Corso di Economia e Organizzazione
Aziendale
Anno Accademico: 2021/2022
Prof. Ing. Mario Rapaccini 1
INDICE
M01.01 – Contabilità generale e bilancio come modello per l’analisi delle prestazioni di una
impresa.............................................................................................................................................................3
M01.02 – Principi contabili.........................................................................................................................9
M01.03 – Stato Patrimoniale (SP)..........................................................................................................13
M01.04 – Transazioni................................................................................................................................17
M01.05 – Conto economico......................................................................................................................20
M01.06 – Partita doppia...........................................................................................................................24
M01.07 – Valore delle rimanenze e costo del venduto...................................................................26
M01.08 – Componenti straordinarie del reddito................................................................................28
M01.09 – Rendiconto finanziario............................................................................................................31
M01.10 – Analisi di redditività.................................................................................................................33
M01.11 – Ammortamenti, deprezzamenti, svalutazioni..................................................................37
M01.12 – Approfondimenti poste Stato Patrimoniale......................................................................40
M02.01 – Matematica finanziaria...........................................................................................................43
M02.02 – Finanziamento bancario.........................................................................................................47
M02.03 – Criteri per l’analisi degli investimenti.................................................................................50
M02.04 – Determinazione dei flussi di cassa di un investimento..................................................53
M03.01 – Classificazione dei costi..........................................................................................................55
M03.02 – Analisi del punto di pareggio................................................................................................58
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M01.01 – Contabilità generale e bilancio come modello per l’analisi delle prestazioni di una impresa
Definizione di contabilità generale di impresa: rappresenta una rilevazione sistematica di tutti i dati che
esprimono un insieme di avvenimenti rilevanti per l’attività di un’impresa e che concorrono a determinarne
le prestazioni in un certo periodo di tempo. Le imprese sono obbligate a tenere la contabilità generale da
norme, leggi e regole. La contabilità viene tenuta in riferimento a principi che in base alla loro applicazione
determinano il risultato principale delle registrazioni contabili, ovvero i documenti del bilancio. Qualsiasi
impresa, tranne alcune eccezioni, è obbligata a tenere dei registri contabili secondo dei principi normati.
Questo perché lo scopo prevalente attiene alle responsabilità civili dell’impresa nei confronti di enti terzi che
possano intrattenere rapporti di natura commerciale: clienti, fornitori, consulenti, dipendenti. L’insieme di
regole cerca di garantire la responsabilità civile dell’impresa nei confronti di questi soggetti terzi. Questo vale
soprattutto per le società di capitali, che hanno una personalità giuridica indipendente e distinta rispetto a
quella dei proprietari: è compito dello Stato garantire che ci sia capienza dei capitali a tutela delle obbligazioni
sociali, di conseguenza la tenuta della contabilità generale e dei documenti che ne derivano hanno scopo
legislativo. Le informazioni possono essere utilizzate per verificare la capienza, salute, stato finanziario
dell’impresa. Per questo si chiama anche contabilità civilistica, ma non è da confondere con la contabilità
analitica, industriale o manageriale, cioè un sistema più dettagliato di rilevazioni di fatti economici, report a
tutti i soggetti che nelle varie funzioni hanno la responsabilità di pianificazione e controllo del business:
questa mira a produrre informazioni che hanno valore interno all’impresa. Noi ci occupiamo della contabilità
generale e della sua principale emanazione: il bilancio di impresa.
La contabilità ha l’obiettivo di rilevare tutti i fatti che concorrono alla prestazione in un dato periodo
dell’impresa. In realtà le prestazioni di interesse sono molteplici, ma la contabilità generale ne inquadra 3.
Prestazione patrimoniale: misura della consistenza, delle risorse su cui l’impresa vanta diritti di proprietà o
controllo. Questa rappresenta una misura in un dato istante degli stock di ricchezza che l’impresa controlla e
delle loro differenti forme: fabbricati, materie prime, titoli, obbligazioni, denaro in cassa. A questa ricchezza
si contrappongono le fonti che hanno generato la ricchezza patrimoniale: quei soggetti esterni all’impresa
che con differenti gradazioni di rischio hanno prestato denaro all’impresa che è stato trasformato in differenti
forme di ricchezza per il conseguimento delle finalità dell’impresa.
Prestazione economica: misura della capacità di produrre reddito nell’unità di tempo. L’impresa è come una
macchina che avanza e nel suo ciclo di attività produce ricavi dalla vendita di beni e sostiene costi per
l’approvvigionamento dei fattori produttivi integrati per la produzione di questi beni. Fornisce la misura della
capacità di garantire un equilibrio reddituale, ovvero fare in modo che i ricavi della vendita di beni bilancino
(e sopravanzino) i costi in un orizzonte temporale ben specificato. La prestazione economica si manifesta in
un orizzonte temporale ben definito, mentre la prestazione patrimoniale è espressa in relazione ad uno
specifico istante.
Prestazione finanziaria: capacità di garantire un equilibrio di tipo monetario, ovvero misura le modalità con
cui l’impresa si procaccia la liquidità necessaria per alimentare il ciclo economico e quindi compensare tutte
le uscite di cassa (esborsi) che derivano dai costi, mediante entrate (incassi) derivanti dalla vendita dei beni.
Non dobbiamo confondere le entrate di cassa con i ricavi e non dobbiamo confondere le uscite di cassa con
i costi: il piano economico e finanziario rappresentano dimensioni di prestazioni ben differenti. Ci sono alcuni
costi che non hanno, all’interno del periodo di analisi economica, una corrispondente emanazione monetaria
perché ad esempio il pagamento è stato anticipato, ricade in un altro periodo, o è stato posticipato. Anche
per i ricavi, si potrebbe avere nel periodo economico una voce di ricavo senza la corrispondente entrata di
cassa perché questa è stata posticipata.
È fondamentale definire un orizzonte temporale e capire la competenza dei fatti sopracitati a tale periodo.
La contabilità generale si gestisce mediante una specifica tecnica di scrittura contabile che consiste nel
registrare le operazioni aziendali: tenere traccia, in modo sistematico e continuativo e in accordo a principi
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contabili, di tutte le transazioni e fatti rappresentanti degli accadimenti rilevanti per la prestazione
patrimoniale, economica e finanziaria secondo un principio detto “della duplice rilevazione simultanea a
sezioni contrapposte”, detto anche “partita doppia”. Per la prima volta è stato usato nella fine del 1400 da
Luca Pacioli, nel suo libro in cui si leggeva un sistema di contabilità basato su un certo numero di conti
contenuti in un libro mastro organizzati secondo sezioni a T contrapposte in cui alla sezione di sinistra (dare)
corrispondeva sempre la sezione di destra (avere) in modo tale che in ogni istante risultasse che la
sommatoria di tutte le scritture in dare fosse obbligatoriamente bilanciata dalle scritture in avere: per questo
si chiama “della duplice rilevazione simultanea a sezioni contrapposte”. Questo consente di agevolare i
contabili che gestivano la contabilità del sistema economico nascente nelle scritture e nelle registrazioni
giornaliere alla fine della giornata e non alla fine dell’anno quando sarebbe stato difficilissimo ricostruire gli
errori. Se dare e avere non erano in equilibrio si cercavano errori di calcolo e si riconciliava (più o meno) tutto
lo schema, così a fine trimestre c’era la garanzia di non aver commesso dimenticanze o errori.
Oggi la contabilità è tenuta da organi e uffici di ciascuna impresa (ufficio amministrazione e finanza) in cui si
effettuano registrazioni contabili mediante software gestionali, che supportano la gestione dell’impresa. Le
piccole imprese non hanno questa possibilità e ricorrono a studi professionali esterni (studi commercialisti)
che tengono la contabilità di più clienti e curano gli adempimenti che ne derivano. L’inventore della
contabilità è Luca Pacioli, frate matematico italiano a Venezia, ma il suo lavoro si basa su quello di mercanti
che prima di lui avevano trovato soluzione al problema della verifica contabile: Amatino Manucci, mercante
fiorentino che alla fine del 1200 aveva ipotizzato degli schemi simili, ma anche la Famiglia Farolfi di mercanti
e banchieri fiorentini residenti in Francia che avevano inventato meccanismi di doppia scrittura per la tenuta
contabile delle loro operazioni commerciali per facilitarne il controllo.
Il prodotto principale della contabilità civilistica o generale di impresa è il bilancio di impresa: insieme di
documenti schematici che derivano dalla sintesi di tutte le registrazioni contabili effettuate giorno per giorno
in relazione alla tenuta contabile generale.
Il bilancio è composto da 3 documenti schematici, realizzati con schemi predeterminati e obbligati, riportati
di seguito.
Stato patrimoniale: rappresenta la consistenza degli stock di ricchezza (patrimonio) di un’impresa e le fonti
che hanno generato tale ricchezza. La prestazione patrimoniale si trova all’interno dello stato patrimoniale.
Questo si compone dalla sezione di sinistra, detta dell’attivo, con tutte le forme differenti che rappresentano
gli impieghi di ricchezza di un’impresa: diritti di proprietà e controllo, e dalla sezione di destra, detta del
passivo, con tutti i soggetti che sono creditori dell’impresa, hanno fornito capitali che l’impresa ha usato per
acquistare fattori produttivi, combinarli, installarli, integrarli e realizzare il proprio obiettivo sociale: produrre
reddito.
Conto economico: misura della capacità reddituale, cioè la differenza tra ricavi e costi nell’orizzonte di tempo
di riferimento del bilancio. Esprime il risultato di natura reddituale (reddito) e rappresenta la seconda
prestazione derivante dalla contabilità generale dell’impresa. Se il risultato è positivo si parla di un’impresa
che chiude l’esercizio (unità di tempo di riferimento) con un’utile. Se il risultato è negativo si parla di perdita.
Un conto economico in perdita ci dice che nell’esercizio di riferimento l’impresa non ha garantito l’equilibrio
economico: i ricavi derivanti dalle vendite dei beni non bilanciano i costi legati all’approvvigionamento e alla
complementazione di tutti i fattori produttivi (lavoro, materiale, energia).
Rendiconto finanziario: esprime le variazioni di cassa (di liquidità) a fronte delle entrate e delle uscite di cassa
che si manifestano per finalità di gestione differente a partire dalla situazione di cassa iniziale. La cassa può
aumentare o diminuire a seconda che le entrate sopravanzino o siano inferiori alle uscite di cassa. Il
rendiconto è una reinterpretazione di entrate e uscite che attribuisce a ciascuna di esse una sua specifica
valenza di gestione: alcune entrate e uscite sono dettate dall’attività di acquisto dei fattori produttivi (costi),
oppure dall’incasso corrispondente alla vendita dei beni sul mercato (entrate), ma potrebbero esserci in un
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orizzonte di tempo ampio anche altre forme di entrate e uscite, come ad esempio un’uscita potrebbe derivare
dalla necessità di fare un nuovo investimento in un macchinario, oppure una spesa importante in un progetto
di ricerca e sviluppo o in una campagna pubblicitaria: attività non connesse al ciclo corrente di trasformazione
di un input nell’output. Oppure un’entrata di cassa potrebbe essere relativa alla dismissione sul mercato di
un asset: cessione di stabilimenti, rami di azienda, dismissioni di impianti, mezzi, attrezzature nel mercato di
seconda mano. Queste cessioni generano cassa, ma si tratta di vendita di beni che non sono i beni primari
prodotti dall’impresa in relazione all’oggetto sociale della stessa, cioè allo scopo primario per cui la stessa è
stata costruita o viene fatta funzionare (vendita di beni usati nella produzione dell’output primario, ma che
non sono l’output stesso). Queste cessioni aumentano le disponibilità, ma spesso si deve capire se un
incremento di liquidità è derivato da una capacità di natura reddituale (incassi > spese, legato all’output
primario) piuttosto che dalla dismissione di asset produttivi. Nel secondo caso c’è cassa, ma non è replicabile
nel tempo. Nel rendiconto si vedono le cause che portano alla generazione di cassa. La liquidità e quindi la
cassa può essere modificata anche tramite apporto di nuovi finanziamenti o rimborso di prestiti ricevuti in
passato, magari con aggiunti interessi passivi maturati sul capitale preso in prestito. Allo stesso tempo le
stesse considerazioni valgono per la proprietà che può immettere la liquidità verso l’impresa aumentando il
suo credito e poi può vedersi remunerare l’investimento effettuato nella forma di dividendi o di buy-back.
Questi tre documenti esprimono la specifica prestazione di interesse: patrimoniale, economica e finanziaria.
Vi è un quarto documento: nota integrativa. Questo è una relazione descrittiva e non schematica che illustra
come i principi contabili vigenti sono stati applicati e se ci sono state delle variazioni a questi principi che
devono essere giustificate. Inoltre, si commentano i risultati patrimoniali, economici e finanziari e si mettono
in evidenza i fatti più rilevanti che li hanno determinati. Per le grandi multinazionali quotate in borsa e
soggette a determinati obblighi verso gli azionisti il documento assume la valenza di un financial report:
relazione corposa e consistente di centinaia di pagine che alla chiusura dell’esercizio amministrativo viene
prodotta con grande dettaglio per mostrare a tutte le parti interessati le prestazioni dell’impresa
nell’esercizio, da cui dipende l’aspettativa di remunerazione e le oscillazioni mediate nel prezzo delle azioni
dell’impresa sul mercato finanziario.
I soggetti interessati all’interpretazione delle prestazioni dell’impresa (ciò che sta scritto nel bilancio) sono
detti stake-holders, cioè portatori di interesse o parti interessate. Gli stake-holders sono interessati a quanto
riferisce il bilancio: c’è una responsabilità giuridica da parte degli amministratori nella tenuta della contabilità
generale. Questi sono responsabili, Art.22-47 del Codice civile, Libro 5, Titolo 5: responsabilità degli
amministratori in merito non solo alla conformità applicativa dei principi contabili così come emanati dal
soggetto preposto (organismo italiano di contabilità, OIC). Le aziende da noi analizzate sono spesso
assoggettate dai principi contabili nazionali in quanti basate con quartier generale in Italia. Gli amministratori
devono applicare correttamente e in modo veritiero i principi della contabilità in modo che il bilancio dia una
rappresentazione consistente dello stato dell’impresa alle parti interessate.
Tra le parti interessate i sono i dipendenti ai quali deve interessare l’equilibrio finanziario dell’azienda: da
questo ne dipendono le aspettative di remunerazione, ma anche di avanzamento di carriera. Un neolaureato
che si porta per la prima volta sul mercato del lavoro potrebbe essere interessato a leggere gli ultimi bilanci
negli ultimi 3-4 esercizi amministrativi delle aziende tra le quali si trova a scegliere per capire se l’azienda sta
crescendo, si trova a regime o decrescita: in un’azienda in crescita si possono trovare immediati avanzamenti
di carriera. Tra i lavoratori si intendono tutti coloro che prestano la propria opera ad un’impresa in cambio di
una remunerazione.
Inoltre, tra le parti interessate ci sono i clienti: persone o altre imprese che prima di intrattenere rapporti
commerciali. Se il bene verrà usato in un orizzonte temporale ampio sarà necessario sapere se l’impresa in
questione è sana e solida da un punto di vista patrimoniale perché se capitasse qualcosa a quel bene nei
primi anni di vita in cui il bene potrebbe essere coperto da condizioni di garanzia legale (in Europa nella
vendita di beni al consumo ha durata minima di due anni) si deve essere certi che dopo 1 anno e 364 giorni
l’azienda esista ancora. Questo ragionamento è valido a maggior ragione per le aziende che instaurano
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rapporti commerciali di tipo business to business: impresa che acquista un macchinario da un’altra impresa.
Il contratto commerciale di fornitura viene stipulato: il cliente si impegna a pagare per il bene fornito
(prodotto consegnato o servizio reso) e il fornitore deve consegnare il bene o erogare il servizio con le
tempistiche previste dal contratto. Questi
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