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Economia e gestione delle imprese - Riassunti di teoria ed esercitazioni svolte Appunti scolastici Premium

Appunti di economia e gestione delle imprese. Materiale che copre gli argomenti più importanti del corso con annesse spiegazioni, riassunti, spiegazioni dei grafici ed esercitazioni e prove d'esame commentate e svolte. Appunti basati su appunti personali del publisher presi alle lezioni del prof. Quattrociocchi.

Esame di Economia e gestione delle imprese docente Prof. B. Quattrociocchi

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ESTRATTO DOCUMENTO

TRASFORMAZIONE E RISTRUTTURAZIONE (medio-lungo periodo)

Facendo investimenti importanti quali l’acquisto di un macchinario o l’accensione di un mutuo i

costi di struttura cambiano pertanto cambierà la struttura dell’impresa.

Nel grafico disegnato dallo stato S1 è possibile passare a due differenti tipi di stati.

GRAFICO2

1) Può avere luogo una condizione peggiorativa tale per cui si arriva ad una condizione che non

essendo sostenibile per l’impresa, ossia una condizione in cui i costi di struttura sono troppo

elevati, costringe la stessa a ridurre addirittura il tasso di contribuzione.

GRAFICO3

2) quando si crea una seconda curva significa che si è operata una trasformazione. mentre prima

i costi di struttura aumentavano, in questo caso si configura una situazione paradossale in cui i

costi di struttura sono diminuiti pertanto conseguentemente è aumentato il tasso di

contribuzione ed è diminuito il ricavo di equilibrio. una situazione del genere può avere luogo

se l’impresa gioca sulle “competenze manageriali” attraverso, ad esempio, una rinegoziazione

del debito, il quale prevede che in sede di remunerazione del mutuo ad un tasso x (molto

elevato) l’impresa vada presso un nuovo istituto di credito contrattando per un nuovo mutuo ad

un tasso minore, saldando contestualmente il primo mutuo sottoscritto.

ESERCIZIO 2 A B C

15 21 24

Cu 15000 7500 7500

Prod a budjet 0.50 0.25 0.25

\\% 18 30 36

P 90000

CS

Unità di mix profittevoli in percentuali?

ricavo di equilibrio in percentuale?

tasso di contribuzione e profitto in funzione dei ricavi?

Cu = (15x0,50) + (21x0,25) + (24x0,25) = 18,75

P = (18x0,5) + (30x0,25) + (36x0,25) = 25,5

MC = P - Cu = 25,5 - 18,75 = 6,75

TC = 1- Cu/P = 1 - 18,75/25,5 = 1 - 0,73 = 0,27

Q| = CS/MC = 90000/6,75 = 13333,33

Q - Q|/ Q = 30000 -13333,33/ 30000 = 0,55 X 100 = 55%. (TUTTO FRATTO 30000)

CS/TC 90000/0,27

R|(%) = ———— = —————— = 0,43 X 100 = 43%

R 765000

R = (18x15000) + (30x7500) + (36x7500) = 765000

P(R) = TC (R-R|) = 0,27 (765000-333333,33) = 116550,001

Commento: Si potrebbe pensare che se c’c'è profitto l’azienda è sana ma questo non ha alcun

fondamento logico, questo perché ad esempio l’azienda in un dato esercizio potrebbe creare

profitto mediante la vendita di asset, quali ad esempio capannoni industriali. questa vendita

contribuirà alla creazione di momentanea di profitto che come ben capiamo non potrà essere

perpetrata nel tempo, ma non contribuirà alla creazione di valore. è la creazione del valore a

conferire all’azienda il vantaggio competitivo, il profitto altro non è che una conseguenza della

creazione di valore. tasso di contribuzione basso indica che l’azienda non gestisce bene i propri

negoziati con i fornitori, ossia le proprie operation, ed inoltre indica che si potrebbe migliorare

l’equilibrio del portafoglio prodotti (quindi il TC ci dà due diverse letture). Il profitto è relazionato al

TC attraverso una relazione direttamente proporzionale, ossia all’aumentare dell’uno aumenta

anche l’altro. Un tasso di contribuzione basso sta indica che l’azienda nonostante abbia del profitto

possa incrementarlo impiegando al meglio le proprie capacità, facendo aumentare

contestualmente il TC.

L’azienda può operare sul tasso di contribuzione facendo diminuire il rapporto tra CU/P. Pertanto in

questo caso si hanno due scelte o diminuire i costi unitari o aumentare il prezzo del prodotto. Per

quanto riguarda il prezzo del prodotto devo valutare se esso sia in una fase di lancio, fase di

consolidamento, di maturità o se è al termine del suo ciclo di vita. pertanto in base allo stato del

prodotto occorrerà prendere delle contromisure in termini di regolazione del prezzo, questo perché,

come possiamo ben capire, se un un prodotto è in fase di lancio aumentare il prezzo troppo

velocemente non aiuta il prodotto a consolidarsi sul mercato e quindi sarebbe controproducente.

(analizzando il margine di contribuzione di ogni singolo prodotto ( (a)= 3, (b)=9 (c)=12 ) essendo i

prodotti b e c prodotti ben consolidati e quindi ben venduti non occorre modificarne il prezzo, per

quanto riguarda il prodotto A che come possiamo vedere ha un MC di contribuzione molto basso,

dobbiamo considerare che essendo il prodotto ormai in fase di maturazione ma essendoci una

richiesta molto alta occorre produrre queste ultime 150000 unità facendone confluire una parte in

magazzino per l’esercizio successivo, esercizio in cui verrà dismessa la produzione di quel bene).

Altra possibilità è la diminuzione del Costo Unitario, che può esser fatta rinegoziando i rapporti con

i fornitori o cercandone dei nuovi o altrimenti mantenendo la stessa qualità di prodotto, cercare

l’impiego di nuove materie prime a sostituzione delle precedenti a costi inferiori.

Questa politica nel breve periodo è definita di ADATTAMENTO ed è rappresentata dalla curva di

isocosto quindi gestendo meglio le variabili che l’azienda possiede mi sposto sulla stessa curva

senza cambiare la struttura dell’azienda.

grafico isocosto

Diversamente operando una strategia più a lungo periodo, ossia di trasformazione, l’azienda può

creare valore attraverso degli investimenti e quindi ci sarà un aumento dei costi di struttura che poi

attraverso delle operazioni possono essere rinegoziati. in questo caso occorre esemplificare tale

grafico, ossia quello della TRASFORMAZIONE. Questo grafico mette in evidenza come

effettivamente si crea una diversa struttura specifica dell’azienda.

grafico 2

Il sistema Vitale È definito come un sistema che sopravvive ed è equilibrato sia sui interno che a

suo esterno E possiede dei meccanismi dell'opportunità per crescere ed a prendere per svilupparsi

E adattarsi al fine di diventare sempre più efficiente in relazione all'ambiente nel quale esso Opera.

Sistema vitale È diverso dal sistema vivente infatti il secondo gode di particolari funzionalità fisiche

E chimiche che non si confanno ad un'organizzazione imprenditoriale in quanto caratterizzate dalla

predisposizione alla riproduzione.

Il sistema vitale pone in essere relazione d'interazione con il contesto al fine di assicurarsi la

sopravvivenza e lo sviluppo ma non in grado di riprodursi all'interno dello stesso mediante

meccanismi biologici.

Al fine di comprendere meglio la natura del sistema vitale viene in nostro soccorso l'enunciazione

di alcuni postulati quali è possibile trarre delle conclusioni oddio di interpretare lo stesso.

Postulato 1: il sistema è vitale se può sopravvivere in Un particolare tipo di ambiente.

Affinché il sistema vitale possa garantirsi resistenza prospettica in un determinato ambiente è

necessario che stringa con esso dei legami che ne giustifichino la presenza. Altresì quest'ultimo

Deve essere aperto continuamente a processi di adattamento I quali non sarebbero possibili sei

sistema vitale non fosse disposto a scambiare risorse con l’ambiente. Pertanto il sistema ambiente

è un sistema aperto.

Postulato 2: il sistema vitale possiede la proprietà dell’isotropia.

Tale proprietà fa si che l'impresa si presenti in una forma sempre uguale anche in condizioni di

osservazione in cui la prospettiva può cambiare. A tal proposito si può operare una

schematizzazione in cui poter distinguere l'area del decidere dall'area dell’agire. Tale distinzione

serve graficamente E analiticamente per spiegare come queste due aree non possono costituire

un'entità autonoma ma nel contempo sarebbe ugualmente sbagliato considerarle isolatamente

come sistemi vitali a se stanti. Pertanto si può affermare che sono distinti ma l'uno non può

prescindere dall'altro prova ne sia che nel grafico compaiono dei simboli ossia il diodo

amplificatore e la resistenza volti a garantire la presenza di un flusso di scambio di risorse.

Postulato 3: il sistema vitale è proiettato verso il perseguimento di finalità e il

raggiungimento di obiettivi e risulta essere connesso a sovrasistemi e a subsistemi da cui e

a cui rispettivamente trae e fornisce indirizzi regole.

Questo postulato evidenzia che un sistema vitale X Opera condizionatamente alla volontà di voler

soddisfare le esigenze dello sopra sistema di livello L +1. Assoluto I subsistemi inclusi nel sistema

X influenzano lo stesso. Pertanto è possibile trarre due diverse conclusioni:

1) gli obiettivi attraverso i quali l'impresa È orientata al conseguimento delle finalità sono

influenzati dalle pressioni esercitate dal singolo o da più sovrasistemi adesso collegato.

2) Non è opportuno analizzare le caratteristiche di un solo sistema isolatamente senza osservare

il contesto E quindi la pluralità di sistemi che gravitano intorno allo stesso.

Postulato 4: un sistema vitale ha facoltà di operare, Attraverso consonanza prima e

risonanza poi, dei processi di dissolvimento.

Ciò significa che attraverso la guida detiene il potere decisorio può creare condizioni per cui esso

sia integrato perfettamente nella struttura del solo sistema di riferimento, successivamente

mediante aggiustamenti dell'host tema organizzativo può altresì realizzare con questi sono sistemi

una sintonia di finalità tali da garantirgli risonanza.

LEVA FINANZIARIA

L’impresa ha convenienza ad indebitarsi quando sussistono determinate condizioni:

1. ROI > i (investimento del capitale),

2. q > 0 (quoziente di indebitamento)

3. la resa deve essere maggiore delle imposte.

il costo del denaro può aumentare per due motivi:

1) ENDOGENO, aumenta l’indebitamento, quando cresce di il rischio

2) ESOGENO, la BCE e la FEDERAL RESERVE decidono il “costo del denaro”

L’indebitamento è utile affinché si disponga di una maggiore liquidità utile a supportare investimenti

maggiori il cui rendimento sia superiore rispetto agli oneri dell’indebitamento stesso.

L’effetto leva non è sempre positivo, questo perché se il ROI è il 2% e il costo del denaro è 5%

non c’è effetto leva, perché il costo del denaro maggiore mi erode il guadagno se aumenta il costo

del denaro.

Le imprese, la borsa e il mercato dei capitali non vogliono l’incertezza e i cambiamenti repentini,

vogliono che il cambiamento sia lento in modo tale che loro possano adeguarsi.

RN = RO - OF - OT

REDDITO NETTO = REDDITO OPERATIVO - ONERI FINANZIARI - ONERI TRIBUTARI

Se dividiamo tutto per i MP (mezzi propri) e consideriamo che gli oneri finanziari sono determinati

dal costo del denaro per il montante del debito e gli oneri tributari sono determinati dalla differenza

del reddito operativo meno gli oneri finanziari deducibili moltiplicati per l’aliquota.

RN/MP = ROI (ciò che rimane dopo aver pagato gli oneri finanziari e tributari. è sostanzialmente il

dividendo che distribuisco al netto delle riserve)

RO/K = ROE (REDDITO OPERATIVO/INVESTIMENTI)

Pertanto il ROE (redditività sui miei mezzi è in funzione di:

ma l’incognita è il ROI perché vogliamo sapere come varia il ROE al variare del ROI. come varia l

mia redditività operativa al variare della redditività netta.

- se il ROI è uguale a 0, rimane 1-t/1-q (-iq)

- se il ROE e ROI sono uguali PER q=0 abbiamo i-t/i-q (ROI)

nella situazione in cui passa per l’origine NON C’E’ INDEBITAMENTO

nella seconda situazione C’E’ INDEBITAMENTO

Lo scopo del grafico è quello di far capire se c’è una leva finanziaria e quant’è. Se q e ROI sono

uguali in quel punto si ha un costo del denaro che è pari a ROI e abbiamo un ROE che è uguale

ad (1-t)i. se dal quel punto saliamo, vediamo che l’incremento del ROI è più che proporzionale

rispetto all’incremento del ROE.

Questo è possibile spiegarlo con il secondo grafico in cui non abbiamo più un solo quoziente di

indebitamento ma due e quindi è possibile vedere il passaggio da un quoziente di indebitamento

all’altro.

La situazione della retta1 (r1), corrisponde un determinato quoziente di indebitamento e un

determinato costo del denaro (q1,i). In questo caso abbiamo un ROI che è maggiore al costo del

denaro e un ROE1.

Se dovesse aumentare il quoziente di indebitamento, quindi q sale e aumenta il coefficiente

angolare si passa da una situazione di r1 a una situazione r2 in cui aumenta il ΔROI e passa da

una situazione ROI1 ad una situazione ROI2.

ROE1 mi da una redditività ROI1, se si volesse rimanere in quella situazione A con quel costo del

denaro e quella resa del denaro, però aumenta il q (quoziente dell’indebitamento) mi sposterei più

sopra nel punto B. Questa sarebbe sicuramente una situazione migliore per il ROE. pertanto quel

pezzettino sarebbe la leva finanziaria, ottenuta cambiando solo il quoziente di indebitamento con

ROI e ROE costanti. il pezzo rosso sarebbe la Leva finanziaria.

Questo dimostra graficamente che la leva finanziaria aiuta a migliorare la redditività. (MIN 29)

Leva finanziaria (Assistente)

La leva finanziaria prende in considerazione due indici, uno economico e uno industriale,

rispettivamente il ROE e il ROI ed esprime l’elasticità del ROE al variare del ROI.

Per comprendere la leva occorre far riferimento al concetto espresso dalla seguente equazione

MP + D = K

Il più delle volte è opportuno ricorrere all’indebitamento poiché è possibile supportare investimenti

che danno una remunerazione del capitale maggiore rispetto all’investimento che potevamo

supportare con i mezzi propri.

I presupposti affinché ci sia la leva finanziaria sono:

• q > 0 (quoziente di indebitamento è maggiore di zero) quindi che si faccia ricorso

all’indebitamento

• ROI > i (il roi deve essere superiore al costo del denaro, ossia se l’investimento rende meno

rispetto al costo sostenuto per ottenere quel finanziamento allora non ci potrà essere leva, o

quanto meno significa che sarà negativa)

Questa seconda ipotesi è importante poiché il costo del denaro può aumentare per motivi

ENDOGENI, quale ad esempio l’aumento dell’indebitamento che provoca un aumento del rischio,

o per motivi ESOGENI, quali la decisione del costo del denaro da parte della BCE o della Fed. Res

-I motivi per cui indebitarsi possono essere i più disparati, quali ad esempio l’insorgere di

fabbisogni correnti per quanto riguarda quelle imprese il cui business è strettamente legato al

finanziamento (è il caso di quelle grandi imprese che si occupano di costruzioni ad esempio). —- -

-Abbiamo poi fabbisogni strutturali, straordinari o occasionali.

le fonti di finanziamento sono i mezzi propri, il finanziamento interno dei soci, il risultato

economico della gestione.

-Premesso che si decida di ricorrere all’indebitamento, occorre chiedersi in che misura potersi

indebitare, il LIMITE all’indebitamento sostanzialmente è dettato dalla condizione per cui il costo

dell’investimento è superiore rispetto al costo del denaro, ossia quando ROI=i .

La leva finanziaria è definita come l’aumento della redditività del capitale di rischio (ciò che

ho investito) che si manifesta in seguito ad un aumento del grado di indebitamento.

Quando la redditività degli investimenti è superiore al costo delle fonti di finanziamento

utilizzate.

Possiamo dire anche che quando il ROI> i la leva finanziaria è positiva, quando il ROI=i la leva fin

è nulla, quando invece il ROI<i la leva finanziaria è negativa.

Nel grafico disegnato abbiamo due situazioni differenti, la prima rappresentata dalla retta

passante per l’origine in cui NON C’E’ INDEBITAMENTO in quanto essendo il quoziente di

indebitamento uguale a 0, (q=0) ROI e ROE sono uguali pertanto l’effetto leva non c’è.

La seconda situazione è rappresentata dalla seconda retta, non passante per l’origine

Lo scopo del grafico è analizzare se c’è la leva finanziaria e nel caso ci sia quant’è. Nel punto

disegnato ho un costo del denaro uguale a ROI e un ROE uguale (1-t)i.

se si passa in quell’altro punto più a destra vediamo che l’incremento del ROI è più che

proporzionale rispetto all’incremento del ROE, andando sopra si ha un aumento più che

proporzionale.

Più nello specifico questo lo si può spiegare mediante un secondo grafico in cui non si ha più un

solo quoziente di indebitamento ma ne abbiamo due.

Alla retta1 corrisponde un determinato quoziente di indebitamento e un determinato costo del

denaro (q1 e r1). In questo caso si ha un ROI che è maggiore del costo del denaro e un ROE

uguale a ROE1. Se dovesse aumentare il quoziente di indebitamento, q aumenta, quindi aumenta

il coefficiente angolare, si passa da una situazione di ROI1 a ROI2 in cui aumenta il D(elta) del

ROI e si passa da una situazione B in cui il ROE non è più ROE1 ma ROE2..

(questo si potrebbe vedere semplicemente andando dal punto A al punto B corrispondente ad un

quoziente di indebitamento maggiore). x

se aumenta il quoziente di indebitamento (q) contestualmente aumenta anche il ROE, pertanto

l’aumento del ROI è più che proporzionale rispetto all’aumento del del ROE.

poi c’è un ulteriore condizione in cui aumenta il quoziente di indebitamento q e aumenta anche il

ROI, passando da A a B.

AUMENTA IL COSTO DEL DENARO PER RAGIONI INTERNE

Esogena

La variazione del costo del denaro può avere luogo per cause esogene, quali ad esempio decisioni

della BCE o della Federal Reserve. Dati i1 e i2 con (i1< i*< i2) si ha che i* equivale al costo medio

atteso. Il grafico evidenzia quindi le seguenti condizioni per cui si ha che:

ΔROE = ROE2 - ROE1

ΔROE’= ROE’2 - ROE1

ΔROE*=ROE2 - ROE1

ΔROE - ΔROE* > ΔROE - ΔROE’

vedi grafico sul libro

Leva operativa

La creazione del profitto è diversa dalla creazione del valore. Le aziende che per creare profitto

vendono gli assett aziendali non fanno altro che distruggere valore, pertanto non è competitiva nel

lungo periodo.

Efficacia= ossia il conseguimento dell’obbiettivo

efficienza= conseguimento dell’obbiettivo con il minor utilizzo delle variabili.

La leva operativa esprime l’elasticità del profitto, ossia quanto varia, in proporzione al

variare dei ricavi.

Il rapporto tra la variazione del profitto e il prezzo e la variazione dei ricavi sui ricavi possono

essere espressi dalla seconda formula.

Ad una variazione di queste variabili corrisponde proporzionalmente un aumento dei profitti. Nel

modello preso in analisi si considera un’azienda che produce profitti, dove il ricavo è superiore

rispetto a quello di indifferenza.

Considerazioni sulla leva operativa:

1) una leva operativa alta non è sempre sinonimo di positività. Se si ha una leva operativa pari a

2, significa che al variare del 10% e più dei ricavi, avrò una variazione proporzionale del

profitto. Però non è sempre così poiché bisogna fare ulteriori considerazioni di tipo qualitativo e

strutturale all’interno di un’azienda.

Sostanzialmente la leva operativa misura la vulnerabilità dell’azienda in presenza di mercati in

contrazione o più in generale in contesti di non controllo del mercato della domanda.

Questo perché la leva operativa prende in considerazione le capacità strutturali dell’azienda,

quindi se ho una leva operativa alta significa che sto sfruttando molto le capacità strutturali

dell’azienda, e uno sfruttamento massivo della capacità strutturale in mercati in contrazione

non è una cosa positiva. Diversamente in un mercato in espansione una leva operativa alta è

giudicata diversamente. in quel caso viene definita come l’attitudine potenziale dell’azienda

a tradurre in vantaggi economici gli aumenti delle vendite.

Questo rapporto indica la differenza tra la capacità strutturale che si dovrebbe sfruttare per

eguagliare il BEP e quella che realmente sto sfruttando. Nel modello di analisi preso in

considerazione la capacità strutturale sfruttata è superiore rispetto a quella che servirebbe per il

raggiungimento del BEP. Questa formula esprime la leva operativa considerando anche le

capacità strutturali dell’azienda. Si prende in considerazione il TC, il reddito e il profitto in funzione

del reddito.

Se trasformiamo la formula del profitto in funzione del reddito otterremo questa formula (analitica).

E’ importante capire cosa indica questo rapporto, ossia il rapporto tra il ricavo di indifferenza e il

ricavo, indica sostanzialmente la differenza, il gap, tra la capacità strutturale necessaria per

raggiungere il BEP e la capacità che sto effettivamente utilizzando la quale può essere superiore o

inferiore. Nel modello di analisi preso in considerazione nel testo di Golinelli è superiore poiché si

prende in considerazione un’impresa che crea profitto, che manifesta un ricavo superiore al ricavo

di equilibrio.

La curva che indica i diversi stati della leva operativa è la seguente e analizzando delle imprese

che creano profitto, la curva si trova necessariamente al di sopra di quella linea che è pari ad 1,

questo perché se la leva operativa fosse uguale ad 1, ad un aumento dei ricavi del 10%

corrisponderebbe un aumento del 10% i profitti.

considerazioni da fare: quando siamo vicini al ricavo di indifferenza l’azienda presenta una

capacità maggiore a sfruttare le proprie potenzialità, quindi abbiamo una leva operativa molto alta,

al crescere dei ricavi la leva operativa diminuisce. Questo perché il profitto si adegua

proporzionalmente al crescere dei ricavi. Al crescere dei ricavi la leva operativa tende a diminuire.

LO (Rij/R)

Volendo manifestare la leva operativa sulla base di questo rapporto : LO (Rij/R) , ossia quella che

indica la differenza tra la capacità strutturale utilizzata per raggiungere il BEP e quella che

effettivamente viene utilizzata. in questo caso la curva ha un processo inverso, quindi più questo

rapporto si avvicina ad 1 e più la leva operativa in funzione di questo rapporto tende a crescere.

Questo rapporto viene a correlarsi al ciclo di vita del mercato in cui l’impresa opera. Anche in

questo caso la leva può essere interpretata positivamente o negativamente:

• un valore alto di questo rapporto è considerato POSITIVO in un mercato in espansione

• un valore basso di questo rapporto è considerato NEGATIVO in un mercato in contrazione,

perché significa che sto utilizzando una capacità troppo elevata dell’impresa rispetto a quelle

che sono le dinamiche del mercato

Riassunto: un valore alto della leva operativa non sempre è sinonimo di positività ma va

considerato il contesto in cui l’impresa opera, ossia se opera in un mercato in contrazione o in

espansione.

Adeguamento, trasformazione in relazione alla leva operativa

I ragionamenti fatti per la curva di isocosto possono essere traslati analogamente per la leva

operativa. Più nello specifico unendo R1(come ricavo di equilibrio) allo stato 11, volendo operare

una politica di adeguamento, possiamo farlo spostandoci sulla stessa curva dal punto R1 al punto

R2.

1. Pertanto operando un adeguamento avremo un aumento dei ricavi e una contrazione

della leva operativa, con una proporzionalità superiore dei profitti rispetto ai ricavi.

2. Invece operando una politica di trasformazione, modificando quindi la struttura dell’impresa, la

struttura sarà diversa, e si passerà ad uno stato 21

Occorre capire quanto aumenta questo profitto rispetto all’aumentare dei ricavi :

Nel primo caso, ossia quello dell’adeguamento c’è comunque un aumento dei ricavi, ed essendo

sopra quell’intersezione significa che questo aumento dei ricavi corrisponde ad un aumento più

che proporzionale dei profitti e quindi del Tasso di contribuzione.

Nel secondo caso, ossia quello in cui l’impresa decide di cambiare la propria struttura,

trasformazione, e quindi modificando il proprio stato crea una nuova curva, passando dallo stato

11 allo stato 21, c’è un aumento più che proporzionale dei ricavi.

la stessa leva operativa modificando solamente la struttura specifica dell’impresa da dei potenziali

ricavi superiori. Ecco come si evidenzia l’incidenza delle azioni di governo su quella che è la

propensione a creare profitto.

______________________________________________________________________________

LEVA OPERATIVA TERMINA QUI.

Matrice concettuale

Lo studio dei fenomeni di impresa oltre che volti a comprendere una realtà sempre più complessa

è volto alla costruzione di modelli e alla formulazione di teorie che possano coadiuvare le

organizzazioni imprenditoriali nell'esercizio dell'azione dei processi decisionali posti in essere dagli

organi deputati.

Ottenere una rappresentazione pedissequa e oggettiva della realtà circostante trovandoci al

cospetto di sistemi complessi, ed in quanto tali non risolvibili mediante la generazione di algoritmi

matematici così come avviene per sistemi complicati, non si può ambire ad ottenere un modello

universalmente spendibile in quanto come ben possiamo capire queste realtà imprenditoriali sono

permeate di aleatorietà e soggettività.

Tuttavia questi modelli se utilizzati in maniera consapevole in coscienza di quelle che sono le

variabili da gestire mediante delle potenziali previsioni attuabili, tali modelli e teorie possono essere

d'aiuto ad impostare l'attività imprenditoriale.

Più nello specifico la matrice concettuale consente di sintetizzare dei fenomeni osservati

considerati rilevanti ai fini dell'attività stessa. Tale matrice ci permette di interpretare l’impresa e

capire come essa si organizzata questo perché il fare impresa presuppone l’ impiego di particolari

strumenti. A supportare il fatto che questo modello non sia universale ed esaustivo c'è il fatto che si

procede con costanti adeguamenti al fine di creare le condizioni per cui l'impresa si adatti

costantemente all'ambiente nel quale è insita.

Prima di entrare nel merito della matrice concettuale occorre definire il concetto di struttura e dello

schema organizzativo.

Lo schema organizzativo serve a definire progetti e attività da porre in essere attraverso una

specifica successione di relazioni tra le componenti.

Infatti nel momento in cui si decide di dar vita ad un'impresa abbiamo una accolta, ossia dei

singoli elementi che non hanno relazioni tra di loro, successivamente si avrà un insieme ottenuto

nel momento in cui una parte di questi elementi vengono riuniti. Quando alla fine questi elementi

inizieranno ad essere uniti creando delle relazioni si creeranno allora delle componenti.

Pertanto la struttura avrà luogo nel momento in cui tutti gli elementi omogenei e strutturalmente

compatibili verranno uniti. La struttura comprende elementi e relazioni la cui coordinazione

attraverso l'implementazione di un sistema porta al conseguimento di un fine comune, il quale a

sua volta non è univoco ma dipende dal tipo di azienda.

La struttura sua volta si divide in struttura logica (intangibile) e struttura fisica (tangibile).


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36

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AUTORE

aeitni

PUBBLICATO

10 mesi fa


DETTAGLI
Corso di laurea: Corso di laurea in management e diritto d'impresa (LATINA)
SSD:
A.A.: 2018-2019

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher aeitni di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia e gestione delle imprese e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università La Sapienza - Uniroma1 o del prof Quattrociocchi Bernardino.

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