Corso di
Economia e politica alimentare
Prof. Alessandro Banterle
Prof.ssa Alessia Cavaliere
Parte I: analisi del mercato nella scienza economica
© Laila Pansera - 1
Sommario
Economia ................................................................................................................................................................................. 4
Richiami di teoria della domanda .................................................................................................................................. 5
Domanda............................................................................................................................................................................. 6
ELASTICITÀ ..................................................................................................................................................................... 8
ELASTICITÀ AL REDDITO ......................................................................................................................................... 11
RETTA DI BILANCIO .................................................................................................................................................. 12
DOMANDA AGGREGATA ....................................................................................................................................... 13
Evoluzione della teoria della domanda ...................................................................................................................... 13
Teoria neoclassica .......................................................................................................................................................... 13
Modern consumer theory ........................................................................................................................................... 16
Richiami di teoria dell’impresa ...................................................................................................................................... 20
Obiettivo economico dell’impresa .......................................................................................................................... 22
Curve di isoquanto e di isocosto.............................................................................................................................. 22
Costi e ricavi ..................................................................................................................................................................... 23
COSTI ............................................................................................................................................................................. 23
RICAVI ............................................................................................................................................................................ 25
BREAK EVEN POINT .................................................................................................................................................. 26
Le principali forme di mercato ...................................................................................................................................... 28
Mercato.............................................................................................................................................................................. 28
Forme di mercato........................................................................................................................................................... 29
LIBERA CONCORRENZA .......................................................................................................................................... 31
OLIGOPOLIO ............................................................................................................................................................... 31
MONOPOLIO .............................................................................................................................................................. 32
CONCORRENZA MONOPOLISTICA .................................................................................................................... 32
La differenziazione del prodotto .............................................................................................................................. 33
Ciclo di vita di un prodotto ........................................................................................................................................ 35
Dinamica dei prezzi ....................................................................................................................................................... 36
Fallimento del mercato..................................................................................................................................................... 38
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ASIMMETRIA INFORMATIVA ................................................................................................................................ 39
ESTERNALITÀ .............................................................................................................................................................. 40
BENE PUBBLICO ......................................................................................................................................................... 41
COSTI DI TRANSAZIONE......................................................................................................................................... 41
Elementi di economia del benessere e intervento pubblico .............................................................................. 44
Trattazione di Pareto .................................................................................................................................................... 44
Principio di compensazione ....................................................................................................................................... 45
Lobbies ............................................................................................................................................................................... 46
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PARTE I: L’ANALISI DEL MERCATO NELLA SCIENZA
ECONOMICA
Economia
L’economia è una scienza sociale, cioè studia i comportamenti dell’uomo nell’ambito di una società.
La stessa cosa la fanno la sociologia, la psicologia e la politologia. La differenza dell’economia rispetto
alle altre scienze sociali, è che essa si occupa di problemi di scarsità: se non c’è scarsità, il problema
non è economico. Quindi l’economia si occupa di tutto ciò che è scarso, es. soldi e tempo, in
determinati contesti. Il tempo è una variabile economica, es. quarta gamma, che ha avuto un grosso
successo, anche se ha un prezzo elevato; infatti comprare la quarta gamma è comprare il tempo,
perché si risparmia molto tempo non lavando l’insalata ad esempio. Anche l’aria è diventata una
variabile economica, perché è molto inquinata, ci sono molte emissioni e delle regole da rispettare.
Quando c’è un problema di scarsità, c’è un problema economico: il tempo, l’aria, il mare, diventano
variabili economiche. La scienza economica si occupa del modo in cui la società umana affronta il
problema della scarsità delle risorse. Abbiamo es. scarsità di tempo, di denaro, di conoscenze, e
facciamo delle scelte in condizioni di scarsità. Quindi la popolazione trova delle scelte efficienti per
risolvere il problema delle risorse scarse degli individui e della società nel suo complesso.
Secondo Samuelson (premio Nobel) l’economia è lo studio del modo in cui le società utilizzano
risorse scarse per produrre beni utili e di come tali beni vengono distribuiti tra i diversi soggetti.
La scienza economia si divide in:
ECONOMIA POLITICA
o MICROECONOMIA: studia i comportamenti dei singoli agenti economici: produttore
o (teoria della domanda), consumatore (teoria dell’offerta) e mercato (incontro tra
domanda e offerta). Si chiamano teorie, perché sono comportamenti generalizzabili a tutti
gli individui
MACROECONOMIA: gestione dello stato, es. disoccupazione, crescita economica, debito
o pubblico, inflazione, moneta, etc
ECONOMIA AZIENDALE: come si può gestire un’impresa: bilancio, organizzazione, strategia e
o marketing (qui non trattiamo questi argomenti)
ECONOMIA APPLICATA a un determinato settore, in particolare noi lo facciamo a livello agro-
o alimentare
POLITICA ECONOMICA: interventi che lo stato deve fare per regolamentare il mercato.
o © Laila Pansera - 4
Quindi noi partiamo dalle basi di microeconomia e le applichiamo al settore agro-alimentare. Infine
parleremo di politiche agro-alimentari, utilizzando degli strumenti di politica economica.
Richiami di teoria della domanda
Da un punto di vista economico il mercato non si identifica con un luogo preciso, ma è un luogo
ideale dove si incontrano la domanda e l’offerta di beni e servizi. La domanda è l’espressione del
consumatore, mentre l’offerta quella dell’azienda.
Domanda e offerta si incontrano a un punto di equilibrio, il prezzo. Il prezzo è il punto in cui il
consumatore ha una certa disponibilità a pagare per un determinato prodotto, e il produttore è
disposto a vendere tale prodotto per quel prezzo. Un determinato prezzo è riferito a una determinata
quantità. Tutte le volte che il mercato rappresenta la forma più efficiente di incontro tra domanda e
offerta, si parla di mercato efficiente, quindi il mercato rappresenta la forma di scambio più efficiente.
Se domanda e offerta non si incontrano, non si può parlare di mercato efficiente. Il mercato è
efficiente solo se riesce a garantire l’incontro tra domanda e offerta. Il mercato è una forma di
scambio, quindi nel momento in cui l’equilibrio viene raggiunto, il mercato è efficiente, non è
soggetto a fallimento e rappresenta la forma di scambio più efficiente. Non ci sono elementi che
possono fare fallire il mercato e parliamo di libero mercato. Questo non sempre avviene, perché ci
sono dei casi in cui le cose cambiano; es. vendita diretta non è libero mercato, ma integrazione
verticale.
Inoltre esiste il bene che viene scambiato.
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Domanda
La domanda corrisponde alla quantità domandata di un bene, ossia la quantità di un bene che i
compratori vogliono e possono acquistare. Essa dipende da un serie di variabili:
Prezzo del bene
o Prezzo del bene sostituto: i beni sostituti sono beni che nelle abitudini del consumatore
o possono essere facilmente sostituibili, possono essere identici ma di marchio diverso, oppure
prodotti molto simili (es. mele e pere) non possiamo dare una definizione economia di bene
→
sostituto, ognuno ha un’idea di sostituzione diversa
Reddito
o Preferenze del consumatore.
o Quindi y = f (p , p , R, pr).
i i j
Esiste una relazione inversamente proporzionale tra quantità domandata e prezzo del bene: in
genere ad una riduzione del prezzo corrisponde un aumento della quantità domandata. Esistono
delle eccezioni, dovute al bene; es. beni di primissima necessità, come il pane: una riduzione del
prezzo del pane aumenta di sicuro la quantità domandata del prodotto, ma non aumenta in maniera
così forte. Anche ad un aumento del prezzo, non riduco fortemente la quantità di pane domandata.
Questo è uno dei principali motivi per cui definiamo il settore dell’industria alimentare anticiclico, in
un momento di recessione economica riesce a tenere rispetto ad altri.
Sulla domanda incidono molte variabili, come visto prima. Queste grandezze influenzano la quantità
domandata, ma nel momento in cui si fa un discorso grafico, la situazione cambia. Abbiamo delle
grandezze che non muovono la curva della domanda, ma determinano uno spostamento lungo la
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retta, e altre che determinano uno spostamento della retta. Questo perché in un caso parliamo di
prezzo, quindi sposto lungo la curva, mentre nell’altro caso il prezzo è costante, quindi mi sposto la
retta.
SPOSTAMENTO LUNGO LA RETTA DELLA DOMANDA
Un cambiamento della quantità domandata rispetto al prezzo è un cambiamento che dal punto di
vista teorico funziona bene, ma da quello pratico no. Un aumento del prezzo provoca uno
spostamento lungo la curva di domanda (aumento il prezzo delle sigarette, diminuisce la quantità
domandata).
SPOSTAMENTI DELLA RETTA DI DOMANDA
Reddito, beni sostituti e preferenze provocano un altro tipo di spostamenti, e il prezzo rimane
invariato.
Es. ho aumentato il mio reddito e quindi posso permettermi una quantità maggiore del prodotto.
Quindi genero un’altra retta parallela, non mi sposto lungo la retta della domanda.
Per i beni sostituti, ho comunque uno spostamento della retta, dovuto in questo caso al fatto che
ho trovato un bene che reputo sostituto, quindi posso decidere di comprare il sostituto. Quindi
compro meno bene A, e compro il sostituto B (magari uno e uno). (il grafico si riferisce a un bene
alla volta, per disegnare il bene A e il bene B, faccio 2 grafici analoghi).
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Se invece cambio le mie preferenze, come sta succedendo in questo periodo storico, cambia la
domanda. In molti casi la domanda è anche più forte del reddito, ci sono consumatori che scelgono
solo in base alla preferenza. Quindi a parità di prezzo, posso avere un aumento o una diminuzione
della domanda di un bene, quindi devo spostare la retta di domanda.
Le politiche di intervento vengono attuate per risolvere un problema. Ce ne sono di diversi tipi, come
quelle che informano il consumatore per fargli fare una scelta consapevole, es. mettere le immagini
sui pacchetti delle sigarette, oppure l’educazione nelle scuole. Ci sono invece politiche più mirate, es.
tassazioni sulle sigarette. Tutti questi interventi vengono fatti per ripristinare il mercato e riportarlo
a una situazione di efficienza. Quindi se io es. tasso le sigarette, il consumo si riduce.
In tutto questo esiste una willingness to pay da parte del consumatore, ossia una disponibilità a
pagare un certo prezzo per un determinato prodotto da parte del consumatore. Solo quando un
prezzo incontra quel prodotto, è lì che avviene lo scambio.
Quello che è successo nel caso dell’etichetta nutrizionale, è stato fornire degli strumenti importanti
per capire le caratteristiche descrittive del prodotto, che serve al consumatore per farsi un quadro
del prodotto e stabilire la willingness to pay del prodotto.
La possibilità di afferire un valore al prodotto in questo caso è data dal fatto che tale prodotto viene
presentato. Il problema economico è dato dal fatto che non posso afferire un prezzo al prodotto.
La disponibilità a pagare deve incontrarsi con la disponibilità a vendere, per fare avvenire lo scambio.
ELASTICITÀ
L’elasticità misura la reattività della domanda alla variazione del prezzo, quindi ad una determinata
variazione del prezzo, di quanto varia la domanda?
In alcuni casi si parla di rigidità della domanda, in altri di domanda elastica.
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Questo concetto vale sia per una riduzione che per un aumento del prezzo, es. ad un incremento del
prezzo del 30% possiamo avere una riduzione della domanda del 30%, del 70% o del 10%, a seconda
del tipo di bene.
All’interno dei prodotti alimentari però possiamo fare delle distinzioni.
Quando si parla di beni alimentari in genere la domanda è rigida, perché siamo in una situazione in
cui i prodotti alimentari sono beni di prima necessità, e ad una variazione del prezzo, essendo un
bene essenziale, non possiamo avere una grande variazione della domanda. La stessa cosa vale per
la benzina, perché questi esempi sono beni unici: ci sono pochi beni sostituti, quindi non posso né
sostituirli, né farne a meno.
Domanda rigida: ad una variazione del prezzo, la variazione della domanda è meno che
o proporzionale. La variazione percentuale della quantità è minore della variazione percentuale del
prezzo per una piccola variazione del prezzo, c’è una lieve reattività della quantità domandata.
→
Il mandarino però, es. viene considerato come un bene che ha diversi sostituti, quindi io posso
facilmente optare per un altro prodotto. La reattività della domanda non è data dal fatto che posso
avere un aumento del prezzo, ma dalla possibilità che posso scegliere dei sostituti. Si parla di
domanda elastica.
Domanda elastica: ad una variazione del prezzo, la variazione della domanda è più che
o proporzionale. La variazione percentuale della quantità è maggiore della variazione percentuale
del prezzo per una piccola variazione di prezzo, c’è una grande variazione di quantità
→
domandata.
Quando si parla di elasticità ci si riferisce ad una variazione della domanda rispetto SOLO alla
variazione del prezzo del prodotto y = f(P).
D
Possiamo avere:
DOMANDA PERFETTAMENTE ANELASTICA: sto parlando di un bene insostituibile, perché qualsiasi
oscillazione del prezzo non determina nessuno spostamento della quantità domandata.
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DOMANDA ELASTICA: un aumento del prezzo del 20% corrisponde una riduzione della quantità
domandata di più del 20% (siamo al 67%). Questo è un esempio di domanda tanto elastica: a un
piccolo aumento del prezzo, corrisponde una riduzione elevata della quantità domandata. Se
l’elasticità (E ) è >1, ad un aumento del prezzo non corrisponde una riduzione della quantità
D
domandata proporzionale, ma è maggiore.
DOMANDA ANELASTICA: ad una variazione del prezzo corrisponde una piccola variazione della
quantità E <1
→ D © Laila Pansera - 10
Riassumendo:
E=0, la domanda non reagisce; es. Trenitalia prima che ci fosse Italo: se devo viaggiare, devo per
o fo
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