Riassunto di Economia e Gestione delle Imprese – EGI
Libro uno:
Economia e Gestione delle imprese – Alessandro Baroncelli, Luigi Serio – McGraw-Hill
Libro due:
Operation, supply chain e strategie competitive – Roberta Crespi – G. Giappichielli editore
CAPITOLO UNO – Teorie dell’impresa
1. Perché le imprese esistono?
Il primo a teorizzare il motivo dell’esistenza delle imprese è Coase (1937) secondo il quale le
imprese esistono a causa delle imperfezioni del mercato, e più precisamente nell’esistenza dei
costi di transazione. Questo tipo di visione è neoclassica in quanto fa rimanere l’impresa
incentrata sull’allocazione delle risorse. Una possibile altra risposta a questo quesito vede invece
nell’impresa uno spazio di produzione e un luogo di creazione di ricchezza e innovazione.
Secondo Coase le imprese esistono perché le transazioni di mercato sono costose ed esistono tre
tipi di costi: costi di scoperta dei prezzi adeguati, costi di negoziazione e di conclusione di contratti
separati per ogni transazioni e costi legati all’incertezza. Tali costi possono essere ridotti (muda),
ma non eliminati.
2. Che cos’è un’impresa è qual è la sua natura?
Esistono due dimensioni: l’impresa come luogo di coordinamento degli agenti, oppure impresa
come luogo di gestione dei conflitti e degli interessi degli agenti stessi. La natura dell’impresa è
quella di coordinamento economico con il mercato.
3. Quali son i principali schemi della teoria economica che hanno affrontato il tema della
definizione dell’impresa?
Ci sono cinque teorie che parlano di impresa:
Teoria neoclassica
In questa teoria l’impresa non ha un ruolo predominante (si dà più importanza
all’individuo). Questa teoria fornisce 6 postulati dell’economia (forniti da Walras):
- La ricerca di condizioni di equilibrio in situazioni di concorrenza e di disponibilità di
informazioni perfette ed in assenza del progresso delle tecniche;
- L’ipotesi della razionalità perfetta degli agenti che, per l’impresa, ha come conseguenza
l’obiettivo della massimizzazione del profitto;
- La preminenza attribuita all’analisi dello scambio rispetto a quella della produzione;
- Il proprietario ed i manager dell’impresa coincidono;
- L’obiettivo dell’impresa è la massimizzazione dei profitti;
- I benefici e gli oneri (sia sociali che privati) sono completamente espressi dai ricavi e
dai costi.
Teoria dei costi di transazione
Il mercato non consente di regolare la transazione in modo esclusivo. L’impresa è
un’alternativa tanto più efficiente quanto più elevati sono i costi di transazione. Il
management deve trovare le soluzioni organizzative più adeguate. Dalla teoria dei costi di
transazione Coase introduce l’impresa in un ruolo predominante.
I limiti di questa teoria stanno nel fatto che essa non contempla i costi di agenzia né
l’evoluzione dell’impresa, né spiega come dovrebbero aver luogo l’integrazione verticale di
fronte a investimenti in capitale umano, non valutabili esternamente e non trasferibili.
Teoria dell’agenzia
Il principale (imprenditore) dà all’agente (amministratore delegato) il compito
dell’amministrazione aziendale. L’impresa non ha un’esistenza vera e propria (è considerata
come una finzione legale). Questo tipo di teoria comporta dei costi, ovvero le spese di
controllo, i costi di obbligazione (sostenuti dall’agente) ed i costi per la perdita residuale. Ci
sono inoltre tre pilastri di queste teoria:
2013/2014 – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Laurea in Economia e Gestione Aziendale 1 di 41
Riassunto di Economia e Gestione delle Imprese – EGI
- L’impresa non ha una vera e propria esistenza (è una finzione legale)
- L’unica certezza è costituita dall’esistenza di relazioni contrattuali complesse
- Non esiste una vera e propria contrapposizione tra impresa e mercato
Teoria degli stakeholder
Caratteristica principale della “stakeholder theory” è quella di definire innanzitutto verso chi
l’impresa è responsabile, prima di preoccuparsi di che cosa sia responsabile. (Impresa come
sistema aperto).
L’impresa è un’entità governata da una razionalità intersoggettiva che si trasforma in base
alla capacità di tutti gli attori (interni ed esterni), il cui ruolo è differenziato dalla loro
capacità di determinare o condizionare le performance dell’organizzazione.
Teoria evoluzionista
L’impresa è un sistema soggetto all’adattamento: attraverso l’apprendimento e la
sperimentazione si adatta al suo ambiente. L’esperienza dell’impresa si traduce in un numero
di procedure operative standardizzate che, col passare del tempo e con il succedersi
dell’esperienza, si possono trasformare attraverso l’innovazione e l’apprendimento.
L’impresa non è un’entità immutabile, è un sistema di regole che si modificano in funzione di
nuovi obiettivi.
Questa teoria è incentrata sulle competenze produttive e sui processi e prodotti innovativi.
L’apprendimento è un comportamento motivato e orientato all’acquisizione di conoscenza in
vista di uno scopo; nella prospettiva evoluzionista l’apprendimento presenta tre
caratteristiche:
- È cumulativo
- Avviene a livello organizzativo
- È legato alla routine statica
4. Qual è l’essenza della teoria neoclassica?
Vedi punto uno domanda 3.
5. Quali sono gli aspetti essenziali della teoria dei costi di transazione?
L’aspetto fondamentale è il ruolo dell’impresa, che a differenza della teoria neoclassica,
acquisisce in questa teoria un ruolo fondamentale all’interno del mercato.
6. Quali sono i fattori fondamentali della teoria dell’agenzia?
Vedi punto tre domanda 3.
7. Cosa s’intende per stakeholder e in cosa consistono i tratti essenziali della teoria
dell’impresa basata sull’analisi e sul ruolo degli stakeholder?
Per stakeholder s’intende un gruppo o un individuo che può influenzare o può essere influenzato
dal raggiungimento degli obiettivi dell’impresa. (Letteralmente: “portatore di interesse”). Si
possono distinguere due tipi di stakeholder: quelli primari e quelli secondari.
Stakeholder primari:
Con essi l’impresa intrattiene una relazione continua, spesso contrattualizzata e dai quali
dipende la sopravvivenza dell’azienda.
Stakeholder secondari:
Con essi la relazione che intercorre è di carattere indiretto e secondario.
8. Quali sono i fattori fondamentali della teoria evoluzionista dell’impresa?
La domanda fondamentale da affrontare per elaborare una teoria dell’impresa è quella della
coerenza dell’impresa in termini di composizione e articolazione del portafoglio di attività, si
tratta di definire dei criteri in base ai quali:
- distinguere un’impresa dall’altra
- Spiegare perché ogni singola impresa si compone di un portafoglio di attività la cui
composizione non è aleatoria bensì, risponde a una coerenza interna
2013/2014 – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Laurea in Economia e Gestione Aziendale 2 di 41
Riassunto di Economia e Gestione delle Imprese – EGI
- Spiegare attraverso quali logiche le imprese evolvono e si trasformano ossia
modificano il portafoglio di attività o l’attività principale
2013/2014 – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Laurea in Economia e Gestione Aziendale 3 di 41
Riassunto di Economia e Gestione delle Imprese – EGI
CAPITOLO DUE – Concetto di impresa
1. Quali sono i fattori critici nella definizione dell’impresa?
L’impresa è un’istituzione economica, un sistema aperto e dinamico che organizza e utilizza
risorse umane e capitali collegato sia tra loro, sia con soggetti esterni, da relazioni orientate alla
realizzazione di trasformazioni di tipo economico finalizzate all’ottenimento di prodotti o servizi
e alla loro offerta sul mercato.
L’impresa è definita come un istituzione economica che mediante l’impiego di un complesso
differenziato di risorse svolge processi di acquisizione e di produzione di beni o servizi da
scambiare con entità esterne al fine di conseguire un reddito. Componenti distintivi dell’azienda:
- Presenza di un’organizzazione
- Svolgimento di processi di produzione
- Relazione di scambio con entità esterne
- Finalità di produrre reddito
L’impresa è altresì un sistema:
- Aperto (per sopravvivere, deve intrattenere continue relazioni)
- Socio-tecnico (è costituita sia da persone che da impianti e attrezzature)
- Cognitivo (il vero valore è l’avviamento, l’immagine ed il know-how)
2. Quali sono le funzioni istituzionali dell’impresa?
L’impresa può essere divisa in base alle sue funzioni istituzionali come:
- Organizzazione economica
In quanto il suo scopo è il soddisfacimento dei bisogni umani mediante l’utilizzo di
risorse non disponibili in natura in misura illimitata)
- Sistema sociale
In quanto si deve agli sforzi dei gruppi sociali operanti al suo interno se essa crea e
distribuisce ricchezza, rappresentando così uno strumento per il soddisfacimento delle
necessità di chi vi opera.
- Struttura patrimoniale
In quanto aggrega un insieme di beni organizzato e orientato allo svolgimento dei
processi produttivi.
Le tre funzioni sopra descritte sono strettamente correlate fra di loro infatti la capacità di
produrre reddito nel lungo periodo consente all’impresa di adempiere alle sue finalità
economiche e crea le condizioni per soddisfare i bisogni del sistema sociale nel quale è inserita.
3. Quali sono le finalità imprenditoriali?
Le finalità imprenditoriali sono la massimizzazione del profitto nel lungo periodo, la
sopravvivenza dell’impresa, la creazione e diffusione del valore economico, lo sviluppo
dimensionale dell’impresa, la massimizzazione sociale del profitto e il conseguimento del
successo sociale.
4. Quali sono le forme istituzionali dell’impresa?
Con forme istituzionali dell’impresa ci riferiamo a:
- Impresa capitalistica
Caratterizzata dalla presenza dell’imprenditore capitalista proprietario dei mezzi
di produzione e gestore diretto dell’attività produttiva.
- Impresa manageriale
È gestita dal management e determina la scissione tra proprietà e controllo
- Impresa post-manageriale
È caratterizzata dalla cogestione delle risorse e dalla diretta partecipazione di
datori di lavoro e lavoratori ai risultati aziendali.
- Impresa cooperativa
2013/2014 – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Laurea in Economia e Gestione Aziendale 4 di 41
Riassunto di Economia e Gestione delle Imprese – EGI
È finalizzata al conseguimento di uno scopo mutualistico. La funzione
imprenditoriale spetta per definizione alla base sociale che conferisce compiti di
natura gestionale all’organo amministrativo.
- Impresa No-Profit
Amministra fiduciariamente i capitali forniti dai donatori/contributori per
perseguire i fini sociali. In essa vige il vincolo di non distribuzione degli utili.
Esiste un amministratore che però non ha il diritto di appropriarsi del profitto.
5. Quali sono gli assetti proprietari dell’impresa?
Esistono 7 tipi di assetti proprietari d’impresa.
- Imprese a controllo assoluto o imprese padronali
Vi è solamente un individuo, imprenditore, che prende le decisioni importanti
per la vita societaria. Il capitale è suddiviso in maniera tale che risulti impossibile
effettuare una scalata ai vertici degli organi aziendali: la maggioranza assoluta è
detenuta da una persona fisica o da una società posseduta da una persona fisica.
- Controllo familiare
Una famiglia detiene il controllo sui diritti di proprietà dell’impresa. È un’attività
imprenditoriale in cui i portatori di equity appartengono a una o più famiglie
collegate tra loro da vincoli di parentela o affinità i cui membri esercitano altresì
potere di governo.
- Controllo di coalizione
Sono imprese senza maggioranza o di soggetti non legati da parentela e non
imprese statali o finanziarie. Il controllo può essere esercitato congiuntamente da
molteplici proprietari nessuno dei quali dispone della maggioranza dei diritti di
voto, sono legati da patti di sindacati, alleanze o affinità dovute da comuni
interessi. In alternativa il controllo può essere delegato ad uno dei proprietari.
- Controllo e supervisione finanziaria
Il controllo è separato dalla proprietà. Le garanzie ai finanziatori sono
rappresentate dalla presenza, tra i proprietari, di uno o più soggetti istituzionali
(banche, 106 TUB) i quali esercitano attività di supervisione
- Public company
Il capitale sociale dell’azienda è suddiviso in un numero elevato di azioni. Le
decisioni sostanziali sono prese da uno staff di manager professionisti che di fatto
detengono il controllo della società
- Controllo cooperativo
Si ritrova quando un gruppo di soggetti gestisce un comune (a scopo
mutualistico) un’impresa caratterizzata da un’elevata attenzione alla posizione
dei soci e alla loro partecipazione al governo della cooperativa
- Controllo statale
La proprietà è totalmente o per la maggior parte nelle mani dello stato, mentre il
controllo è esercitato dagli amministratori della azienda pubblica.
6. Come si definiscono e chi sono i soggetti detti “stakeholder” dell’impresa?
Vedi domanda 7.
7. Come si riclassificano gli stakeholder in base ai rapporti che stabiliscono con l’impresa?
Vedi domanda 7.
I criteri in base ai quali si suddividono gli stakeholder sono:
- Forza
- Legittimazione
- Attualità (dell’interesse che difendono, da cui dipende il grado d’urgenza)
Esistono inoltre quattro macro categorie di stakeholder: amichevoli, avversari, non orientati e
marginali.
2013/2014 – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano – Laurea in Economia e Gestione Aziendale 5 di 41
Riassunto di Economia e Gestione delle Imprese – EGI
CAPITOLO TRE – Definizione del business
1. Perché la definizione del business può essere considerata la prima fase del processo di
formulazione della strategia?
Si considera la strategia di un’impresa come la capacità di collegare le proprie competenze
distintive con l’ambiente di riferimento, una prima valutazione riguarda l’opportunità di
scegliere o no se operare in un business. La definizione del business è la prima fase del processo
di formulazione della strategia perché attraverso questa definizione le imprese riescono a creare
innovazione di valore che consiste nel realizzare l’innovazione attraverso migliori combinazioni
in termini di utilità per la clientela, di prezzo e di costo. Una volta che il business è stato definito,
emergono le questioni di carattere strategico che discendo dalle scelte effettuate (quali sono gli
obiettivi coerenti con il nuovo business? Quali sono le riserve intere da attivare in tal senso?)
2. Quali sono gli approcci teorici e quali le finalità nella definizione del business?
I principali approcci nella definizione del business sono:
- Una prospettiva incentrata sui prodotti o servizi di cui si compone (Supply-side
definition: individui i concorrenti, individui l’area geografica e i relativi attuali
concorrenti inseriti in essa,);
- Un approccio che fonda la definizione sui mercati serviti (Demand-side
definition: in primo piano sono poste le esigente e chieste del cliente. Questo
approccio si basa su due assunti: le persone sono alla ricerca dei benefici che i
prodotti possono loro apportare e non dei prodotti in sé; i clienti valutano le
alternative dal punto di vista dei contesti d’uso con i quali hanno una certa
esperienza o dal punto di vista delle specifiche applicazioni che stanno cercando.)
Una volta che il business è stato definito, emergono le questioni di carattere strategico che
discendo dalle scelte effettuate (quali sono gli obiettivi coerenti con il nuovo business? Quali
sono le riserve intere da attivare in tal senso?)
3. Quali sono le dimensioni utilizzate nel modello di Abell per definire le attività?
Il modello di Abell è uno schema per la definizione del business nel quale si descrivono i settori
(business); è basato su tre dimensioni:
Gruppi di clienti serviti
Definizione del cliente (B2B, B2C).
Bisogni dei clienti da soddisfare
Definizione del bisogno del cliente (bisogno a soddisfacimento diretto, a
vantaggio derivante dall’utilizzo del prodotto). Se il bene soddisfa più bisogni è
possibile che i beni siano tra di loro complementari, simili o disgiunti.
Tecnologie utilizzate
Sono tutte le possibili modalità con cui possono essere svolte le funzioni per
soddisfare le funzioni dei clienti.
4. In cosa consistono e in cosa differiscono i concetti di: prodotto, business, settore e
mercato?
Prodotto:
Il prodotto risulta dall’applicazione di una determinata modalità volta al soddisfacimento di un
determinato bisogno, per un determinato gruppo di clienti.
Business:
Viene definito come una selezione di alcuni gruppi di clienti e di alcune funzioni svolte per
gruppi di clienti, basate su una modalità. (Li scelgo cosi: a chi mi rivolgo? Quali funzioni
soddisfo? Che cosa sono capace di fare?).
Settore:
2013/2014 – Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano –
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Esercitazioni economia e gestione delle imprese, economia e gestione delle imprese
-
Economia aziendale
-
Economia aziendale
-
Economia e gestione delle imprese