Economia e marketing delle imprese
Nozione e tipologia di impresa
Il termine impresa fa riferimento a un’entità economica che mette insieme un insieme di processi e attività. Graficamente parlando, l’impresa si suddivide in tre blocchi economici. Il primo è quello degli input, ovvero i fattori di produzione, seguito dal blocco del processo produttivo e che termina col blocco degli output dei prodotti alimentari.
Gli input sono tutti quei fattori che serviranno al processo per poter avvenire, pertanto saranno materie prime, costi di elettricità, di impianti, di lavoro, ecc. Quindi sia capitale fisso che circolante. Essi verranno immessi nel processo. Nel centrale avremo altri fattori tra cui troviamo costi legati strettamente al processo di produzione, quindi alle tecnologie impiegate, e per finire nell'ultimo blocco, quello degli output, che danno origine al prodotto finito.
Pertanto, riassumendo, “il prodotto è l’output del sistema-azienda che lo realizza attraverso un processo di trasformazione nel tempo e nello spazio che combina mediante appropriate attività, tecnologie e formule organizzative determinate risorse produttive le quali rappresentano l’input. A sua volta, il motivo per cui il prodotto viene realizzato sta nella sua capacità di soddisfare il bisogno di qualcuno, quindi le aziende esistono allo scopo di realizzare qualcosa che abbia un valore. Il valore dell’output esiste tuttavia solo se qualcuno trae beneficio da quell’output o che comunque soddisfa un proprio bisogno riconoscendone l’utilità tramite il prezzo.”
L’azienda quindi esiste per creare ricchezza durevole nel tempo o meglio l’output prodotto deve valere di più delle risorse impiegate per ottenerlo. Quindi le aziende devono produrre ricchezza e non consumarla.
Input
Ci sono da una parte il capitale fisso costituito da quegli elementi come macchinari e impianti in quanto rimane fisso in azienda per un tempo prolungato (oltre i 12 mesi). Il capitale circolante invece è rappresentato da quei fattori che entrano a far parte e circolano velocemente e quindi durano per un breve periodo, come ad esempio le materie prime agricole. Un altro elemento molto importante come input è il fattore lavoro, ovvero si parla di un capitale sia fisso che circolante a seconda della contrattualità del dipendente, come il contratto indeterminato o a tempo determinato.
Imprenditore
L’imprenditore è colui che esercita professionalmente un’attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni e servizi (prolungata nel tempo/continuativa). Attività organizzata significa che l’attività non deve essere improvvisata ma gli input devono essere organizzati per garantire l’efficienza di produzione. Nel caso del settore alimentare lo scopo è produrre beni e servizi destinati al consumo.
Concetti di impresa e azienda
- Impresa: attività economica svolta professionalmente ed economicamente organizzata al fine di produrre servizi.
- Azienda: luogo fisico all’interno del quale avviene la produzione. Luogo dove si svolgono varie attività comprese quelle logistiche, amministrative, ecc., non solo produttive.
- Stabilimento: preciso posto fisico all’interno del quale avviene la produzione.
- Gruppo di impresa: più imprese fanno capo a un’unica azienda.
- Gestione: complesso di scelte prese all’interno dell’azienda per poter essere organizzata.
- Proprietà: attività che fanno riferimento a un assetto prioritario. (es: l’imprenditore ha la proprietà dell’azienda in quanto detiene quote o parte del capitale di essa).
- Controllo: attività che verificano che il processo produttivo avvenga in maniera corretta e soddisfacente ai requisiti imposti.
- Manager: a differenza dell’imprenditore che si assume i rischi d’impresa, ovvero investe nella speranza di un ritorno economico (cosa non scontata e non sempre a buon fine), è un dipendente per effettuare scelte gestionali specifiche. Ha un ruolo centrale di scelte delicate ma non si assume il rischio di impresa.
Tipologie d'impresa
La teoria economica afferma che l’obiettivo dell’agente economico dell’impresa è quella di massimizzare il profitto ovvero creare valore. È data dalla massimizzazione di due variabili principali: ricavi totali (RT) e costi totali (CT). Ovviamente nel caso specifico per creare valore si ha RT max e CT min. Le strategie per massimizzare il profitto sono molteplici e si basano essenzialmente su decisioni che possono coinvolgere il prezzo di vendita del prodotto, la quantità prodotto o un mix tra le due.
Per quanto riguarda i costi, le strategie di massimizzazione del profitto possono riguardare i costi variabili (medi) e non fissi in quanto non mutano nel tempo. Parlando di impresa ci sono diverse teorie, quella aziendalistica (max valore), manageriale (max fatturato), ecc. In ogni caso quando si parla qui di impresa si parla di soggetto economico che max profitto.
Tipologie di imprese e società
- Imprese singole: attività economica formata dalla singola persona.
- Società: attività di impresa che si compongono per un insieme di persone che hanno la proprietà di controllo per quell’impresa.
- Cooperative: un insieme di persone che si uniscono per un fine d’impresa ma separate giuridicamente ed economicamente dalle imprese singole e società per il proprio fine che è diverso. Si parla qui non di massimizzazione profitto bensì di fine mutualistico, ovvero non avranno come unico obiettivo la max profitto ma hanno fra i propri anche quello di migliorare delle condizioni sociali.
Le società sono le più introdotte e presenti sul mercato. Ne esistono di due categorie: società di persone e società di capitale. Le prime sono quelle che hanno una responsabilità illimitata nei confronti del capitale, il fattore lavoro qui occupa una fetta fondamentale. L’altra invece allude a imprese che hanno una responsabilità limitata nei confronti del capitale e qui non è più il lavoro a fare da maestro nella caratterizzazione dell’impresa bensì il fattore capitale.
Responsabilità delle società
Responsabilità illimitata significa che le persone che costituiscono la società sono illimitatamente responsabili degli avvenimenti di azienda, ovvero nel momento in cui l’azienda si trova in difficoltà e deve quindi avviare pratiche di liquidità e fallimento, per far fronte a obblighi ancora non assolti, la società avrà la responsabilità di coprire i debiti con il proprio patrimonio d’azienda ovvero con le quote e anche col proprio patrimonio dei soci. La responsabilità limitata invece è il contrario ovvero in caso di procedure analoghe con liste di creditori, ciascuno socio dovrà contribuire in maniera limitata rispetto al capitale versato.
- Società di persone – si suddividono in tipologie: ss = società semplici, snc = società in nome collettivo, sas = società in accomandita semplici.
- Società di capitale – si suddividono in tipologie: srl = società a responsabilità limitata, spa = società per azioni, saa = società in accomandita per azioni. Ciascuna di esse sarà regolamentata in maniera differente.
Le imprese possono inoltre suddividersi in base ad altre numerose funzioni, ad esempio in base al soggetto giuridico vi sono quelle private e quelle statali. In funzione della dimensione ci sono le microimprese se hanno meno di 10 addetti, piccole tra 20 e 99, medie tra 100 e 499 e grandi oltre 500 addetti.
Si possono poi classificare in funzione della localizzazione quindi tra quelle nazionali e multinazionali, in funzione dell’attività di cui spiccano le imprese mono-prodotto, mono-settoriali o pluri-settoriali. In funzione del settore di appartenenza, agricoltura (primario), industria (secondario) come alimentare, meccanico, chimico, ecc., e infine l’impresa dei servizi (terziario) come industria distribuzione, bancario, ecc.
Introduzione al bilancio di esercizio
Si occupa della lettura e gestione dell’azienda. Si fa riferimento a un documento specifico che serve a rappresentare l’andamento amministrativo, gestionale e finanziario dell’azienda in questione per un determinato periodo di tempo.
Bilancio
Il bilancio è un documento che rappresenta in maniera quantitativa e sintetica l’andamento della gestione dell’impresa con riferimento a un periodo di tempo determinato. Col termine quantitativo s’intende che il bilancio racchiude un insieme di numeri (sistema di valori) quindi va a rappresentare in maniera quantitativa la gestione di un’azienda. Sintetico invece significa che il bilancio va a rappresentare sinteticamente i risultati della gestione di impresa, quindi esprime una visione riassuntiva dei fatti contabili.
Per periodo di tempo determinato in particolare significa che i risultati che troviamo fanno riferimento a un periodo specifico, difatti tale termine ci consente un’ulteriore suddivisione tra bilancio ordinario e straordinario. Il primo viene redatto con periodicità costante quindi rappresenta il documento redatto che va a rappresentare in maniera quantitativa e sintetica il risultato di gestione di un periodo amministrativo che corrisponde a 12 mesi (esercizio), quindi in sostanza si parla di bilancio di esercizio BE. Viceversa i bilanci straordinari sono redatti in meno o oltre i 12 mesi. Sono sintesi contabili riferiti a momenti particolari, ad esempio quando l’azienda deve fondersi o in periodi di liquidazione, si parla quindi di bilancio di fusione, di liquidazione, ecc.
Il bilancio (che ricordiamo è un documento pubblico) quindi per legge (direttiva CE78/660) si compone di diverse parti riassunte in tre documenti principali: stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa. Non si può parlare di bilancio ordinario se manca uno di essi.
Stato patrimoniale
Indica la situazione patrimoniale-finanziaria dell’impresa in un dato periodo di tempo. Ciò significa che all’interno del documento avremo un elenco di voci che vogliono descrivere la situazione del patrimonio e della situazione dell’azienda. Si compone di due sezioni contrapposte, da una parte le attività ovvero elementi attivi del patrimonio ossia impieghi di capitale come tutte quelle voci che rappresentano gli investimenti dell’azienda. Per passività s’intende fonti di finanziamento, ovvero voci che rappresentano i finanziamenti dell’azienda nei confronti di parte terzi (come se fossero tutti i debiti dell’azienda).
Quindi da una parte si parla di elementi attivi e dall’altra da elementi passivi di patrimonio. Quindi si guarda l’azienda sia dal lato degli investimenti che sono stati fatti per accrescere il patrimonio mentre per la passività si analizza al contrario tutto ciò che ha reso possibile a tale patrimonio di costituirsi. (una moneta due facce). Alle attività viene attribuito un valore, da una parte vi sono valori finanziari ovvero i mezzi liquidi, crediti di finanziamento, dall’altra i valori economici ovvero relativi a costi pluriennali e sospesi. Anche la passività a sua volta è composta da due classi, i valori finanziari come debiti di finanziamento e valori economici relativi ai ricavi anticipati. La differenza tra il valore delle attività e quello delle passività esprime il valore del capitale proprio dell’azienda meglio noto come capitale netto. Quindi matematicamente parlando: capitale netto = attività – passività.
Conto economico
Racchiude tutti i flussi di costi e ricavi che si sono susseguiti in azienda in un periodo di tempo, che nel nostro caso sarà l’esercizio cioè i 12 mesi amministrativi. Presenta a differenza del precedente una forma scalare e non da sezioni contrapposte.
Nota integrativa
È il documento che racchiude tutti i criteri adottati per la redazione del bilancio in quanto non basta riportare solo valori per il bilancio ma anche analizzare un valore stimato.
Funzionalità del bilancio
Il bilancio ha varie funzioni, in primis una funzione informativa-civilistica ovvero rappresenta lo strumento istituzionale con cui il soggetto economico dell’impresa informa parti terze su come procede la gestione dell’azienda. (ad esempio l’azienda per farsi pubblicità sul mercato può adottare come strategia una forma di pubblicità per mostrare il buon andamento della gestione).
Segue una funzione gestionale, ovvero è uno strumento informativo per effettuare scelte strategiche. Tali scelte o meglio la strategia dell’azienda si basa sempre sui risultati di bilancio. Inoltre ha anche una funzione di controllo in quanto nel bilancio sono riassunti diversi aspetti economici, dai costi ai ricavi ai debiti, ecc. Sulla base di questi numeri l’azienda ragiona e adotta una determinata strategia per avviare attività di miglioramento. Infine ha una funzione fiscale, come tutti i soggetti economici che produce reddito è obbligato a pagare delle imposte ovvero versare un quantitativo di denaro, per una corretta imposizione fiscale da versare allo stato.
Le voci dello stato patrimoniale e il conto economico
Lo stato patrimoniale si suddivide tra attività e passività. Due sezioni contrapposte. Tra le attività spiccano come voci (quattro macrovoci): A = crediti verso soci per versamenti ancora dovuti; B = immobilizzazioni, C = raccoglie voci riguardanti l’attivo circolare e D = voce che raccoglie i ratei e risconti dell’azienda. Negli elementi passivi ci sono cinque macrovoci: A = patrimonio netto, B = fondi per rischi e oneri futuri, C = fondo di trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato, D = debiti ed E = ratei e risconti passivi dell’azienda.
Attivo
- A: Voce che indica che l’azienda è neo costituita e quindi versa nell’atto di costituzione dell’azienda solo una parte del patrimoniale (sostanzialmente per avviarla). Sono gli imprenditori e soci che versano almeno 3/10 del capitale solitamente, i restanti 7/10 sono tali crediti verso i soci. Incrementa quindi la consistenza patrimoniale dell’azienda. È una voce come in esaurimento nel corso degli anni.
- B: Sono una voce essenziale del patrimonio specie nelle aziende alimentari dove si trasformano materie. Si parla di beni e valori immobilizzati in azienda ovvero considerati fissi nell’azienda, pertanto ci si riferisce a tutti quei beni che non espletano il proprio valore in un singolo esercizio bensì che generano valore per più di un esercizio. (a fecondità ripetuta) Si parla quindi di beni immateriali (non hanno natura tangibile), materiali e finanziari (beni di natura finanziaria che generano liquidità ripetuta nel tempo).
- C: A livello concettuale è il contrario di B. Qui racchiude il valore di tutti quei beni e impieghi di capitale il cui valore si esaurisce nei successivi 12 mesi, si definiscono infatti a breve termine. Parlando di attivo circolante ci sono diverse categorie di beni: Rimanenze (valore di magazzino di azienda come di materie prime, di semilavorati, ecc.), crediti commerciali (diritti che nascono per effetto di una vendita da parte dell’azienda, anch’essi si esauriscono per legge entro i 12 mesi), attività finanziarie (sono dei crediti ma con diversa natura ossia finanziaria e non commerciale ovvero di vendita di prodotti finiti, si parla di attività finanziaria come vendita e acquisizioni di azioni, ecc.) e disponibilità liquide (quantità di denaro che l’azienda ha al suo interno in uno specifico momento). Segue per finire i ratei e risconti (esistono per principio di competenza, servono ad attribuire costi e ricavi all’esercizio di commercio).
Passività
- A: Capitale proprio dell’azienda, quelle quote sociali che versano i soci all’interno dell’azienda.
- B: Fondi che si formano nell’azienda per far fronte a possibili rischi futuri, ovviamente ciò dipende dalla tipologia di azienda. Un esempio di onere futuro sono i fondi per le imposte. (onere = quando il costo si è già verificato e avrà esborso futuro, mentre il rischio è un calcolo stimato di un possibile onere futuro).
- C: Fondo che l’azienda costituisce per accantonare quei soldi da versare a titolo di liquidazione quando i lavoratori andranno in pensione, licenziamenti, ecc. È un fondo che si forma di anno in anno. Anche in questo caso il fondo rientra nella passività in quanto non è di proprietà dell’azienda. Ciononostante, a seconda dei casi, l’azienda lo impiega anche per possibili investimenti.
- D: Contrario dei crediti commerciali, quindi titoli che obbligano l’azienda a pagare terzi come conseguenza di un servizio o di acquisto di un bene.
- E: Servono a bilanciare sempre per il principio di competenza.
Le voci dello stato patrimoniale
Con riferimento alle immobilizzazioni, si tratta di impieghi di capitale con fecondità ripetuta nel tempo quindi investimenti che contribuiscono alla creazione di valore per più esercizi amministrativi, difatti spesso si parla di costi pluriennali. Fra i beni immateriali troviamo voci non tangibili, s’intende i costi di impianti e ampliamento (spese pluriennali quando si va a costruire un’azienda al fine di implementare l’azienda), costi di ricerca e sviluppo (per lo sviluppo dei prodotti che producano effetti per più voci amministrative), e diritti di brevetto industriale (valore che l’azienda sostiene per poter sfruttare un’invenzione).
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Riassunto economia
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Economia e Marketing delle Imprese Alimentari
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