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essere utilizzato per premi ai dipendenti o per migliorare la condizione d’impresa. Infine la corrente marxista

non lo giustifica affatto.

Extraprofitto = Ricavi totali – costo economico tecnico

Determinazione del costo figurativo

Fitto annuo figurativo di € 60.000;

Interesse figurativo di € 30.000;

Stipendi  60.000x3 = 180.000

Totale costo figurativo = 270.000

2.460.000 (ricavo totale): 84.000 = 270.000 : x

2.460.000: 1.620.000: 270.000 :y

X = 92.195

Y = 177.805

Costo economico tecnico

Configurazione di costi S.B. V.V.

Costo primo 264.000 + 624.000 +

Costi indiretti 431.268 831.732

Costo complessivo 695.268 + 1.455.732 +

Costi figurativi (profitto 92.195 177.805

normale)

Costo economico tecnico 787.463 1.633.537

Calcolo extraprofitto

S.B. V.V.

52.537 -13.537

La fase costitutiva (costituzione d’impresa)

Questa fase inizia solo se le indagini preliminari hanno dato un parere positivo nella convenienza a costituire

l’impresa. Essa è il fatto che precede la gestione ordinaria ed è tanto più complessa quanto maggiori sono le

dimensioni dell’azienda. La costituzione in genere dura qualche settimana e comprende l’iscrizione nel

registro commerciale, la richiesta di un codice fiscale, la partita IVA, libri contabili per gli stipendi,

documentazione contabile (nella S.P.A. non c’è bisogno della richiesta di un codice fiscale). Inoltre quando si

costituisce un’azienda è necessario aprire un conto corrente bancario e tenere separati i conti dell’impresa e

quelli della famiglia.

Vi sono due momenti da tenere sotto controllo:

Il momento di costituzione iniziale;

Il momento di costituzione finale.

f. precostitutiva f. costitutiva f. di gestione dell’impresa

Ci si avvale in questi due momenti, di strumenti di controllo:

Stato patrimoniale: conto relativo alla ricchezza patrimoniale;

Conto economico: conto relativo alla ricchezza reddituale.

Inizialmente vi è lo stato patrimoniale iniziale nel momento in cui inizia la costituzione dell’impresa; quando

termina la costituzione, invece, si parla di stato patrimoniale di fine costituzione che coincide con lo stato

patrimoniale della fase di gestione corrente (o ordinaria).

Esempio 1

Oggi 10 dicembre 2015, il Sig. X costituisce un’impresa di viaggi di tipo individuale versando € 50.000 su

un nuovo conto corrente bancario intestato alla costituente impresa.

Presentare lo stato patrimoniale relativo al suddetto fatto amministrativo.

S.P. iniziale di costituzione dell’impresa X al 10/12/2015

ATTIVO PASSIVO

Banca c/c €50.000 Netto

S =Capitale proprio 50.000

Totale attivo = 50.000 Totale pareggio = 50.000

Il Sig. X ha un credito di € 50.000 con la banca.

Il saldo solitamente si mette dalla parte in cui i valori sono minori (SALDO DEL CONTO).

Totale pareggio: totale di verifica che si fa un’addizione.

Esempio 2

Oggi 10 dicembre 2015 i Sig. A e B decidono di costituire un’agenzia di viaggi con capitale sociale di €

90.000, di cui € 50.000 come quota socio A ed € 40.000 come quota socio B. Nello stesso giorno i soci si

impegnano a versare le loro quote sociali su un c/c bancario di nuova costituzione entro fine mese.

Presentare lo stato patrimoniale di costituzione riferito al 10 dicembre 2015 e quello riferito al 31 dicembre

2015, nell’ipotesi in cui il suddetto periodo non sia avvenuto nessun altro fatto di gestione.

S.P. iniziale di costituzione dell’impresa A-B al 10/12/2015

ATTIVO PASSIVO

Credito vs socio A € 50.000

Credito vs socio B € 40.000 Netto

S = Capitale sociale 90.000

Totale attivo = 90.000 Totale pareggio = 90.000

S.P. finale di costituzione dell’impresa A-B al 31/12/2015

ATTIVO PASSIVO

Al 31 dicembre 2015, non essendo avvenuto nessun

altro fatto di gestione, se A e B hanno assolto ai loro

debiti, non ci sarà più un credito verso la banca ma

banca c/c

Banca c/c € 90.0000 Netto

S = capitale sociale 90.000

Totale attivo 90.000 Totale pareggio = 90.000

Esercizio 3

Facendo riferimento all’esercizio 2, si supponga che durante il mese di gennaio la società A e B abbia

compito le seguenti operazioni:

Acquisto immobili e attrezzature di ufficio del valore di € 30.000 con pagamento a mezzo banca (carta di

credito o assegno bancario etc);

Sostenute spese di costituzione (partita IVA, iscrizione camera di commercio, diritti per contratti erogazione

luce, fax etc) per un totale di € 3.000 con pagamento a mezzo banca;

Acquisto di materiale di consumo (cancelleria, toner, risme di carta etc) del valore di € 1.000, con pagamento

a fine febbraio;

Stipulazione di un contratto di locazione (affitto) con pagamento di una cauzione anticipata di € 6.000 a

mezzo banca. I canoni di affitto mensile pari a €2.000 saranno pagati a mezzo banca a decorrere dal primo

febbraio.

Presentare lo stato patrimoniale di costituzione finale al 31 gennaio 2016.

S.P. finale di costituzione d’impresa al 31/01/2016

ATTIVO PASSIVO

Mobili e attrezzature € 30.000 Debito verso fornitori € 1.000

Spese d’impianto € 3.000

IMMOBILIZZAZIONI = € 33.000

Materiali di consumo € 1.000

Credito per cauzione € 6.000

Banca c/c € 51.000 Netto

S = Capitale sociale 90.000

Totale attivo = 91.000 Totale pareggio = 91.000

Le spese d’impianto si riferiscono alla consulenza con il commercialista e/o notaio, le spese volte

all’erogazione di energia elettrica, gas, acqua, telefono, fax o internet, le spese di adattamento dei locali e

sono delle vere e proprie immobilizzazioni immateriali appartenenti al cosiddetto capitale fisso dell’impresa.

Le immobilizzazioni sono date dalla somma delle immobilizzazioni materiali (mobili e attrezzature) e delle

immobilizzazioni immateriali (spese di impianto), quindi fabbricati, arredi d’ufficio, attrezzature d’ufficio,

spese d’impianto.

La disponibilità si riferisce alla somma del capitale sociale o proprio e della disponibilità di cassa (Banca c/c,

cassa contanti).

L’impresa ha acquisito dei beni di consumo durevoli materiali e immateriali, anche se sono da considerarsi

come un una passività, vanno scritte anche nella colonna degli attivi in quanto vengono utilizzati e

producono un’attività.

La cauzione mi verrà ridata nel caso in cui si lascino i locali nelle stesse condizioni in cui si trovavano

inizialmente.

Esempio 4

Si supponga che il primo ottobre 2015 si sia costituita una S.p.a. avente per oggetto l’attività di Tour

Operator. A tal fine si emettono 3.000 azioni del valore nominale (valore indicato da ciascuna azione) di €

1.000, ciascuna da sottoscrivere entro fine mese mediante versamento alla pari su un nuovo conto corrente

bancario intestato alla società (il versamento alla pari è il versamento di un importo almeno pari a quanto

scritto sull’azione).

Al 31 ottobre 2015 il capitale sociale risulta interamente sottoscritto e versato sul conto corrente bancario.

Nel mese di novembre gli amministratori compiono le seguenti operazioni di costituzione:

Acquistano un’immobile già idoneo allo svolgimento della funzione gestionale del valore di € 5 milioni di

cui 2 milioni regolati a mezzo banca e il residuo ottenendo un mutuo decennale (per dieci anni) sul quale, a

decorrere del 30/11/16, maturano interessi annui al tasso del 12%;

Acquistano attrezzature e arredi di ufficio del valore di € 50.000 con pagamento a fine gennaio 2016;

Spese relative alla costituzione giuridica e amministrativa della società pari a € 5.000 regolati a mezzo banca;

Acquistano materiale di consumo del valore di € 3.000, regolati a mezzo banca.

Presentare:

• S.P. di costituzione iniziale al 1/10/2015;

• S.P. di costituzione finale al 30/11/15.

S.P. di costituzione iniziale dell’impresa al 1/10/2015

ATTIVO PASSIVO

Credito vs azionisti (azionisti conto sottoscrizione) €

3.000.000 Netto

S = Capitale sociale = 3.000.000

Totale attivo = 3.000.000 Totale pareggio = 3.000.000

S.P. di costituzione finale dell’impresa al 30/11/2015

Fabbricato €5.000.000 Mutuo passivo 3.000.000

Attrezzature e arredi € 50.000 Credito vs fornitori € 50.000

Spese d’impianto € 5.000

IMMOBILIZZAZIONI 5.055.000

Materiale di consumo € 3.000

Banca c/c attivo 992.000 Netto

S = capitale sociale = 3.000.000

Totale attivo = 6.050.000 Totale pareggio = 6.050.000

La fase di funzionamento (o di gestione ordinaria)

Una volta costituita, l’azienda deve disporre dei fattori tecnici produttivi, di disponibilità finanziarie e di

liquidità. La fase di funzionamento è la fase più complessa della gestione per il concatenarsi di operazioni di

trasformazione tecnico-economica ad operazioni di disinvestimento ed investimento. Tutte queste operazioni

danno origine ad un continuo susseguirsi di cicli produttivi, divisi in cicli tecnici, economici, finanziari e

monetari.

• Ciclo tecnico: ha inizio nel momento in cui si attua la combinazione dei fattori produttivi necessari

per la realizzazione di un processo di trasformazione fisica o di accrescimento di utilità di beni

materiali e immateriali e ha termine con l’ottenimento del prodotto o dei servizi. Esso può essere di

breve, media o lunga durata a seconda dell’attività che l’impresa vuole svolgere;

• Ciclo economico: ha inizio con il sorgere degli investimenti e quindi con il manifestarsi dei cosi per

l’acquisto dei fattori produttivi e si conclude nel momento in cui i beni trasformati e i servizi prodotti

vengono ceduti alla clientela, originando ricavi.

• Ciclo finanziario: ha inizio con il sorgere dei debiti di regolamento per l’acquisto dei fattori

produttivi e termina con il manifestarsi di crediti di regolamento;

• Ciclo monetario: periodo in cui ha inizio l’esborso di denaro per il pagamento degli acquisti dei

fattori produttivi e termina con l’entrata monetaria, ossia la riscossione del prezzo dei beni e dei

servizi ceduti alla clientela.

Durante la fase di funzionamento si continua a porre il problema del controllo temporale della struttura

qualitativa e quantitativa del patrimonio. La redazione periodica dello stato patrimoniale serve infatti a

verificare l’esistenza o meno di rapporti di equilibrio che possono essere sia di natura strettamente

patrimoniale sia di natura finanziaria. L’azienda riuscirà a manifestare un equilibrio patrimoniale e

finanziario quando:

• Vi saranno rapporti corretti tra impieghi di capitale (investimenti) e fonti di finanziamento: non

soltanto gli investimenti devono essere di ammontare superiore ai finanziamenti esterni e i debiti a

medio e lungo termine devono essere di importo inferiore agli investimenti a medio e lungo termine

(es. nell’acquisto di un fabbricato, deve risultare interamente finanziata dal capitale proprio e se

questo non è possibile una parte sostanziosa dal capitale proprio e il resto tramite finanziamenti

esterni);

• Rapporti tra capitale proprio (finanziamenti interni) e capitale di terzi (finanziamenti esterni), ossia

l’impresa deve risultare il più possibile capitalizzata;

• Rapporti opportuni tra attivo immobilizzato e attivo circolante, in modo che la composizione del

patrimonio sia il più possibile elastica e flessibile e in cui le immobilizzazioni non superino mai le

disponibilità.

Durante la fase di funzionamento va ricordato che i finanziamenti interni possono aumentare non soltanto

attraverso nuovi apporti di capitale da parte di un unico imprenditore o dai soci ma anche attraverso il

cosiddetto autofinanziamento, ossia dalla rinuncia a prelevare interamente o parzialmente gli utili accertati al

termine di ciascun esercizio amministrativo, che rimangono così investiti nel patrimonio aziendale,

originando un aumento del patrimonio netto (aumento diretto del patrimonio proprio nel caso di impresa

individuale; formazione di riserve in caso di impresa di società).

Un altro importante aspetto della gestione riguarda il controllo dell’equilibrio economico, misurato sulla base

della redditività (positiva o negativa) manifestata dall’azienda durante la sua vita.

Per ragioni di ordine pratico la vita dell’azienda viene suddivisa in intervalli di tempo detti periodi

amministrativi, solitamente della durata di un anno solare. Di conseguenza la redditività viene

periodicamente misurata facendo riferimento a delle operazioni amministrative compiute in un determinato

lasso di tempo, che vengono definite come esercizio amministrativo.

La determinazione del reddito d’esercizio viene di norma effettuata seguendo due procedimenti:

1. Mettendo a confronto due fondi, cioè il patrimonio netto iniziale con quello finale di uno stesso

periodo amministrativo. Denominando con il Pnf e Pni, il patrimonio netto finale e quello iniziale, si

potranno originare tre casi possibili (Utile o profitto nel caso in cui quello finale sia maggiore di

quello iniziale, perdita se quello finale è minore di quello iniziale).

2. Mettendo a confronto i flussi economici positivi e negativi che hanno dato luogo al risultato

reddituale nei successivi momenti di un determinato periodo amministrativo. In questo caso se

denominiamo Cpr e Cnr, rispettivamente componenti positivi e negativi che agiscono sul reddito

d’esercizio, si avrà reddito positivo (se Cpr > Cnr), reddito negativo (se Cpr <Cnr), reddito nullo.

Per rappresentare questi flussi economici positivi e negativi, si utilizza il CONTO.

Il conto economico

Il conto economico è uno strumento contabile non di natura statica ma che contiene dei valori di flusso;

questi valori indicano la somma di tutti i costi e di tutti i ricavi che si sono manifestati in un determinato

periodo di tempo. Esso è un insieme di scritture ordinate e può assumere diverse configurazioni:

• Conto a frazioni contrapposte (sezioni divise);

• Conto a scalare;

• Conto a frazioni sovrapposte.

Nel nostro caso è una tabella a due colonne: quella di sinistra (DARE) e quella di destra (AVERE) .

Esempio 5

Prendendo a riferimento lo stato patrimoniale al 30 novembre 2015.

Nel mese di dicembre la S.p.a. inizia la gestione ordinaria (S.P. finale coincide con quello iniziale della

gestione ordinaria) effettuando le seguenti operazioni:

• Riceve fatture relative a servizi alberghieri effettuati nel mese di dicembre pari a € 200.000 (si parla

di servizi di pernottamento e/o di ristorazione);

• Riceve fatture relative a servizi di trasporto pari a € 80.000 (compagnie aeree, automobilistiche etc);

• Riceve fatture relative a servizi vari pari a € 20.000 (assicurazioni, guide turistiche, servizi sportivi

etc);

• Emette fatture per pacchetti turistici venduti tramite agenzie di viaggi nel mese di dicembre pari a €

400.000;

• Paga fatture per un totale di € 250.000 tramite mezzo banca;

• Riscuote fatture pari a € 300.000 tramite mezzo banca;

• Paga costi del personale pari a € 40.000 tramite mezzo banca.

Al 31 dicembre si considera quanto segue:

• Il materiale di consumo rimasto viene valutato € 2.000;

• Si tiene conto dell’interesse relativo al mutuo;

• Si ammortizzano le attrezzature e gli arredi nelle misure del 2%;

• Si considera una quota TFR già maturata pari a € 50.000;

• Si prevedono imposte pari al 40% sull’eventuale utile accertato nel mese di dicembre.

Sulla base di quanto esposto, si presenti lo stato patrimoniale al 31 dicembre 2015 e il conto economico

relativo al mese di dicembre 2015.

S.P. finale di costituzione dell’impresa S.p.a (x) al 31/12/2015

ATTIVO PASSIVO

Credito vs agenzie (400.000-300.000) €100.000 Debiti vs fornitori 200.000

Materiali di consumo (3.000-1.000 consumato) € 80.000

2.000

Attrezzature e arredi -2% (50.000-1000) € 49.000 20.000

Banca c/c ( 902.000 – 250.000 = 742.000 +300.000 300.000 -250.000 (paga fatture) = 50.000

= 1.042.000 – 40.000 = 1.002.000) Rateo positivo 1% 30.000

Debito TFR €50.00

Debito imposte € 9.200

Conto economico relativo al 31/12/2015 (ricchezza reddituale)

C.N.R (componenti negativi di reddito) C.P.R (componenti positivi di reddito)

Costi servizi alberghieri € 200.000 Ricavi vendita pacchetti turistici € 400.000

Costi servizi trasporto € 80.000

Costi servizi vari € 20.000

Costi del personale € 40.000

Quota mensile di interesse su mutuo € 30.000

Quota ammortamento attrezzature e arredi € 1.000

Quota TFR € 5.000

= 377.000

Imposte € 9.200

= 386.200

S(profitto) = +13.800 = 400.000

400.000

Le rettifiche di ricavo vanno messe nei costi e viceversa.

Pagando subito a mezzo banca, non si scrive in passività.

Vi è un profitto lordo di 23.000 sul quale vi è il 40% di imposte = 9.200. Quindi vi è un profitto netto di

13.800.

Il Saldo va messo dalla parte negativa, in quanto indica il risultato per far pareggiare il conto.

Il leasing (to lease = cedere in locazione/ contratto di locazione)

Il leasing è una forma di finanziamento ATIPICA che può riguardare qualunque tipo di impresa turistica; è

definita atipica in quanto si configura in due contratti, uno di locazione e uno di mutuo (mutuare = prestare/

finanziare).

Esso è sorta alla fine del ventesimo secolo sotto la spinta dello sviluppo tecnologico, che in breve tempo

rendeva obsoleti le attrezzature e le imprese, per continuare ad essere competitive, erano obbligate ad

utilizzare sempre in modo più massiccio. Soprattutto quando l’impresa non dispone di sufficienti risorse

finanziarie proprie da destinare al nuovo investimento oppure risulta difficoltoso ricorrere al capitale di

credito a causa degli alti costi, il leasing costituisce una formula alternativa di finanziamento all’acquisto

immediato. Giuridicamente è un contratto con il quale una società finanziaria acquista dall’impresa

produttrice i beni mobili strumentali, per cederli a quest’ultima in LOCAZIONE FINANZIARIA per un

predeterminato periodo di tempo, pretendendo il pagamento di canoni periodici e di riscattare il bene alla

scadenza del contratto ad un valore di riscatto prestabilito.

L’operazione di leasing finanziario dà origine ad un duplice contratto (bilaterale di leasing e di

compravendita) in cui i soggetti coinvolti sono:

• L’impresa locataria che utilizza il bene;

• L’impresa produttrice del bene strumentale;

• La società finanziaria (o società leasing) nella seconda veste di locatore.

Quindi si immagini che la il Tour Operator individui il bene strumentale di cui ha bisogno, dopodiché la

stessa impresa si rivolge ad una società finanziaria chiedendo la stipulazione di un contratto di leasing per

quel bene. La società finanziaria dunque avvia le procedure e in caso di esito positivo si stipula un contratto

di leasing tra la società finanziaria (locatore) e il tour Operator (locatario). A sua volta la società finanziaria

stipula un contratto di compravendita di quel bene con l’impresa produttrice di quel bene (venditore).

La durata del contratto di locazione finanziaria è strettamente legata alla durata del periodo di ammortamento

stabilito per il bene oggetto della locazione. I canoni periodici sono corrisposti anticipatamente (con

liquidazione a fine anno di un “risconto attivo”) e il loro importo è solitamente inversamente proporzionale

al valore prestabilito di riscatto di quel bene (il canone è tanto più elevato quanto è più contenuta la cifra da

pagare al momento del riscatto e viceversa).

Ricapitolando vi sono due tipologie di leasing:

1. Leasing operativo che si costituisce tra l’impresa produttrice del bene strumentale (proprietario) e

l’impresa utilizzatrice del bene strumentale (possessore);

2. Leasing finanziario che si costituisce tra l’impresa utilizzatrice del bene strumentale a cui viene

consegnato il bene dall’impresa produttrice del bene strumentale. L’impresa produttrice stipula con

contratto di compravendita con la società di leasing che a sua volta stipula un contratto di leasing con

l’impresa utilizzatrice del bene strumentale.

Ratei vs risconti

Al termine di un periodo amministrativo può verificarsi che alcuni costi o ricavi si riferiscano ad un

intervallo di tempo che ricade contemporaneamente in due periodi. In tal caso si dovranno effettuare

integrazioni e rettifiche sia nel conto economico che nello stato patrimoniale per correggere eventuali errori

di valutazione in difetto o in eccesso.

Si dovranno effettuare integrazioni qualora i costi già maturati oppure i ricavi già maturati non fossero

contabilizzati nel periodo amministrativo considerato, in quanto il loro accertamento finanziario avverrà nel

periodo amministrativo successivo.

Si dovranno effettuare rettifiche qualora i costi e i ricavi siano stati contabilizzati nel periodo amministrativo

considerato ai fini dell’accertamento del reddito, mentre una parte di tale costi o ricavi ricadono nel periodo

amministrativo successivo.

Si possono definire RATEI ATTIVI (Stato patrimoniale) come quote integrative di crediti (entrate finanziarie

future) correlate a quote integrative di ricavi (conto economico di esercizio) ed entrambe sono riferite a

servizi offerti ma non ancora contabilizzati, anche se già in parte maturati.

Allo stesso modo si possono definire RATEI PASSIVI come quote integrative di debiti (uscite finanziarie)

correlate da quote integrative di costi (conto economico di esercizio) ed entrambe riferite a servizi ottenuti,

non ancora contabilizzati ma in parte già maturati.

Si possono definire RISCONTI ATTIVI come quote rettificate di passività (ossia rettifiche di uscite

finanziarie già avvenute o comunque già contabilizzate) correlate a quote rettificative di costi.

Allo stesso modo si possono definire RISCONTI PASSIVI come quote rettificative di attività correlate a

quote rettificative di ricavi.

Ricapitolando:

1. I ratei sono debiti (rateo passivo) o crediti (rateo attivo) già maturati ma non ancora pagati.

2. I risconti sono costi (risconti passivi) o ricavi (risconti attivi) già stati pagati ma non ancora

maturati/incassati.

Esempio1

Il primo dicembre 2015 un Tour Operator ha stipulato un contratto di leasing che prevede il pagamento di

canoni trimestrali di € 3.000 con decorrenza immediata tramite bonifico bancario (prelievo dal proprio c/c

bancario). Rappresentare la conseguenza del suddetto fatto amministrativo sulla ricchezza patrimoniale al 31

dicembre 2015 e sulla ricchezza reddituale riferita all’esercizio amministrativo 2015.

S.P. al 31/12/2015

ATTIVO PASSIVO

Banca c/c attivo (…) -3.000

Risconto 2.000

Conto economico d’esercizio 2015

C.N.R C.P.R.

Canone leasing 3.000 Rettifica canone leasing 2.000

Rappresentare inoltre le ricadute del contratto di leasing sulla ricchezza patrimoniale valutata al 31/12/2016 e

sulla ricchezza reddituale relativa all’esercizio amministrativo 2016.

S.P. al 31/12/2016

ATTIVO PASSIVO

Banca c/c attivo (…) -3000 (-12.000) nel corso

dell’anno sono stati pagati i canoni trimestrali per 4

volte

Risconto attivo 2.000

Conto economico relativo all’esercizio amministrativo 2016

C.N.R C.P.R.

Ripresa canone leasing 2.000 (pagato nel 2015 ma Rettifica canone leasing 2.000

da attribuire al 2016)

Canone leasing (sorti nel 2016) € 12.000

Esempio 2

Il primo ottobre 2016 un Tour Operator ha effettuato la seguenti operazioni:

Ha acquistato un fabbricato del valore commerciale di € 300.000, 2/3 regolati con pagamento a mezzo banca

(200.000) e 1/3 regolato con mutuo decennale sul quale a decorrere dal 30/09/2016 maturano e sono

addebitati sul conto corrente bancario interessi annui pari a € 6.000;

Ha stipulato un contratto di leasing che prevede il pagamento di canoni semestrali pari a € 6.000 con

decorrenza immediata e addebitale sul conto corrente.

Rappresentare le ricadute dei suddetti fatti amministrativi sulla ricchezza patrimoniale valutata al 31/12/15 e

sulla ricchezza reddituale riferita all’esercizio amministrativo 2015.

S.P. al 31/12/2015

ATTIVO PASSIVO

Fabbricato € 300.000 Mutuo passivo € 100.000

Banca c/c (…) -200.000 (fabbricato) – 6.000 Rateo passivo € 1.500 (sono maturati 3 mesi di

(interessi annui già addebitati) interessi)

Risconto 3.000

Conto economico d’esercizio 2015

C.N.R C.P.R.

Quota interesse passivo su mutuo € 1.500 Rettifica canone leasing € 3.000

Canone leasing € 6.000

Esempio 3

Il primo dicembre 2015 un Tour Operator ha effettuato le seguenti operazioni:

Ha ceduto in locazione parte di un fabbricato, stabilendo un canone annuo di € 12.000 riscosso

immediatamente con accredito sul c/c bancario;

Ha concesso una dilazione (proroga) di 3 mesi ad un’agenzia di viaggi verso la quale ha un credito di €

100.000 pretendendo il versamento immediato in contanti di € 3.000 a titolo di interesse anticipato.

Rappresentare le ricadute dei suddetti fatti amministrativi sulla ricchezza patrimoniale valutata al 31/12/2015

e sulla ricchezza reddituale riferita all’esercizio amministrativo 2015.

S.P. al 31/12/2015

ATTIVO PASSIVO

Banca c/c attivo (…) + € 12.000 Risconto passivo € 11.000

Denaro in cassa (interesse anticipato) € 3.000 Risconto passivo € 2.000 (poiché gli interessi sono

maturati solo per un mese)

Credito vs agenzie € 100.000

Conto economico dell’esercizio amministrativo 2015

C.N.R. C.P.R

Rettifica fitti attivi 11.000 Fitti attivi € 12.000

Esempio 4

Qualora l’interesse di € 3.000 fosse stato pattuito con regolamento alla scadenza della proroga, rappresentare

le ricadute sulla ricchezza patrimoniale al 31/12/2015 e sulla ricchezza reddituale riferita all’esercizio 2015.

S.P. al 31/12/2015

ATTIVO PASSIVO

Crediti vs ag. Viaggi € 100.000

Rateo attivo € 1.000

Conto economico relativo all’esercizio amministrativo 2015

C.N.R C.P.R

Quota interesse attivo € 1.000

Esempio 5

Il primo settembre 2015 un Tour Operator risulta proprietario di un immobile del valore di € 300.000.

Essendo il fabbricato insufficiente allo svolgimento della gestione aziendale, il Tour Operator decide di

effettuare una permuta (vendere il vecchio immobile e comprarne uno nuovo) alle seguenti condizioni:

Valore riconosciuto al fabbricato dismesso € 280.000;

Valore riconosciuto al nuovo fabbricato € 400.000;

Regolamento pari a € 20.000 con assegno bancario e il residuo ammontare con mutuo, sul quale, a decorrere

dal primo settembre 2016, si dovranno regolare interessi annui posticipati di € 6.000 con l’addebito sul c/c

bancario.

Rappresentare la ricaduta del suddetto fatto amministrativo sulla ricchezza patrimoniale al 31/12/2015 e sulla

ricchezza reddituale relativa all’esercizio amministrativo 2015.

S.P. al 31/12/2015

ATTIVO PASSIVO

Fabbricato € 400.000 Mutuo passivo € 100.000

Banca c/c (…) – 20.000 Quota rateo passivo € 2.000

Conto economico d’esercizio amministrativo 2015

C.N.R C.P.R

Minusvalenza fabbricato ceduto € 20.000

Quota interesse passivo € 2.000

S.P. al 1/09/2015

ATTIVO PASSIVO

Fabbricato € 300.000

Al primo febbraio 2016 si sono effettuate le seguenti operazioni:

Acquisto di materiale di consumo del valore commerciale di € 3.100 rilasciando assegno bancario di € 3000

a saldo (ossia pagando in modo definitivo);

Vendita di pacchetti turistici del valore commerciale di € 102.000, ricevendo un accredito in c/c dall’agenzia

di viaggi pari a € 100.000 a saldo, per commissioni a favore agenzia.

Rappresentare le ricadute e i suddetti fatti amministrativi sullo stato patrimoniale alla sera del primo febbraio

2016 e sul conto economico dell’esercizio amministrativo 2016.

S.P. al 1/12/2016

ATTIVO PASSIVO

Materiale di consumo € 3.100

Banca c/c attivo (…) -100.000

Conto economico relativo all’esercizio amministrativo 2015

C.N.R C.P.R

Commissioni a favore ag. Viaggi € 2.000 Sconti/ abbuoni attivi € 100

Vendita pacchetti € 102.000

Il leasing finanziario: i rapporti tra le imprese partecipanti

Molto frequentemente tra i Tour Operator è frequente il ricorso al factoring (con accredito immediato sul c/c

bancario dell’intero credito o parte di esso), il quale si configura giuridicamente come un contratto mediante

il quale un soggetto “cedente” trasferisce i propri crediti commerciali ad una società factoring, dopo averne

dato la notizia al debitore, ossia il cliente.

In pratica l’impresa cede il proprio credito al factor, inviandone comunicazione al debitore che dovrà pagare

il proprio debito direttamente al factor stesso, il cui ruolo è anche quello di offrire assistenza al cedente e

consulenza nell’incasso dei crediti. I crediti possono essere ceduti in due modalità:

Pro soluto: il rischio di insolvenza del debitore viene ceduto al factor, senza diritto di rivalsa sul cedente;

Pro solvendo: il rischio di insolvenza del debitore non viene ceduto al factor che ha diritto di rivalersi sul

cedente nel caso in cui il debitore non provveda al pagamento.

Il ricorso al factoring da parte del cedente implica il sostenimento di costi amministrativi e finanziari come:

• Commissioni di factoring relative alla gestione e alla garanzia;

• Spese accessorie;

• Interessi liquidati anticipatamente(risconti attivi) oppure alla scadenza del credito (rateo passivo).

La fase di cessazione

Questa fase è la fase terminale dell’azienda in cui essa cessa di produrre effetti. Essa può essere:

Assoluta: eliminazione di tutti gli effetti (liquidazione fallimentare o volontaria);

Parziale o relativa: modifica la sua configurazione giuridica e/o economica ma continua l’attività.

La cessazione relativa

Cessione

La cessione di un’azienda può essere determinata sia da cause di natura extra-aziendale (età avanzata) sia da

cause di natura aziendale (problemi economici o finanziari); l’imprenditore decide di venderla per realizzare

il proprio capitale in modo da poterlo dirottare su investimenti alternativi ritenuti più remunerativi.

L’acquirente sarà tuttavia indotto a concludere l’acquisto solo se le prospettive saranno più vantaggiose

rispetto a quelle di costituire un’impresa ex-novo.

Quindi attraverso la cessione, l’imprenditore trasferisce ad altri la propria azienda o un suo ramo per un

corrispettivo che può essere in denaro, quote sociali o azioni. La cessione può configurarsi in due casi:

Cessazione in senso stretto: trasferimento dell’azienda attraverso un pagamento del prezzo in denaro.

Cambia il soggetto giuridico e il soggetto economico anche se l’azienda continua a vivere;

Cessazione per apporto: il patrimonio di funzionamento di un’impresa individuale viene conferito in blocco

ad una società di nuova costituzione in cambio di quote sociali o azioni.

La fusione

La fusione può avvenire solo se le aziende sono costituite in forma di società e consiste nella concentrazione

di due o più imprese in un complesso produttivo potenziato, rappresentato dallo stesso soggetto giuridico;

essa può manifestarsi in due modi:

Fusione propriamente detta: scioglimento di tutte le società che partecipano alla fusione e concentrazione dei

loro patrimoni in una nuova società appositamente costituita a quello scopo;

Fusione per incorporazione: una società già esistente, pur conservando la propria individualità, continua a

esistere incorporando una o più società che perdono invece la loro individualità.

La scissione

Essa si verifica quando una società già esistente decide deliberatamente di trasferire l’intero suo patrimonio o

parte di esso a più società preesistenti o di nuova costituzione, con assegnazione delle loro azioni o quote ai

soci della prima. Solitamente viene effettuata da aziende di grandi dimensioni che avvertono la necessità di

un decentramento di attività produttive in organismi autonomi e specializzati (è l’opposto della fusione).

La scorporazione

Si ha quando vi è un’unica società formata da più strutture tecniche. Ciò si verifica nelle diseconomie di

scala quando sorgono delle conflittualità e si vuole dare autonomia giuridica ad una struttura tecnica interna

della società.

La trasformazione

Si ha quando una società decide di mutare la propria forma societaria e quindi pur mutando la sua veste

legale, continua ad esistere, conservando la sua identità e rapporti giuridici esterni.

La cessazione assoluta

La liquidazione volontaria

Si ha quando il proprietario o i soci decidono di vendere in blocco l’azienda oppure liquidarla, ossia vendere

disgiuntamente ai migliori offerenti i beni che ne compongono il patrimonio.

Liquidazione forzata (o fallimentare)

Si ha quando l’impresa non può più sostentare ai propri doveri e viene messe in liquidazione imposta dal

legislatore stesso, nell’intento di tutelare i terzi creditori.

Il fallimento

Tale procedura viene applicata alle imprese che non presentano reali possibilità di recupero, ossia che si

trovano in gravi difficoltà finanziarie, per le quali è impossibile tentare un’azione di risanamento. Può essere

dichiarata su richiesta dello stesso debitore, su istanza di uno o più creditori, su istanza del pubblico

ministero o per dichiarazione d’ufficio da parte di un tribunale.

Il concordato preventivo

Esso è un istituito giuridico rivolto a salvare l’impresa dal fallimento, tende quindi a prevenire o ad evitare il

fallimento. È una misura di favore che la legge accorda a quegli imprenditori che sono venuti a trovarsi in

stato di insolvenza a seguito di circostanze sfortunate di cui loro non hanno colpa. Viene così offerta la

possibilità di sfuggire al fallimento e alle sanzioni che esso comporta, mediante sistemazione di tutti i debiti

che prevede il pagamento integrale ai creditori privilegiati e parziale agli altri. Può quindi permettere il

risanamento dell’azienda e il superamento della crisi.

L’amministrazione controllata

Ha come fine quello di risanare le imprese che, pur attraversando un momento di grave crisi, non si trovano

ancora in uno stato di insolvenza. Esso permette la sospensione delle azioni esecutive dei creditori

(congelamento dei debiti esistenti) per poter intervenire nell’opera di risanamento degli equilibri economici e

finanziari della gestione.

Gli eventi congressuali: organizzazione, gestione e controllo

Fin dall’antichità, la storia dell’uomo è punteggiata di adunanze più o meno importanti (Concilio di Nicea, di

Trento, Congresso di Vienna, organizzazioni ONU, FAO, UNESCO). Le diverse forme di adunanza vengono

spesso indicate con differenti termini come convention, conferenza, forum, seminario, simposio, convegno o

congresso, i quali solitamente vengono utilizzati come sinonimi anche se differiscono in alcuni punti.

• Congresso: frequenza regolare nel tempo ( cadenza annuale, biennale o quadriennale) e organizzato

da persone facenti parte di associazioni, cose che invece mancano nel convegno. Possono

parteciparvi sia gli associati che i non associati, anche se con una diversa quota di iscrizione e

l’evento è finanziato dalle quote versate dagli iscritti, nonché da contributi e sponsorship.

• Convegno: può essere indetto da qualsiasi tipologia di ente pubblico o privato, generalmente

organizzato per una sola edizione, è aperta al pubblico e non comporta nessun tipo di quota di

partecipazione. La gestione di un convegno è comunque molto meno complessa di quella di un

congresso, in quanto comporta tempi più brevi; non prevede il call of papers ma un semplice invito

ai potenziali relatori, corredato da una presentazione dell’evento che si intende organizzare,

indicandone gli obiettivi e il target di riferimento. Solitamente si svolgono in una sola giornata e

prevedono soltanto un coffee-break ed un lunch offerto ai relatori oppure due coffee-break e un

lunch, generalmente a buffet. Inoltre necessita di forti azioni per raggiungere il proprio target,

costruendo una mailing list e un’intensa comunicazione per renderlo visibile.

• Conferenza: evento organizzato per trattare temi attuali di carattere interdisciplinare, con

partecipazione aperta al pubblico e caratterizzata da un momento conclusivo a carattere deliberativo

(es. Conferenza COP3 delle Nazioni Unite in cui è stato sottoscritto il Protocollo di Kyoto);

• Convention: evento organizzato per riunire un gruppo predefinito (aziendale, politico, economico) di

partecipanti, usato spesso dalle aziende (convention aziendale o corporate meeting) come strumento

per riunire risorse umane interne (dipendenti, dirigenti etc) allo scopo di informarle e aggiornarle su

un determinato argomento;

• Simposio: incontro ristretto, soprattutto a carattere scientifico, allo scopo di definire ed elaborare

specifici temi;

• Seminario (detto anche corso di aggiornamento): evento che si pone come obiettivo principale il

trasferimento di conoscenze e competenze (50-100 persone)  CARATTERE FORMATIVO;

• Workshop: incontro riservato agli operatori di un determinato comparto produttivo allo scopo di

trattare e approfondire un tema, talvolta anche con finalità didattiche o economiche.

Il turismo congressuale

Quando una domanda turistica tradizionale diretta verso una data località o area mostra una forte

concentrazione stagionale oppure inizia a dare segni di declino, spesso si interviene cercando di sviluppare

attività integrative come ad esempio quella congressuale che però necessità del rispetto di alcune condizioni

come ad esempio la presenza di infrastrutture, strutture e servizi coerenti con la funzione congressuale. Per

raggiungere tale scopo occorre valutare il grado di compatibilità tra il periodo o i periodi di afflusso che già

caratterizzano la località con il periodo o i periodi in cui essa potrebbe essere meta di attività congressuale.

Le località turistiche con condizioni di base più favorevoli a sviluppare l’attività congressuale sono senza

dubbio da una parte le città d’arte (stagioni intermedie, punte elevate nei wee-end) e dall’altra le località

termali e del wellness (in cui l’alta stagione dei congressi viene a coincidere con quella medio-bassa del

turismo termale e del benessere, rivelando le tariffe molto più convenienti riguardanti strutture alberghiere).

Nelle località balneari, lacuali e montane, invece, il turismo congressuale non è del tutto favorito da altri

turismi, in quanto l’alta stagione degli eventi aggregativi si manifesta nei periodi di bassa stagione, se non d

sospensione delle forme di turismo già radicate da tempo, quindi in questi periodi tali località non possono

garantire servizi ed animazione adeguati.

Questa tipologia di turismo non ha effetti solo sulla località sede degli eventi ma anche sul suo hinterland che

si estende ad una regione interna se non anche alle regioni limitrofe, soprattutto quando l’evento assume un

carattere internazionale.

Il mercato congressuale

Il turismo congressuale è caratterizzato da un mercato, in cui da una parte l’offerta presenta connotazioni

simili a quelle degli altri comparti turistici, mentre dall’altra la domanda si configura come una struttura

piuttosto particolare, non alimentata dai congressisti (ossia i fruitori del servizio) ma da organismi associativi

di varia natura, che con largo anticipo decidono la data, il luogo, la durata e la tipologia di servizi turistici.

Gli organismi generatori di congressi si possono dunque classificare nel modo seguente:

• Organizzazioni internazionali governative (Oig): ossia organismi creati dagli stati come l’Onu,

l’Unesco, l’Unicef, il cui fine è quello di favorire il dialogo tra i diversi paesi, promuovendo la

cooperazione e cercando la soluzione dei problemi di carattere internazionale;

• Organizzazioni non governative (Ong): indipendenti dai governi e dalle loro politiche, che ottengono

una parte significativa dei loro incassi tramite donazioni e lasciti privati (come nel caso delle

fondazioni);

• Imprese multinazionali e nazionali: con fini di profitto e intenzionate a generare occasioni di

incontro finalizzate alla presentazione di un prodotto o di nuove politiche di sviluppo;

• Associazioni culturali, religiose, sindacali, politiche interessate ad organizzare eventi per dibattiti su

argomenti di loro specifico interesse;

• Università: importanti promotrici di eventi associativi, attraverso cui comunicare i risultati delle

proprie ricerche o attività di studio.

I promotori di un congresso sono quindi i soggetti (o attori) da cui parte l’iniziativa di organizzare tale

evento, identificando il tema, le modalità di erogazione, gli organizzatori, la località o le località e le

rispettive sedi congressuali e ricettive. I fruitori finali sono quindi i consumatori finali del prodotto turistico-

congressuale (strutture ricettive, strutture congressuali, servizi ad esse annessi) e in alcuni casi esercitano

anche la funzione di finanziatori (attraverso quote di iscrizione). Il congressista è però da considerarsi come

un vero e proprio turista a tutti gli effetti sia per la sua capacità di spesa (generalmente più elevata rispetto ad

ogni altra tipologia di turista) sia poiché utilizza le strutture ricettive di tipo alberghiero e di livello elevato.

Gli operatori economici che contribuiscono maggiormente alla formazione dell’offerta congressuale sono i

seguenti:

1. Gli operatori economici gestori delle sedi congressuali (scopo di lucro): la cui scelta è determinata

sulla base di linee di intervento on demand, in quanto le sedi in cui vengono organizzati gli eventi

congressuali devono essere in sintonia con la tipologia dell’evento. Le strutture congressuali

maggiormente utilizzate sono i cosiddetti “centri congressuali” (o palazzi dei congressi),

caratterizzati da una notevole capacità di accoglienza, dalla presenza di spazi dotati di tutti i servizi

necessari. L’Italia manca di questa tipologia di strutture e per questo motivo spesso si è risolto

ricorrendo all’utilizzo di residenze storiche riconvertite (come ad esempio Palazzo Ducale a Genova

o i Magazzini del Cotone a Genova). Sono invece alberghi congressuali le strutture che dispongono

di una sala da dedicare alle riunioni in grado di ospitare almeno 50 persone, di salette per attività

collaterali, spazi per la segreteria e l’accoglienza dei congressisti, aree per banchetti o spettacoli

(Complesso storico delle Stelline a Milano);

2. I pianificatori e gli organizzatori (scopo di lucro): la cui funzione principale è quella di raccogliere e

assemblare gli elementi essenziali del prodotto congressuale al fine di renderli fruibili ai promotori e

ai congressisti. Vi sono due figure di organizzatori: i Professional Congress Organizer (PCO), che

agiscono come fornitori di servizi congressuali esternamente all’organizzazione promotrice e i

Meeting Planners (MP), che agiscono all’interno dell’organizzazione promotrice o di centri

congressi, catene alberghiere e grandi alberghi congressuali.

Poiché solitamente i PCO si occupano di progettazione, pianificazione, promozione e gestione organizzativa,

economica e finanziaria del congresso, ne assumono in determinati casi i rischi: questa figura professionale

funge come coordinatore tra il promotore dell’evento e gli altri attori (finanziatori, relatori, fornitori di

servizi, congressisti, accompagnatori etc). Poiché essi contribuiscono alla formulazione del budget del

congresso, i promotori affidano a loro anche la gestione delle funzioni di segreteria.

3. I convention bureau (no profit): Si tratta di organizzazioni senza fini di lucro create con lo scopo di

promuovere la propria città, provincia o regione sul mercato come destinazione per eventi, meeting,

congressi,convegni. Il Convention Bureau può essere fondato dalla regione, comune o altro

organismo pubblico oppure privato.

Il loro obiettivo è quello di attirare sul territorio che promuovono, congressi scientifici, medici e eventi

aziendali quali convention, viaggi incentive, meeting ecc.

Il convention bureau costituisce un ottimo appoggio per l’organizzatore di convegni in quanto sono i più

informati sulla destinazione promossa. Possono inoltre, organizzare dei sopralluoghi, fornire consigli, fornire

materiale promozionale e contatti utili.

Per l’organizzatore costituisce il primo contatto con la destinazione candidata ad ospitare l’evento.

Attualmente in Italia i CB attivi sono affiancati dall’Enit (Agenzia Nazionale del Turismo), che ha il compito

di promuovere il turismo all’estero.

4. I fornitori di servizi: tra i quali sono molto importanti i servizi di traduzione e interpretariato, di

hosting (accoglienza, orientamento e assistenza dei congressisti), catering (per i servizi di coffee

break) e quelli offerti dalle agenzie di viaggio e dalle imprese ricettive alberghiere, dalle guide

turistiche, dalle tipografie (stampe di programmi, locandine, manifesti e atti congressuali), dagli

allestitori di spazi e di stand, dai fornitori di gadget, servizi tecnologici e dagli erogatori di servizi

culturali come i teatri e i musei.

Le tipologie organizzative dell’evento congressuale e la dinamica della sua organizzazione

Esistono quattro modalità di organizzazione di un congresso:

• Congresso autogestito dal promotore: con l’intervento di un organizzatore esterno (PCO)

limitatamente a singole prestazioni o consulenza, ma senza alcun coinvolgimento e senza alcuna

responsabilità legata alla gestione dell’evento;

• Congresso appaltato o affidato dal promotore ad un organizzatore (solitamente un PCO): che si

impegna ad offrire tutti i servizi necessari all’organizzazione dell’evento tramite stipulazione di un

contratto d’opera in cui si assume la piena responsabilità sui risulti che l’evento dovrà registrare,

anche se il titolare dell’evento rimane comunque il promotore;

• Congresso ceduto in blocco dal promotore all’organizzatore: un PCO si impegna ad assumersi il

rischio totale dell’impresa, incassando le quote dei partecipanti e i contributi degli eventuali sponsor,

pagando i fornitori di servizi, allo scopo di conseguire un profitto che sarà poi il suo compenso;

• Congresso gestito da due o più organizzatori: se il promotore coinvolge nell’organizzazione e

realizzazione dell’evento non un solo organizzatore ma diversi soggetti giuridici.

Nell’organizzare un congresso vanno innanzitutto progettati e redatti tre importanti strumenti: il programma

scientifico, il programma sociale e quello per gli accompagnatori e, a seconda del tipo di evento organizzato,

l’uno o l’altro di questi programmi avrà maggiore o minore rilevanza.

ORGANIGRAMMA DI UN CONGRESSO INTERNAZIONALE:

Organismo internazionale promotore

Comitato nazionale promotore e organizzatore

Patrocinati  Presidenza segreteria scientifica  comitato d’onore

Relatori, speaker, moderatori

Congressisti  Segreteria generale (organizzatore) di congressi  ufficio stampa e di P.R.

Il programma scientifico

Le attività che confluiscono nel programma scientifico nella maggior parte dei casi riguardano: la definizione

del tema di base del congresso (tema di attualità sui quali si concentreranno i lavori congressuali), la

definizione di altre tematiche collegate, la determinazione del numero di sessioni congressuali con i relativi

presidenti e moderatori, la durata delle sessioni, il numero di relatori, le eventuali sessioni parallele (che

possono assumere denominazioni diverse). Il congresso nasce quindi come idea proposta da un’associazione

e spetta proprio al comitato scientifico (i quali sono i soggetti attivi del programma scientifico) identificare

un argomento di particolare interesse per la comunità scientifica nazionale o internazionale. Solitamente

questa procedura ha inizio con il First announcement and call for paper, col quale si comunica al pubblico

interessato data, sede e titolo del congresso indicando le prime informazioni. Le forme di comunicazione


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DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in lingue e culture moderne
SSD:
Università: Genova - Unige
A.A.: 2016-2017

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher yasmina.sharafeldin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione dell'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Genova - Unige o del prof Rocca Giuseppe.

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