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Economia e Marketing delle

imprese alimentari

Stranieri

Prof. Stefanella

Corso di Laurea in Scienze e Tecnologie Alimentari (G29)

Facoltà di Agraria - Università degli Studi di Milano

Professoressa: Dipartimento: Contatto:

Stefanella Stranieri DeM stefanella.stranieri@unimi.it

Materiale didattico: Esame:

users.unimi.it/stranieri/ scritto. (Per fuori corso orale). Domande semiaperte +

esercizio di economia aziendale. 25 febbraio 2014

Gestione aziendale: studia il funzionamento dell’attività d’impresa.

Marketing: si occupa di massimizzare la commercializzazione di un prodotto.

La nozione e le tipologie d’impresa

La scienza economica vede tre pilastri: Teoria della domanda

Micro economia Teoria dell’offerta

Economia politica Teoria dei mercati

Macro economia

Bilancio

Economia aziendale Organizzazione

Strategie (marketing)

Agraria, agro-alimentare, industriale, degli intermediari finanziari,

Economia applicata ambientale, ...

Economia politica

Si occupa dei problemi di reddito (cosa che pone dei limiti) e quindi si spunta alla

massimizzazione.

Se non ho problemi di reddito non ci sarebbe più il problema del maggiore prezzo, minore

quantità acquistata.

Se non ho limiti di reddito posso acquistare tutto, anche ciò che ha un prezzo maggiore.

È una scienza che si confronta dunque con il comportamento umano, cosa complessa per le

numerose variabili. aziendale

Con l’economia studiamo solo l’azienda; si parla quindi del funzionamento

dell’azienda. applicata

L’economia è una fusione dei concetti dell’economia politica e di quella aziendale.

27 febbraio 2014

Definizione di impresa imprenditore

Secondo il C.C. Art. 2082, si definisce chi esercita professionalmente

un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e/o servizi.

Bisogna fare alcune distinzioni:

Impresa: definiamo impresa, (aziende di produzione), le unità economiche che si assumono

• il compito di produrre e scambiare beni o servizi sul mercato allo scopo di conseguire un

lucro, cioè un guadagno o utile.

Azienda: possiamo definirla come un’organizzazione di persone e beni che, attraverso un

• complesso coordinato di operazioni, ha come scopo il soddisfacimento di bisogni umani.

Ditta: è il nome commerciale dell’imprenditore, o lo individua come soggetto di diritto

• nell’esercizio di un’attività d’impresa. (Solo imprese individuali).

Unità locale, impianto, stablimento.

• Gruppo di imprese, serie di attività che possono essere più o meno connesse tra

• loro dal punto di vista economico e finanziario, che fanno tutte capo ad una

holding. Economia e Marketing - Prof.ssa Stranieri

L'attività d’impresa è data dall'insieme di: gestione, proprietà e controllo.

Solitamente più cresce la dimensione aziendale, più le tre attività tendono a separarsi, ovvero

a far capo a diversi soggetti economici. Differenziamo quindi:

Gestione: complesso di scelte. Insieme organizzato delle operazioni svolte

• dall’imprenditore e dai suoi collaboratori per raggiungere il fine prefissato.

• Proprietà: coincide con il soggetto che detiene la proprietà di quell'azienda. Aziende di

piccole dimensioni hanno uno o pochi soci, ma più l'azienda cresce, più la proprietà verrà

frammentata tra diversi soggetti economici, fino al concetto di "public company", ovvero

aziende in cui l'azionariato è estremamente frammentato.

• Controllo: attività svolta per capire se i risultati ottenuti dall'attività d’impresa coincidono

con le scelte strategiche dell'impresa. Valuta la bontà della gestione d’impresa. Esistono

tanti controlli quanti sono i segmenti della gestione aziendale

Differenze tra le figure aziendali: (imprenditore ≠ manager)

Imprenditore: organizza i fattori di produzione e si assume i rischi d’impresa.

• Manager: si occupa di scelte gestionali specifiche e generali. (Direzione generale di

• un’impresa). Se qualcosa va male a livello gestionale ne risponde per primo nei confronti

dell’imprenditore.

Obbiettivo economico d’impresa

Teoria economica neoclassica: l'obiettivo è la massimizzazione del profitto.

- Profitto = RT - CT : lo scopo diventa quindi massimizzare i ricavi e minimizzare i costi.

Ricavo = prezzo x quantità: massimizzare i ricavi è possibile influendo sul prezzo di vendita

o sulla quantità di prodotto venduta. Altra variabile sono i costi di produzione = CF + CV.

Teoria aziendalistica: l'obiettivo è la massimizzazione del valore (capitale) dell'azienda.

- Il valore è quella ricchezza che si crea in seguito all'immissione di fattori della produzione e

alla trasformazione.

Teoria manageriale: l'obiettivo è massimizzare il fatturato.

- Il fatturato coincide con il ricavo. È il tipico obiettivo di una public company. La proprietà è

talmente frammentata che l'obiettivo fondamentale diventa l'utile, per fare in modo che gli

azionisti possano guadagnare. Non considera la gestione. 04 marzo 2014

Le tipologie d’impresa

Possiamo differenziare le imprese in base a diversi fattori.

soggetto giuridico: dimensioni:

In funzione del In funzione delle

Imprese private Micro imprese (< 10 addetti)

- -

Imprese statali Piccolissime imprese (10-19 addetti)

- - Piccole imprese (20-99 addetti)

- Medie imprese (100-499 addetti)

- Grandi imprese (> 500 addetti)

-

localizzazione: (specializzazione

In funzione della In funzione dell’attività

produttiva):

Imprese nazionali

- Imprese multinazionali Imprese mono-prodotto (o mono-business)

- - Imprese mono-settoriali (microdiversificazione)

- Imprese pluri-settoriali (macrodiversificaizone)

-

settore di appartenenza:

In funzione del

Agricoltura (primario)

- Industria (secondario)

- Servizi (terziario)

- 2

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In senso giuridico invece possiamo suddividere in:

Imprese singole, un solo imprenditore. Il capitale necessario alla sua costituzione è

• apportato da una sola persona, che ne rappresenta anche il soggetto giuridico ed

economico.

Imprese collettive (società), formata da più persone che apportano il capitale (soci).

• Cooperative e consorzi, hanno un fine mutualistico. Valorizzano i prodotti (che si

• estinguerebbero). Hanno più valori di tipo sociale.

Qualcosa in più sulle società

Possiamo dividerle in:

Società di persone Società di capitali

In questo tipo di società i soci hanno Qui è il capitale aziendale a ricoprire il ruolo

rilevanza strategica nell’azienda. Sono loro a principale.

rispondere davanti alla legge. È la società che diventa persona giuridica.

responsabilità responsabilità

La verso terzi dei soci è La verso terzi in questo caso

illimitata, limitata,

ossia in casi eccezionali sono i soci è sarà quindi l’azienda a rispondere

stessi a rispondere con il proprio patrimonio dei debiti e non verrà intaccato il patrimonio

presente e futuro per rispondere dei debiti personale dei soci.

dell’azienda. patrimoniale patrimoniale

L’autonomia in queste aziende L’autonomia in questo caso è

imperfetta, perfetta

è ossia il patrimonio della società ossia l’ammontare del capitale

non è autonomo in quanto il patrimonio sociale rappresenta l’unica ed esclusiva

sociale è collegato a quello dei soci. garanzia per i terzi, il creditore non può rifarsi

sui beni personali dei soci.

Bilancio aziendale

È il punto di partenza.

Un’azienda si basa su un ciclo economico che è possibile grazie alla disponibilità economica

di cui dispone.

Il bilancio in azienda si compone di più informazioni riunite per avere informazioni sulla

situazione economica dell’azienda.

Bilancio d’esercizio

Rappresenta sinteticamente dal punto di vista quantitativo e dal punto di vista della gestione

in un determinato periodo di tempo la situazione dell’azienda.

Questa rappresentazione, (quantitativa, sintetica in un determinato periodo di tempo), può

aiutare a dare dei giudizi sulla gestione.

Il periodo di tempo preso in considerazione si chiama (01/01 - 31/12), e in questo

esercizio

periodo l’azienda è protagonista di una serie d’investimenti, etc. registrati poi sinteticamente

in bilancio.

Il ottenuto durante l’esercizio è detto

bilancio ordinario.

Se l’azienda necessita di bilanci fuori dall’anno solare avremo un che

bilancio straordinario

serve a stimare l’azienda in quel momento. Gli eventi che determinano la stesura di un

bilancio straordinario sono diversi: vendita dell’azienda, fusioni aziendali, fallimento, ... .

A livello europeo il bilancio è redatto nello stesso modo, e si compone dunque di tre parti:

- Stato patrimoniale (SP),

- Conto Economico (CE),

- Nota integrativa. 3

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Stato patrimoniale: rappresenta il patrimonio aziendale in un Attivo (+) Passivo (-)

determinato periodo di tempo (esercizio). È formato da attività (punto di

vista attivo del patrimonio: impieghi di capitale, risorse dell’impresa, ...) e

passività (si parla di lettura in chiave passiva: indebitamenti, fonti di finanziamento, debiti e

patrimonio netto).

Conto economico: raduna tutti i costi e i ricavi d’esercizio, è redatto in forma scalare (si parte

dal valore della produzione e si procede per somma algebrica degli altri componenti positivi e negativi

di reddito, calcolando progressivamente i risultati parziali, per determinare infine il risultato

.

economico)

Nota integrativa: non è di natura quantitativa, ma descrittiva. Spiega i criteri usati nella

formazione di una determinata voce di bilancio.

Finalità del bilancio d’esercizio

Gestionale: serve per prendere decisioni sull’attività dell’impresa.

• - Aspetti economici: - Costi (uso dei fattori di produzione)

- Ricavi (realizzazione prodotti)

- Aspetti patrimoniali-finanziari: - Fabbisogno mezzi finanziari. Suddivisione consistenza

patrimoniale aziendale (livello d’indebitamento)

- Fonti di finanziamento

Civilistica (informativa): è di natura istituzionale. È il documento con cui l’azienda dichiara

• ai terzi la propria situazione finanziaria e patrimoniale sull’andamento della gestione.

Fiscale: è imposta per il fisco che viene calcolata per l’azienda in base al bilancio aziendale.

• Se l’azienda produce reddito l’imposta viene calcolata sull’utile d’esercizio. Se invece

l’azienda non produce reddito non ci sarà l’imposizione fiscale. Le aziende hanno

ovviamente una normativa fiscale differente da quella civilistica. 11 marzo 2014

Principi di redazione del bilancio

I principi di redazione del bilancio aiutano a redigere i valori che verranno scritti in bilancio.

Principio di continuità: quando si calcola un valore da mettere a bilancio, si deve tener

• presente che il valore che viene dato si riferisce ad un tempo infinito. Ciò significa che il

bilancio che si sta redigendo è riferito ad un’attività che non finisce al 31/12, ma che

continua per più esercizi (anni); (alcune spese inoltre si ripartiscono su più anni).

Principio di competenza: bisogna tener conto della competenza economica per ogni voce

• che si scrive a bilancio. I costi e i ricavi presi in considerazione devono essere di

competenza dell’esercizio, indipendentemente dalla data di incasso e del pagamento.

Principio di prudenza: quando si calcolano le voci per il bilancio bisogna fare delle stime

• prudenziali. È un principio che si basa sulla stima di costi e ricavi. Bisogna calcolare costi e

ricavi d’esercizio come sono realmente durante l’esercizio; è quindi meglio sovrastimare un

costo, e sottostimare un ricavo. Non bisogna ne sovrastimare ne sottostimare un bene. 4

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Stato patrimoniale

Lo stato patrimoniale è un documento che viene redatto a sezioni contrapposte, ciò significa

che in una parte avremo elencati gli impieghi di capitale, e nell’altra troviamo le fonti di

finanziamento. Gli elementi attivi del patrimonio saranno

Attivo (+) Passivo (-) uguali a quelli passivi: ATTIVO = PASSIVO;

A. Crediti verso soci per A. Patrimonio netto (se attivo 1000, allora passivo 1000).

versamenti ancora dovuti

B. Immobilizzazioni B. Fondi per rischi e oneri Con l’attivo descriviamo come il patrimonio

I. Immateriali aziendale è stato impiegato.

II. C. TFR di lavoro subordinato

Materiali Il passivo da informazioni da dove derivano le

III.Finanziarie

C. Attivo circolante D. Debiti fonti di finanziamento (autofinanziamento,

I. Rimanenze

II. E. Ratei e risconti passivi

Crediti

III.Attività finanz. che non Attivo (+)

costituiscono immobiliz.

IV.Disponibilità liquide A. Crediti verso soci per versamenti ancora

E. Ratei e risconti attivi dovuti

B. Immobilizzazioni

finanziamento da banche, da terzi, ...). I. Immateriali

Attivo 1. Costi d’impianto e ampliamento

A. Crediti verso soci per versamenti ancora dovuti 2. Costi di ricerca, sviluppo e pubblicità

3. Diritti di brevetto industriale e uso delle

All’atto della costituzione della società c’è la opere d’ingegno

possibilità di versare solo il 30% (3/10) del capitale 4. Concessioni, licenze e marchi

5. Avviamento

sociale necessario alla costituzione, e aggiungere 6. Immobilizzazioni in corso e acconti

il resto nei vari esercizi successivi. II. Materiali

B. Immobilizzazioni 1. Terreni e fabbricati

2. Impianti e macchinari - fondi ammortamento

Rappresentano il valore di tutti i beni dell’azienda 3. Attrezzature industriali e commerciali

nell’esercizio che vengono considerati come 4. Altri beni

immobilizzati. Un bene immobilizzato è quello che 5. Immobilizzazioni in corso e acconti

III.Finanziarie

produce ricchezza per più esercizi amministrativi. 1. Partecipazioni in imprese controllate,

Vengono divisi in: collegate, controllanti, altre

- Immateriali, è un bene intangibile (brevetti, marchi, 2. Crediti verso imprese controllate, collegate,

controllanti, altre

ricerche, avviamento, ...) 3. Altri titoli

- Materiali, è un bene tangibile (immobili, macchinari, 4. Azioni proprie

attrezzature, ...) C. Attivo circolante

- Finanziarie, sono beni di natura finanziaria (c/c, I. Rimanenze

partecipazioni, azioni, obbligazioni, ...) 1. Materie prime, sussidiarie, di consumo

C. Attivo circolante 2. Semilavorati

3. Prodotti finiti e merci

Rappresenta i beni la cui fecondità si esaurisce nel II. Crediti

corso dell’esercizio amministrativo di riferimento. 1. Verso clienti (commerciali)

- Rimanenze, fondi di magazzino 2. Verso imprese controllate, collegate,

controllanti

- Crediti, insieme di tutti i diritti vantati dall’azienda 3. Altri

valutati su terzi per entrate di cassa III.Attività finanziarie che non costituiscono

- A t t i v i t à fi n a n z i a r i e c h e n o n c o s t i t u i s c o n o immobilizzazioni

immobilizzazioni, crediti finanziari che durano solo 1. Partecipazioni in imprese controllate,

per un esercizio amministrativo collegate, controllanti

2. Altre partecipazioni

- Disponibilità liquide, tutto quello che al 31/12 si ha in 3. Azioni proprie

cassa 4. Altri titoli

D. Ratei e risconti attivi IV.Disponibilità liquide

Sono voci patrimoniali che servono a rettificare 1. Depositi bancari e postali

2. Assegni in cassa

costi e ricavi a bilancio ma che non sono di 3. Cassa (denaro e valori)

competenza del bilancio in corso. E. Ratei e risconti attivi 5

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Economia e Marketing - Prof.ssa Stranieri 18 marzo 2014

Passivo

Passivo (-) È costituito da tutte le voci dello stato patrimoniale

A. Patrimonio netto che rappresentano le fonti di finanziamento

1. Capitale sociale dell’azienda, e quindi le possibilità che ha per

2. Riserve

3. Utili (perdite) portati a nuovo indebitarsi.

4. Utile (perdita) d’esercizio A.Patrimonio netto

B. Fondi per rischi e oneri È formato dal capitale proprio dell’azienda

1. Fondo di trattamento per quiescenza

2. Fondo imposte apportato dai soci. Compreso tutto il valore

3. Altri accantonamenti patrimoniale che compete ai singoli soci. È formato

C. TFR di lavoro subordinato da:

D. Debiti -Capitale sociale

1. Obbligazioni -Riserve, fondi costituiti dai soci in funzione delle

2. Verso banche, altri finanziatori, titoli di credito necessità economiche.

3. Verso fornitori (commerciali) -Utili (perdite) portati a nuovo, rappresentano una sorta

4. Verso aziende collegate, controllate, controllanti

5. Tributari di riserva che può essere istituita dall’imprenditore dove

6. Altri vengono riportati gli utili e i ricavi (costi) riguardanti gli

E. Ratei e risconti passivi esercizi precedenti. Autofinanziamento aziendale.

- Utile (perdita) d’esercizio, è il risultato dell’esercizio in corso (che si chiude) che viene immesso nel

patrimonio contabile. È un giro contabile che viene messo in PN prima della distribuzione dell’utile.

(Utile: ricavi-costi. È

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Scienze agrarie e veterinarie AGR/01 Economia ed estimo rurale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher SimoToppi di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e marketing delle imprese alimentari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Milano o del prof Stranieri Stefanella.
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