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Economia e organizzazione aziendale: IL BILANCIO

Introduzione al corso:

0.1 Definizione giuridica di ORGANIZZAZIONE: Gruppi di persone che stabiliscono di cooperare per seguire

obiettivi comuni e individuali. Per svolgere tali attività utilizzano risorse molteplici che devono essere

finanziate e che devono remunerare adeguatamente i soggetti finanziatori.

0.2 CLASSIFICAZIONE IMPRESE:

• Per scopo:

- IMPRESA: (Art. 2555 C.C.) complesso di beni organizzato per raggiungere un fine economico

attraverso lo svolgimento di un’attività. (scopo di lucro).

- AZIENDA PUBBLICA (amministrazione pubblica) o AZIENDA NO PROFIT: le finalità possono

essere governativa, fornire servizi sociali, sicurezza o istruzione (non a scopo di lucro)

• Per settore di attività:

- PRODUZIONE DI BENI: industria (manifatture, energia, produzione oggetti)

- EROGAZIONE DI SERVIZI: servizi (turismo, commercio, telecomunicazioni)

- AZIENDE DI KNOW-HOW (divulgazione conoscenze)

• Per dimensione: n. occupati Fatturato Bilancio annuo

annuo

Grandi ≥ 250 > 50 M > 43 M

Medie 50 ≤ n. < 250 10 ≤ FA < 50 M 10 ≤ BA < 43 M

Piccole 10 ≤ n. < 50 2 ≤ FA < 10 M 2 ≤ BA < 10 M

Micro < 10 < 2 M < 2 M

• Per localizzazione:

- Locali

- Nazionali

- Internazionali (le sedi operative sono attive in vari paesi)

0.3 Le Società: si è in presenza di una società quando due o più persone conferiscono beni o servizi per un

esercizio in comune di un’attività allo scopo di dividere gli utili.

• Società di persone: hanno un’autonomia patrimoniale, ma non un’autonomia giuridica

• Società di capitali: l’impresa è qualcosa di giuridicamente distinto dalla proprietà :

- S.S.

- S.n.c.

- S.a.s.

- S.p.a.

- S.r.l.(s.)

- S.a.a.

• Società cooperative: l’obiettivo principale è la ripartizione dell’utile per il bene della

cooperativa stessa (misure di efficienza).

0.4 Perché esistono le aziende?: B TO B “le imprese nascono perché sono più efficienti del singolo. Se la

relazione dei costi avvenisse tra i singoli questi aumenterebbero, infatti le imprese riducono i costi di

transizione generando dei processi tali per cui risultano più efficienti.” Ronald Coase The Nature of the

firm (1937).

0.5 Qual è lo scopo dell’azienda? Dal 1970 al 2000 le aziende avevano un unico scopo “to create value for

shareholder” cioè massimizzare il valore per l’azionista, ovvero ottenere il massimo guadagno,

indipendentemente da altri fattori, che appunto non venivano presi in considerazione. Dal 2000 le

aziende hanno adottato un’altra politica: “to create value for stakeholder”; infatti esistono altri

interlocutori aziendali che giocano un ruolo fondamentale nella nascita, nello sviluppo e nella

sopravvivenza di un’azienda, i cosiddetti stakeholder, che vivono, all’interno di questa, attivamente o

passivamente (dipendenti, pubblica amministrazione, fornitori, ambiente) che influenzano e viceversa

vengono influenzati dall’azienda stessa. Gli stakeholder devono essere necessariamente tenuti in

considerazione all’interno dell’obiettivo aziendale, altrimenti l’azienda stessa sarebbe delegittimata.

Dunque se prima l’unico obiettivo dell’azienda era il profitto, adesso l’azienda possiede un “triple

bottom line” (profit, people, planet). Contestualmente la responsabilità di un’organizzazione riguarda la

sfera economia , legale ma soprattutto sociale e ambientale (economic responsibility, social

responsibility, enviromental responsibility).

La natura e lo scopo della contabilità:

1.1. I sistemi contabili rappresentano la cabina di pilotaggio attraverso la quale si controlla la performance

dell’impresa. Le informazioni sono indispensabili per valutare la performance aziendale, per questo è

importante distinguere la diversa natura delle informazioni:

informazioni non quantitative : raccolte attraverso

quantitative: l'osservazione, gli articoli, la tv; di natura discorsiva

contabili o infografica

Monetarie non monetarie

informazioni

informazioni informazioni informazioni

di contabilià

operative di bilancio fiscali

direzionale

1.2. Informazioni motorie operative: per rendere possibile lo svolgimento delle attività ordinarie di

un’organizzazione (es. stipendi, il costo di un’automobile, i pezzi di ricambio, rimanenze, debiti verso

fornitori). Rappresentano la maggior parte delle informazioni contabili, dunque sono la principale fonte

per la redazione del bilancio, per fornire informazioni al management e per determinare le imposte sul

reddito.

1.3. Le informazioni di bilancio: Il bilancio è costituito da una serie di documenti che informano su come

l’azienda “sta andando”. Le regola sulla stesura del bilancio sono le stesse per ogni tipo di azienda e

sono regolamentate dal Codice Civile e dalla prassi contabile; queste regole generali, che presiedono

alla raccolta, misurazione e presentazione sintetica dei risultati economico- finanziari, sono l’oggetto di

studio della contabilità e del bilancio (FINANCIAL ACCOUNTIG).

1.4. Le informazioni per il management: Le informazioni contabili specificatamente preparate per assistere

il management e per orientarlo verso il conseguimento degli obiettivi dell’impresa, sono delle anche

informazioni di contabilità direzionale o il controllo di gestione.

1.5. Le informazioni fiscali: L’azienda deve disporre di informazioni specifiche strumentali finalizzate alla

dichiarazione dei redditi, che sono distinte da quelle contenute nel bilancio civilistico (reddito

imponibile diverso dal reddito civilistico)

1.6. La definizione di CONTABILITÀ: La contabilità può essere definita come il processo di rilevazione,

misurazione, analisi, interpretazione e comunicazione d’informazioni che consentono agli utilizzatori di

sviluppare giudizi, valutazioni e decisioni consapevoli riguardanti i loro rapporti diretti o indiretti con

l’impresa. Il bilancio, un documento che riassume i dati della contabilità, ha quindi lo stesso obiettivo.

1.7. La contabilità è il linguaggio del business: il bilancio spiega lo stato di salute di un’azienda dal punto di

vista prettamente finanziario, infatti si può redigere un bilancio aziendale rispetto alle esigenze

dell’impresa stessa quindi utilizzando le informazioni ritenute più utili. Il bilancio è una visione attuale e

passata di come l’azienda ha performato nel suo corebusiness (attività principale dell’azienda).

1.8. Il bilancio è un sistema artificiale che persegue scopi e finalità di informazioni mutevoli nel tempo: le

regole della contabilità cambiano nel tempo; infatti le diverse aziende usano i principi, che non

necessariamente descrivono le informazioni in modo analogo. Dunque una comprensione approfondita

del bilancio richiede sia la conoscenza dei principi contabili, ma soprattutto la conoscenza del contesto

dell’azienda esaminata. Oggi il comportamento delle aziende è fortemente influenzato da rapporti con

soggetti esterni all’azienda, coloro che sono interessati o potenzialmente interessati ai suoi risultati

economici, anche soggetti internazionali. Dunque al bilancio è stata gradualmente assegnata una

funzione informativa pubblica, volta a favorire l’ingresso delle imprese nel oìmondo finanziario globale

di capitali.

1.9. I principi contabili: i principi contabili non sono il risultato di assiomi fondamentali, ne possono essere

dedotti sperimentalmente, sono tali da evolversi in continuazione nel tempo. Un principio contabile per

essere tale deve rispettare: la RILEVANZA ( Se produce informazioni riguardo l’impresa, cioè se influisce

sulle decisioni economiche di chi le utilizza), l’OGGETTIVITÀ (Se produce informazioni non influenzate

dal giudizio di chi le produce: affidabilità, cioè applicato a due persone diverse uno stesso principio

dovrebbe portare allo stesso risultato, verificabilità, cioè deve esistere un modo per controllare che

l’informazione sia corretta, la FATTIBILITÀ (Se può essere implementato senza eccessivi costi). Tuttavia

questi criteri risultano spesso in contrasto, poiché come sappiamo non derivano dall’esperienza ma

sono regole artificiali inventate dall’uomo.

1.10. Le Fonti dei Principi contabili: in Italia la prassi contabile è definita dall’Organismo Italiano di

Contabilità (OIC) che garantisce quanto disposto dal Codice Civile. Sul piano internazionale abbiamo gli

IFRS ( International Financial Reporting Standard) emanati dallo IASB (International Accounting

Standard Board). In Italia l’OIC sta cercando di armonizzare i principi contabili italiani con quelli

internazionali. Questo perché parlare lo steso “linguaggio” in un mondo portato sempre di più

all’integrazione e all’internazionalizzazione dei mercati, rappresenta una condizione ormai

irrinunciabile per analisti, investitori, revisori contabili e imprese. Tuttavia è un processo che riguarda le

grandi-medie imprese, infatti le piccole aziende italiane seguono ancora il C.C. e l’OIC.

1.11. I rendiconti economico-finanziari: Secondo il C.C. le società quotate in borsa devono redigere un

bilancio che comprende: lo STATO PATRIMONIALE, il CONTO ECONOMICO, il RENDICONTO

FINANZIARIO (FLUSSI DI CASSA) (Le aziende non quotate in borsa non hanno l’obbligo di produrre il

rendiconto finanziario), e le NOTE INTEGRATIVE, cioè un documento contenente informazioni

complementari. I rendiconti possono essere classificati in documenti di stock (stato), si riferiscono

sempre ad un determinato istante (come un’istantanea dell’azienda in un determinato momento), e

documenti di flusso, che hanno sempre a oggetto un determinato periodo (filmato). Lo stato

patrimoniale è un documento di stock, poiché fornisce informazioni sulle risorse possedute da

un’azienda in un determinato momento e sui diritti che su tali risorse possiedono sia le terze parti, sia

la proprietà in uno stesso momento. Il conto economico è un documento di flusso poiché contiene

informazioni sulle attività svolte in un certo periodo di tempo, come un anno o un trimestre (esercizio

amministrativo. Ad esempio le imprese quotate in Borsa pubblicano annualmente o trimestralmente il

bilancio e lo rendono disponibile anche sul WEB).

1.12. LO STATO PATRIMONIALE: Rappresenta il punto di partenza di un investitore per capire la

situazione passata e attuale dell’azienda, non entra tuttavia nel merito di quanto un’azienda può

crescere. È un documento di stock che richiama la performance degli anni precedenti, dal momento in

cui è stata costituita l’azienda fino all’anno “x”. Lo stato patrimoniale è diviso in due parti: la parte di

sinistra contiene le ATTIVITÀ, la parte di destra le PASSIVITÀ e il CAPITALE NETTO.

• Attività: risorse di valore possedute dall’azienda, la sezione di sinistra dello stato patrimoniale

ne mostra l’ammontare in una determinata data. ( i dipendenti dell’azienda sebbene

rappresentano la risorsa più importante non possono apparire nelle attività poiché non sono di

proprietà dell’azienda)

• Fonti finanziarie:

- Passività: obblighi che l’impresa ha nei confronti di terze parti per aver ricevuto queste

risorse. Le terze parti sono denominate creditori, poiché hanno concesso credito

all’azienda, essi hanno diritti sulle attività per un ammontare pari alle passività, se l’azienda

non paga i creditori questi possono perseguirla penalmente.

- Capitale netto (capitale di rischio): è costituito da (1°) Capitale versato (capitale sociale),

capitale apportato dalla proprietà al momento della costituzione dell’impresa; Riserve di

utili, ossia l’ammontare della ricchezza, l’utile generato dall’attività dell’azienda e non

distribuita sotto forma di dividendi ai proprietari, che godono di un valore residuale.

1.13. Lo stato patrimoniale, il prospetto delle variazioni delle riserve di utili e il conto economico sono tra

loro collegati attraverso la voce “riserve di utili”. Essi costituiscono un pacchetto di rendiconti efficace

per comunicare la performance economico finanziaria: stato patrimoniale all’inizio del periodo, conto

economico del periodo (un anno o trimestrale) e stato patrimoniale alla fine del periodo.

1.14. Lo scopo dei rendiconti economico-finanziari: Il bilancio è un documento del passato che serve a

prendere decisioni per il futuro.

1.) Siano utili a creditori attuali o potenziali per prendere decisioni di finanziamento o di investimento.

2.) Siano comprensibili da terzi, cioè tutti coloro che intendono analizzare l’andamento economico-

finanziario dell’azienda

3.) Riguardino l’ammontare delle risorse dell’organizzazione e i diritti vantati su di essi da terzi

4.) Riguardino la prestazione economica di un’impresa in un determinato momento

5.) Siano d’aiuto agli utilizzatori per valutare l’ammontare, i tempi e le incertezze derivanti dalla

distribuzione dei dividendi.

1.15. Bilancio interno: redatto dall’azienda per l’azienda, può utilizzare canoni a piacimento. Bilancio

esterno: pubblicato e destinato al pubblico, deve rispondere al C.C. e alla prassi contabile. Il corpo delle

norme civilistiche e della prassi contabile differiscono da impresa a impresa. Esse dipendono dalla

forma giuridica dell’impresa, dal settore di appartenenza, dalla modalità di reperimento del capitale,

dalle dimensioni dell’impresa. Esistono tre tipi di bilancio: il bilancio ordinario, il bilancio di cessione e il

bilancio di liquidazioni (forme speciali).

I principi contabili di base: lo stato patrimoniale

2.1. I principi di base:

- L’omogeneità: tutti gli eventi che si registrano in un bilancio possono essere espressi in termini

monetari. I vantaggi: la moneta fornisce un comune denominatore (unisce quantità di natura

diversa). Gli svantaggi: non si tiene conto del cambiamento del potere d’acquisto; fenomeni come

la competitività, la tecnologia, l’organizzazione, l’efficienza, non possono essere registrati in termini

monetari. Dunque il bilancio rappresenta un documento incompleto

- L’entità: è definita entità una qualsiasi impresa o porzione di impresa per la quale sia necessario

redigere rendiconti contabili. (azienda = entità). Il principio dell’entità sancisce che la proprietà e

l’impresa sono due entità giuridicamente distinte. I vantaggi: per le società di capitali la distinzione

è semplice, ogni transizione che avviene tra proprietà e impresa deve essere trascritta nei registri

contabili. Gli svantaggi: molto meno chiara è la distinzione per piccole imprese.

- Continuità di funzionamento: il bilancio dell’azienda deve essere redatto se assumiamo che

l’azienda continui la propria attività in prospettiva (ossia il tempo necessario affinché tutte le

risorse siano utilizzate e tutti gli obblighi estinti), quindi anche a valle della fine del suo esercizio

amministrativo. Esistono due bilanci speciali: il Bilancio di CESSIONE, quando l’azienda viene

venduta; il Bilancio di LIQUIDAZIONE, quando viene cessata l’attività aziendale. In questi soli due

casi tutte le risorse vengono portate a liquidità, ossia al loro presunto valore di mercato.

- Costo: le risorse economiche dell’azienda sono le attività, o asset aziendali, o elementi patrimoniali,

che possono essere monetarie (denaro contante, titoli azionari) e non monetarie (terreni, impianti,

fabbricati etc.). Inizialmente un’attività viene contabilizzata al suo valore d’acquisto che non rimane

costante nel tempo, ma cambia in base al suo valore di mercato, dunque il valore storico con il

quale era stato portata a bilancio deve essere corretto in funzione dell’utilità perduta nel tempo.

Nel caso delle attività non monetarie il valore d’acquisto continua ad essere il riferimento per tutte

le operazioni contabili dei periodi successivi, BOOK VALUE ; per le attività monetarie, in periodi

successivi a quello della loro acquisizione, esse sono contabilizzate ad un valore di presunto

realizzo, il FAIR VALUE. Il principio del costo risponde ai criteri di oggettività (costo storico dato

oggettivo), consente una maggiore flessibilità, infatti chi legge i rendiconti contabili è consapevole

che alcuni valori rappresentano stime (fair value: l’importo al quale un’attività può essere venduta

o una passività estinta, tra soggetti liberi in una transizione di mercato; valore stimato, può indurre

a interpretazioni sbagliate e inverosimili del bilancio). Il principio del costo applicato alle attività

non monetarie non significa che il loro valore rimanga invariato nel tempo, infatti il costo di

un’attività che ha vita economica pluriennale è sistematicamente ridotto nel tempo, in funzione del

consumo di funzionalità del bene nel frattempo intervenuto, attraverso un processo denominato

ammortamento, il cui scopo è quello di stornare progressivamente una parte del costo storico e

mostrare il valore stornato nel tempo per il consumo di un’attività e il valore di residua utilità

(quello non cancellato). L’ammortamento non ha in generale una connessione con il valore di

mercato. La voce avviamento (goodwill) è presente nello stato patrimoniale di alcuni bilanci

aziendali, si tratta di una valutazione che il management ha fatto del capitale intellettuale

dell’azienda (dalla reputazione, dalla posizione sul mercato, dalla competitività etc.), questa voce

compare solo quando l’azienda viene acquistata e pagata di più ris

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alessandra-rea di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia ed organizzazione aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Mura Matteo.
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