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Economia e gestione delle imprese turistiche anno 2015/2016 (Rocca)

Economia aziendale (introduzione)

La scienza economica è quella che privilegia lo studio dei fatti umani legati alla ricchezza nelle sue diverse manifestazioni (produzione, consumo, risparmio, investimento, circolazione, ecc.); essa viene suddivisa in macroeconomia e microeconomia. La prima analizza il comportamento dei grandi aggregati economici (o operatori globali) che agiscono in relazione tra loro all'interno di un sistema economico.

Il sistema economico può essere definito come l'insieme degli attori economici in relazione tra loro (un insieme diventa sistema quando gli attori agiscono in relazione tra loro), mentre un soggetto si dice economico quando ha a che fare con la ricchezza nelle sue diverse manifestazioni; infatti l'aggettivo "economico" deriva dal sostantivo "economia", ossia scienza che studia la ricchezza.

L’attività economica e il concetto di azienda

L’attività economica vede le sue origini nel fatto che l’uomo, fin dal principio, ha sempre avuto la necessità di soddisfare una serie di bisogni, grazie all’uso di beni adatti allo scopo, ottenuti inizialmente in un sistema economico atavico, attraverso la caccia e l’agricoltura o la pesca (sistema in cui si consumava ciò che si produceva = AUTOCONSUMO) e soltanto poi con l’evolversi dell’organizzazione sociale attraverso lo scambio e la produzione.

Questi beni si dividono in:

  • Beni economici materiali: se dotati di consistenza fisica; i quali si dividono a loro volta in beni materiali di investimento (se destinati a produrre altri beni e servizi, come nel caso di macchinari o impianti) e di consumo (se capaci cioè di appagare subito un bisogno). I beni di consumo si suddividono ancora in beni di consumo durevole (es. tazza in cui si beve il caffè) e immediato (es. caffè contenuto nella tazza).
  • Beni economici immateriali: costituiti per lo più da servizi e diritti.

Le principali manifestazioni del sistema economico

  • La produzione (P): ha il compito di soddisfare i bisogni umani;
  • Il consumo (C);
  • Il risparmio: se non tutta la ricchezza prodotta viene consumata e quindi se (P) > (C), si avrà della ricchezza risparmiata;
  • Il commercio (o scambio di ricchezza) che altro non è che lo scambio di ricchezza.

Col passare del tempo, quindi, vi è stata una specializzazione del lavoro (in determinate produzioni) che ha dato origine a uno degli attori economici più importanti del sistema economico, ossia l'impresa; il cui scopo è proprio quello di trasformare la ricchezza. L’impresa può essere definita come una famiglia specializzata in determinati lavori, anche se oggi viene maggiormente considerata come un consumatore finale e che forma cioè la cosiddetta “domanda finale”. Infatti, in un sistema economico evoluto come quello odierno, vi sono due aggregati principali:

  • La famiglia intesa come consumatore finale (domanda finale);
  • La famiglia intesa come IMPRESA (offerta finale).

L’impresa dunque trasforma i fattori produttivi (come capitali, lavoro e quindi non solo risorse monetarie ma anche ad esempio immobili, beni reali) in beni che vengono poi venduti alle famiglie e che hanno un costo per essere acquistati e consumati. In cambio di beni, le famiglie pagano e l’impresa ha delle entrate monetarie (incassi), che possiamo definire come “flussi monetari”.

Vendita di beni (flussi reali) e entrate monetarie (flussi monetari)

  • Imprese
  • Famiglie
  • Fattori della produzione, capitali

In questa tipologia di sistema si prendono in considerazione solo i fattori privati. Vi è però oltre alle imprese e alle famiglie un terzo attore, ossia la pubblica amministrazione (enti pubblici) che può essere identificato con lo Stato, la regione oppure la provincia.

Anche la pubblica amministrazione ha bisogno di risorse per erogare servizi pubblici; per questo motivo utilizza imposte o tasse (prelievi coattivi, ossia obbligatori di ricchezza) su tutti gli attori economici (quindi sia imprese che famiglie) → IVA, IMU, TASI etc...

Imposte/tasse e servizi pubblici

  • Pubblica amministrazione
  • Imprese
  • Famiglie

L’imposta può essere definita come un prelievo coattivo per un servizio pubblico di carattere generale di cui si può usufruire come no (Es. difesa, giustizia) e che ogni cittadino deve pagare; La tassa può essere definita come un prelievo per un servizio pubblico specifico richiesto dai cittadini che ne vogliono usufruire e che viene pagata solo dai cittadini che ne usufruiscono (Es. università).

Il sistema preso in considerazione nei due schemi precedenti è però un sistema chiuso, che prende in considerazione solo le relazioni interne ad esso. In realtà i sistemi economici, soprattutto oggi con l’avvento della globalizzazione, sono sempre più aperti. Questo significa che oltre alle relazioni interne vanno prese in considerazione anche quelle esterne, ossia quelle con “il resto del mondo”, inteso come insieme di tutti gli altri sistemi del mondo.

Infatti, ogni sistema economico oggi è un sistema aperto, in cui vi sono uscite monetarie in cambio di servizi e beni goduti all’estero. Un esempio chiaro lo si ha con il turismo, il quale si può dividere in:

  • Turismo outgoing: il quale è un turismo all’estero che migliora l’economia all’estero e peggiora la situazione economica nazionale (IMPORTAZIONI);
  • Turismo incoming: il quale è un turismo originato dall’estero, in cui esportiamo l’immagine nazionale (ESPORTAZIONI) in cambio di un flusso economico.

Vi è poi un altro attore economico, ossia l'azienda, che può essere definito come un insieme di beni e di persone organizzati tra loro per il conseguimento di un fine economico. Anche in questo caso suddividiamo azienda di produzione (che trasforma in modo diretto oppure no delle risorse) e di consumo (un solo soggetto, ossia la famiglia).

Elementi caratterizzanti dell'azienda

  • Presenza di beni (materiali, immateriali, capitali finanziari) che formano il cosiddetto capitale (o patrimonio/beni patrimoniali) su cui l’impresa fa riferimento;
  • Persone (risorse umane);
  • Organizzazione, ossia il modo di combinare tra loro beni e persone (organizzazione patrimoniale);
  • Fine economico (o scopo) poiché deve riguardare la produzione e perché deve avere un profitto (aziende PROFIT);
  • Gestione, la quale può essere intesa in termini soggettivi, ossia riguardo alle risorse umane (decisioni prese dai soggetti economici che hanno potere direzionale) oppure in termini oggettivi, ossia che si riferiscono ai fatti (fatti amministrativi che si manifestano durante l’intera vita dell’impresa).

Per quanto riguarda la gestione soggettiva, con la parola amministrazione non s’intende solamente la gestione, ma anche altri fenomeni (o realtà) della vita dell’azienda:

  • Organizzazione aziendale: combinazione ideale dei fattori produttivi (beni materiali e risorse umane);
  • Gestione: insieme di attività svolte nel corso della durata della vita dell’azienda e ci si riferisce a quelle decisioni che hanno conseguenze sul patrimonio e/o sul reddito aziendale, ossia la ricchezza.

La ricchezza aziendale si suddivide solitamente in:

  • Patrimonio: insieme di beni materiali e immateriali utili a svolgere l’attività;
  • Reddito: rendimento che la gestione può avere. Patrimonio e reddito sono, nel linguaggio di tutti i giorni, generalmente riferiti a termini positivi come guadagno ecc.; in economia, invece, sono termini con significato relativo (sia positivo che negativo o anche nullo).

Possiamo definire l’investimento come l’impiego possibilmente produttivo di ricchezza reddituale e può riguardare anche l’impiego di mezzi monetari. Può essere non solo positivo (ricavi maggiori dei costi di gestione), come generalmente viene considerato questo termine, ma anche negativo legato ad esempio ad una cattiva gestione. In questo ultimo caso, infatti, anziché produrre guadagni (utili/profitti), si hanno costi di gestione maggiori dei ricavi si avrà una perdita e quindi un reddito negativo. Se invece i costi risultano uguali ai ricavi si avrà un equilibrio di gestione, o reddito nullo.

Autofinanziamento: redditi non utilizzati per scopi personali che incrementano il patrimonio e quindi la disponibilità di capitale.

Imprese fallimentari: imprese troppo indebitate, che non riescono a far fronte ai propri doveri e che avranno quindi un patrimonio negativo.

Controllo di gestione attraverso rilevazioni che possono essere contabili (bilancio) oppure extracontabili (strumenti statistici), il tutto utile a rappresentare l’andamento della gestione. Solitamente il controllo si fa almeno una volta l’anno anche se vi sono particolari casi in cui il numero delle volte in cui si fanno controlli può aumentare, come ad esempio nei periodi di crisi dell’azienda.

Per quanto riguarda la gestione in termini oggettivi, essa si riferisce all’insieme dei fatti amministrativi, conseguenti alle decisioni, che si svolgono nel corso dell’intera vita dell’azienda. Per fatti s’intendono tutte quelle operazioni che hanno ricadute sulla ricchezza patrimoniale e/o su quella reddituale.

  • Credito: diritto a riscuotere;
  • Debito: obblighi che sorgono.

Inoltre la gestione viene solitamente suddivisa in sottoinsiemi per motivi di controllo e si riferiscono a periodi più brevi rispetto alla vita dell’azienda; essi vengono definiti come ESERCIZI AMMINISTRATIVI.

Soggetti aziendali

In economia si distinguono due tipologie di soggetti aziendali:

  • Soggetto giuridico che agisce per conto dell’azienda e che può vantare diritti o assumersi obblighi;
  • Soggetto economico, persona dalla quale dipendono le più importanti decisioni amministrative nel corso della vita dell’azienda.

In molti casi il soggetto giuridico può coincidere con quello economico ma ve ne sono altrettanti in cui non coincidono affatto (Es. del padre e del figlio dalle mani bucate).

Configurazione giuridica

Le imprese turistiche di tipo privato, ma più in generale tutte le imprese, possono assumere diverse configurazioni giuridiche che si rifanno cioè alla normativa del diritto civile (codice civile). Le imprese possono essere suddivise in individuali o imprese societarie.

L’impresa individuale (intestata al singolo individuo) può essere considerata in senso stretto come gli utili che competono ad un'unica persona che ha responsabilità illimitata; oppure può essere familiare, ossia ci si avvale dell’aiuto dei famigliari, i quali possono essere delegati alla gestione dell’azienda anche se giuridicamente essa può essere intestata ad un solo individuo. In questo tipo di impresa il 51% degli utili sono destinati al proprietario (titolare) mentre il restante 49% ai suoi collaboratori.

Nell’impresa individuale esiste un regime di “confusione” patrimoniale, ossia non si può fare nessuna distinzione tra patrimonio investito, gestito dall’impresa e patrimonio goduto per scopi non d’impresa. Se l’impresa fallisce (ossia non riesce a pagare i debiti, i fornitori, i dipendenti), i terzi creditori possono a discrezione del giudice valersi del patrimonio dell’impresa (beni) ma anche dei beni personali del soggetto giuridico, che è l’unico a risponderne illimitatamente (NON ESISTE AUTONOMIA PATRIMONIALE). È quindi consigliabile, ai fini economici, avere due conti correnti separati per le DUE AZIENDE, ossia quella di consumo (la famiglia) e l’impresa (ad esempio un piccolo albergo).

L’impresa si trasforma in società quando i soggetti giuridici che partecipano con capitale proprio alla gestione dell’impresa sono due o più persone (e di conseguenza il patrimonio dell’azienda è di due o più persone) e, quindi, le quote percentuali diventano libere, senza vincoli. Le imprese societarie si dividono in:

  • Di capitale: quando la proprietà dell’impresa appartiene ad una persona giuridica (figura formata dalla legge, prevista dal codice civile) (S.R.L-S.P.A. – S.A.P.A.);
  • Di persone: quando il capitale è di comproprietà (S.N.C. e S.A.S).

Società di persone

  • S.n.c.: composta da due o più soci, i quali sono sempre persone fisiche e hanno responsabilità illimitata e solidale; inoltre tutti i soci gestiscono l’azienda (è cioè parte attiva, sono soggetti economici a pieno titolo). In questo caso abbiamo un regime di autonomia patrimoniale imperfetta (relativa), in cui cioè è possibile distinguere il patrimonio personale dei soggetti da quello dell’impresa, fino a quando la società è in grado di assolvere ai propri doveri.
  • S.a.s.: in questo caso abbiamo due tipi di soci, il socio accomandante e quello accomandatario. I soci accomandatari possono essere due e tre e sono simili ai soci di una s.n.c., hanno cioè responsabilità illimitata e solidale. I soci accomandanti sono quelli che rispondono limitatamente al capitale conferito alla società (quote conferite) e vi è UN’AUTONOMIA PATRIMONIALE ASSOLUTA (ossia perfetta). Si hanno dunque dei finanziatori interni all’impresa ma che sono soci solo dal punto di vista patrimoniale, non partecipano attivamente alla gestione.

Società di capitale

La società di capitale è formata da persone giuridiche (stiamo parlando dal punto di vista giuridico), il cui capitale appartiene a più persone fisiche. Quando parliamo di persone giuridiche ci si riferisce a figure astratte, create dalla legge. Solitamente i soci scelgono un amministratore delegato che faccia da rappresentante all’azienda davanti alla legge.

Le società di capitale sono:

  • S.r.l. → società a responsabilità limitata; questo tipo di società è molto frequente ma riguarda ad esempio imprese turistiche di piccole dimensioni, che hanno cioè un volume d’affari contenuto e pochi o nessun dipendente.
  • S.p.a. → società per azioni; solitamente questo tipo di società viene scelto per quelle dalle grandi dimensioni (ad esempio Alpitour) che operano su un mercato molto ampio, che hanno molti dipendenti. Si hanno però anche più obblighi, come ad esempio la necessità di fare un consiglio di amministrazione, il bilancio e un collegio sindacale che possa agire come controllo dell’azienda. Inoltre questa tipologia di società viene scelta se la si vuole quotare in borsa.
  • S.a.p.a. → società in accomandita per azioni.

Solitamente però se non si ha un’impresa dalle grandi dimensioni si sceglie la s.n.c., in quanto è più semplice con essa chiedere un finanziamento estero da parte di banche. Si parla dunque di FIDO BANCARIO, ossia di prestito virtuale in cui la banca si impegna in caso di necessità a finanziare l’impresa per un determinato ammontare. Senza un fido si hanno molte più probabilità di fallire, in quanto ci si nega un possibilità in più di riuscire ad assolvere ai propri debiti.

Tipologie di impresa

Esistono quattro categorie di aziende:

  1. Aziende giuridicamente ed economicamente private (utilizzate più frequentemente): in cui uno o più azionisti hanno responsabilità illimitata. Il capitale è appartenente ai privati cittadini e l’azienda è disciplinata dal codice civile, ma non ci è nessun tipo di intervento pubblico;
  2. Aziende giuridicamente ed economicamente pubbliche (ad esempio l’Ente Nazionale per l’Industria Turistica E.N.I.T. o l’I.S.T.A.T.). L’E.N.I.T. ha il compito di promuovere l’immagine turistica dell’Italia all’estero, ha quindi meri scopi promozionali. Essa opera in tutto il mondo tramite agenzie sparse nei vari paesi arricchiti (dove cioè è più possibile far leva). È un ente istituito in base a una legge approvata dal parlamento.
  3. Aziende giuridicamente private ed economicamente pubbliche (questa tipologia è sempre più presente a causa del processo di privatizzazione). Un esempio chiaro sono le Ferrovie dello Stato, Trenitalia, le quali sono S.P.A. le cui azioni sono di proprietà pubblica.
  4. Aziende giuridicamente pubbliche ed economicamente private. Si parla di molti servizi delle imprese pubbliche che sono stati ceduti in appalto (ossia temporaneamente per un certo periodo) a quelle private, per cui soltanto giuridicamente sono enti pubblici (si parla ad esempio di alcuni enti statistici).

La configurazione giuridica di un’azienda dipende dalle dimensioni; quando si parla di dimensioni si distingue tra imprese di dimensioni grandi, medio grandi, medie, medio piccole e piccole. Si tratta però di una classificazione convenzionale, quindi non così rigida.

Parametri per stabilire le dimensioni

Qualitativi

  • Le imprese individuali sono di dimensioni piccole, medio piccole;
  • L’organizzazione delle imprese, in particolare l’organizzazione delle risorse umane maggiore è la dimensione, più complessa sarà l’organizzazione. Solitamente l’organizzazione delle imprese di grandi dimensioni prevedono un organigramma, ossia uno schema che riassume il modello organizzativo dell’impresa (utilizzato ad esempio per le s.p.a.).

Quantitativi

Se però, come nel caso dell’impresa s.r.l. ci si imbatte in un organigramma ambiguo, in cui è difficile anche capire le dimensioni effettive dell’impresa, allora si faranno altri approfondimenti, si ricorrerà dunque a parametri quantitativi (indicatori sta

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/08 Economia e gestione delle imprese

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher yasmina.sharafeldin di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione dell'impresa e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Genova o del prof Rocca Giuseppe.
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