Economia e marketing delle imprese alimentari
Introduzione
Il corso tratta di concetti base relativi al funzionamento di un’impresa alimentare e la sua gestione; si parla
di tutte le attività che vengono svolte all’interno di un’azienda. Si tratta di tutti i principi di economia che
ruotano attorno al funzionamento d’azienda; si vogliono analizzare anche le caratteristiche economiche
dell’industria alimentare, della distribuzione e delle filiere agro-alimentari. È importante parlare di filiera e
non solo di industria perché gli scambi all’interno di un contesto globalizzato sono fondamentali per una
corretta gestione aziendale, la quale è quindi associata alla gestione di filiera per ottenere l’ottimizzazione
dei principi di gestione aziendale. È importante parlare di marketing perché la commercializzazione dei
prodotti alimentari è un elemento cardine per il loro successo sul mercato perché questo è saturo in
quanto il consumatore ha una vasta scelta nelle tipologie di prodotti simili presenti quindi le strategie di
mercato sono fondamentali.
Inquadramento della gestione di impresa nella scelta economica
Si parla di economia aziendale; quando si parla di economia si parla di diverse scienze che la studiano nel
suo complesso: esistono l’economia politica, aziendale, applicata.
L’economia politica è quella scienza che
studia le scelte individuali dell’uomo
economico, le scelte economiche del
consumatore, del produttore agricolo,
dell’imprenditore e quindi di tutti i soggetti
che devono fare delle scelte economiche
per vari motivi. Si può studiare la teoria
della domanda, dell’offerta, i mercati che
sono teorie della formalizzazione del
complesso di scelte individuali della
domanda (consumatore), dell’offerta
(produttore) ecc. Si può parlare anche di macroeconomia quindi di tutto l’insieme di scelte che vengono
fatte all’interno del mercato.
Oltre all’economia politica si ha quella aziendale che studia il funzionamento dell’azienda nel suo
complesso quindi tutte le attività che si svolgono all’interno dell’azienda come la formazione del bilancio
d’esercizio, l’organizzazione aziendale, l’elaborazione di strategie aziendali che porta all’elaborazione delle
strategie commerciali ecc.
Oltre all’economia aziendale si ha l’economia applicata che prende le teorie e i modelli dell’economia
politica e aziendale e li applica a problematiche di ambiti specifici e quindi si hanno l’economia agraria,
agro-alimentare, industriale, degli intermediari finanziari, ambientale, regionale, del turismo ecc. in base ai
settori economici esistenti.
Il corso si concentra sull’economia aziendale.
Nozione e tipologie di impresa
Quando si parla di impresa ci si riferisce a un’entità economica che mette insieme un insieme di processi e
attività; per rappresentare graficamente l’impresa si può suddividerla in tre grandi blocchi di azioni o
attività: il primo blocco è quello rappresentato dagli input della produzione o fattori, il secondo sono le
attività che rientrano nel processo produttivo di un prodotto alimentare e il terzo sono gli output di
prodotti alimentari.
Gli input per un’industria alimentare sono tutti i fattori che servono al processo produttivo per poter
esplicarsi quindi possono essere l’acquisto di materie prime, i costi per l’elettricità, per gli affitti, per i
capannoni di produzione, le quote di ammortamento dei macchinari utilizzati, il costo del lavoro impiegato
ecc. Si chiamano input perché sono fattori che vengono immessi nel processo produttivo.
Il secondo blocco è quello del processo
produttivo in cui si hanno altri costi, la creazione
di altro valore e tutti i costi strettamente legati al
processo di produzione, ovvero l’attività che
prevede la trasformazione di materia prima
agricola in prodotto alimentare finito.
Infine, il terzo blocco sono gli output di
produzione che sono il prodotto alimentare
finito pronto per essere immesso sul mercato.
Nella filiera agro-alimentare per la distribuzione
alimentare l’output non è il prodotto ma l’offerta
di un processo distributivo sul mercato; così
come il processo di produzione non è la trasformazione della materia prima in prodotto finito ma piuttosto
i costi e servizi che devono attivarsi per il servizio logistico di distribuzione.
Nell’industria alimentare ci sono diverse tipologie di input: si può parlare di capitale fisso o di capitale
circolante e in questo un ruolo importante è svolto dal lavoro. Il capitale fisso è rappresentato dagli
investimenti che l’industria alimentare fa per espletare il processo, come i macchinari impiegati; è fisso in
azienda per un periodo di tempo prolungato quindi solitamente superiore ai 12 mesi. Successivamente si
ha anche il capitale circolante ovvero tutti i fattori della produzione che entrano a far parte del processo
produttivo ma che vi circolano velocemente e quindi durano per un breve periodo; un tipico esempio sono
le materie prime agricole come i cereali, il latte, l’uva ecc. Un altro elemento molto importante per
l’industria alimentare è il fattore lavoro, ovvero un capitale d’azienda che può essere fisso e circolante a
seconda della contrattualistica che lega ogni singolo dipendente; si può avere un contratto indeterminato
che è quindi fisso perché è una risorsa che dura per un lungo tempo, mentre con un contratto determinato
si ha invece un capitale circolante che resta nell’azienda per un periodo limitato.
Negli output della produzione si hanno tutti i prodotti alimentari finiti tipici del mercato come il pane, la
carne, l’olio, il vino ecc.
L’impresa è un insieme di attività e flussi suddivisi in tre blocchi che sono interconnessi tra loro e la finalità
di questi flussi è la creazione di valore; quando si parla di impresa si parla di un’attività economica
finalizzata alla creazione di valore. Da qui ne consegue il concetto di imprenditore, ovvero il soggetto
economico che svolge un’attività legata all’impresa; il concetto di imprenditore è definito dal codice civile
secondo cui è colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della
produzione e dello scambio di beni e servizi. Esercitare un’attività professionale vuol dire farlo in maniera
continuativa nel tempo quindi in modo tale che tutto il know how acquisito possa essere messo all’interno
del sistema azienda per un periodo continuativo nel tempo. Ad esempio, la Ferrero è un’impresa quindi
colui che l’ha fondata è un imprenditore perché svolge questa attività da molti anni; professionale non vuol
dire per forza che l’attività viene svolta 12 mesi su 12 perchè ci sono attività che possono essere svolte in
determinati periodi dell’anno ma la ripetitività gli fa acquisire la nozione di impresa. Ad esempio, gli
stabilimenti balneari nelle località turistiche svolgono un’attività per periodi limitati di tempo nell’anno da
maggio ad ottobre, mentre il resto dei mesi rimangono chiusi ma non per questo gli imprenditori non lo
sono in quanto svolgono un’attività in maniera continuativa nel tempo.
Oltre alla caratteristica di professionalità un soggetto economico deve svolgere attività in maniera
organizzata, non deve essere improvvisata ma gli input devono essere organizzati in maniera coordinata
per garantire l’efficienza della produzione con il fine di produrre bene o servizi destinati al mercato, ovvero
beni alimentari destinati al mercato, oppure di distribuire beni sul mercato. Il fine è di avere un reddito
attraverso la vendita sul mercato.
Si ha una differenza tra impresa e azienda: l’impresa è un’attività economica professionale organizzata
quindi si parla dell’attività economica che ad esempio nella Ferrero è la produzione di prodotti dolciari;
l’azienda fa riferimento al luogo fisico in cui si svolge la produzione, ovvero lo stabilimento in cui avviene la
trasformazione. Impresa e azienda non devono sovrapporsi perché fanno riferimento a due concetti diversi.
Diversi ancora sono i concetti di stabilimento e azienda: lo stabilimento è un preciso posto fisico in cui di
svolge la produzione, l’azienda è un concetto in cui si svolgono le attività aziendali quindi non solo la
produzione ma è un luogo in cui si svolgono anche attività amministrative, sociali, logistiche ecc. Il gruppo
di impresa è quando più imprese fanno capo a un’unica azienda, si hanno gruppi di imprese collegate.
Inoltre, c’è anche differenza tra gestione, proprietà e controllo: la gestione si riferisce al complesso di
scelte prese all’interno dell’azienda per poter essere organizzata; la proprietà è l’insieme di tutte le attività
che fanno riferimento a un assetto prioritario, ad esempio l’imprenditore ha proprietà dell’azienda perché
detiene delle quote nell’azienda. Il controllo fa riferimento alle attività per controllare che il processo di
produzione sia svolto in maniera efficiente. Un’ultima differenza è quella tra imprenditore e manager:
l’imprenditore organizzata in maniera efficiente i fattori di produzione e si assume rischi di impresa, investe
capitale sperando in un ritorno economico che non è scontato perché il mercato potrebbe non dare
risposta. Il manager non si assume rischi di impresa ma è un dipendente dell’imprenditore per fare scelte
gestionali specifiche e generali, ha un ruolo fondamentale ma non si assume il rischio di impresa.
L’obiettivo dell’impresa che svolge attività
professionalmente organizzata è di massimizzare il
profitto, ovvero creare valore. La massimizzazione
del profitto è data da una massimizzazione di due
variabili principiali: i ricavi totali e i costi totali.
L’imprenditore vuole massimizzare i ricavi totali e
minimizzare i costi totali e quindi tutte le strategie
intraprese sono volte a massimizzare i ricavi e a
minimizzare i costi di produzione. Per la
massimizzazione del profitto ci sono differenti
strategie e dipende dall’imprenditore capire qual è
quella migliore per arrivare all’obiettivo economico di impresa. Le strategie possono essere tantissime e si
basano su decisioni che possono coinvolgere il prezzo di vendita del prodotto, la quantità prodotta o un mix
di questi due. Per i costi, le strategie possono riguardare i costi varabili e non quelli fissi perchè questi per
loro natura non mutano nel tempo e una volta entrati a far parte del patrimonio aziendale quelli sono e
devono essere considerati; i costi medi variabili possono essere variati sulla base delle decisioni strategiche
dell’impresa. Ci sono diverse teorie quando si parla di impresa: teoria aziendalistica, manageriale,
economica; l’importante è ricordare che quando si parla di impresa si parla di un soggetto economico che
massimizza il profitto. Ci sono diverse tipologie di imprese operative sul
mercato; l’impresa può essere di tre tipologie che
vengono inquadrate in maniera diversa dalla
regolamentazione. Si possono avere: imprese singole,
società e cooperative e consorzi.
Le imprese singole sono attività economiche formate
dalla singola persona; le società si compongono per
un insieme di persone che hanno la priorità che
gestiscono e controllano; le cooperative e consorzi
sono un insieme di persone che si uniscono per un
fine di imprese ma vengono separate dalle società e dalle imprese singole per il proprio fine che è diverso
perché non si parla di massimizzazione del profitto ma di fine mutualistico, ovvero le cooperative non
avranno come unico obiettivo la massimizzazione del profitto ma anche quello di migliorare le condizioni
sociali. Ad esempio, la Coop è una cooperativa che ha un fine di profitto ma anche mutualistico, ovvero di
operare nel miglioramento delle condizioni sociali con progetti educativi verso valori e principi della
società.
Le società sono quelle più presenti nel mercato, soprattutto nel settore agro-alimentare la maggior parte
delle imprese sono società o cooperative; le società si possono dividere in due categorie: di persone e di
capitale. Le società di persone sono quelle che hanno responsabilità illimitata nei confronti del capitale e
l’importanza del fattore lavoro è fondamentale; le società di capitale sono imprese che hanno una
responsabilità limitata nei confronti del capitale e quindi il fattore fondamentale non è il lavoro ma si ha il
fattore capitale come elemento caratterizzante dell’impresa. In particolare, avere responsabilità illimitata
significa che le persone che costituiscono la società sono illimitatamente responsabili nei confronti degli
avvenimenti d’azienda, ovvero nel momento in cui l’azienda si ritrova in difficoltà e procede con l’avvio di
procedure di fallimento e quindi si ha un registro di accreditatori per rimborsare i costi e gli obblighi non
ancora assolti allora la società avrà responsabilità di coprire tutti i debiti o obblighi in maniera illimitata,
dovrà cercare di coprirli con il proprio di azienda e con il patrimonio personale dei soci. La responsabilità
del rischio di azienda non si limita solo al capitale aziendale ma anche personale del socio. La responsabilità
limitata è il contrario, in caso di procedure di liquidazione in cui si ha una lista di creditori e il dovere di
assolvere ai debiti contratti in passato l’azienda ne risponderà in maniera limitata, ciascun socio in maniera
limitata.
Le società di persone possono essere di diverse tipologie: semplici (ss), in nome collettivo (snc) o in
accomandita semplici (sas).
Quando si parla di società di capitale si possono avere: società a responsabilità limita (srl), per azioni (spa),
in accomandita per azioni (saa).
In queste diverse tipologie di società ci sono diverse regolamentazioni legali. Esistono diverse forme di
impresa e a seconda delle tipologie di impresa che si vuole fare si sceglie tra società di persona o di capitali.
Quando si parla di classificazione non si parla solo
di tipologie di imprese ma è possibile anche una
classificazione in base al soggetto giuridico o
della dimensione piuttosto che alla localizzazione
dell’attività e al settore di appartenenza. In base
al soggetto giuridico si hanno società private o
statali; in base alla dimensione si hanno micro
imprese, piccolissime imprese, medie imprese,
grandi imprese; in base alla localizzazione si
hanno società nazionali con stabilimenti in
un’unica nazione o multinazionali; in base
all’attività si hanno imprese mono-prodotto o
mono-business dove si ha un unico prodotto, oppure mono-settoriali dove si ha più di un prodotto ma nello
stesso settore quindi avviene una micro-diversificazione (merendine ma anche yogurt stesso settore
industria alimentare), oppure pluri-settoriali con una macro-diversificazione in cui si hanno beni e servizi
che si riferiscono a mercati di settori diversi (produzione merendine e anche delle centrifughe quindi
industria alimentare e anche dei macchinari); infine, in base al settore di appartenenza si distinguono:
agricoltura (primario), industria (secondario), servizio (terziario) come la distribuzione.
Bilancio di esercizio
Il bilancio è parte fondamentale dell’economia aziendale perché è la parte che si occupa della lettura e
della gestione dell’azienda; quando si parla di bilancio di esercizio ci si riferisce a un documento specifico
che rappresenta l’andamento amministrativo, gestionale e finanziario di un’azienda in un determinato
periodo di tempo. Il bilancio di esercizio è un documento che rappresenta in maniera quantitativa e
sintetica l’andamento della gestione di impresa con riferimento a un periodo di tempo determinato.
Quantitativo vuol dire che il bilancio è un documento che racchiude in sé dei numeri, va a rappresentare in
maniera quantitativa la gestione di un’azienda; sintetico vuol dire che il bilancio va a rappresentare in
maniera sintetica i risultati della gestione di impresa quindi i numeri sono il risultato di una serie di
operazioni che vengono svolte in un determinato periodo di tempo. Si parla di periodo di tempo
determinato perché i risultati sono riferiti a un periodo specifico.
Quando si parla di bilancio ordinario si ha un documento che rappresenta il risultato della gestione di un
periodo amministrativo che corrisponde a 12 mesi che vengono chiamati esercizio quindi si parla di un
documento che contiene dei valori che sono il risultato di una serie di operazioni che sono avvenute
nell’azienda in 12 mesi quindi ogni anno si ha la redazione di un bilancio ordinario in azienda. Per legge
l’azienda è tenuta tutti gli anni a redigere un bilancio ordinario che deve contenere al suo interno queste
informazioni.
Quando si parla di bilancio si hanno anche altre tipologie in base al periodo di riferimento; se ci si riferisce
a un periodo di tempo superiore o inferiore a 12 mesi si hanno bilanci straordinari quindi sono sintesi
contabili riferite a momenti particolari della vita d’impresa. Ad esempio, quando si deve fondare
un’acquisizione o si ha una liquidazione l’azienda redige un bilancio che rappresenta la situazione contabile
in quel determinato momento che corrisponde al giorno dell’acquisizione o della liquidazione. Nel corso si
parla solo di bilanci ordinari svolti tutti gli anni.
Il bilancio è un documento che si compone per legge di diverse parti: questa rappresentazione prevede tre
documenti principali. Il primo &e
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