Economia e marketing delle imprese alimentari
Lezione 1: Introduzione al corso
Parleremo di economia aziendale. Parlando di economia, possiamo riferirci all'economia politica (microeconomia e macroeconomia), aziendale oppure applicata.
Lezione 2: Definizioni e tipologie di imprese
Analizzeremo le attività che si svolgono in un'azienda, quindi bilancio di esercizio, strategie e marketing, ma anche problematiche del sistema agroalimentare. Quando parliamo di impresa, ci riferiamo ad un'entità economica che mette insieme una serie di processi e attività.
Possiamo suddividere l'impresa in 3 blocchi di operazioni o attività economiche:
- Input della produzione (o fattori della produzione)
- Attività che rientrano nel processo produttivo
- Output di prodotti alimentari
Questi 3 blocchi sono interconnessi tra di loro e hanno come finalità quella della creazione di valore. Quindi un’impresa è un’attività economica finalizzata alla creazione di valore.
Input
Sono tutti quei fattori che serviranno al processo produttivo per potersi esplicare; possono essere ad esempio l'acquisto di materie prime, i costi sostenuti per l'elettricità, i costi per gli affitti, le quote di ammortamento dei macchinari, il costo del lavoro per produrre ecc. Sono tutti fattori che verranno immessi all'interno del processo produttivo.
Processo di produzione
Avremo altri costi e la creazione di altro valore, ma ci riferiamo precisamente ai costi legati al processo di produzione. Il processo di produzione è quell’attività che prevede la trasformazione di materia prima agricola in prodotto alimentare finito.
Output
Prodotto alimentare finito pronto ad essere immesso sul mercato. Se parliamo di distribuzione alimentare, l’output della produzione sarà l’offerta di un servizio distributivo sul mercato, non sarà il prodotto finito, così come il processo di produzione, riferendoci sempre alla distribuzione alimentare, non sarà la trasformazione della materia prima in prodotto finito, ma saranno i costi e i servizi che dovranno attivarsi per l’espletamento logistico di distribuzione.
Focalizzandoci sull’industria alimentare, possiamo vedere che ci sono diverse tipologie di input; possiamo parlare infatti di capitale fisso, di capitale circolante (tra cui il lavoro svolge un ruolo importante).
- Capitale fisso: intendiamo tutti quegli investimenti che l’industria alimentare fa per poter espletare il processo di produzione. Un tipico esempio capitale fisso sono i macchinari e gli impianti per la trasformazione. Si parla di capitale fisso perché rimane fisso in azienda per un periodo di tempo prolungato, oltre i 12 mesi (tempo di riferimento per la scienza amministrativa).
- Capitale circolante: tutti quei fattori della produzione che entrano a far parte del processo produttivo, ma che circolano velocemente all’interno del processo produttivo, quindi dureranno solitamente per un breve periodo. Tipico esempio di capitale circolante sono le materie prime agricole come cereali, carne, latte ecc.
- Fattore lavoro: parliamo di un capitale d’azienda che può essere sia fisso che circolante a seconda della contrattualistica che lega l’attività lavorativa di ogni singolo dipendente; ad esempio un contratto indeterminato è da intendersi come un capitale fisso, mentre un determinato è più simile ad un capitale circolante.
Quando parliamo di output della produzione, abbiamo tutti quei prodotti finiti tipici del mercato agroalimentare.
Imprenditore
Soggetto economico che svolge un’attività legata all’impresa. Il concetto di imprenditore è definito dal codice civile, che ci dice che l’imprenditore è “Chi professionalmente esercita un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi”.
Esercitare un’attività in maniera professionale significa esercitarla in maniera continuativa nel tempo; non significa svolgerla 12 mesi all’anno, ma ci sono delle attività economiche che possono essere svolte solo in certi periodi dell’anno; tuttavia la ripetitibilità di questa attività fa acquisire la nozione di impresa (ad esempio gli stabilimenti balneari). Svolgere un’attività organizzata vuol dire che i fattori della produzione (input) devono essere organizzati in maniera coordinata in modo da garantire efficienza di produzione.
Differenza tra impresa e azienda
- Impresa: Attività economica svolta in maniera professionale e organizzata al fine di produrre beni e servizi.
- Azienda: Ci riferiamo al luogo fisico nel quale ha luogo la produzione.
Differenza tra stabilimento e azienda
- Stabilimento: Preciso posto fisico all’interno del quale si svolge la produzione.
- Azienda: Si parla di un luogo fisico, ma riferito al concetto all’interno del quale si svolgono le attività aziendali, quindi non solo il processo di produzione come nel caso dello stabilimento, ma dove si svolgono anche le attività amministrative, commerciali, logistiche ecc.
Gruppo di impresa: quando più imprese fanno capo ad un’unica azienda.
Differenza tra gestione, proprietà e controllo
- Gestione d’azienda: Complesso di scelte prese all’interno di un’azienda per poter essere amministrata e coordinata.
- Proprietà: Mi riferisco a tutte quelle attività che fanno riferimento ad un assetto autoritario; per esempio l’imprenditore ha la proprietà dell’azienda perché detiene delle quote all’interno di un’azienda.
- Controllo: Attività atte a controllare che il processo di produzione sia svolto in maniera efficiente.
Differenza tra imprenditore e manager
- Imprenditore: Organizza in maniera efficiente i fattori della produzione e si assume rischi d’impresa, ovvero investe del capitale sperando in un ritorno economico, considerando che il ritorno non è scontato, quindi eventuali rischi sono rivolti solo a lui.
- Manager: Non si assume rischi d’impresa, ma è un dipendente chiamato per fare delle scelte gestionali specifiche. Ha sempre un ruolo centrale ma senza assumersi rischio di impresa.
Lezione 3: Tipologie di impresa
L'obiettivo dell’impresa è quella di massimizzare il profitto, ovvero creare valore. La massimizzazione del profitto è data da una massimizzazione di due variabili che sono i Ricavi totali e i Costi totali. L’imprenditore cercherà di massimizzare i ricavi totali e di minimizzare i costi totali.
Le strategie per massimizzare il profitto si basano su delle decisioni che possono coinvolgere il prezzo di vendita del prodotto, la quantità prodotta o un mix tra essi. Per quanto riguarda i costi, le strategie di massimizzazione del profitto possono riguardare i costi variabili e non quelli fissi, perché per loro natura questi non mutano nel tempo ed una volta che sono entrati nel patrimonio aziendale devono essere considerati tali ed entrano a far parte dell’azienda. Quando invece parliamo di costi medi variabili, questi possono essere variati a seconda delle decisioni strategiche.
Ci sono diverse teorie quando parliamo di impresa; ad esempio ci sono teorie aziendalistiche, manageriali, la teoria economica ecc.
Tipologie di impresa
Ci sono 3 tipologie diverse di imprese che vengono inquadrate in maniera diversa dalla regolamentazione:
- Imprese singole: Sono attività economiche formate dalla singola persona.
- Società: Attività di impresa che si compongono per un insieme di persone che hanno la proprietà, che gestiscono e che controllano quella determinata impresa. Sono quelle più presenti all’interno del mercato.
- Cooperative e Consorzi: Insieme di persone che si uniscono per un fine di impresa, ma vengono separate giuridicamente ed economicamente dalle imprese singole e dalle società per il loro fine, che è diverso; infatti quando si parla di cooperative non si parla di massimizzazione del profitto, ma di fine mutualistico. Fine mutualistico: migliorare delle condizioni sociali.
Società
Si possono suddividere in:
- Società di persone: Quelle che hanno una responsabilità illimitata nei confronti del capitale; in queste tipologie di società il fattore lavoro acquista un’importanza fondamentale.
- Società di capitale: Hanno una responsabilità limitata nei confronti del capitale di impresa e il fattore capitale è l’elemento caratterizzante, non più il fattore lavoro.
Responsabilità illimitata: Le persone che costituiscono queste società sono illimitatamente responsabili nei confronti degli avvenimenti d’azienda. Ciò vuol dire che nel momento ci sia una difficoltà e bisogna avviare delle procedure di liquidazione o di fallimento, quindi si crea un registro di creditori a cui far fronte, in questo caso la società avrà la responsabilità di coprire tutti questi debiti con il proprio patrimonio di azienda, ma anche con il patrimonio personale dei soci.
Responsabilità limitata: Nel caso ci sia una lista di creditori, l’azienda risponde in maniera limitata di queste cifre.
Società di persone
- Società semplici (ss)
- Società in nome collettivo (snc)
- Società in accomandita semplice (sas)
Società di capitale
- Società a responsabilità limitata (srl)
- Società per azioni (spa)
- Società in accomandita per azioni (saa)
Ci sono diverse regolamentazioni legali tra le varie società. Quando parliamo di tipologie di impresa parliamo anche di classificazione delle tipologie sulla base del:
- Soggetto giuridico, ad esempio parlando di imprese private o imprese statali.
- Della dimensione, ad esempio parlando di microimprese (meno di 10 addetti), piccolissime imprese (tra i 10 e i 19 addetti), piccole imprese (tra i 20 e i 99 addetti), medie imprese (tra i 100 e i 499 addetti) e grandi imprese (con più di 500 addetti).
- Della localizzazione, ad esempio avendo imprese di natura nazionale o multinazionale; nel primo caso la sede e gli stabilimenti della stessa impresa risiedono nella stessa nazione, mentre nel caso della multinazionale abbiamo delle imprese presenti in più di due nazioni.
- Dell’attività (specializzazione produttiva), ad esempio avendo imprese di mono-prodotto (mono-business), mono-settoriali (microdiversificazione) o pluri-settoriali (macrodiversificazione). Le prime fanno un solo prodotto, le seconde fanno più di un prodotto ma sempre all’interno di uno stesso settore, le terze sono quelle imprese che producono beni e servizi che si riferiscono a mercati appartenenti a settori diversi.
- Del settore di appartenenza, in cui abbiamo settore primario, secondario e terziario.
Lezione 4: Introduzione al bilancio di esercizio
Il bilancio di esercizio è una parte fondamentale dell’economia aziendale perché è quella parte che si occupa della lettura e della gestione dell’azienda; ci riferiamo ad un documento specifico che serve a rappresentare l’andamento amministrativo, gestionale e finanziario di un’azienda in un determinato periodo di tempo.
Quando parliamo di bilancio di esercizio ci riferiamo ad un documento che rappresenta in maniera quantitativa e sintetica l’andamento della gestione d’impresa, con riferimento ad un periodo di tempo determinato; vuol dire che il bilancio racchiude in sé dei numeri. Sintetica vuol dire che il bilancio va a rappresentare in maniera sintetica i risultati della gestione d’impresa. Quindi i numeri che troviamo all’interno di un bilancio sono il risultato di una serie di operazioni che vengono svolte all’interno dell’azienda in un determinato periodo di tempo.
Quando parliamo di bilancio ordinario, stiamo parlando di un documento che rappresenta in maniera quantitativa e sintetica il risultato della gestione di un periodo amministrativo corrispondente ai 12 mesi; questi 12 mesi vengono chiamati esercizio. Parlando di bilancio ordinario in sostanza vuol dire parlare di un documento che conterrà dei numeri che sono il risultato di operazioni avvenute all’interno dell’azienda nei 12 mesi. Avremo quindi la redazione di un bilancio ordinario ogni anno in un’azienda.
Parlando di bilancio però, non ci troviamo di fronte solo al bilancio ordinario, ma ce ne possono essere di diversi tipi a seconda del periodo di tempo di riferimento preso in considerazione:
- Bilancio straordinario: Bilancio che si riferisce ad un periodo di tempo inferiore o superiore ai 12 mesi; i bilanci straordinari sono delle sintesi contabili riferite a momenti particolari della vita dell’impresa, per esempio quando un’azienda si deve fondere, l’azienda deve redigere un bilancio che rappresenti la situazione contabile in quel determinato momento. Nel nostro corso parleremo solo di bilanci ordinari.
Componenti del bilancio
Il bilancio è un documento che per legge si compone di diverse parti, precisamente in 3 documenti principali:
- Stato patrimoniale: rappresenta la situazione patrimoniale/finanziaria dell’impresa in un determinato periodo di tempo. All’interno di questo documento troveremo un elenco di voci che vogliono descrivere la situazione del patrimonio e la situazione dell’attività finanziaria dell’azienda. Lo stato patrimoniale si compone di due sezioni contrapposte:
- Attività: elementi attivi del patrimonio, ossia gli impieghi di capitale. Sono tutte quelle voci che stanno a rappresentare gli investimenti che un’azienda fa in un determinato periodo di tempo.
- Passività: elementi passivi del patrimonio, ossia di fonti di finanziamento. Per questo all’interno delle passività avremo raggruppate tutte quelle voci contabili che servono a rappresentare i finanziamenti che l’azienda ha nei confronti di parti terze. Le fonti di finanziamento è come se fossero tutti i debiti che l’azienda ha nei confronti di soggetti terzi. Parlare di passività vuol dire andare ad identificare quali sono stati i soggetti che hanno preso parte alla formazione del patrimonio aziendale.
- Conto economico: racchiude tutti i flussi di costi e ricavi susseguiti all’interno di un’azienda in periodo di tempo determinato (nel nostro caso è l’esercizio, ovvero i 12 mesi). Presenta una forma scalare, quindi tutte le voci di ricavi e di costi vengono riportate in una forma scalare. Nel caso dello stato patrimoniale invece si parla di sezioni contrapposte, ovvero in una sezione ci sono tutte le voci che compongono l’attivo, mentre nell’altra quelle che compongono il passivo.
- Nota integrativa: documento che racchiude tutti i documenti relativi ai criteri adottati per la redazione del bilancio.
Finalità del bilancio
- Funzione informativa-civilistica: vero è uno strumento istituzionale con cui il soggetto economico dell’impresa può informare parti terze su come sta andando la gestione dell’azienda. Ciò è importante ad esempio come forma di pubblicità per l’azienda, ma anche in caso di operazioni straordinarie come fusioni, il bilancio diventa la base di contrattazione dalla quale partire per stabilire il valore dell’impresa.
- Funzione gestionale: serve all’interno dell’azienda per poter compiere scelte strategiche; infatti la cosiddetta strategia aziendale si basa sempre sui risultati di bilancio. È anche una funzione di controllo, perché controllando i ricavi, i costi e i debiti l’azienda può scegliere come agire.
- Funzione fiscale: è la base necessaria per una corretta imposizione fiscale, ovvero per il calcolo delle imposte (tasse) che l’azienda dovrà versare allo stato.
Lezione 5: Lo stato patrimoniale avviato
Stato patrimoniale è quel documento che rappresenta la situazione patrimoniale-finanziaria dell’azienda. Questo vuol dire che qui raccogliamo tutte quelle voci che si formano all’interno dell’attività aziendale e che hanno a che fare con dei movimenti dell’azienda o finanziari o patrimoniali. Quando parliamo di stato patrimoniale, parliamo o di impieghi di capitale, quindi di attività, oppure di fonti di finanziamento, quindi di passività. Lo stato patrimoniale si compone di due sezioni contrapposte:
- Attività: elementi attivi del patrimonio, ossia quegli elementi che vanno ad alimentare il valore del patrimonio.
- Passività: elementi passivi del patrimonio, ossia quegli elementi che vanno a rappresentare le fonti di finanziamento, ovvero fonti che hanno fatto generare il patrimonio ma che dovranno essere restituite a chi ha prestato questi soldi.
Il valore dell’attivo sarà sempre uguale al valore del passivo. Gli impieghi di capitali si formano generalmente da 4 macro-voci, riportati nella tabella. Parlando di elementi passivi invece abbiamo la suddivisione in 5 macro-voci.
Attivo
A. Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti: è una voce che ci indica che l’azienda è ancora giovane e neo-costituita, poiché significa che un’azienda versa solamente una parte del capitale sociale che avrà stabilito nell’atto di costituzione sociale dell’azienda. Solitamente i soci versano almeno i 3/10 del capitale sociale dell’azienda quando la fondano, ed i restanti 7/10 andranno a formare quelli che sono i crediti verso soci per versamenti ancora dovuti. È un elemento attivo del patrimonio perché andrà pian piano ad incrementare quella che è la consistenza patrimoniale della nostra azienda.
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Economia e Marketing delle Imprese Alimentari
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Riassunto economia
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