15,15 0,10

① B 10,5 5,10

A e B non ha strategia dominante;

①  

A ha una strategia dominante.

②  

A,A è la strategia migliore perché ha una strategia dominante mentre no e inoltre sa che però

② ①

userà di sicuro una strategia dominante e quindi sceglierà A.

② 36

A,A è un equilibrio di Nash, cioè la posizione che non abbandona nessun giocatore, e non ce ne

sono altri perché gli altri non comportano una scelta razionale.

Con p che sta per prezzo:

pA pB

pA 15,15 0,10

① pB 10,5 5,10

a nessuno delle 2 conviene farsi una guerra di prezzo in A,A (15,15)perché è una situazione di

equilibrio di Nash.

Non serve fare una guerra di prezzo perché una soluzione basata sulla strategia dominante può

portare ad una buona situazione per entrambi.

Con p che sta per perdite:

sparisce l’equilibrio di Nash; anche se non ha ancora una strategia, mentre ha la strategia

① ②

dominante che è B e stanno facendo una guerra di prezzo e l’unica soluzione si potrà

 ① ②

vedere solo nel mercato nel lungo periodo.

A B

A 15,15 5,0

① B 0,5 10,10

A e B non ha strategia

①  

A e B non ha strategia

②  

Non c’è nessuna strategia dominante per entrambi.

In A,A sia per che per non c’è interesse a spostarsi quindi è considerabile equilibrio di

 ① ②

Nash; 37

in B,B sia per che per non c’è interesse a spostarsi quindi è considerabile equilibrio di

 ① ②

Nash.

Le posizioni che nessuno dei due vuole mantenere nel tempo sono (0,5 e 5,0) perché sono

situazioni che si abbandonano ed è per questo che non sono equilibri di Nash; non c’è nessuna

strategia dominante, ma si arriva all’equilibrio di Nash perché l’altro giocatore se scelgo A,A o B,B

mi segue perché gli conviene anche a lui.

A B

A 5,5 99,0

① B 0,99 96,96

-Questa è una matrice di gioco a somma non nulla;

- A,A strategia dominante A

① 

- A,A strategia dominante A

② 

-è una matrice simmetrica quindi se ha la strategia vuol dire che anche ce l’ha questa

 ① ② 

è proprio quella situazione definita: il dilemma del prigioniero quindi qua l’equilibrio di Nash è in

A,A (5,5) il quale risulta essere la realtà perché ognuno guarda singolarmente e non

collettivamente, che si verificasse solo se si fosse in B,B (96,96). Perciò strategia B,B (96,96)

risulta essere la migliore situazione possibile ottenibile senza peggiorare la condizione dell’altro =

ottimo paretiano irraggiungibile perché ogni scelta viene fatta singolarmente.

 ------------------------------------------------------------------------------

30.03.2011

Normalmente le decisioni dell’imprese vengono prese nel continuo, cioè sono decisioni variabili e

messe in continua discussione. 38

La FUZIONE DI REAZIONE è una funzione che spiega come reagisce una singola impresa a

prescindere della reazione dell’altra impresa la parola reazione non deve ingannare perché

comunque le scelte sono fatta in un tempo simultaneo.

Quando entrambe le imprese hanno una strategia dominante non risulta importante sapere che

cosa fa l’altra.

La Q indica la quantità che l’impresa si propone di vendere sul mercato. La funzione di reazione

dell’impresa rispetto alla quantità dell’impresa ; la stessa cosa può fare l’impresa a

① ② ②

prescindere dalla scelta dell’impresa .

Il punto di incontro delle 2 funzioni viene definito equilibrio di Nash e risulterà anche un PARETO

OTTIMO la scelta di ogni impresa è fatta a prescindere dall’altra. è una situazione difficile

 

che accada realmente. 39

È sempre un equilibrio di Nash, ma non è un Pareto Ottimo perché lascia quote di mercato aperte

poiché non si riesce a coprire l’intero campo di mercato. (es: mercato automobilistico).

In genere però le funzioni di reazione non si rappresentano cosi:

Se nessuna delle 2 funzioni ha una strategia dominante, la funzione di reazione:

- È una funzione decrescente;

- Il punto di incontro tra le 2 funzioni di reazione delle 40

2 imprese è un equilibrio di Nash;

- I punti diversi che si trovano lungo le funzioni, ma:

di sotto del punto di Nash rappresentano

 il prezzo P che è troppo basso e quindi si

ha il rischio che i profitti siano nulli o quasi

nulli;

di sopra del punto di Nash rappresentano invece i punti che bisogno accettare

 di abbassare il prezzo P per mantenere quote di mercato + elevate e giungere

all’equilibrio.

Come per i marginalisti c’è la massimizzazione del profitto, ma ad esso si affiancano altri obiettivi:

- mantenere le quote di mercato;

- trovare un equilibrio di Nash.

La TEORIA MANAGERIALE dell’impresa

Si suppone che nell’impresa ci sia una netta separazione tra:

1. Proprietà

2. Controllo

i quali risultano avere obiettivi diversi:

1. Massimizzazione del profitto max π;

2. Mantenere o allargare le quote di mercato dell’impresa oppure massimizzazione delle

vendite, cioè del ricavo totale (TR) maxTR.

La massimizzazione del profitto: π=TR-TC. Il ricavo totale afferma che il consumo

aumenta in modo crescente a tassi decrescenti e l’utilità totale (ut) si annulla nel suo punto

di massimo.

Il tratto che va oltre l’asse delle ascisse non si calcola perché nessun imprenditore richiederà mai

un profitto negativo o + basso del TR. 41

Per ogni quantità Q di Q0 e Q2 mi vado a calcolare il profitto unitario;

Q0 π=0 (10-10=0)

Q’0 TR e TC sono diversi π=15-10,5=4,5.

 

Dove la distanza tra TC e TR è totale ho una situazione diversamente massima.

L’imprenditore è felice quando è massimo il suo profitto; il manager è felice quando è massimo il

ricavo totale questo conflitto di interesse tra proprietà e controllo:

Nel breve può succedere che il manager riesce a convincere l’imprenditore ad ottenere una

 

massima quota di mercato possibile massimizzando le vendite cosi poi da poter ottenere nel

lungo periodo una massimizzazione del profitto.

Se si ha un VINCOLO NON OPERATIVO il vincolo per il raggiungimento del profitto dato

 

dall’imprenditore, il manager lo ottiene con la vendita già prevista per la massimizzazione del

ricavo totale

Se si ha un VINCOLO OPERATIVO l’imprenditore vuole alla fine di un periodo un preciso

 

profitto (5,9) e in + da al manager carta bianca per come raggiungere tale obiettivo; il manager

si trova in una situazione in cui non può massimizzare il suo obiettivo perciò lo deve modificare

e per fare ciò deve agire sulla variabile indipendente che per i consumi risulta essere il

prezzo P; quest’ultimo viene alzato e cosi varierà la pendenza della funzione del ricavo totale

(TR) [vuol dire ce la distanza tra le 2 braccia della funzione si stringe].

TEORIA DEL PREZZO LIMITE

È un’altra forma di mercato dei post marginalisti; elaborata da Bain nel 1956.

Secondo Bain, l’obiettivo del breve periodo di un’impresa è di non consentire l’ingresso di nuove

imprese e di mantenere le quote di mercato per mostrare ciò Bain analizza la curva di domanda

D dell’impresa che alla fine corrisponde alla funzione di domanda D del mercato.

AC’ è il costo medio di un impresa che vuole entrare nel mercato.

 42

Secondo Bain le 2 imprese (quella già presente nel mercato e quella che vuole entrare) hanno

struttura dei costi uguali, ma con quella che gioca nel mercato che ha dei vantaggi;

P0 da all’impresa “vecchia” un π=0 perché TR=TTC, ma questa impresa si accorge che la

nuova impresa ha la stessa strutta, ma non può applicare un P<P1 perché altrimenti ha delle

perdite.

P1 risulta essere un prezzo limite, ma non lo vuole raggiungere perché l’impresa nuova vuole

ottenere quote di mercato perciò essa mette un prezzo P qualsiasi che è compreso tra P0 e

P1, P2>P0 e P2<PP1 quindi P2= P1-n.

P1 è per Bain un prezzo limite (Pl) poiché non lo vuole raggiungere;

P0 è il prezzo di concorrenza perfetta (Pcp) poiché mi da un π=0.

Il tratto da P0 a P1 è chiamato GAP di entrata, cioè la condizione di entrata nel mercato, e si

calcola:

GAP= (Pl - Pcp)/Pcp. ------------------------------------------------------------------------------

06.04.2011

Duopolio di Cournot

Cournot stabilisce un equilibrio all’interno di un duopolio, senza + basarsi sul prezzo ma solo sule

quantità prodotte; secondo lui le 2 imprese, A e B, giocano tra loro simultaneamente le loro

quantità prodotte.

[Essendo sugli assi P e Q vuol dire che ciascuna impresa sta valutando il mercato].

OB è la quantità prodotta da B secondo l’impresa A quanto resta all’impresa A da produrre?

 

A per la quantità restante in questa situazione si sente un monopolista poiché è a sua disposizione

come fa A a stabilire quale sia la quantità che deve produrre? Guardando il punto di incontro tra

MC e MR si vede che non verrà accontentata l’intera domanda di mercato (perché dovrebbe

mettere un prezzo pari a zero), perciò come si comporta l’impresa A? Bisogna tracciare la funzione

di ricavo medio AR che parte dal punto A (da quest’ultimo punto perché per l’impresa B B’A è la 43

funzione di ricavo medio) dalla sua funzione di ricavo medio A deve prendere un punto qualsiasi

su essa e lo proietto su AB e nel punto medio del tratto al centro passerà il ricavo marginale MR di

A la curva dei costi marginali MC la farò cosi passare per le 2 funzioni, MR e AR. (A

probabilmente non conosce la struttura dei costi di B pe). Il punto di incontro del MR(A) e MC(A)

afferma qual è la quantità prodotta da A, cioè BE. Il restante della quantità, dopo E, è un tratto che

nn interessa a nessuna delle 2 imprese e la la lasciano quindi vuota, cosi da probabilmente lasciar

entrare una eventuale 3° impresa. C(???) in questa situazione afferma che tra le 2 imprese:

- Non c’è una guerra di prezzo

- Non c’è una guerra sulle quote di mercato.

La funzione AZ la posso chiamare funzione di reazione dell’impresa A, vista la quantità prodotta

OB dell’impresa B AZ è quindi il luogo dei punti relativo alle combinazioni di output delle 2

imprese che consente ad A di massimizzare il profitto, dopo aver considerato che B produce 0

(zero).

PO(A) è il prezzo di A e potrebbe essere anche di B solo se avesse avuto la stessa struttura dei

costi. In realtà il prezzo di B è PO(B).

Le 2 imprese risultano diverse poiché:

A produce un quantità minore ad un prezzo minore

 B produce una quantità maggiore ad un prezzo maggiore;

 in + essere:

- Non si contendono sul prezzo

- Conoscono le loro funzioni di reazione riuscire a determinare un prezzo di equilibrio e

capire quali solo i costi.

Quindi entrambe le imprese entrano nel mercato per coprire le quote lasciate libere e

devono avere una struttura di costi marginale elevato con un profitto molto basso perciò

è probabile che quote lasciate libere rimangono tali.

È cosi che Cournot fa cadere la teoria del prezzo limite.

Se ora faccio lo stesso ragionamento ma dalla parte di B rispetto alla quantità di A: 44

vedo che è un gioco a somma nulla perché in base alla quantità di A si ha quella di B. [es: se

Q(A)=70 allora Q(B)= 30].

Perciò le 2 imprese, poiché nn viene presa in considerazione la quantità EZ (perciò definibile

questo un gioco a somma nulla), non prendono in esame una strategia da utilizzare se non quella

sulla quantità che risulta essere quella dominante.

Le 2 imprese si comportano tenendo presente:

- L’esistenza dell’altra impresa

- I loro costi.

Se B cambia la struttura dei suoi costi, e da OB ora produce OC? (dovuto probabilmente per un

aumento della quantità domandata; vuol dire che le sue quote di mercato sono aumentate):

l’impresa A quindi ha un’altra funzione di ricavo marginale MR poiché a una nuova funzione di

ricavo medio AR ciò vuol dire che ha costituito un aumento del prezzo con una quantità minore

ed è per questo che è aumentato il prezzo di mercato altrimenti non si ottiene la

massimizzazione del profitto.

Il diminuisce la quantità + il prezzo aumenta; come fa l’impesa a salvarsi? Egli deve cercare di

ampliare il mercato e deve cercare di cambiare la domanda di mercato cosi lascia la vecchia

impresa e va a finire in un’altra domanda di mercato ciò vuol dire che deve diversificare il

prodotto trasforma cosi il gioco da somma nulla a somma non nulla ciò dovuto

 

all’ampliamento del mercato beneficiando cosi anche l’altra impresa.

Secondo Cournot il punto di equilibrio di ha quando si incontrano le 2 funzioni di reazione (AR).

Secondo Bertrand le 2 imprese giungevano all’equilibrio dopo un accordo; mentre per Cournot le 2

imprese non si mettono d’accordo, ma l’equilibrio si ha quando le 2 funzioni di reazione si

incontrano; perché? 45

Sono A e suppongo che B produce OB:

se ribalto gli assi sono nell’altro punto di vista:

 46

Se le 2 imprese si trovano sui 2 lati opposti avrebbero un profitto in perdita perché:

Una produce a prezzo massimo

 Una produce a prezzo zero per evitare ciò impone un prezzo pur sapendo che in ogni caso

 

non ha lo stesso profitto dell’altro entrambe le imprese cercano di ottenere la

massimizzazione del profitto e per questo che giungono al punto di incontro (dovuto ad un

aumento delle quote di mercato).

Una causa del fallimento delle concorrenze:

ASIMMETRIA INFORMATICA nella stipulazione del contratto le 2 parti non hanno lo stesso

 

bagaglio informativo (uno sa + dell’altro e l’altro sa meno dell’altro); ci sono mercati di servizio

in cui è enorme:

Assicurazioni stipulata per precauzione dovuta all’alta probabilità di sinistri gli

o  

assicuratore per evitare di essere soggetti ad imbrogli hanno fatti si che si siano

fissate delle franchigie.

------------------------------------------------------------------------------

11.04.2011

Box di Edgworth 47

Edgworth è un economista del 19° secolo; fondatore della scuola marginalista e recupera il

concetto dell’ottimo paretiano. L’ottimo del consumatore si ha quando: UMRx,y= Px/Py.

La posizione di Edgworth è quella che nn si deve valutare il

singolo ma il singolo consumatore o singolo imprenditore

all’interno della comunità. Non si deve guardare quindi il

benessere individuale, ma per gli n potenziali consumatori

che lo chiameremo: EQUILIBRIO ECONOMICO GENERALE

come se i consumatore fossero 2; questi si possono

comportare come nel grafico dell’ottimo oppure:

Ciò che bisogna fare è vedere congiuntamente le 2 situazioni fare ciò dobbiamo presuppore

per

che:

- Tutto il consumo di X sia dato dal consumo di A e dal consumo di B (X= XA+ XB);

- Tutto il consumo di Y sia dato dal consumo di A e dal consumo di B (Y=YA+YB).

Si ha cosi una famiglia di isoquanti di A e di B oppure un

insieme di curve di indifferenza sia di A che di B. dove si

trova l’equilibrio? Affinché è il consumatore (sia A che B)sia

razionale, egli deve stare sulle curve di indifferenza e in

modo particolare nei punti di tangenza della curva di

indifferenza di A e quella di B; e non di incontro perché

quest’ultimo non porta ad un ottimo paretiano e vuol dire in

ogni caso che è una situazione che potrebbe pur essere

migliorabile in qualsiasi momento. La scelta ricade sul punto

di tangenza delle 2 curve di indifferenza dei 2 consumatori

perché la posizione dovrebbe stare bene ad entrambe

poiché in teoria non è migliorabile.

Edgworth dice quindi che se prendo in considerazione, ad esempio, 3 o 4 curve di indifferenza di A

e di B trovo 3 punti di equilibrio che se immagino di unire tra loro trovo una funzione che unisce

tutti i punti di tangenza tra infinite curve di A e di B che è viene considerato come un percorso

ottimale, chiamato LINEA DEI CONTRATTI (contratti perché ci sono 2 soggetti che si suddividono

le quantità e che quindi c’è un accordo tra essi). 48

In questo momento allora va inserito nel grafico il vincolo dei redditi di entrambi i consumatori:

E possiamo cosi vedere che (tener presente la frontiera della

produzione che fa si che tutte le risorse siano state

consumate senza commettere sprechi; si sta lontani dalla

frontiera + inefficace risulta.)

non c’è un equilibrio economico generale poiché ci sono beni persi, perciò non viene utilizzato

tutto.

Qui un equilibrio economico generale lo trovo nell’unico punto di tangenza che è costituito da uno

e ugual vincolo di reddito per entrambe le 2 curve di indifferenza dei consumatori.

Risulta cosi che la situazione di equilibrio economico generale è rappresentato dalle massime

produttive di frontiera.

Il concetto di ottimo paretiano ha però dei limiti (non gli interessa un’equa ripartizione perciò

l’ottimo paretiano non può essere sempre utilizzato, a causa dei seguenti limiti):

1° asimmetria informativa

2° legato al reddito. 49

I beni per cui è indispensabile che la ripartizione sia equa, affinché il mercato sia efficiente, sono

quelli pubblici perché non posso che essi siano massimamente dati ad uno e minimamente ad un

altro perciò qui l’ottimo paretiano non è applicabile.

I beni pubblici sono:

Quei beni che tutti possono utilizzare

 Quei beni di cui nessuno può esserne privato dal suo utilizzo.

Qual è il rischio dei beni pubblici? Se il prezzo del bene diminuisce il suo consumo, non

essendo legato al prezzo, non ne consumo sempre di +

quindi la funzione è per questo motivo concava verso

l’origine degli assi.

Lo Stato per coprire il costo marginale impone delle tasse o un ticket (pagato sia che ne

usufruiamo sia che no) che risulta essere costante e questo spiega il fatto che la funzione di

offerta è una funzione lineare parallela all’asse X. Se non ci fosse il ticket probabilmente ci

sarebbe un abuso del bene, quindi il suo massimo consumo è fino a Qx0; attraverso il ticket

invece il consumo si ferma a Qx1; perciò il ticket serve per:

Coprire il costo marginale

 A causa dell’asimmetria informativa, per evitare l’abuso quindi pure per

 finanziare un po’ il bene.

Un bene sul quale allo Stato non interessa se c’è o meno l’abuso risulta essere:

- Il canone

- L’utenza telefonica.

Un altro mercato sul quale è evidente l’asimmetria informativa è: l’esternalità, la quale non è altro

che un effetto, positivo o negativo, che ricade su un terzo rispetto ad un contratto. L’esternalità può

essere:

Positiva quindi è un vantaggio

 

Negativa quindi è uno svantaggio vanno disincentivate quindi devono essere imposti dei

  

costi per evitarli 50

Se si tiene presente il MCS:

- Si vede che è maggiore dell’UMS e quindi il prezzo non sarà + P* ma P1;

- Avrei prodotto Q0 a P0 e non Q*.

In questo modo il triangolo ABC risulta essere l’esternalità negativa che per evitare

esistono 3 modi:

1. La TASSA PIGOUVIANA

2. La LIMITAZIONE ALLA PRODUZIONE

(limitazione del mercato)

3. Il TEOREMA DI COASE

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13.04.2011

Le esternalità positive sono dei vantaggi che i terzi traggono dalla posizione di consumo rispetto ai

contraenti. Alla quantità Q* il prezzo doveva essere P0, invece si ha un

vantaggio ed è quindi + basso, P*.

ABC risulta essere l’area dell’esternalità positiva. 51

Le esternalità, sia positive che negative, possono essere di 3 tipo:

- Da produzione;

- Da consumo;

- Di rete.

Esempi: Da produzione Da consumo Di rete

+ Frutteto/api (produco e Musica ad alto Rete

consuma) volume/piace telefonica/web/mp3

- Produzione di scorie Musica ad alto Eccessiva congestione

rispetto ad un fiume volume/non piace

che viene cosi

inquinato

Le possibilità di sussidio per le esternalità positive dipendono dallo Stato.

Le possibilità di soluzione delle esternalità negative sono date con:

Pigou (1902) l’imprenditore deve risarcire con una tassa colui che ha danneggiato; ci sono

 

però dei limiti cioè sapendo di dover pagare la tassa egli alza il prezzo del bene.

La limitazione della produzione lo Stato impone dei limiti di produzione massimi, ciò

 

comporta dei limiti su prezzo di mercato e quantità domandata che porta alla generazione del

mercato nero

Coase (1960) propone una soluzione alternativa; egli scrive in un articolo, “Problem Society

 

Cost”, che poi otterrà il premio Nobel. Il suo teorema parte da un vincolo: se i costi di

transazione e negoziazione sono nulli allora porterà ad una soluzione in natura efficiente dal

punto di vista sociale, che chiamiamo PARETI EFFICIENTI, anche se esiste un’esternalità 

a prescindere di chi pretende i diritti di proprietà inizialmente (per questa cosa il teorema di

Coase non può sussistere per i beni pubblici).

Supponiamo ci sia una fabbrica che necessariamente inquina un lago, che di conseguenza

inquina il vicinato e chi vuole utilizzare il lago per sport:

C costo disposti a pagare, quelli del luogo, per non ottenere la fabbrica (ossia il costo

F

opportunità marginale). Esso dipende dal B cioè il beneficio che deriva dall’uso del lago.

C

Bi inquinamento della fabbrica

 52

C costo degli abitanti in termine di rinuncia pagato dalla fabbrica per produrre.

A

K n°

Bn tratto dai cittadini dal non essere inquinati

beneficio

C = K B Se:

F C. C >Bi allora la fabbrica non produrrà naturalmente e quindi non inquina

 

F

C >Bn allora la fabbrica produrrà e sono i cittadini stessi a lasciar fare.

 

A

Inizialmente lo Stato da il diritto di proprietà alla fabbrica, ma Coase sostiene che non è rilevante

perché: Si produce se C >C

o A F

Non si produce se C <C

o A F

E lo decidono i contraenti, cioè la domanda di mercato. Se lo Stato, al di fuori del

tribunale, non attribuisce il diritto di proprietà, allora la fabbrica produce e i cittadini non

vengono indennizzati. Perciò non serve a chi si da il diritto di proprietà, ma interessa

che si dia!

Questa teoria è buona per gli economisti perché:

- Non riduce il mercato

- Non crea mercato nero.

Esercizio:

Un medico citò in giudizio difronte alle corti inglesi un pasticcere perché il rumore delle macchine

utilizzate dal laboratorio adiacente all’ufficio rendeva impossibile visitare i pazienti nel laboratorio.

Dal punto di vista giuridico non si presentava semplice la soluzione perché l’esercizio del medico a

visitare i pazienti non sarebbe impedito se il pasticcere non faceva funzionare il macchinario, ma il

macchinario non avrebbe creato nessun disturbo se il medico non avesse costruito il laboratorio in

quel posto in particolare.

Per la decisione finale furono rilevanti alcuni particolari:

1. Il pasticcere usava per la sua attività 2 motori e 2 pestelli molto vecchi e rumorosi;

2. Il medico venne ad occupare il locale antiguo al laboratorio del pasticcere, ma il

macchinario del pasticcere inizialmente non disturbava il medico. Il disturbo iniziò dopo 8

anni quando il medico (M) decise di allargare lo studio fino a condividerne un muro

perimetrale.

Qual è la soluzione da prendere? Tenendo presente che se il medico lavora guadagna 7000€,

mentre il pasticcere se lavora guadagna 4000€. 53

------------------------------------------------------------------------------

19.04.11 P P pasticcere

L NL

M L 4000,400 7000,0

0

NL 0,4000 0,0

M medico

L lavora

NL non lavora

La soluzione è che entrambi lavorano e quindi che il medico subisca il danno e guadagnare

almeno 4000€.

- Se il regime attribuisce la responsabilità al pasticcere (perché crea danno al medico)? Il

pasticcere deve pagare un indennizzo al medico, che corrisponde a 3000€ (il guadagno

mancato del medico a causa dei disagi dovuti al macchinario), ma cosi il pasticcere

guadagnerebbe solo 1000€ allora gli conviene di + chiudere.

- Se il regime non attribuisce la responsabilità al pasticcere? Il medico darà una cifra al

pasticcere (perciò come indennizzo), allora il pasticcere chiude perché ciò gli permette di

avere cosi una somma per aprire da un’altra parte oppure non lavorare proprio.

Perciò Coase afferma che:

si arriva alla medesima soluzione sia che c’è la legge sia che non c’è.

Esercizio:

C’è un’impresa che inquina. L’inquinamento comporta al fatto che 6 famiglie che hanno le case

vicino all’impresa non possono + stendere perché si anneriscono, sono quindi obbligati a portare la

biancheria in lavanderia. Vi sono 3 diverse soluzioni:

1°. Mettere dei filtri l’impresa ha dei costi per il depuratore (es. 1800€);

2°. L’impresa indennizza le famiglie (es.300€ × 6= 1800€);

3°. Comprare l’asciugatrice (es. 400€ × 6= 2400€).

 54

C’è un regime di assunzione di responsabilità?

- Se è data all’impresa il depuratore è pagato dalla stessa impresa quindi con ricadute nel

mercato, cioè sui costi;

- Se non è data all’impresa le famiglie pagano per ottenere il depuratore cosi da non

avere ricadute nel mercato.

Non è una situazione di ottimo paretiano perché c’è un miglioramento a discapito di altri, cioè

le famiglie!

Risulterebbe invece un ottimo paretiano: All’impresa conviene produrre fino a quando il

beneficio è zero (qA).

Obbligare l’impresa a produrre di meno = limitazione della produzione, quindi ottenuto con il

protocollo di Kyoto cosi da ridurre l’esternalità e la decisione va presa dagli stati partecipanti.

Questo protocollo porta però a dei problemi:

1. Chi non partecipa ha prezzi + bassi

2. Si ha una bilancia dei pagamenti le esportazioni per alcuni paesi conviene di +.

Quindi la logica è che partecipano tutti al Protocollo bisogna vedere perciò l’”indice della

produzione industriale”, cioè qual è la misura media di quella produzione industriale, dei paesi

che non partecipano e che partecipano.

Tutto ciò è nato per le asimmetrie informative.

Akerloff (1070) pubblica un lavoro famoso, “mercato dei bidoni (fregature)[market of lemon]”. Egli

vuole dimostrare che la “selezione avversa” genera fallimenti del mercato, cioè un equilibrio tra P e

Q inefficiente. (L’equilibrio efficiente consente la migliore allocazione delle risorse, che abbia in

concorrenza perfetta). Egli afferma:

Guardiamo le automobili usate esso è un mercato di asimmetria informativa perché solo chi la

vende sa se la vende in uno stato di buona o cattiva qualità. Se è di:

Buona qualità mi aspetto un prezzo alto

o 

Cattiva qualità mi aspetto un prezzo basso.

o  55

Supponiamo che il venditore (da solo) ipotizza di poter portare a casa :

6000€ per un’auto di cattiva qualità

 12000€ per un’auto di buona qualità;

l’acquirente, che non conosce le macchine usate e sa però che ha il 50% di

ottenere una macchina di cattiva qualità, è disposto a pagare:

• 5000€ per un’auto di cattiva qualità

• 10000€ per un’auto di buona qualità.

Il prezzo stimato dal venditore è 9000€, per l’acquirente invece, sapendo di avere il 50%, è di

7500€ quindi si venderanno solo i bidoni, cioè di cattiva qualità il mercato in questo modo vende

di meno perché non vende auto di buona qualità, ma creando solo un mercato di cattiva qualità

(facendone quindi sparire un altro) con un prezzo ottenuto superiore grazie a quelle di buona

qualità. Al venditore perciò non interessa vendere le auto buone.

Venditore: 6000€ e 12000€ 9000€

Acquirente: 5000€ e 10000€ 7500€

Per evitare di eliminare un mercato le soluzioni sono:

Avere una garanzia quindi si alza il prezzo fino a poco meno di 10000€; certificando che sia

 

di buona qualità si riapre cosi il mercato di auto di buona qualità.

Informando il cliente (pagando!) costo di transazione non nullo le banche sono il miglior

  

esempio, in modo particolare con le carte di credito che costituiscono un problema enorme

poiché la banca non sa chi siamo e perciò essa può dividere i clienti in buoni e cattivi paganti.

La carta di credito ha un costo per banca che è chiamato interesse è alto e porta ad avere

meno clienti buoni e tanti clienti cattivi. Perciò la carta di credito può diventare un “mercato di

bidoni” la banca è iscritta però da un centrale rischi, ma sorge il problema della privacy e

quindi essa tiene comunque alti gli interessi che creano prodotti derivanti, cioè sofferenze

ovvero crediti che la banca non riesce + a riscuotere, rivendendoli poi ad altri.

------------------------------------------------------------------------------

20.04.11

Un altro mercano in cui si verifica l’asimmetria informativa è il mercato delle assicurazioni sanitarie.

Immaginiamo che le spese sanitarie che vengono sostenute hanno un ammontare che indichiamo

con S; il VALORE ATTESO è il valore prevedibile o atteso.

Dalla parte dell’impresa che assicura:

S è dato dalla somma della spesa sanitaria moltiplicato per la probabilità che il sinistro si verifichi

[S × probab.(I)] ci dice qual è il valore atteso; in + essendo un’impresa marginalista, quindi con

l’obiettivo di massimizzazione del profitto, si ha anche dei costi variabili, cioè oneri di gestione. 56

Se pensiamo all’impresa senza il profitto e senza oneri di gestione,abbiamo una situazione

identica sia per l’impresa (I) che per l’assicurato (A):

impresa × probab.(I)

S

assicurato S × probab.(A) in questo caso ci dimentichiamo della SELEZIONE AVVERSA, in

 

modo particolare se è avverso al rischio (cioè che è + bassa la probabilità (A)) o è rischioso (cioè

che è alta la probabilità (A)), quindi consideriamo un soggetto neutrale.

Allora:

(I) È disposto a chiedere P (=premio)min= S ×probab.(I)

(A) È disposto a pagare Pmax= S × probab.(A)

Ciò quando il Pmax è maggiore o uguale al Pmin qui il contratto di stipulazione, se

d’accordo i contraenti, viene concluso.

Quindi: [S × probab.(A)] maggiore o uguale [S × probab.(I)] ma se divido tutto per S ottengo

che:

[(S × probab.(A)/S] maggiore o uguale [(S × probab.(I)/S] ovvero: probab.(A) > o = probab.

(I).

Esercizio:

Supponiamo che venga offerta una polizza di copertura di spese mediche a un gruppo di 100

studenti universitari per incidenti stradali. L’ammontare medio della spesa medica sostenuta in

caso di incidente supponiamo sia di 5000€;

- Impresa (I): Pmin= 5000 probab.(I)

- Assicurato (A): Pmax= 5000 probab.(A)

Si suppone che ci sono:

30 studenti su 100, a basso rischio pari al 10%

 

50 studenti su 100 (A)= 50%

 probab.

20 studenti su 100 probab.(A)=90%

 

Alla fine per questo campione l’impresa valuta la probab.(I) che è pari al 60%, quindi il Pmin

richiesto dall’impresa è di: 5000€ × 60% = 3000€.

Se tutti e 100 gli studenti sono neutrali al rischio, si assicurano per 3000€?

- Le 30 persone: 5000€ × 10% = 500€ loro no

- Le 50 persone: 5000€ × 50% = 2500€ loro no

- Le 20 persone: 5000€ × 90% = 4500€ loro si assicurano.

 57

Quindi l’impresa guadagnerebbe 3000€, ma incassa (3000€ × 20 =) 60000€, che è il ricavo

totale dell’assicurazione se spende di + vuol dire che è in perdita e quindi uscirebbe dal

mercato.

Per dare vita a questa polizza ha quindi bisogno che si assicurano 12 studenti. [N= numero degli

studenti che sicuramente avranno un incidente]. N × 5000€ = 60000€ N = 60000/5000= 12

 

non perché non vogliono stipularla ma perché a questo numero il mercato trova un equilibrio.

Se è 12 + 1 ad avere l’incidente all’impresa non conviene + perché sarà in perdita. Per avere un

profitto quindi devono essere 11, altrimenti se fossero 12 si è in concorrenza perfetta.

Nella normalità però l’impresa chiede un premio maggiore, quindi si deve tener conto:

- Impresa S × probab.(I) × (1 + π) = Pmin [dove 1 è l’onere di gestione]

- Acquirente S × probab.(A) × (1 + A) = Pmax [dove A indica la % dell’avversione al

rischio + o meno alta].

Probab.(A) × (1 + A) > o = probab.(I) × (1 + π) quindi la cosa + importante è che (1 + A) > o = (1 +

π) altrimenti il contratto non viene stipulato.

Esempio:

Se: π= 0,1 e A= 0,4; 100 studenti con:

30 studenti su 100, a basso rischio pari al 10%

 

50 studenti su 100 (A)= 50%

 probab.

20 studenti su 100 probab.(A)=90%

 

Impresa Pmin: 5000€ × 60% × (1+0,1) = 3300€

Acquirente Pmax: 5000€ × 60% × (1+0,4)=

 Per i 30 studenti 10% sono disposti a pagare700€ quindi

o  

non si assicurano

Per i 50 studenti 50% sono disposti a pagare 3500€ quindi

o  

si assicurano

Per i 20 studenti 90% sono disposti a pagare 6300€ quindi

o  

si assicurano.

Se perciò teniamo presente:

- Avversione al rischio

- Profitto dell’impresa

- l’onere di gestione

il mercato sarà + grande


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gute89

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+1 anno fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in scienze dei servizi giuridici
SSD:
Università: Milano - Unimi
A.A.: 2014-2015

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher gute89 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia politica e industriale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Milano - Unimi o del prof Parravicini Paola.

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